Troisio Luciano

Nuvole di drago

Autore: 
Troisio Luciano
Molta gente, mendicanti e venditori di fiori, fiori ovunque, gabbie colme di uccellini da liberare (azione che ha un profondo significato religioso e beneaugurante), montagne di uccelli cotti, laccati in rosso, forse sono quaglie o simili, luce straordinaria di quella che non so mai dire se mi inquieta o commuove, ma mi ricorda che in confronto la mia esistenza è una bruttacopia [p. 98]
 
Luciano Troisio dà finalmente il via alla pubblicazione (completa?) dei diari di viaggio di cui Nuvole di drago: otto itinerari asiatici (sottotitolo importante per distinguere l’opera dalle precedenti Nuvole del 2003) è – così asserisce Cesare Ruffato nella prefazione – solo un primo volume.
I suoi lettori non possono che salutare con gioia questa premessa/promessa: su lankelot.eu ci siamo ormai abituati a leggere i réportage straordinari del professore padovano per residenza, ma figlio adottivo dell’Oriente che conosce e nel quale a lungo ha vissuto.
 
Otto itinerari asiatici sparsi nel tempo e nello spazio. La mancanza di una sequenza rigorosa soprattutto temporale non svia l’attenzione del lettore, ma anzi lo conquista pagina dopo pagina, descrizione dopo descrizione.
Troisio scrive di sé, ma permette, attraverso i vetri trasparenti del suo modo di vedere il mondo, un viaggio parallelo anche a chi legge.
Del suo Oriente abbiamo letto nei racconti di Tirtagangga, nelle poesie del Parnaso orientale e nell’ultima raccolta, Strawberry Stop, nei moltissimi réportage on-line, nelle e-mail che ci ha regalato durante i suoi viaggi (annullando così le distanze: un giorno, ricordo, si stupì di una risposta “in tempo reale”, lodando il mezzo virtuale che l’aveva consentita).
Scrive di sé, si diceva, raccontando un mondo lontano, alla faccia della globalizzazione, totalmente altro dall’Occidente, pieno di misteri, poggiato su pilastri antichissimi. Come un novello Marco Polo, l’autore ha avuto l’opportunità di attraversare Paesi, costumi, storia e vestigia di popolazioni molto diverse da lui e molto diverse tra loro: Cina, Giappone, Vietnam, Hong Kong e soprattutto l’amata Tailandia, il Laos e la Cambogia che a parte i confini geografici non sembra abbiano molto altro in comune.
La metaforica corte del Kublai Khan accoglie ogni volta con nuove esperienze l’occhio curioso di Luciano Troisio, che annota ogni piccola variazione con meticolosità quasi maniacale, confronta, riflette, aggiunge dati per noi impensabili, soprattutto direi, vive e rende viva l’esperienza del proprio viaggiare.
Le turbe ignobili dei turisti per caso armati di macchina fotografica (che cercano invano di cogliere una bellezza a loro incomprensibile “rendendo osceno ciò che non lo è”), beceri e irrispettosi, accompagnano quasi senza sosta i viaggi dell’autore alla scoperta di un imperdibile sito archeologico o in cerca di pace, trasformando angoletti di paradiso in inferni momentanei, sì, ma ugualmente fastidiosi. Neppure l’ottava meraviglia del mondo, il mirabile tempio di Angkor Vat, è esonerata dalla frequentazione di una fauna umana variegata (anche autoctona) non sempre in adorazione silenziosa delle bellezze artistiche del luogo.
Gli estranei che - si legge nella dedica - hanno costretto il nostro "a condividere tramonti" sono il vero sfondo di queste pagine squisite di geografia umana e dello spirito: il viaggiatore è destinato (condannato) a raccogliere assieme agli appunti e alle istantanee delle sue peripezie un bagaglio di incontri, più e meno piacevoli, spesso fugacissimi, eppure mai inutili, con gente e genti che mostrano le reali misure del mondo (essendo queste terre crocevia antichi e, per tutt'altri motivi , modernissimi).
 
Diverse le esperienze del Giappone accademico e della Cina dove Troisio ha vissuto e insegnato per svariati anni. Qui più che nelle stranezze esotiche di ristoranti, alberghi e barche, il lettore si imbatte in un genere umano decisamente “modificato” dall’appartenenza a una società, a una cultura e a una politica lontanissime dalla nostra esperienza.
Se lungo le rive dei grandi fiumi o sulle isole la solitudine dell’autore è tuttavia “piena” di paesaggi incantati, sorrisi di donne bellissime, brevi dialoghi, piccole estenuanti contrattazioni, frastuoni potenti della natura indomabile, nelle fredde città ordinate, tra professori che sembrano far parte di una misteriosa setta accessibile solo agli iniziati, quella solitudine si espande e diviene triste, dura, indesiderata.
Va letto con attenzione il professor Troisio, perché sotto l’ironia pungentissima o l’apparente nonchalance di talune descrizioni, impegnate a tenere le distanze opportune dal proprio vissuto, ci mostra molto di se stesso. Il senso del viaggio ha a che fare con un volersi conoscere e allo stesso tempo un voler fuggire certe scoperte. Lungi dall’essere la bruttacopia dello stralcio riportato in apertura (scritto a Phnom Penh a Capodanno del 2003), la vita del nostro segue percorsi misteriosi e lontani, rivelandosi colma di luce, di saggezza, perfino di una certa serenità acquisita non senza rinunce e dolore.
Sulla scia dei grandi viaggiatori-scrittori che lo hanno preceduto (tanti anche gli italiani, ce li ricorda Ruffato nella presentazione), Luciano Troisio ci offre il suo lontano Oriente con lo stile affascinante e brioso di chi non è ancora sazio di vedere e, fortunatamente per noi, di raccontare.
 
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
 
Luciano Troisio (Monfalcone, Go, 1938), ricercatore del Dipartimento di italianistica dell’Università di Padova, ha insegnato nelle Università di Pechino, Shangai, Bratislava, Lubiana. Ha pubblicato numerosi volumi dedicati alla poesia: By logos, esproprio transpoetico, 1979; Folia sine nomine, 1981; e La Trasparenza dello scriba, 1982 (con Cesare Ruffato); La poesia nel Veneto, 1985; Ragioni e canoni del corpo, 2001; Linee odierne della poesia italiana, 2001. Inoltre ha pubblicato le raccolte poetiche: L’angelo alle spalle, 1960; Anamnesi in tre versioni, 1965; Parigi nord-sud, 1966; Indicativo imperfetto, 1968; Precario, 1980; Persistenza del cavallino, 1984; I giardini della maharani, 1986; Le poetesse cinesi, 2000;  Three or four girls, 2002; Strawberry Stop, 2008.
In dialetto altopadovano: Drìoghe ai poeti, 2001.
In prosa:Tirtagangga e varie sorgenti, 1999; Viaggio a Ko Ciang, 2001; Nuvole di drago: un’idea della Cina, 2003;  La ladra di pannocchie 2004.
Svariati articoli sono usciti tra il 1998 e il 2005 su Battana: rivista trimestrale di cultura, pubblicata a Fiume (l’elenco completo sul catalogo online della Biblioteca nazionale croata)
Studioso, globetrotter, flaneur, i suoi campi d’attenzione sono nell’ordine: la scrittura, l’Asia, l’immagine (specialmente la fotografia e la grafica d’arte). Sue opere sono state illustrate da Emilio Baracco, Giovanni Barbisan, Andreina Bertelli, Renzo Biasion, Mino Maccari, Cesco Magnolato, Walter Piacesi, Gianni Poggeschi, Orfeo Tamburi, Hugo Wulz, Tono Zancanaro.
 
Luciano Troisio, Nuvole di drago: otto itinerari asiatici. Il Foglio, Piombino 2009. 285 p.
 
Approfondimenti in rete
 
TROISIO in LANKE:
 
Ilde Menis, aprile 2009 
ISBN/EAN: 
9788876062049

Commenti

Onoro - spero decentemente - una promessa fatta a suo tempo.
Mi sono permessa di aggiungere qualche noticina bibliografica alle "brevi note" sull'Autore, dopo aver spulciato il catalogo della Biblioteca Nazionale Croata.

"Luciano Troisio dà finalmente il via alla pubblicazione (completa?) dei diari di viaggio di cui Nuvole di drago: otto itinerari asiatici (sottotitolo importante per distinguere l?opera dalle precedenti Nuvole del 2003) è ? così asserisce Cesare Ruffato nella prefazione ? solo un primo volume.
I suoi lettori non possono che salutare con gioia questa premessa/promessa: su lankelot.eu ci siamo ormai abituati a leggere i réportage straordinari del professore padovano per residenza, ma figlio adottivo dell?Oriente che conosce e nel quale a lungo ha vissuto. "

> Mi unisco ai tuoi auspici, e a quelli di Ruffato. A questo punto è necessaria la pubblicazione dell'opera completa. Sono felice se, da queste parti, siamo già viziati da qualche anno dalla pubblicazione delle (robuste) anteprime. Partiamo con un pizzico di vantaggio.

"Troisio scrive di sé, ma permette, attraverso i vetri trasparenti del suo modo di vedere il mondo, un viaggio parallelo anche a chi legge." Aspettavo anche la tua rec Ilde e come sempre hai dato
un' ottima sintesi.
Luciano come Marco Polo: a questo non avevo proprio pensato....certo è un infaticabile e sempre curioso, attento viaggiatore. Sentirlo poi raccontare dal vivo ulteriori dettagli è ulteriormente interessante.
A proposito presentiamo Le Nuvole a Padova il 6 maggio ore 21 alla libreria Effetti Personali.

in bocca al lupo!
Poi postiamo il cs nel forum. Ci pensi tu?
http://www.lankelot.eu/SMF/index.php?board=18.0

purtroppo sono orari adatti ai residenti... però sono proprio contenta di questa notizia.

Carissima Ilde,
in effetti per il momento non sarei ancora "sazio di vedere e di raccontare", anche perché, come sai, in sede non riesco a scrivere più di due righe. Ma questo mi facilita nella sistemazione di molto materiale in computer. Sono molto più pigro nel trascrivere quello delle agende (tento di ritrovare almeno le foto e la cronaca dell'operazione subìta dalla guaritrice Josephine a Luzon. E non ho mai pubblicato la mia cronaca dei giorni di Tianamen.
Grazie della tua interpretazione precisa, originale, con allusioni assai profonde.
Trovarsi alle 21: parecchi amici si lamentavano che per chi lavora non è possibile partecipare alle 5 o alle sei. Il pomeriggio è riservato ai pensionati (e ai disoccupati). Alle 21 ci sono molti giovani (come te).

2 e 3
Cari Marina e Gianfranco,
grazie della vostra premura e delle gentili parole.
Come vedete, ora ho diradato le mie "robuste anticipazioni";
in estate andrà meglio.

7. attendiamo con l'entusiasmo e il piacere di sempre, professor.

dovrebbe arrivare la locandina a brevissimo....se riesco volevo provare, pc permettendo.

6. Le 21 andrebbero benissimo se l'Italia ferroviaria non finisse a Mestre... in pratica dovrei scappare alle 22 per essere a casa all'1.30... aspetto una presentazione più a Nordest, va bene?