LUNGA VITA AL RE. Ogni anno, dal primo dicembre, Bangkok è sempre in festa per almeno una settimana. Infatti il 5 di questo mese ricorre il genetliaco del sovrano, che ha 83 anni. Il suo regno è il più lungo in oltre due secoli di dinastia (oltre sessant'anni). Lo sfarzo delle cerimonie è difficilmente descrivibile. Non esiste nulla di simile fuori dall'Asia: dovunque, in tutta la capitale (e in tutta la Thailandia) si vedono suoi enormi ritratti, fotografici, o virtuali, fatti di sola luce sulle facciate dei grattacieli; ogni fermata di metro, ogni centro commerciale, ogni strada ha dei grandi altari dorati, colmi di fiori, di offerte al sovrano. Ci sono sfavillanti luminarie di milioni di milioni di lampadine, gli alberi ne sono letteralmente coperti, (chissà se poi li terranno anche per le feste di fine anno). Vengono eretti centinaia di palcoscenici, anche grandi e grandissimi, dove si esibiscono decine e decine di orchestre di ogni tipo (il re è un noto suonatore di clarinetto e sassofono), musica jazz, classica europea, ma soprattutto tradizionale asiatica, dove le percussioni prevalgono, dolci silofoni, gamelan, risultati più che accettabili. I cantanti al contrario spesso meriterebbero un'immediata esecuzione e qui la pena di morte è in vigore. Molti i gruppi di giovani ballerine tra le quali si notano parecchie belle ragazze, ma tutte sono brave, affascinanti nel raffinato trucco e soprattutto indossano dei fantastici serici magici costumi antichi, colori e oro, collari, stole, gonne lunghissime, fiori e complessi copricapi scintillanti. Il tutto presuppone un'approfondita conoscenza della prestigiosa cultura indocinese che lo straniero bianco, pur ammirandola, di solito non ha. Ci sono anche formazioni di bambine graziosissime, smorfiose e brave come le grandi. Inoltre si organizzano giochi, gare, lotterie, karaoke, la gente partecipa a milioni. Ogni sera alle 20.30 fuochi pirotecnici, alti sul cielo del fiume Ciao Praja.
La famiglia reale manda suoi esponenti a partecipare all'infinità di cerimonie in onore del sovrano. Il 5 sera la Tv ne ha trasmesso a reti unificate una che vale la pena di riassumere: truppe in alta uniforme schierate sulla strada antistante uno dei palazzi reali, fitto di trifore e quadrifore (qui hanno lavorato alcuni architetti italiani). Ormai è notte, tutto è illuminato. Nel grande cortile, al solito, i molti soliti dignitari in uniforme, fermi in attesa, bande musicali, e dentro i giganteschi saloni del palazzo una folla di personaggi importanti (pappatori) con relative consorti in abiti sfarzosi di sete e stole dorate (pare che le apposite convenzionate sartorie facciano affari d'oro). Probabilmente si tratta di centinaia di ambiziosi generali, casta di enorme potere, ma anche di spocchiosi aristocratici. La nobiltà in Tailandia ha avuto un duro colpo negli anni Trenta del secolo scorso, quando vennero eliminati i titoli (e i privilegi) delle migliaia di principi, discendenti delle centinaia di concubine dei re ottocenteschi. Ora sono riconosciuti soltanto i discendenti diretti delle consorti ufficiali (allora denominate mogli favorite) dei re. Prevale la monogamia, ma non è raro che venga celebrato ancora qualche matrimonio in cui un uomo sposa in contemporanea due donne. Il re Bhumibol (Rama IX) è monogamo, il principe ereditario ha due mogli: la prima gli ha dato una figlia che ora ha circa 30 anni, ma sembra molto più giovane. La consorte è molto ingrassata, ha delle spalle da sollevatore di pesi, ciononostante è molto simpatica e regale. La figlia invece è in piena forma e sul belloccio. Il principe si è risposato con una bella donna giovane che 5 anni fa gli ha finalmente scodellato l'erede maschio. La prima moglie non è stata affatto ripudiata: conserva il suo rango, sebbene non si veda mai accanto al marito. All'infuori del re, del principe e del figlioletto, la famiglia reale è composta tutta da donne, almeno una dozzina: regina consorte Sirikit, tre principesse, due mogli del principe, varie figlie delle due principesse sposate (la primogenita con un americano). Un problema per una dinastia che non ha mai avuto regine!
Le donne si possono dividere in due gruppi in base al peso: la principessa terzogenita Sirindhorn è in notevole sovrappeso. La Tv deve spesso evitare di riprenderla da dietro, oppure se si china. Il regista non è abile (come quelli italiani): spesso si nota che deve cambiare immagine troppo in fretta, in modo brusco e non fluido. Il che sortisce l'effetto contrario e puntualizza, invece di glissare sulla nobile steatopigia. Da giovane era molto bella, esistono centinaia di libri su di lei, molti in inglese o bilingui, e anche un grosso volume che ne raccoglie la sola bibliografia). È nata nel 1955, non si è mai sposata, è colta e attivissima, il personaggio più autorevole della famiglia dopo il re. Ormai lo sostituisce, partecipa a svariate cerimonie ogni giorno, consegna direttamente premi, riconoscimenti, onorificenze, nonché i diplomi di laurea; un lavoraccio. È una panciuta scout-girl invecchiata (la associo spesso a Rosy Bindi), è poco elegante, molto democratica e sempre sorridente. A volte mi capita di seguire la trasmissione che giornalmente verbalizza su tutti i canali gli atti ufficiali compiuti dalla famiglia reale; lei mi fa una certa compassione perché spesso deve essere stremata dalla fatica, ma non lo dà a vedere e gentilmente ascolta le persone comuni, riceve le lettere-suppliche del popolo, che inginocchiato accovacciato gliele porge su alzatine dorate ricoperte di coroncine di tuberosa. Le passa subito all'assistente che cammina in ginocchio accanto a lei. È un modo diretto per conoscere e comunicare con la gente, che la ama.
La prima moglie è molto grassa, è specializzata nell'inaugurare fiere e mostre, e pure nelle complesse cerimonie augurali di “posa della prima pietra”. Una delle giovani principesse nipoti è obesa. Tutte le altre sono in gran forma, longilinee; le gonne lunghissime giovano molto a slanciare la loro figura e quando si inginocchiano e si stiracchiano a terra nelle cerimonie religiose o funebri, lasciano valutare un notevole personale. Nella vita quotidiana vestono all'occidentale. Le più giovani in jeans, sono idoli dei coetanei e vanno a inaugurare tutte le gare sportive.
Tornando alla cerimonia: non si capisce molto. Il commento è soltanto in thai. All'interno sono già schierate in attesa tutte le persone sussiegose eminenti. É normale attendere a lungo, in piedi o a gambe incrociate, i membri della famiglia reale. Mi pare di capire che si tratti di una cerimonia di “brindisi” in onore del re, cui sono invitati anche stranieri. Risaltano principi arabi in bianco, i vicini malesi e del Brunei, con abiti policromi che contrastano col nero severo dei diplomatici occidentali. Ecco inquadrate le due principesse sorelle, la prima moglie, che conversano amabilmente, vestite d'oro. Tutte le volte che ho visto queste trasmissioni ho avuto la stessa impressione: che i componenti della famiglia vadano d'amore e d'accordo.
Finalmente, dopo varie attese e finte (il percorso del corteo delle auto può essere cambiato fino all'ultimo istante per motivi di sicurezza) arriva l'importante terzogenita, ordini secchi, presentatarm, bande musicali ecc. Scende, non sorride, la accompagnano in molti, agghindati con uniformi storiche del passato, copricapi che ricordano le incisioni in acciaio dell'Ottocento e si vedono soltanto in questi contesti, è protetta, solo lei, dall'ombrello cerimoniale. Altri ombrelli la seguono, ma chiusi (attenzione: i particolari hanno una grande importanza simbolica, sono messaggi che il popolo intuisce e sa valutare esattamente); attraversa ali di dignitari, inchini ad angolo retto, entra nel salone, arriva a un palchetto sopraelevato di qualche gradino, difronte al gigantesco ritratto del re. Riceve la riverenza delle sorelle e della cognata. Tutti restano rigorosamente in piedi, lei davanti, le sorelle un po' dietro e fuori dal tappeto, la cognata giù dai gradini. Anche la terzogenita ora indossa l'abito tradizionale di seta, tutte sono elegantissime. La pingue élite del paese è immobile e silenziosa. Indirizzo di saluto da parte di un ufficiale, inno nazionale cantato in coro (ma non dalle principesse). Non è chiaro se si tratti di un ambiente chiuso o parzialmente aperto, (le trasmissioni della Tv thai non mi sembrano del massimo livello), perché improvvisamente si accendono fuochi pirotecnici che rivelano in thai e inglese l'augurio: long live to king. Su un grande palcoscenico entrano molti ballerini mascherati e molte ballerine. Eseguono delle antiche raffinate pantomime che tutti osservano in piedi, in silenzio per un buon quarto d'ora. Poi dietro il palchetto arrivano in ginocchio quattro servitori recanti vassoi con lunghi calici e si avvicinano alle principesse. Queste ora girano le spalle al pubblico e brindano al ritratto del re. Intanto sul vicino fiume scoppiano grandi fuochi artificiali, e una serie infinita di piccole mongolfiere a lanterna (di circa un metro di diametro), salgono verso l'alto con le loro lucine tremolanti, poi si dirigono verso sinistra (si trarranno auspici?), credo siano sull'ordine delle migliaia, sembrerebbero degli Ufo, ma sono un poeticissimo omaggio che sale con tutte le nostre emozioni, le scioglie verso il cielo e le sublima. Questo sciamare indimenticabile continuerà per ore. Uno degli spettacoli più belli che abbia visto anche dal vivo. Perché io abito a Cao Shan a neanche un chilometro da dove si svolgono queste cerimonie.
Sirindhorn scende tra i dignitari sempre scortata, seguita dalle altre principesse, ora è sorridente, arrivano al cortile, la sua enorme auto color crema si avvicina, un domestico inginocchiato apre la portiera, riverenze e inchini, presentatarm, richiude la portiera senza sbattere, la macchina parte seguita da altre vetture dello stesso colore e poi da tre o quattro auto rosse.
La scena si ripete in calando per ogni principessa che parte nell'ordine di rango, ognuna col suo corteo identico, verso la propria residenza. Quella fastosa di Sirindhorn è proprio accanto al Siam Center. Un apparato di un certo costo, immagino. Uscita l'ultima vettura tutto cambia, tutti si muovono in orientale disordine, il trantran è ristabilito, alcuni se ne vanno di corsa, altri ridono e scherzano.
Alcune ore prima avevo assistito a un'altra trasmissione che riguardava atti religiosi compiuti dal principe, accompagnato dalla bella e gentile moglie (che ha 39 anni), dal figlioletto (birichino, che nessuno osa rimproverare) e anche dalla figlia primogenita (ma non da sua madre). Mi pare che formino un compatto quartetto alternativo. La giovane a sua volta ha compiuto atti religiosi. Hanno acceso candele, pregato inginocchiati, distribuito doni ai monaci e li hanno anche ritualmente serviti a tavola (il significato degli atti religiosi è: acquisire merito). Al solito i monaci non dimostrano nessun particolare riguardo verso la famiglia reale, non fanno nessun cenno di ringraziamento e nemmeno salutano o sorridono. Neanche al vivace principino di cinque anni, colla sua giacchettina e cravattina, che, impugnato un grande mestolo cerimoniale, aiutato da quel tesoro di mamma, distribuisce il riso nelle ciotole.
Osservando il magnifico apparato di celebrazioni di una settimana, spontaneamente mi chiedo: come mai il re e la regina non sono mai apparsi, non si sono affacciati neanche un momento a un balcone, non hanno detto qualche parola, neanche registrata (come invece succedeva gli anni precedenti)?
Come mai il principe ereditario non è mai apparso in pubblico, non dico accanto alla prima moglie, ma almeno accanto alle tre sorelle? Conviene riportare non tanto i rumors che si sentono in giro, ma i fatti obiettivi, pubblicati soprattutto sui giornali stranieri.
Già nel dicembre dell'81, la rivista di Washington “Far Eastern Economic”, pubblicava un'intervista concessa dalla regina Sirikit durante un suo viaggio in America, in cui, con sorprendente candore dichiarava: “il principe Vajiralongkorn, primo in linea di successione al trono, deve adottare una più seria attitudine per quanto riguarda gli impegni regali”. C'era da riflettere.
Inoltre bisogna considerare che il parlamento tailandese ha ufficialmente insignito la terzogenita Sirindhorn del prestigioso titolo di Maha Chakri. Il che in sostanza significa che la principessa potrebbe, in determinate circostanze, salire al trono.
Sarebbe la prima volta di una donna in tutta la lunga storia del Siam.
Luciano Troisio, dicembre 2010
Per approfondire: TROISIO in Lankelot
Wiki sul buon Re Bhumibol: qui.
Commenti
Ogni anno, dal primo
Ogni anno, dal primo dicembre, Bangkok è sempre in festa per almeno una settimana. Infatti il 5 di questo mese ricorre il genetliaco del sovrano, che ha 83 anni. Il suo regno è il più lungo in oltre due secoli di dinastia (oltre sessant'anni). Lo sfarzo delle cerimonie è difficilmente descrivibile. Non esiste nulla di simile fuori dall'Asia...
[troisio] ben ritrovato,
[troisio] ben ritrovato, professore. Sono molto felice di aver caricato questo tuo articolo: è un contributo molto prezioso.
http://it.wikipedia.org/wiki/Bhumibol_Adulyadej qualche notizia in più sul Re del vecchio Siam...
[famiglia reale bangkok] vi
[famiglia reale bangkok] vi segnalo, per approfondire, questa cronaca troiside del 2007: http://www.lankelot.eu/letteratura/troisio-luciano-reportage-da-bangkok-...
mentre qui: http://www.lankelot.eu/Bangkok BANGKOK in Lanke.
[troisio] "Al solito i monaci
[troisio] "Al solito i monaci non dimostrano nessun particolare riguardo verso la famiglia reale, non fanno nessun cenno di ringraziamento e nemmeno salutano o sorridono." Mi piacerebbe sapere dall'autore dell'articolo o da altri se lo sanno il perché di questo atteggiamento dei monaci.
[dianella, monaci] da
[dianella, monaci] da luciano: "perche' i monaci non rispettino molto i reali siamesi. Perche' i monaci sono piuttosto severi, in tutti i paesi buddisti, sono misogini: la donna e' creatura del diavolo. E filantropi (naturalmente i molti orientati sessualmente sono gentili.) Hanno posti riservati nei mezzi di trasporto. Ti guardano dall'alto in basso. Io non mi faccio intimorire: se un monaco mi ordina di abbassarmi di fronte a lui non gli bado affatto. La donna non puo' sedere accanto a un monaco. Anche con i bianchi sono piuttosto rudi. Non c'e' molta simpatia per il Cristianesimo. Insomma il monaco si considera ed e' al di sopra di ogni classe sociale. Ce ne sono di tanti tipi: dai rozzi bifolchi che pretendono villanamente elemosine in contanti (chissa' quante volte dovranno rinascere...) a quelli piu' educati e riservati. "
[Troisio] al solito i costumi
[Troisio] al solito i costumi e il complicato cerimoniale con i suoi significati simbolici hanno un notevole fascino. Per il resto, non sarebbe ora di una regina donna? :)
Vediamo come evolverà la situazione.
[Troisio] Bel reportage, come
[Troisio] Bel reportage, come sempre naturalmente, sai che sono una tua devota ammiratrice!!!!. Nigrizia questo mese ha pubblicato anche lei un reportage sulla Thailandia, ma ahimé di ben altro tenore. Te lo fotocopio e te lo mando (a PD). Lo troverai al tuo ritorno... Buon proseguimento di viaggio!