Toni Maribruna

Poesie

Autore: 
Toni Maribruna

“I sogni, ombre suicide del presente, si sciolgono in pianto”

“Ho innalzato / su piedistalli di cartapesta / idoli di creta / poi è piovuto./ E ora / i basamenti son poltiglia / e gli idoli / soltanto una fanghiglia / Resta intatta solo la memoria / incisa a fuoco dentro la mia carne/ così il passato diverrà presente”.

La memoria fa da collante, da tessuto all’oggi di cui siamo protagonisti e responsabili, nessuna condanna anche nei versi più esasperati dell’autrice: se non a se stessa, ché non ha saputo né voluto essere diversa e ha sentito e cantato la pena del disincanto, dell’inganno, dell’amore non ricevuto, dei sogni trovati impiccati alle sbarre “suicidi disperati per paura / che li uccidessi con l’indifferenza”; ma l’indifferenza non regna in nessuno dei suoi versi, la ricerca di autenticità è esasperata al punto da affidare a scrigni, segreti, dolori, amori, se stessa e le sue ceneri, in groppa ad un’onda che la porti lontana e la congiunga al cielo.Una tavolozza di colori che si mescolano e diventano parola poetica, sconvolgono di pennellate le stelle, il pianto, la vita e la morte e l’ordine delle cose; la ricerca del colore diventa trascendenza, spiritualità, infinito.

Se il mondo non ha voluto entrare nel suo giardino, darle la mano e conoscere “il mio bosco, il mio lago e le foreste / i paradisi o i magici miraggi di oasi incantate / i giochi, le canzoni, le risate/ i flauti, gli organi i violini” la poetessa lo terrà con sé racchiuso nella “veglia della morte mia (…) dove non c’è olio sufficiente / per riaccendere / il lume dei ricordi” e attraverserà la vita consapevole, che l’uomo ha già da sempre sostituito l’amore di una carezza con l’indifferenza, elemento in lei presente solo come linea di demarcazione dal suo mondo e mai possibile rifugio al dolore così come invece la suggerì Montale. Maribruna penetra il mondo con una fisicità sorprendente, con un’aderenza d’anima che via via si fa sempre più metamorfosi panica con gli elementi della natura con la quale “gioca”a vivere creando puzzle di cui lei è tessera integrante”ho razzolato/ tra le nubi/ che concimavano solchi di mare:/ cercavo la luna/ se ne stava nascosta/ pudibonda/ tra le rughe della notte/ notte che Mariarosa vive nelle sfumature e nelle eco delle conchiglie, dei silenzi, delle albe attese, nei tramonti che tralucono ombre, mistero, ignoto nella preghiera di un pianto che ristori mentre la luna specchia sul mare, “meduse/ flaccide e dolenti / racchiuse nel pallore tremolante/ di una morte recente”.

Consapevole che basterebbe “la svirgolata d’ala / d’un sorriso” a parare a festa una solitudine, inventa cieli e farfalle e bagliori e ombre fatate, pleniluni tremuli d’acqua e di mare, d’incanti e di salsedine, di bleu cobalto e di meraviglia e di tutto questo stupore si farà “vestale d’amore”per sempre. Intense nel dolore che le incide le parole di Giovanna Vizzari “se non c’è chi ti ascolta a che pro aprirsi ad una vertigine di suoni, meglio nascondere la scoperta del male come un virus e amare indifferentemente uomini e cose a loro insaputa”. La poetessa aveva risposto già alla prefigurazione della sua fine con il silenzio del suo urlo, perché la poesia è anche elaborazione del dolore ma non della propria morte che faticosamente si dipinge e si scrive; di essa Maribruna vive la sua investitura per l’infinito.

Mi ha messo anche un diadema sulla fronte
e un nastro di seta allo chignon,
un anello di ametista al dito
e alle orecchie due pendants.
Adesso sono pronta per la festa
eccomi prostituta per la strada.
Sono di tua proprietà.
Tu sei il padrone.

Ed io la tua puttana.

Un’investitura solitaria e disperata che non trova conforto se non nell’abbandono di un mondo in cui neanche i gabbiani hanno più ali, il corvo perseguita il sonno, le rondini sono fulminate e le vene sono trapassate inutilmente da aghi, analisi e camici bianchi, il sole è talvolta vissuto come incanto “ubriaco” ma sempre più presenti insistono coni d’ombre, silenzi che neanche nella tela distendono più il colore; resta l’urlo silenzioso “il grido muore / e mi gorgoglia in gola” e la mano che non si distende sulla tela “ha solo dita adunche / chiuse a pugno / rattrappite / in un’imprecazione” e solennemente dichiara la morte come unica nostra proprietà ineludibile. Ma la vestale non spegne il fuoco, non si spoglia della veglia, non smette di custodire, vive da cieco vate “tra tenaglie d’onde / ripiegate / in lamine di fogli / di latta / in una lotta / liquida spirale / di cavalli / e creste” e dona ceneri di vita: “e mentre il vento / ti si aggrappa in grembo / prendi il mio cuore / e inchiodalo ad un palo” per una crocifissione di rinascita.

BREVI NOTE

Maribruna Toni nasce a Piombino nel 1951 e scompare prematuramente nel 1998. Diplomata al Liceo Classico, studia medicina per tre anni a Firenze e Storia dell’Arte a Pisa. Interrompe gli studi per un gravissimo incidente automobilistico che condiziona la sua vita. Dopo molte sofferenze fisiche legate a questo infortunio, comincia a dipingere facendo della pittura la sua primaria occupazione. Dal 1975 al 1977 sperimenta molte tecniche ed espone in moltissime mostre in Italia (Firenze, Pisa, Milano, ecc.) e all’estero (Belgio, Grecia, Germania, Russia), ricevendo importanti riconoscimenti. L’ultimo successo risale al 1997, a Piombino, quando l’Assessorato alla Cultura organizza in Palazzo Appiani la mostra L’occhio incantato, incentrata su nuove pitture informali in lastre di alluminio. Sin dal liceo Maribruna coltiva la passione per la poesia. A questa musa affida sensazioni e sogni, spesso raggiungendo elevati livelli lirici. Partecipa a numerosi premi letterari nazionali e internazionali conseguendo numerosi riconoscimenti, come il prestigioso Fiorino d’Argento a Firenze. Questo premio vale a Maribruna la pubblicazione della prima silloge poetica: Le vele, i voli, i veli, edito da Libroitaliano nel 1997. L’anno successivo con la raccolta postuma L’urlo si fa silenzio, sempre a Firenze, ottiene una menzione di onore. Nel 2001 Il Foglio Letterario pubblica la raccolta di liriche inedite Un sogno smarrito, ristampata più volte e ben accolta da pubblico e critica. Una nuova selezione di liriche come Rimpianto d’onde, di sale e di tempeste (Il Foglio Letterario, 2003) cerca di mantenere vivo il ricordo della poetessa. Maurizio Maggioni rende omaggio all’artista e storicizza la sua opera pittorica, poetica e narrativa nell’indispensabile Per conoscere Maribruna Toni (Il Foglio Letterario, 2004). Per sapere davvero tutto sulla vita e le opere di Maribruna rimandiamo a quel prezioso volume.

Maribruna Toni, "Poesie", Il Foglio Letterario, Piombino 2008

ISBN/EAN: 
9788876061868

Commenti

Maribruna Toni nasce a Piombino nel 1951 e scompare prematuramente nel 1998.

aggiungo che esiste nei testi, un cono d'ombra costante quasi la poetessa avvertisse la sua fine.............che si prefigura lentamente; le tematiche, pur rimanendo insieme alle immagini, le stesse, si avvicinano sempre più alla percezione della fine, come in una fotografia si sfilacciano e sgranano le messe a fuoco fino alla mutilazione dell'immagine stessa.

Una pagina molto intensa per una donna-artista che aveva più di qualche numero... al solito, ci si accorge di chi vale quando non c'è più, molto spesso (non sempre, per fortuna).
Sull'indifferenza come possibile antidoto (non della poetessa, questo si è capito: eppure, la tentazione ci deve essere stata) e sul "tenere per sè" quando non si è capiti, sto riflettendo.
Anche questa è una tentazione, se ci pensi. E spesso ad essa indulgono proprio quei poeti che sentono il loro mondo talmente incompreso da ritenere più giusto chiuderlo al loro interno.
Da qui l'impressione di incomunicabilità, chiusura, paranoia e via dicendo (sto facendo naturalmente un discorso generale, penso a tanti nomi, anche di poeti presentati qui su L. da svariati di noi).
Bene. Il problema me lo sono posta in modo personale tantissimi anni fa, quando pensavo che nessuno mi capisse.
Ho avuto l'illuminazione di cambiare angolatura e ho compreso che in realtà ero io a non voler capire gli altri.
Fatta pace con questa realtà, è andato tutto molto meglio.

Così quando scrivi
"nessuna condanna anche nei versi più esasperati dell?autrice: se non a se stessa, ché non ha saputo né voluto essere diversa e ha sentito e cantato la pena del disincanto, dell?inganno, dell?amore non ricevuto, dei sogni trovati impiccati alle sbarre"

direi che centri il problema.
Qui si è fatto arte, altrove si fa depressione sterile, perciò almeno si può affermare che il poeta tramite la poesia tenti almeno di lanciare un ponte verso il modno.
Che tuttavia, come dicevo all'inizio, a volte viene attraversato troppo tardi.

Spesso la questione non è quella di sentirsi incompresi.
Parlare del dolore e scriverne, è vederlo per prima NOI, specchio di NOI e andargli incontro per abbracciarlo, viverlo, denunciarlo, odiarlo, trasformarlo.
Mariabruna Toni lascia un urlo, quello del silenzio che si fa parola poetica, che si sbriciola e ricade e viene secretato dal mare di Piombino che tanto ha amato e nella memoria del libro che gli amici per lei hanno preparato, curato e amato.

Ho raccattato un volo
che era caduto dalle ali
ormai morenti di un gabbiano,
in una pozza tra due scogli all?alba,
fra una conchiglia, un cavalluccio
e un?alga.

Ho raccattato un sogno
caduto dalle mani troppo piene
di chi ha il carisma della fantasia.
Pesava poco ed era bello, ma non era mio.

Ho raccattato un tenero sorriso
volato dalle labbra di chi ha amore
per il mondo intero,
ma l?ho fatto mio
perché era di un bambino
che intatta ha ancora dentro
l?innocenza.

Ho raccattato anche un?illusione,
quella che tu portavi tra le braccia:
l?amore tuo per me,
che non è più speranza
ma certezza.

E ora che son ricca
di voli e poi di sogni e di sorrisi
ed anche d?illusioni ormai cadute,
non ricordo, non vedo, né so più,
quello che mi mancava.
Sono Signora dell?Universo intero.

Omaggio a un'amica perduta.

Gordiano

Nel decennale della scomparsa di Maribruna Toni pubblichiamo un Meridiano che storicizza il suo corpus poetico. In un corposo volume ristampiamo le quattro sillogi edite: Le vele, i voli, i veli (Libroitaliano, 1997), unica antologia pubblicata in vita, L?urlo si fa silenzio (Traccedizioni, 1999), Un sogno smarrito (Il Foglio Letterario, 2001) e Rimpianto d?onde, di sale e di tempeste (Il Foglio Letterario, 2003). In appendice inseriamo una preziosa e inedita raccolta di Poesie ritrovate, apparse dopo la sua morte sulle colonne delle riviste Il Foglio Letterario, Carmina e relativi supplementi antologici. Come emblematica chiusura pubblichiamo L?occhio incantato, lirica che racchiude il pensiero filosofico - religioso di Maribruna Toni.

Cara Maribruna, è stato per non dimenticarti che nel 1999, insieme a Maurizio Maggioni e ad Andrea Panerini, abbiamo fondato Il Foglio Letterario. Capita che oggi ti penso in Paradiso abbracciata ad Aldo Zelli, cavalcate nuvole di sogni, spiate gabbiani impauriti, sfidate un vento che percuote scogliere, sconvolge oasi incantate e dune africane. Il Foglio Letterario è nato per farvi sopravvivere alla morte. Mi chiedo se abbiamo onorato davvero la vostra memoria in mezzo a troppe beghe da piccoli egoisti che di sicuro avreste disapprovato. Noi ci abbiamo provato, da uomini piccoli quali siamo. Non siate duri nel giudizio. Sono troppi anni che non ci vediamo. (Gordiano Lupi)

Amici,
consentitemi di spezzare ancora una volta una lancia in favore di Gordiano, rendendo merito alla sua lodevole inziativa.
Non solo egli pubblica un libro di poesie che come tutti ben sappiamo in Italia è un atto di coraggio, ma per di più di un'autrice scomparsa. Dunque anche un atto d'amore.
Ce ne fossero di editori che interpetano il proprio mestiere come una vocazione ed una rara testimonianza di umanità e cultura.

Grazie davvero a nome di tuttt coloro che scrivono, leggono versi e credono che il potere evocativo e comunicativo della poesia costituisca una risorsa ed un arricchimento notevole.

Gian Paolo Grattarola

E una nota di merito anche per Patrizia, instancabile autrice di recensioni legate alla fruizione e alla divulgazione della poesia, mettendo a disposizione il suo notevole bagaglio conoscitivo, la sua profonda sensibilità poetica e tutta la sua passione per proporci con perizia e passione non comuni una traccia del passaggio di poeti cbe altrimenti non godrebbero di adeguata visibilità.

In questa circostanza ci regala un ritratto appassionato e suggestivo di un'artista che attraverso il respiro dei suoi versi attraversa il tempo e torna a vivere qui, oggi e forse per sempre nella nostra memoria.

Grazie di cuore.
Gian Paolo Grattarola

Sì, è solo un atto d'amore. Oltre tutto è morto anche il padre di Maribruna, il solo cghe si occupava di lei e della sua opera. La madre non sta molto bene. Sottolineo che non ho sponsor di sorta. Neppure il comune. Ho tirato fuori i soldi dai fondid el Foglio. Sentivo che dovevo farlo. Conto sule vendite, soprattutto a Piombino dove Maribruna era conosciuta e sulle due settimane che faremo su di lei al palazzo Appiani con mostra di pittura e letture poetiche.

Da parte mia Gordiano ne acquisterò alcune copie per farne dono agli amici più cari cultori della poesia.

Un caro ringraziamento
Gian Paolo

Ogni migliore auspicio e ogni fortuna, Gordiano e Patrizia.
La memoria è quel fuoco che non si spegne.

Se non hai l'Alzheimer.

(che la scrittura non cancella)

io ho avuto il dono di leggere questi versi gian e scriverne,
rileggerli e sentire come sia vero, sempre vero, che l'arte resta insieme alla bellezza ,una divinità tra gli uomini soprattutto oggi; oggi , in una società materialistica nella quale si fa e si farà detonatore di spiritualità. ( ho parafrasato il discorso di Montale al Nobel)e , nello specifico caso anche contenitore d'amore.

Cosa c'è di più grande?

ASSOLUTAMENTE NIENTE
Portillo Della Lux scrive:
Per questo voglio
quando mi ricordi
che sia senza rancore, dolore, nè pena
perchè alla fine
sono le ore dell'amore e della felicità
quelle che vale la pena conservare
per poter trovare ogni giorno
la ragione di vivere.

MARIBRUNA

Quando percuote il mare la battigia
e le scogliere soffrono il ponente,
musica antica vola all?orizzonte
come nel tempo corrono ricordi
ripercorrendo strade senza nome.
Quando frugo rimpianti e cerco storie
fatte di niente, fatte di me stesso
sento una voce lieve come vento
sulla mia sera in cerca di sorrisi.
Quando la penna scorre tra le rime
che nel passato furono sentiero
dei tuoi rimpianti a lungo soffocati,
vedo una notte, vuoto quel bicchiere
della mia pena, delle tue parole.
Ricordo adesso che eri la più sola
ed io incantato e triste ad ascoltare
le dolci sensazioni del tuo cuore
per regalarmi briciole di sogno?
Per pochi istanti in fondo, troppo poco,
non è bastato e adesso quando sento
d?avere troppo in fondo spinto il cuore
leggo e rileggo ?i voli? del passato.
Sarà per questo che adesso scrivo poco:
solo racconti?storie per bambini?
la poesia va dietro al tuo sorriso
che non ritorna, ?appeso alla forcella
di rami in croce?, volo nella notte
di vecchi e striduli canti di gabbiani.

Gordiano Lupi, 20 marzo 2000

il 13 settembre all'istituto di cultura di falconara presenterò
maria brun toni e tenterò un aggangio con la pittura che l'ha a ccompagnata fino agli ultimi giorni
se volete venite , se volete vi tengo il libto che merita se non volete niente pensatemi.
grazie buonanotte cari ( spero di fare in tempo ad iniarvi la locandina) l'amore con cui sarò a parlare di lei , lo sapete già tutti.

In bocca al lupo.

13 settembre, ore 18: Falconara, centro cultura PERGOLI.
Patrizia Garofalo presenta il libro di Maribruna Toni.