La poesia è la lingua del cuore che parla attraverso intensi e spiazzanti stati d’animo. Il mondo dei versi per Valentina Trio è un dizionario dei sensi in cui è possibile leggere l’alfabeto delle emozioni, senza le quali non è possibile dare un significato a niente.
La quinta musa (Edizioni Il Foglio, pagine 78, euro 6) è un piccolo canzoniere amoroso che tiene conto delle complicazioni quotidiane della passione, che muove e agita il cuore e l’anima degli esseri umani. La poetessa accarezza le parole intime di amori perduti, ritrovati e non corrisposti, senza mai cadere nella retorica del sentimentalismo. I suoi versi sono sempre nel contingente del vissuto. L’amore raccontato dalla Trio è sempre in linea con le fragili contraddizioni e le debolezze della vita relazionale, che risente dell’influenza complessa delle attuali dinamiche esistenziali. “Due sguardi/ ansiosi di compagnia,/ le mani affossate/nelle tasche vuote,/ parole sfuocate/ nel freddo autunnale./ Stavamo lontani,/ desiderando/ di amare ancora/ senza ferirci”.
Il lirismo asciutto e spontaneo di Valentina Trio ci fa toccare con mano la difficoltà di amare nel tempo amorfo dell’indifferenza: “Le carezze si erano spezzate/ con un colpo./ Quel grido aveva rotto il tacito pianto/che sanciscono gli amanti./ Cominciò l’epoca delle camicie rugose”.
La poetessa mette al centro della sua poesia l’amore e il suo mondo minacciato da una profonda crisi morale. È difficile dare risposte certe, se non quelle del disagio che nasce dalla estrema difficoltà di capire dove si sia persa la verità dei cuori. Il mondo delle passioni è ridotto in frantumi perché nessuno scommette più sulla forza assoluta dei sentimenti. L’abitudine e la diffidenza sono gli aspetti crudeli di una vita orfana di attenzioni e carezze.
Valentina Trio dedica il massimo impegno all’amore tradito dagli esseri umani, che hanno smesso di credere a tutto, tranne che all’egoismo del loro mediocre apparire. Nei suoi versi con cristallina lucidità questa crudeltà fatale, purtroppo, la tocchiamo con mano: “ Ciò che chiamavamo amore, senza pensarci,/ si è tramutato in rancore/ e adesso si sente in rumore/ insopportabile quando sbatti le ciglia./ Se mi affaccio alla finestra/non vedo stelle per un desiderio:/ anche loro sono andate via,/ dimenticando quel battito/ che si componeva di sillabe”.
Con un’aderenza al vero, Valentina Trio usa con sapienza la lingua quotidiana per fotografare la decadenza dell’amore nei tempi troppo bui della globalizzazione, in cui è impossibile tutto. È impossibile trovare una dimensione, impossibile salvare le cose che amiamo dalla distruzione, è impossibile dare ascolto al linguaggio dei sensi nell’amore, che è diventato paradossalmente il legame che divide.
La scomparsa del sentimento amoroso possiamo attribuirla a questo disamorato crepuscolo dei tempi che rende un mostro anche l’amore tra un uomo e una donna, che dovrebbe essere quel tutto che salva mentre la distruzione dell’impossibile avanza. Possiamo attribuirla solo a noi stessi che facciamo di tutto per rendere impossibile quel possibile che ci renderebbe migliori. Se siamo in grado di capire questa colpa tutto si ricomporrà.
Si avverte un forte bisogno di poeti che ancora credono fortemente nell’amore come l’unica rivoluzione interiore che possa essere raccontata dalla poesia, quella lingua del cuore ancora capace di educare all’attenzione e all’ascolto dell’altro. Valentina Trio è tra questi. La sua poesia gioca d’azzardo perché raccoglie “le macerie/ nell’epoca del gelo”.
Edizione esaminata e brevi note
Valentina Trio (Milazzo, 1981). Vive a Madrid, dove ottiiene il titolo di Master en Traducciòn presso l’Universidad Complutenese.
Valentina Trio, “La quinta musa”, Edizioni Il Foglio, Piombino, 2010
(Nicola Vacca, anteprima per Lankelot. Questa recensione uscirà mercoledì 8 settembre su Linea quotidiano nella rubrica Nel Verso giusto).
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Ci racconta Nicola: "La
Ci racconta Nicola: "La quinta musa (Edizioni Il Foglio, pagine 78, euro 6) è un piccolo canzoniere amoroso che tiene conto delle complicazioni quotidiane della passione, che muove e agita il cuore e l’anima degli esseri umani".
Un'epoca del disagio, del
Un'epoca del disagio, del rancore, della epocale cancellazione di ogni realtà comune; dietro questa 'cupa' esigenza di ascolto si nasconde in realtà una incredibile serietà e ricerca del vero.