Troisio Luciano

Reportage da Padangbai

Autore: 
Troisio Luciano

Padangbai, mercoledì 6 agosto 2008

1
Davanti al bungalow è appena passato un carrettino che trasportava un enorme marlin sui due metri e più (ce ne sono anche da noi e spesso vedo la testa con la spada al banco pesce del Pam). L'hanno comperato quelli dell'albergo-ristorante, appena pescato stamattina (ora sono le 8.30). Lo hanno buttato per terra sotto il portico finale (dove i muratori stanno smartellando e dove c'è la lavanderia, il disbrigo piatti e tazze del bf), in un riquadro di piastrelle più basso di un dieci cm rispetto al resto del pavimento, con acqua corrente e scarico della medesima, dove sezionare le bestie come al macello e al teatro anatomico. Dopo un po' ho visto passare due ragazze con attrezzi e secchi, seguite da un bianco sui 45 con fotocamera, ridanciano, rumoroso, con continue uscite in inglese tipo, a me che ero a torso nudo e mostravo una terribile cicatrice sullo sterno: iu uon tu si de operescen? Ho capito che erano le squartatrici, non ho resistito, sono corso a prendere la macchina e in sarong scalzo li ho seguiti. Le ragazze gentili, impugnati i coltelloni hanno iniziato a incidere la coda, poi la schiena del pesce, hanno tagliato le grosse pinne e anche una lunghissima cresta superiore. Meglio averle amiche. Sembrava più esperta quella con qualche anno in più. Spesso si fermava, arrotava il coltello su una cote, riprendeva a incidere la pelle scura. Poi l'altra più giovane e molto bella (penso con crescente tristezza che ormai non ce la farò più ad amarle tutte), le dava il cambio. Ha iniziato a incidere la testa, quell'occhio da pesce lesso rimaneva neutro, quindi sono passate a incidere la pancia. Il mattacchione chiedeva: questo cos'è, il liver, au meni porscion? E giù a scatti risate assordanti un po' strane, (lo fa anche al ristorante dove lo vedo spesso e ride e urla da solo, ma allegramente. Disturba i padroni nell'atto di compiere offerte e rituali sacri; questo mi pare davvero sconveniente per un adulto viaggiatore sano di mente e di media educazione)!
Estratti gli organi ventrali, lungo tutta la pancia si vedevano delle bolle semitrasparenti piene d'aria (forse la vescica natatoria che permette al pesce di cambiare profondità e posizione?). Poi hanno cominciato a sollevare la parte superiore, rispetto alla spina, prima con un coltellone, poi con una ronca più grossa che serve per colpire dall'alto, come un corto machete da macellaio. Sangue, colpi non precisi, fettine superflue che si staccavano (con quelle faranno la soup). Arrivate alla testa staccarono l'enorme filetto. La ragazza giovane lo sosteneva da sola, quindi presumo che pesasse al massimo venti chili. Buttato a lato, con la pelle verso il pavimento, girato il resto del pesce fecero altrettanto con l'altro filetto. A questo punto il mattacchione se n'era andato. Restai un altro po'; la macchina mi avvisava che la batteria si stava esaurendo. La più giovane delle due macellaie, con le mani e i pantaloni insanguinati sulle ginocchia, era di una bellezza del cosiddetto asino: volto piuttosto banale e fisionomia comune, ma un corpo delizioso nelle sue piene giuste curve ancora adolescenti. Chinata al massimo, si era un paio di volte tirata su i jeans, che lasciavano intravedere una bella schiena, di pelle chiara-morata, fino all'inizio di un sobrio e soave culetto appena scollato, nascosto da un controinizio di mutandina giallo-gloriosa.


2
A volte rifletto (non sull'eventuale bellezza ma) sull'importanza del fondoschiena, non per sola volgarità (il maestro Tinto Brass mi conforta e mi è amorevole testimone). Pare che i glutei siano stati importantissimi anzi fondamentali per il passaggio alla posizione eretta, anche in funzione di contrappeso nel primate bipede, ma ancor prima e per tutta la fase in cui l'accoppiamento degli ominidi avveniva more pecudum. Vedi l'ottimo film "La guerra del fuoco". Il passaggio (graduale) alla posizione del missionario tuttora in vigore, è stato insegnato ai rozzi e potenti brutaloni esogami cacciatori (con l'amata clava), dalle donne delle tribù più evolute e depravate (ma anche portatrici di un primo abbozzo del sentimento amoroso, e in seguito di più articolate cure parentali). Proprio questa posizione avrebbe costretto le donne stesse, che hanno sempre tirato la carretta ma anche deciso tutto, a costruirsi dei glutei supplementari anteriori con funzione erotica: le magnifiche tette. Questa in soldoni la teoria scientifica che sembra prevalere, sull'origine di tale deliziosa trappola.
Personalmente (e credo di non essere il solo) sono pochissimo convinto che la vera causa sia stata erotica, anche perché il fondoschiena esisteva sempre e non ha mai perso di popolarità, tuttaltro. Perché la donna ha le mammelle a poca distanza dalla testa e molti altri mammiferi, per es. i bovini, hanno le mammelle verso l'inguine? Tutto deriva con molta probabilità dalla mano (che i bovini non hanno). Nell'evoluzione nulla avviene per caso: tutto segue un'economia lenta ma ferrea. Avrei una modesta proposta: il prominente gonfiarsi delle mammelle nella femmina, dall'Homo Abilis in avanti, è frutto dell'evoluzione dei primati in generale, passati alla posizione definitiva eretta, cioè da quadrumani a bipedi. Tutti gli altri mammiferi hanno molte coppie di capezzoli per allattare i molti nati, ma la femmina dei primati, pur continuando ad avere molte coppie di capezzoli, subisce la meravigliosa evoluzione dell'uso degli arti superiori liberi, per impugnare bastoni-armi e poi per fabbricare oggetti. Da qui, dall'evoluzione della mano nasce il portento della civiltà dell'Homo Sapiens. Che non si ferma, ma ci regala come codicillo anche le misteriose ineffabili emisfere. Un famoso personaggio ha detto: senza tette non c'è paradiso (e il professore di Estetica Sergio Bettini in stupende dispense anni 60, parlando di alcuni mazzi di carte medievali che non avevano la donna, scrisse: senza donna non c'è sorte. Ma questo è un altro capitolo).
Le femmine dei mammiferi che hanno nidiate numerose tendono a fornire un capezzolo ad ogni nato, vedi topi, cani, suini. A volte succede che qualche lattonzolo non ha un capezzolo a disposizione, i fratelli lo respingono e lui non cresce di peso e muore. Per i bovidi e i primati è il contrario: pochi nati, pochi capezzoli concentrati.
La femmina delle scimmie più evolute cammina eretta, di solito ha un solo nato, le bastano ormai due coppie di capezzoli, gliene basterebbero anche di meno. Poiché ha gli arti superiori liberi e ovviamente prensili, può "impugnare" il piccolo, trattenerlo affettuosamente "in braccio", sia da ferma che durante gli spostamenti. Da questa posizione prende il via definitivo la prevalenza di una sola coppia di capezzoli, e precisamente quella più vicina alle braccia e al volto, dove il piccolo è trattenuto dall'abbraccio e dal controllo oculare materno. Poiché in questa posizione comoda il piccolo allatta, le altre coppie di capezzoli col passare dei millenni perdono importanza e le ghiandole mammarie accumulano il latte sulla sola coppia superiore; le altre si atrofizzano, ma come è noto non spariscono, tanto che tuttoggi, in rari casi anche nella specie umana, alcune ragazze (ma anche maschi) hanno ancora resti di un terzo capezzolo atrofizzato sotto la prima (e ormai unica per l'Homo Sapiens) coppia. Molti scienziati si interrogano inoltre sullo strano fatto che il maschio dei mammiferi abbia ancora i capezzoli e perché. Forse in futuro spariranno del tutto, oppure potrebbero avere un'altra funzione?
Quindi le mani creano le tette che da sempre vogliono toccare. Ci mettono parecchio ma alla fine sono premiati: ammaliante metafora ed elogio della lentezza.
Tetta: parola confortante dalla radice latina teg, o greca tek: proteggo, custodisco, garantisco; come teca, tetto, tegola. E infatti ci spiegano che il seno grosso, clamoroso richiamo come sanno bene tutti i media, non ha in realtà un significato erotico (non ditelo ai maschi...) ma è solo riserva, garanzia di abbondante nutrimento per la prole (come, per rimanere nell'ambito indoeuropeo, risulta evidente anche dalla mitica statuaria indiana). E per questa garanzia il maschio, che non lo sa, sceglierà la tettona.
Che brutta spiegazione! Come la bellezza e la poesia sotto sotto, si trovano inconsciamente ad aver a che fare con la suzione... Come l'imprendibile e somma Estetica risulta ancilla di altro, di un altro programma nascosto... Quanto il bello è relativo! Come diceva l'aitante intenditore stello marino eccitandosi, vedendo nuotare un leggiadro gruppo di stelle marine: che pezzi di cinque punte...
Questa la mia personale teoria da profano dilettante de mulierum tectarum origine, ma non escludo che altri l'abbia enunciata prima di me, brevettata a mia insaputa e con maggior acribia, quindi mi scuso tanto delle chiacchiere.

Luciano Troisio

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Commenti

Quanto il bello è relativo! Come diceva l?aitante intenditore stello marino eccitandosi, vedendo nuotare un leggiadro gruppo di stelle marine: che pezzi di cinque punte?

Professore! Lo stello marino è troppo simpatico, la teoria evoluzionistica sulle forme femminili assai interessante, benché putroppo io tenda a credere alla Favola di Adamo ed Eva, come a dire che era già tutto previsto (anche che a voi uomini non piacessero per esempio i gomiti femminili, ma proprio quelle quattro altre cose in evidenza da entrambi i lati e questo, credo, per una bassa questione di preservazione della specie...).

interessante la tua teoria sull'origine delle tette :)
Un solo dettaglio, però:
"E infatti ci spiegano che il seno grosso, clamoroso richiamo come sanno bene tutti i media, non ha in realtà un significato erotico (non ditelo ai maschi?) ma è solo riserva, garanzia di abbondante nutrimento per la prole"
> il seno serve principalmente ad allattare,ma seno grosso non significa necessariamente abbondanza di latte, te lo dico in base all'esperienza di maternità, ho visto donne con poche tette aver fiumi di latte, altre tettone, ma non produttive. Se il fenomeno sia solo moderno non saprei dirti....in ogni caso l'accumulo di tanto grasso dà sicuramente l'idea di abbondanza e questo magari vogliono indicare anche le sculture indiane.
Per il resto ,trovo anch'io simpatico lo stello marino :)))