Tomasi di Lampedusa Giuseppe

Il Gattopardo

Autore: 
Tomasi di Lampedusa Giuseppe

Nel 1957 Giuseppe Tomasi di Lampedusa scrive “Il Gattopardo”.
Il romanzo è difficilmente collocabile in un filone preciso, ed allo stesso modo è impossibile etichettarlo sotto il nome di un qualsiasi genere letterario: troppo psicologico per essere romanzo storico, troppo politico per essere soltanto il romanzo di formazione del Principe Fabrizio di Salina.
Un romanzo con personaggi dotati di incredibile spessore psicologico, per certi versi realista, in certe descrizioni crudo e verista. Impossibile racchiuderlo in sterili e inefficaci categorie di genere, così come è impossibile evidenziarne tutte le qualità intrinseche: sofisticato, ma allo stesso tempo facilmente fruibile, commovente, appassionante, emozionante e tormentato. Un piccolo trattato storiografico, la Weltanschauung di un popolo, la fotografia di un paese dubbioso e allo sbando, la forte critica alla società e al potere, la sottile ironia presente, in filigrana, all’interno dell’intero manoscritto.

Fin dalle prime pagine quello che colpisce è lo stile dello scrittore, composto di lunghi periodi armonici e pieni di ritmo, caratterizzati per la frequente ipotassi e l’utilizzo perfetto della punteggiatura, il fluire narrativo risulta essere per nulla pesante.
L’intreccio narrativo si snoda in otto lunghe parti, corrispondenti a date distanti nel tempo e luoghi lontani nello spazio, per un arco complessivo di tempo di cinquant’anni, dal maggio del 1860 allo stesso mese del 1910.
Quasi sempre a focalizzazione esterna, il romanzo risulta essere guidato da un narratore esterno ai fatti, onnisciente, che ci parla al passato, quasi sempre imperfetto e passato remoto, per raccontarci le vicende del Principe Fabrizio di Salina, della sua famiglia, di altri personaggi siciliani, all’epoca del tramonto borbonico.

LA TRAMA

Siamo nel maggio del 1860: Garibaldi, i Mille, il Re, la modernità, il mutamento sociale, sono temi scottanti e all’ordine del giorno, che si insinuano nella realtà siciliana offrendone un’immagine pulsante, passionale, amara e contraddittoria.
La famiglia aristocratica del Principe vive questo momento di forte cambiamento, lo attraversa sulla propria pelle di Gattopardo (lo stemma araldico del casato). Un cambiamento, alla fine dei conti, fittizio, come ci dice Tancredi, il nipote sveglio e pimpante, per il quale il vecchio “zione” Fabrizio ha molta stima e considerazione, identificandosi in quell’irruente e impulsivo ragazzetto dai modi bruschi e dalla voce squillante. “Se vogliamo che tutto rimanga com’è bisogna che tutto cambi” dice allo zio, mentre si prepara alla battaglia al fianco dei Mille.

Una vicenda storica di enorme importanza, quindi, caratterizzata da scontri, da mutamenti radicali e allo stesso tempo bugiardi. “Una stupefacente accelerazione della storia”, la chiama il Principe, che indica il mutamento frenetico della società, e l’incapacità del popolo siciliano, della sua aspra terra e di egli stesso, di essere al passo con i tempi che cambiano.  Un mondo che non sarà più quello di prima, senza dubbio, e che segnerà inesorabilmente il declino del Gattopardo come stemma e del gattopardo-uomo, che vedrà il nipote sposarsi con la figlia del rozzo e plebeo sindaco Calogero Sedara, il quale a piccoli passi, risparmiando giorno dopo giorno, aveva creato, attorno a sé, un enorme impero di terre coltivabili.

Un mondo che si muove e corre troppo in fretta per lui, Principe ansioso e riflessivo, fragile al contrario di quanto la sua mastodontica costituzione potrebbe fare immaginare, un uomo pieno di contraddizioni, di ansie di paure, perennemente immerso in dilemmi insolubili per mandare avanti la propria famiglia, e la propria vita, capace di ritrovare la pace e la serenità soltanto nell’infinità delle galassie e nella lucentezza delle stelle.

È lui, Don Fabrizio, Principe di Salina, il vero fulcro dell’intero romanzo, il centro attorno al quale gravitano, come piccoli ma necessari satelliti, tutti gli altri personaggi, da Padre Pirrone, al quale è dedicato uno splendido capitolo, alla bella e succosa Angelica, splendida fanciulla figlia del sindaco di Donnafugata, dal già citato Tancredi, alla sottomessa e fedele moglie, dal cavaliere Aimone Chevalley di Monterzuolo, inviato dal governo per tastare la propensione del Principe a scendere in politica, e che vedrà rispondersi picche, motivate dalla consapevolezza dell’immutabile ed eterna natura dei siciliani, troppo superbi, altezzosi, pigri e vecchi per desiderare realmente il cambiamento, fino al festoso e scodinzolante alano Bendicò, che apre e chiude il romanzo, permettendo al cerchio di chiudersi, alla parabola sociale di compiere il suo corso, alla storia di continuare nella sua continua, inesorabile accelerazione.

La parte VII, incentrata sulla morte del principe, malinconica, struggente, incredibilmente toccante e perfetta dal punto di vista dell’equilibrio stilistico, è uno dei momenti più alti di letteratura che abbiamo mai letto, rappresentativi della manifestazione più vicina alla perfezione letteraria. Impossibile rendere con altre parole le emozioni uniche che ci hanno regalato quelle pagine.
Dalla prima all’ultima pagina, “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, è un libro essenziale. Basilare. Indimenticabile.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Giuseppe Tomasi di Lampedusa (Palermo, 1896 – Roma, 1957), romanziere e critico letterario.

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, “Il Gattopardo”, Feltrinelli, Milano, 1957.
Prefazione di Giorgio Bassani.

Al Cinema: “Il Gattopardo” (1963) di Luchino Visconti, con Burt Lancaster, Alain Delon, Claudia Cardinale.

Tomasi di Lampedusa in Lankelot:

Antonio Benforte, 7 marzo 2005.
Recensione pubblicata originariamente su
www.ciao.com.

ISBN/EAN: 
8807013088

Commenti

ANT!

"Un piccolo trattato storiografico, la Weltanschauung di un popolo, la fotografia di un paese dubbioso e allo sbando, la forte critica alla società e al potere"

> Sogno di trovare un nuovo Tomasi di Lampedusa, oggi.

Opzioni visualizzazione commenti

Seleziona il tuo modo preferito per visualizzare i commenti e premi "Salva impostazioni" per attivare i cambiamenti.