Candidasa 10 luglio 06,
(mattina dopo la vittoria ai mondiali, partita iniziata alle ore tre AM).
Caro Gianfranco,
evviva, evviva, WWW amnistia per Totti! Vengo a te con questa mia per congratularmi, per condividere anche la mia felicità, pur non facendo ormai parte più di nulla, in questo giorno di festa per tutte le sinistre (almeno nel senso dei rigori) da quello che mi hanno detto i ragazzi dello staff che sono rimasti in piedi fino alle cinque di stamattina. Io, afflitto da feroci dolori articolari (per nulla interessato alla compagnia maschile) ero andato a letto alle 19.30 per dormire alcune ore, e mi ero svegliato proprio verso le tre, ma non essendo in grado di alzare il braccio sinistro per infilarmi la Dior falsa, ho dato buca. Invece un millennio fa, quando abitavo ancora a Cittadella, ero rimasto, da solo, a vedere nella notte l’esaltante la mitica Italia-Germania: altri tempi. Ma stanotte avrei voluto presenziare alla partita (con questi poveri camerieri, tra i quali ci sono anche due studenti, senza un avvenire, senza un lavoro, con uno stipendio stagionale che stimo intorno ai 40 euro mensili); ma anche così, in generale, perché ho pensato (ho carcolato) che sarebbe stato interessante scrivere un pezzo fintosportivo, di una partita vista all’equatore con avventizi jobless, anche solo per il fatto che spontaneamente nessuno tifava per la Francia, che carini, sotto un padiglione aperto nella notte tropicale densa di profumi di jepun (frangipani) intenso come la tuberosa, in un giardino da mille e una notte (ma la camerierina gentile e bonona su cui contavo, alle sei e mezza, staccato il turno del far nulla, aveva inforcato motorino e casco d’ordinanza e guadagnato il natio villaggio collinare, dileguandosi, opportunamente sottraendosi alle mie senili e incongrue attenzioni); mi ero detto, teoricamente con l’acribia di Barzini assiduo nell’altrove, ma è solo una citazione: hai visto mai che ne esca un pezzo da mandare al premio Pal On? Per finirla, non ce l’ho fatta ad abbandonare il mio lindo lettone, nel sontuoso bungalow B2. Comunque ha portato bene.
(Da qui in avanti potresti notare mancanza di coerenza deittico-testuale. Una delle cause: è stata scritta ieri).
Son venuto qui dalla disperazione un’ennesima volta. Ho appena finito di rileggere In Patagonia di Bruce Chatwin. In qualche tuo illuminato saggio, mi hai non dico paragonato, ma messo in relazione con lui; e ora mi accorgo che mi hai fatto un’eccezionale lode. A suo tempo l’avevo letto un po’ in fretta (la Patagonia, dopo Pigafetta, è un argomento che non mi attira molto), ma mi ero reso conto non tanto del fatto che questo è considerato “il libro-simbolo di tutti i viaggi”, giudizio certamente molto conciso e su cui ci sarebbe da discutere a lungo, bensì dell’eccezionale densità di scrittura.
Credo che si debba distinguere la prima parte dalla seconda, che trovo diversa e forse anche meno eccezionale. La storia del milodonte non è certo la questione centrale. (E nemmeno c’è da discutere sul come introduce e segue questa tematica, commettendo dei piccoli errori. Sarebbe come dire che Gozzano ci racconta imprecisioni sull’India. Sì, è vero, ma non è questo ovviamente il punto). Trovo invece davvero incredibili la capacità di dire, di spostarsi, di informare, la forza esplodente e la rapidità di concentrazione. Non si tratta tanto di uso di figure retoriche quanto di sempre imprevedibile novità. Ciò si spiega non nella semplice capacità di narrare ma nella genialità compressa del riferire la descrizione (non la narrazione). Non credo che sia possibile ottenere un tale livello se non riferendo delle informazioni su cose assolutamente e veramente accadute.
Rileggerò ancora la prima parte, tentando di rubare qualche segreto.
Ora voglio ri-leggere (non l’ho mai fatto completamente) quel libro che giudico fondamentale come Viaggio al termine della notte di Céline, autore che ho sempre guardato con sospetto a causa della sua posizione in generale. Continuo a pensarla così, ma stimo questa opera davvero geniale. Sebbene non sappia dire davvero il perché.
Qui a Bali c’è una grande crisi; anche il tempo, nell’interno, è brutto. Pare che dipenda dalla grande eruzione del Merapi a Giava. Invece sulla costa, dove sono arrivato stanchissimo dal porto di Padangbai proprio oggi, c’è un bellissimo sole.
Dopo il secondo attentato le presenze turistiche sono crollate della metà e molte imprese rischiano il totale fallimento. Non così il Kelapa Mas (letteralmente “cocco d’oro”) dove mi trovo. Un posto famoso per il suo affascinate giardino, di cui certo ti avrò parlato. Tanto è vero che non ho ottenuto il bungalow in corallo, ma in compenso (dopo aver aspettato fino alle 15 che una coppia di decrepiti migliorasse il mondo sparendo dalla nostra vista - ovviamente sto scherzando, ma penso che lo penseranno anche di me) ho avuto il lindo B1 costruito da poco con sistemi tradizionali. Qui (in quel momento) si sfiorava il tutto completo. Luglio e agosto sono il culmine della stagione asciutta e dell’arrivo degli europei che portano l’euro.
Domani e dopodomani in villaggi vicini (tautologia dalla radice vicus) ci sono due importanti cerimonie. Dovrò comperarmi almeno un sarong. Il morale non è alle stelle, ma tutto sommato, almeno per la salute, non posso lamentarmi. (C’è chi sta peggio: pensa al ministro per gli italiani nel mondo…).
Tu come stai? Dimmi di te. Come vanno le cose?
Marina mi ha detto che stai per aprire un altro sito.
È una stupenda notizia.
Ogni tanto fatti sentire.
Un abbraccio
Luciano
Commenti
VII di IX. A voi.
"(mattina dopo la vittoria ai mondiali, partita iniziata alle ore tre AM)."
> ricordo e questo direi che è il mio pezzo preferito. Mondiali, vissuti con un conflitto d'identità clamoroso, da queste parti, da romanista costretto a tifare una squadra dalla spina dorsale juventina, moggiana e quel che ne deriva. E' stato un momento epocale per le coscienze di molti di noi. Che si sia vinto con un pessimo Totti, amnistiato per lo sputo alla canaglia danese, e con De Rossi così umiliato dall'espulsione... è dura da digerire:). Quel giorno non andai in piazza. Festeggiai, congedati gli amici, con mio padre, sul balcone. Morigerato:)
"Invece un millennio fa, quando abitavo ancora a Cittadella, ero rimasto, da solo, a vedere nella notte l?esaltante la mitica Italia-Germania: altri tempi."
> Assolutamente sì. I miei ricordi: Santa Marinella, calda estate del 1982, io quattrenne e molto affascinato dalla gioia di papà e nonno, e dai camion tipo carnevale di Viareggio con cittadini festanti, tricolori e cotillons. Pensavo: non ho finito l'album Panini, e papà mi faceva notare che attaccavo male le figurine (mai avuta manualità).
L'anno dopo, scudetto della Roma: da cinquenne ne ho memorie ondivaghe e parzialmente ricostruite. Ricordo superiore euforia cittadina, se possibile. Belli quegli anni Ottanta, per tutti.
E quella Nazionale - diciamolo - si poteva e doveva tifare.
Bruno Conti era Marazico.
"(ma la camerierina gentile e bonona su cui contavo, alle sei e mezza, staccato il turno del far nulla, aveva inforcato motorino e casco d?ordinanza e guadagnato il natio villaggio collinare, dileguandosi"
> io l'avrei preso per un segno, e l'avrei seguita per domandarle cosa ne pensava dell'espulsione di De Rossi contro gli USA. Secondo me avrebbe capito:)
"Trovo invece davvero incredibili la capacità di dire, di spostarsi, di informare, la forza esplodente e la rapidità di concentrazione. Non si tratta tanto di uso di figure retoriche quanto di sempre imprevedibile novità. Ciò si spiega non nella semplice capacità di narrare ma nella genialità compressa del riferire la descrizione (non la narrazione)."
> Non potevi non amarlo, ti apparteneva già. Comune dna.
"Viaggio al termine della notte di Céline, autore che ho sempre guardato con sospetto a causa della sua posizione in generale. Continuo a pensarla così, ma stimo questa opera davvero geniale."
> Perché non è "Bagatelle per un massacro". E perché sembra C. non avesse letto "Fame" di Hamsun (ci credi? Come poteva essere così esclusivamente egolatrico senza scrivere versi, altrimenti?)
"Domani e dopodomani in villaggi vicini (tautologia dalla radice vicus)"
> ah. E pensa da pag* quante meraviglie sono derivate.
"Marina mi ha detto che stai per aprire un altro sito.
È una stupenda notizia."
> Già, poco più di un anno fa risorgeva Lankelot, in versione .eu (ro). Gran bel documento, vivacissimo, brillante. Acquolina in bocca per il gran finale, parti VIII e IX.
Ave Professor!
Ho visto il 6. Certo il fan e' il ventilatore, ma non escludo che l'etimologia si colleghi a sostenitore nel senso di fan-atico (che si agita molto...).
Ora sono in un'isola magnifica, senza auto. Non voglio farne pubblicita'. Ci sono arrivato per caso. Non sapevo che il battello per Krabi avrebbe fermato qui. Siccome avevo il biglietto open, all'ultimo momento ho deciso di scendere. Dovrei scrivere molto.
Unico disturbo: il gelo del battello mi ha provocato fitte all'orecchio piuttosto fastidiose. Non si mangia molto bene. Per fortuna ci sono piatti di massel di cui minutro.
Mi domando se l'opera prima di Garland, il romanzo "The Beach", possa costituire l'innesco per qualche ricerca nuova, al tuo ritorno.
Ne riparliamo tra qualche reportage, e intanto abbi cura della tua salute. Un abbraccio
(massel?)
mi collego a Gf: prima di tutto cos'è il massel?
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I Mondiali: pur non essendo affatto appassionata del calcio, come tutti ormai sanno, me li ricordo, e l'82 ( il miglire, forse perchè ero giovane...ho bei ricordi) e gli ultimi. A quel livello finisco per guardare le partite anch'io.
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Chatwin: hai provato Le Vie dei canti? Anche quello è un libro molto intenso. Direi che l'accostamento a quest'autore ti si addice.
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Dunque, mi sto leggendo tutti i tuoi reportage con grande piacere come sempre., sono sempre interessanti epoi si sente una vera passione per la scrittura e per il viaggio.
Riguardati e buona permanenza nell'isola misteriosa! Abbracci
M.