Troisio Luciano

Reportage da Luang Prabang. La sindrome di Shangai

Autore: 
Troisio Luciano

Luang Prabang, lunedì 29 dicembre 08

Stamattina alle 10 ho consumato un ottimo e abbondante american-bf (in codice: ABF) al solito locale cult "Ancient cafe Khop Chai", quello che fa le torte, ed è anche albergo costoso. Non c'era nessun tavolo libero, ne hanno allestito uno per me all'aperto, dove più tardi vengono sistemate le bancarelle delle torte, che vanno a ruba (costano 7.000 kip la fetta, ecluse le pizze che costano 20.000). Il personale è un tantino rozzo, ma molto servizievole. Non sono affatto cattivi: non ci arrivano. Mi hanno dotato perfino di ombrellone, perché oggi il sole picchia forte, ed è quello di montagna. Se non passassero di continuo giovani monaci con tonaca senape molto pulita, fascia ripiegata in ordine e, controsole, ombrello giallo, visto il contorno di montagne, si potrebbe essere in centro ad Asiago.

Dal mio tavolo, che era già da prima ornato di un bel vaso di fiori, ho assistito all'arrivo delle limousine dall'aeroporto (era arrivato il volo ATR da Bangkok): giapponesi supponenti che, visto che strapagano, vengono trattati con mille inchini a molla. A una ragazza bruttina occhialuta, un po' timida, seguita dai finti coolies con i bagagli estratti dalla limousine, quando è passata davanti al mio tavolo, ho fatto da seduto un inchino anch'io. Non ha minimamente modificato l'espressione del suo volto da Teatro No, continuando la sua marcia (presumibilmente verso il nulla).

Delle tante cose che compongono il bf, quella che davvero mi piace è la spremuta d'arance, che ottengo senza zucchero. Poi sono tornato all'ufficio postale, lì a 50 metri, perché oggi è lunedì e c'è il Funzionario con le chiavi della vetrinetta dei francobolli. Per vederli bisogna inginocchiarsi, oppure accoccolarsi, rischiando poi, rialzandosi, le vertigini. E' divisa in tre ripiani, l'ultimo è pieno di cartacce e insetti morti, il penultimo ha i foglietti e il primo i francobolli. Desideravo acquistare il raro foglietto "Melanzane" del 2008, stampato in 2.000 esemplari. Non hanno più nulla: è l'alta stagione e i turisti occidentali, in barba alla crisi, hanno già comperato tutto. Il funzionario mi ha detto che forse a Vientiane... e comunque di tornare l'anno nuovo (praticamente: di non farmi mai più vedere).

Sono afflitto dalla sindrome o legge di Shanghai (la propensione allo shop è inversamente proporzionale allo squallore affettivo), compro a rotta di collo. Ci sono bellissime colorate emissioni congiunte ASEAN di 10 paesi (un embrione di mercato comune che lega Laos, Cambogia, Vietnam, Tailandia, Myanmar, Malesia, Brunei, Singapore, Indonesia, Filippine) ognuno con un foglietto di 10 francobolli. Ogni paese suggerisce l'immagine di un francobollo, in questo caso un edificio esistente nel suo territorio, infatti l'emissione è dedicata all'architettura moderna. E ogni stato stampa, con il valore facciale espresso nella sua moneta, il foglietto con i dieci soggetti scelti. Naturalmente il ridente Funzionario non ne sa nulla.

Vicino all'ufficio postale, presso l'incrocio più importante di Luang Prabang, che lega la città antica a quella recente non protetta dall'Unesco, e raggruppa, oltre al succitato ufficio provinciale delle Poste, l'Ufficio turistico, il mercato della frutta, il caffè-albergo per giapponesi danarosi, c'è anche il rivenditore di cartoline, cartoleria e francobolli più importante della città.

Un posto d'oro.

(In Veneto: botega de canton, fa soldi ogni mincion.)

Il padrone è un cinquantenne che parla anche un po' di francese, telefona in continuazione, saluta con ciaociao. Non riesce a disimpegnare gli ordini; una fanciulla lo aiuta.

Avrebbe anche francobolli antichi dell'epoca del re, con la scritta Indochine, e perfino col saluto romano, del 1942, ma quelli vengono cari e glieli lascio volentieri. Ha parecchi foglietti, (anche qui Melanzane esaurite), l'Asean c'è tutto escluso il foglietto della Cambogia. Faccio una spesa di mezzo milione di kip, una quarantina di euro, lui comincia a fischiettare su altro livello semiologico, mi regala delle banconote fuori corso e mi segnala un cartoncino con tre monete metalliche anche quelle fuori corso (attualmente in Laos non esistono monete metalliche, ma solo banconote). Siccome nulla costa più di un euro o due, compro anche quelle.

Il sole scotta, ho dimenticato cappellino e occhiali neri, è quasi mezzogiorno, torno in camera. Scriverò fino alle cinque (perché a quell'ora le seghe diesel, le pialle elettriche e gli smartellamenti dei muratori cessano) quindi a Internet.

Luciano Troisio, dicembre 2008

 

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Commenti

Sono afflitto dalla sindrome o legge di Shanghai (la propensione allo shop è inversamente proporzionale allo squallore affettivo), compro a rotta di collo...

"Se affetto sei dalla sindrome di Shanghai/ vol dir che li soldi ce l'hai!". O mi sbaglio?

(appena il tuo collega, professor Troisio, si connette risponde. E' un viaggiatore instancabile, l'avrai notato.
Magister Sinicopleuste, ecce il professor Enzo Sardellaro, da Adria.
Qui: http://www.lankelot.eu/index.php/staff/826/sard

scheda e articoli)

"Non hanno più nulla: è l?alta stagione e i turisti occidentali, in barba alla crisi, hanno già comperato tutto."

Immagino che chi fa un viaggio fin lì possa permettersi almeno i foglietti (ma cosa sono esttamente??????)

Ma caro Sard,
non vorrai che un povero pensionato, vecchio, solo, cui non resta più nulla nella vita (hai mai sentito nulla di più penoso?), che non fuma non beve non va a uomini, parta senza soldi. Devi sapere che in questi paesi della sfiga ininterrotta, si spende molto meno che a Adria. La pensione basta e avanza. Anzi, molti disgraziati italiani che in Italia mangerebbero pane comune e mortadella da discount, e non arrivano alla sesta settimana, si trasferiscono definitivamente su qualche isola del golfo del Siam o Indonesiana (ce ne sono 7.000 di deserte) e con la pensioncina fanno i signori. La spesa più importante è il volo, che bisogna pazientemente cercare a poco su internet, volare scomodi, con le compagnie scassate che ti fanno pregare Allà, Pakistan, Zimbawue, quelle vietate ai cieli europei. I soldi, certo che ce l'ho: la mia pensione di insegnante, e in un viaggio lungo circa 2 mesi butto via un sacco di soldi (comunque la somma spesa in questo articolo è di circa 40 euro, più il BF di tre euro, che è un furto, ma questo è un altro capitolo).
Altrimenti come avrei fatto a viaggiare senza fare il gigolò o il delinquente? Ma sappi che in giro incontro, e mantengo rapporti e-mail con altri italiani, quasi tutti pensionati, che se vanno in giro per sei-sette mesi l'anno.
Grazie del tuo commento preciso e ben articolato. Volevi farci sapere che sei un poeta, eh!?
Spero di conoscerti e che tu mi faccia da cicerone al famoso museo di Adria.

Cara Ilde,
io viaggio come il monaco straccione, con gli infradito, come del resto la maggioranza dei turisti, le mie camere costano 10 dollari, è già tanto rispetto alla media, hanno l'acqua calda, sono pulite con la garanzia delle norme igieniche e senza insetti. Se vuoi stare in giro mesi non puoi andare nei posti di lusso. Ma in giro vedo gente elegante, signore anche passatelle agghindate in modo meraviglioso, ragazze stupende che saranno attrici o baldraccone o ereditiere. La classe non mi sfugge. I più spendaccioni sono gli italiani, che scendono negli alberghi costosissimi (ce ne sono anche da 2.000 dollari la notte).
Per quanto riguarda i foglietti: si tratta di francobolli diversi riuniti in un solo foglio di piccolo formato. Da qualche anno ne emette anche l'Italia. Costano poco, spesso sono belli, valgono nulla.

Baci e Buon Anno 2009 a tutta la combriccola,
gnente crisi e tanti bisi.

"Se vuoi stare in giro mesi non puoi andare nei posti di lusso"

Vero. Mi sto allenando, sai? Anche se solo nella Vecchia Europa (due anni fa abbiamo percorso l'Andalusia a suon di B&B senza la seconda B e di pranzi a base di frutta anche lavata poco).

D'altra parte nei miei sogni futuri, a parte la Terra Santa ma quando sarà meno sismica (!) non ci sono né il medio oriente né l'Africa (che mi interessa solo per motivi umanitari), ma Cina e Asia orientale (prima o poi... credo molto poi) e al limite le Montagne Rocciose (temo per via di un'infatuazione adolescenziale per la musica di John Denver).

Buon 2009 a te, che porti qualche scheo in più a tutti!

Caro Sard,
ho dato un'occhiata frettolosa
(oggi internet qui funziona malissimo)
ai tuoi articoli. Complimenti.

Mi metti una certa suggezione.

Eccomi,credevate fossi sparita, ma ero solo fuori città.
Dunque, francobolli: belli, da piccola li collezionavo e devo dire che hanno ancora un certo fascino, specie quelli con fiori o animali, a prescindere dal valore effettivo.
Viaggiare spartanamente: mi sembra che tu così riesca a conoscere molto meglio la realtà dei luoghi e a darci appunto questi reportage così pieni di dettagli.
Auguri di buon anno anche a te!

Ilde: anche tu la Terrasanta? da qualche anno ci penso...ma chi lo sa, c'é sempre guerra.....
Iohn Denver:pure noi, da ragazzi,

Eccellentissimo Professor Troisio, vedo che la mia "sparata" ha provocato un certo qual trambusto che davvero non mi sarei atteso. La tua risposta, Egregio, è stata all'altezza dei miei orizzonti d'attesa: ironica al punto giusto. Ti faccio i complimenti, Egregio professore, per gli articoli che invii a "Lankelot": davvero belli, e che soddisfano in pieno le curiosità per i mondi esotici da parte di un inguaribile pantofolaio qual io sono. La mia pigrizia ti saluta e formula i voti di tante e bellissime cose per l'anno a venire. P.S. Chissà quante belle cose avremo da raccontarci fra qualche tempo, allorché anch'io, per fortuna, me ne andrò in pensione, lasciando ad altri giovanotti l'onore di portare avanti la scuola italiana. Ho visto che sei del '48: beh, sappi che io sono "più giovane" di te, essendo dei mitici anni '50. Salutoni, e di nuovo complimenti.

Marina: ma sai che ho un amico che ci va ogni anno in Terra Santa? Sì... prima mi chiede sempre di andare a mettere un cero in Chiesa... :))))

11: Grazie. Comunque non sono del 48, ma purtroppo del 38.

12: Degli amici che sono andati in Israele mi hanno detto che è un paese magnifico e sicuro. Naturalmente se andate al confine con la striscia di Gaza...

Qui tutto bene, con i soliti rumori e la folla serotina, da evitare.
Italiani squallidi in aumento.

per Sard: quindi festina lente.