Osannato dalla critica come una delle ennesime future promesse, se non già certezza, della narrativa statunitense, Wells Tower dà alla luce "Tutto bruciato, tutto devastato", una raccolta di racconti (in parte già pubblicati, seppur in una differente versione, sulle principali riviste di letteratura d'oltreoceano) che si inserisce nel solco della strada tracciata da maestri come Ernest Hemingway, Raymond Carver, John Cheever, Breece D'J Pancake e da scrittori più recenti come Thom Jones , senza dimenticare Sam Shepard e il sommo maestro del racconto Anton Checov.
Una raccolta che già dal titolo chiarisce esplicitamente le atmosfere entro cui il lettore verrà condotto, atmosfere di un mondo alla deriva, dove tutto appare come ormai giunto a conclusione nella maniera peggiore possibile, un mondo di rapporti allo sfacelo, di uomini sfiniti che non sembrano avere nessuna opportunità di rimediare ai propri errori, destinati a crollare, a rotolare sempre più lontano anche dal più fievole barlume di speranza.
Protagonisti dei racconti sono quasi tutti uomini rimasti senza famiglia e figli, costretti a sfiancarsi con lavori insoddisfacenti, finiti al largo dalla società, rifugiatisi in luoghi lontani senza nessuna magia, sfuggiti alle proprie responsabilità, colpevoli di errori mai più riparabili, grondanti di dolore e sempre sul punto di sfociare nella violenza, violenza contro le cose, contro gli oggetti ma soprattutto verso quelle donne che li hanno traditi, ritenute colpevoli di aver smesso di amarli per finire fra le braccia di uomini senza attributi, verso cui loro stessi non hanno saputo mantenere una sola delle promesse che avevano stretto. Una virilità che finisce offesa anche nel confronto con il sangue del proprio sangue, con il maschio che sconfitto finisce per scegliere la via della solitudine.
Racconti che descrivono i dolori di uomini come il Matthew di «Ritiro» che vive in cima ad una collina da sfruttare con una speculazione edilizia e che nel tentativo impossibile di recuperare un rapporto col fratello, finisce, proprio un metro prima di esserci riuscito, di rovinare tutto con una fallimentare caccia all'alce o il Roger di «Artefici di importanti energie», ragazzo che vive di improbabili invenzioni tecnologiche, chiamato controvoglia ad assistere il padre ammalato da cui è sempre stato disprezzato, o ancora l'Ed di «Giù per la valle» che accettando l'invito da parte dell'ex moglie ad aiutare il suo nuovo uomo, finisce per fare a botte con degli sconosciuti distruggendo definitivamente la propria immagine di padre davanti alla giovane figlia o il bambino di «Leopardo» che vive di bugie per sopravvivere ad un patrigno oppressivo e violento o il vecchio paralitico di «L'occhio nella porta» deriso dalla propria figlia e che trova un piccolissimo riscatto trascorrendo un paio d'ore di libertà nella casa di una spacciatrice, scambiata per una prostituta da venti dollari o le ragazze di «Wild America» che si scontrano con ragazzi imbecilli che sbavano per ballerine dai corpi perfetti e uomini dalla sessualità aggressiva che non si curano della giovane età delle proprie prede.
Racconti disturbanti che feriscono l'animo per la spietatezza di cui sono pieni che nemmeno l'umorismo di alcuni passaggi riesce ad ammorbidire ma che alla lunga scontano forse dei finali troppo simili, quasi tutti risolti con colpi ad effetto, come se per mettere definitivamente al tappeto il lettore l'autore volesse sferrare un ultimo gancio che però sembra in gran parte dei racconti arrivare al mento un po' spompato.
I migliori racconti sono invece proprio quelli dove questo finale ad effetto viene stemperato in una narrazione più complessa e raffinata che senza disdegnare l'aggressività si concentra in maniera più decisa sulle sottigliezze dell'animo, descrivendo con maggiore intensità i personaggi, le relazioni che questi intessono e i paesaggi entro cui si muovono, come ne «Il lumacone» con Bob Munroe, falegname licenziato per aver costruito in maniera errata una scala, che cacciato dalla moglie finisce a vivere nella casa dello zio da ristrutturare situata a poche centinaia di metri dall'oceano, un uomo finito che scopre una impossibile via di fuga nel sogno di un acquario da riempire con i pesci da lui stesso pescati, un sogno che avrà vita breve, distrutto proprio dagli amici appena conosciuti, e non gli resterà altro che lanciare in mare il responsabile di quel disastro, o «Alla fiera», un racconto polifonico di poco meno di una trentina di pagina entro cui si muovono diversi protagonisti: un ragazzino violentato e il suo forse futuro fratello, un padre sfinito, un'amante alcolizzata e i maestranti della festa, tutti con le loro vite improbabili, le loro sofferenze, i loro sogni che non si realizzeranno mai per arrivare infine alla sorpresa, direi quasi meravigliosa, del racconto conclusivo e che dà il titolo alla raccolta «Tutto bruciato, tutto devastato», ambientato nel mondo dei Vichinghi, un racconto violento, crudo, devastante, che narra la scorreria su un'isola lontana con annesse descrizioni puntigliose delle violenze perpetrate ai religiosi e agli abitanti ma che scova momenti di un'intimità che ha il gusto vero e proprio del sangue, come quello del protagonista che non vorrebbe partire per la scorreria e vorrebbe solo rimanere a casa con la propria moglie e costruirsi una famiglia con tanti bimbi e quello dell'amico Gnut che durante la scorreria troverà come nuova moglie Mary, rimasta senza un braccio a seguito dell'ultima razzia.
E di tutta la sofferenza, di tutto il dolore respirato in queste pagina, veniamo forse liberati dalle ultime parole di questa raccolta di un autore con un futuro ancora tutto da costruire.
«Quello che stava passando Gnut non aveva molto senso per me, allora, ma quando io e Pila avemmo i gemelli e mettemmo su famiglia, mi resi conto di quanto l'amore possa essere spaventoso. Vorresti odiarli, tua moglie e i tuoi figli, perché sei consapevole delle cose che farà loro il mondo, perché tu stesso hai fatto alcune di quelle cose. E' da pazzi, ma ti aggrappi a loro come puoi e chiudi gli occhi davanti a tutto il resto. Però ti svegli ancora in piena notte e rimani steso in ascolto dello scricchiolio e dello sciabordio dei remi, del rumore metallico delle armi, del suono di uomini che remano verso casa tua.» (pag.219)
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Wells Tower (1973), scrittore statunitense, di nascita canadese.
Wells Tower, "Tutto devastato, tutto bruciato", Mondadori, 2010. Titolo originale: Everything Ravaged, Everything Burned, traduzione di Costanza Prinetti.
Nota finale: In copertina Mondadori riporta la scritta "Romanzo", quando a tutti gli effetti si tratta di una raccolta di racconti.
Andrea Consonni, luglio 2010
Commenti
[Wells Tower] Tutto
[Wells Tower] Tutto devastato, tutto bruciato. Raccolta d'esordio di un autore dal futuro molto promettente.
[wells tower]
[wells tower] grosso:). Carico subito in prima. Wiki en: http://en.wikipedia.org/wiki/Wells_Tower
[Wells Tower] Ho letto questi
[Wells Tower] Ho letto questi racconti senza prestare troppo ascolto all'entusiasmo che li circondava e che si ripete spesso per gli autori americani. Ho trovato uno scrittore potente, con alcune cadute ma certamente una grande onestà. Chissà cosa ci riserverà il futuro.
[Well Tower] Pancake non è
[Well Tower] Pancake non è più recente di Carver, a meno di non considerare le edizioni italiane, credo.
[Tower] Grande, non me n'ero
[Tower] Grande, non me n'ero accorto, correggo.
[tower] prego (-;
[tower] prego (-;
[wells tower] non ne avevo
[wells tower] non ne avevo ancora mai sentito parlare, andrea. Nei mesi a venire comprerò e leggerò;). Intanto grazie molte per la condivisione delle tue impressioni, e per quella ricca sfilza di nomi (mi pare che stavolta su lanke ci siano tutti:) )
[wells tower] a proposito,
[wells tower] a proposito, ottima la nota finale: "In copertina Mondadori riporta la scritta "Romanzo", quando a tutti gli effetti si tratta di una raccolta di racconti.
> Fai bene a non commentarla, parla da sola e conferma tanti vecchi discorsi sulla stupidità del luogo comune editoriale della "difficoltà di vendita dei racconti".
[wells tower] I racconti si
[wells tower] I racconti si vendono (solo) dopo aver scritto un romanzo.
[Wells Tower] Cosa aggiungo
[Wells Tower] Cosa aggiungo alle logiche editoriali che stanno rovinando il mondo della letteratura? Negli Stati Uniti il racconto resta vivo ma poi venderlo diventa difficile. E ancora oggi fatico a capire perché.
[Wells Tower] Ecco qui la
[Wells Tower] Ecco qui la lista degli scrittori stilata dal New Yorker, under 39.
La lista del New Yorker:
Chimamanda Ngozi Adichie, 32 (di lei ci ha parlato xochitl2)
Chris Adrian, 39
Daniel Alarcón, 33
David Bezmozgis, 37
Sarah Shun-lien Bynum, 38
Joshua Ferris, 35
Jonathan Safran Foer, 33
Nell Freudenberger, 35
Rivka Galchen, 34
Nicole Krauss, 35 (nella foto)
Dinaw Mengestu, 31
Philipp Meyer, 36
CE Morgan, 33
Téa Obreht, 24
Yiyun Li, 37
ZZ Packer, 37
Karen Russell, 28
Salvatore Scibona, 35
Gary Shteyngart, 37
Wells Tower, 37
[Tower e scrittori scrittrici
[Tower e scrittori scrittrici USA under 40] Sul sito del New Yorker ci sono anche interviste ad ognuno di loro (ancora non tutti, credo le stiano facendo via via, non so con quale scadenza le mettano sul sito).
[Tower e altri scrittori] Di
[Tower e altri scrittori] Di quelli inseriti nella lista, ho letto:
"Bere caffè da un'altra parte" di ZZ Packer, giovane scrittrice di colore, una raccolta di racconti uscita per Isbn qualche tempo fa, molto belli.
i due romanzi pubblicati da Joshua Ferris, e in italia usciti per Neri Pozza, "E poi siamo arrivati alla fine" (deludente) e "Non conosco il tuo nome" su cui mi sto ancora interrogando.
con Foer e la Krauss (marito e moglie) proprio non ce la faccio, non sono nelle mie corde.
della lista mi interessa Salvatore Scibona, un po' perchè è un omonimo di un mio carissimo amico ma soprattutto perchè col suo romanzo d'esordio "The End" pone la sua attenzione sull'immigrazione italiana negli states e fra non molto verrà pubblicato in italia dalla casa editrice "66thand2nd" con la traduzione di Beniamino Ambrosi.
[Tower] Adesso sto cercando
[Tower] Adesso sto cercando i libri di Gary Shteyngart pubblicati da Guanda: "Il manuale del debuttante russo" e "Absurdistan" e il romanzo di Rivka Galchen "Effetti collaterali dell'amore quando finisce" pubblicato da Piemme.
[shteyngart] Pochi giorni fa,
[shteyngart] Pochi giorni fa, sul secolo, parlavano del suo nuovo libro, "Super Sad True Love Story": una distopia in cui per fare carriera, negli states, è buona norma fare l'agente segreto.
"It’s an homage to science fiction, George Orwell’s 1984 in particular, with a satirical postmodern overlay of authorial wish fulfillment."
http://www.elle.com/Pop-Culture/Movies-TV-Music-Books/With-a-Bang-or-a-T...