Timpano Daniele

Storia cadaverica d'Italia. Dux in scatola. Risorgimento pop. Aldo morto

Autore: 
Timpano Daniele

C’è un certo consenso di critica attorno a Daniele Timpano e alla sua “Storia cadaverica d’Italia”, trilogia di testi teatrali (“Dux in scatola”, “Risorgimento pop” e “Aldo morto”) in cui l’autore-attore romano mette in scena un tris di cadaveri-monumento (quelli di Mazzini, Mussolini e Moro) a simboleggiare la nostra identità nazionale nata morta. Anche le accuse di apologia di fascismo piovute sul suo “Dux in scatola” all’epoca della sua presentazione al Premio Scenario del 2006 sono presto rientrate quando ai critici è apparso chiaro che la vera vocazione di Timpano non è quella di una rinarrazione revisionistica della storia patria, ma quella dello smontaggio tout court di ogni possibile narrazione («La verità non mi interessa», “Aldo morto”), l’accumulo disorganico dei molteplici punti di vista, l’elencazione paritaria (dunque implicitamente vanificante) delle ragioni e dei torti di tutti. Ai critici è piaciuta, di Timpano, l’assenza così post-moderna di un qualsivoglia messaggio o schema interpretativo o métarécit storico, il suo gusto per il falò delle verità, la pratica della tabula rasa indiscriminata che asfalta tutto e tutti, vincitori e vinti, torti e ragioni. Così, una volta ricondotto Timpano nel casellario della “risposta anarco-dadaista al teatro di narrazione” dei Paolini e dei Celestini, la coscienza post-moderna dei critici si è tranquillizzata e si è predisposta allegramente a baciare il rospo. E ad inghiottirlo pure.

L’idea di fondo, c’è da riconoscerlo, è fantastica: prendere tre cadaveri non qualunque - tre cadaveri-segnavia della nostra storia patria - e trasformarli in altrettanti pezzi di un cadavere più grande, quello della centocinquantenne Italia, mai nata, oppure sempre morta, che è lo stesso. Sono tre salme il cui post-mortem si è svolto pubblicamente, en plein air: quello di Mussolini appeso a Piazzale Loreto, seppellito a Milano, trafugato da tre neofascisti nel ’46, nascosto in un baule nel convento di sant’Angelo a Milano, recuperato dalla polizia, sepolto segretamente a Cerro Maggiore, riconsegnato undici anni dopo (in seguito a un compromesso elettorale tra Msi e Dc) alla famiglia e ai suoi fedeli fans, infine sepolto a Predappio; quello di Mazzini, imbalsamato (male) dal fisiologo Gorini per volere degli adepti mazziniani che avrebbero voluto esporlo permanentemente alla pubblica ammirazione, e poi sepolto in un angolo dimenticato del cimitero di Genova; e infine quello di Moro, ucciso ed esposto nel bagagliaio di una Renault 4 durante una specie di veglia mediatica improvvisata a via Caetani.

Di formazione pop, allevato dalla tv anni Settanta/Ottanta, tra cartoni e fumetti, Timpano legge e scrive la storia come può, filtrandola attraverso i miti del mainstream mediatico: veste Renato Curcio da Mazinga, mette in scena la mummia di Mazzini col sottofondo di Britney Spears che canta “Baby one more time”, paragona Moro a Nathan Never («Nathan Never è immortale come Moro. Dylan Dog, Tex, Topolino, Asterix, Obelix, Idefix e Nathan never sono sempre là. Sempre immortali, sempre giovani, sempre con la stessa faccia. Come Moro … Aldo è morto ma non muore … È sempre là … È quelle foto – ve le ricordate? Le foto polaroid»). Vede pop anche quando il pop non c’è. Non fa distinzione di rango tra miti dello star-system e personaggi storici, tutto è pop, dunque tutto è plastica, retorica da sgonfiare. Anche la narrazione pietosa dell’”uomo Aldo Moro” sottratto con la violenza alla sua famiglia diventa retorica pietistica da smerdare con puerile leggerezza: «Quella mattina papà era in bagno con la porta chiusa. Cose normali. Pipì. Barba. Forse pupù. È uscito di casa e non l’ho visto più. Una tragedia», recita Timpano con la sua monocorde vocina sardonica, immaginandosi nella parte del figlio di Moro (obiezione logica: ma se davvero la verità è inconoscibile, con che diritto allora Timpano etichetta come “retoriche” le verità in circolazione? In nome di cosa, se non di una verità, si può dare la caccia alla retorica?).

In questa specie di infantile, grottesca e a tratti divertente “Storia d’Italia a fumetti”, il modus operandi che Timpano adotta sui suoi cadaveri non è per nulla autoptico. Non cerca di capire di quali avvenimenti storici essi siano morti, non ricostruisce la scena storiografica del crimine. Ha la laconicità del medico legale che si limita ad attestare la morte di quel cadavere - l’Italia - che quelle tre salme le riassume tutte. Surfa sulla storia usando spesso come fonti Wikipedia e youtube (e lo dichiara apertamente, prima che qualcuno possa rinfacciarglielo), ma non esita a documentarsi più approfonditamente se nella carcassa del passato c’è del macabro in cui affondare i denti (allora sì, depone la sua superficialità storiografica e diventa maniacale ricercatore di bizzarrie necrofile). Più coyote che autopsista, nasconde la sua fragilità concettuale dietro il comodo assunto postmoderno dell’impossibilità di ogni verità. Il suo non è il nichilismo disperato dei delusi dalle ideologie e dalla politica, ma un nichilismo pigro, misologo e sbuffante. Certi sfoghi sembrano raccolti e imbottigliati direttamente dalle labbra di liceali scoglionati durante la lezione di storia, come in “Risorgimento pop”: «Questo spettacolo infatti nasce … nasceva … da una domandina stupida, e cioè: “Ma che cazzo gli interessa oggi a questa gente in sala questo Risorgimento italico del cazzo?” Un cazzo». E ancora, in “Aldo morto”, così viene raccontato l’annuncio dell’uccisione di Moro: «Cossiga pianse. Anche Andreotti pianse. Pianse anche Zaccagnini. Piansero tutti i politici di allora se per questo - Craxi, Berlinguer … - e pianse pure il papa, dicono. Il papa Paolo VI. Tutta gente morta di cui non ce ne frega un cazzo».

Antipolitica sorgiva, sfanculante. Light. Non il vaffa della sub-politica che vuole ricostruire il mondo dal basso, ma un vaffa demolitorio, aprioristico e senza catarsi, semplicemente divertito all’idea di mostrare le contraddizioni del mondo, di contrapporre verità a verità, torto a torto, ragione a ragione. Dice bene Paolo Puppa in uno scritto su Timpano (l’unico un po’ perplesso dei cinque scritti critici che scortano l’edizione della “Storia cadaverica d’Italia”): «Timpano ama assumere le sembianze di un Giamburrasca aggressivo e impaurito, portato a far cadere perifrasi e eufemismi nell’intima insofferenza ai valori costituiti, ai canoni, agli olimpi, alle chiese. Saltano così le gerarchie etiche, la differenza tra bene e male, il manicheismo che separa santi da demoni, angeli da reprobi, spiazzando partiti e orientamenti opposti, con reazioni a volte scomposte da parte della destra e della sinistra davanti a tanta irriverenza blasfema». Visione multiprospettica o ricercata ambiguità? Smembrati e scomposti dalla prospettiva multipla, i cadaveri-monumento di Timpano diventano un gioco collettivo e insensato come i cadavres exquises dei surrealisti, e la multifocalità si perde in un vociare confuso e confondente. Un sinfonico frinir di cicale nella calura estiva.

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE

Daniele Timpano (Roma, 1974) è autore, attore e regista. Dal 1998 ha scritto e interpretato diverse opere teatrali tra cui “Caccia ‘l drago” da Tolkien (vincitore del premio “Le voci dell’anima” 2005); “Gli uccisori del chiaro di luna” da Marinetti e Majakovskij; “Ecce robot” (2007); “Si l’ammore no” (finalista al Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti 2008). Dei testi presentati in “Storia cadaverica d’Italia”, “Dux in scatola” è stato finalista al premio Scenario e al Premio Vertigine (2010). Insieme a “Risorgimento pop” è stato presentato a Parigi nella sezione “Face à Face” 2011.

Daniele Timpano, “Storia cadaverica d’Italia. Dux in scatola, Risorgimento pop, Aldo morto”, Titivillus, Pisa, 2012. Prefazione di Graziano Graziani.

Bibliografia consigliata: Graziano Graziani, “Lo strano olezzo del corpo del re”, Attilio Scarpellini, “Il clown contro la storia”, Antonio Audino, “La marionetta e il postumano”, Lorenzo Pavolini, “La doccia fredda non lava, ma sveglia”, Paolo Puppa, “Giamburrasca e i cadaveri eccellenti”, in “Storia cadaverica d’Italia”.

Approfondimento in rete:

http://danieletimpano.blogspot.it/

http://delteatro.it/articoli/2007-04/largo_agli_anarcodadaisti_nuova.php

http://www.retididedalus.it/Archivi/2006/Giugno/TEATRICA/IN%20PALCOSCENICO.htm

http://archivio.carta.org/agenda/occhi/interviste/051220graziani44dux.htm

Elettra Sammarco, 2013

ISBN/EAN: 
9788872183441

Commenti

[elettra sammarco] 11 - ad

[elettra sammarco] 11 - ad oggi - le schede di Elettra:  http://www.lankelot.eu/autori/elettra-sammarco

[daniele timpano] dati

[daniele timpano] dati bibliografici + links:

Daniele Timpano, “Storia cadaverica d’Italia. Dux in scatola, Risorgimento pop, Aldo morto”, Titivillus, Pisa, 2012. Prefazione di Graziano Graziani.

Bibliografia consigliata: Graziano Graziani, “Lo strano olezzo del corpo del re”, Attilio Scarpellini, “Il clown contro la storia”, Antonio Audino, “La marionetta e il postumano”, Lorenzo Pavolini, “La doccia fredda non lava, ma sveglia”, Paolo Puppa, “Giamburrasca e i cadaveri eccellenti”, in “Storia cadaverica d’Italia”.

Approfondimento in rete:

http://danieletimpano.blogspot.it/

http://delteatro.it/articoli/2007-04/largo_agli_anarcodadaisti_nuova.php

http://www.retididedalus.it/Archivi/2006/Giugno/TEATRICA/IN%20PALCOSCENICO.htm

http://archivio.carta.org/agenda/occhi/interviste/051220graziani44dux.htm

Elettra Sammarco, 2013

[timpano] un artista tenace,

[timpano] un artista tenace, sostanzialmente drammaturgo e impresario allo stesso tempo - dalla quantità di mail spedite nel corso degli anni, per promuovere o segnalare i suoi eventi, questa è l'immagine che mi sono fatto di lui. Mi ha sempre incuriosito - pure per la vicenda della genesi di "Actarus" di Morici, suo sodale per breve periodo... 

[Timpano] Artista che non

[Timpano] Artista che non conoscevo minimamente. Gran bell'articolo Elettra.

[Timpano] Qualcuno di voi li

[Timpano] Qualcuno di voi li ha visti messi in scena questi testi? 

(Timpano) Ho letto il tuo

(Timpano) Ho letto il tuo pezzo, Elettra, ma non riesco a capire se possa piacermi o meno uno spettacolo del genere. Vista l'assenza di appigli etici, ideologici e per certi versi anche storiografici ti faccio i miei sinceri complimenti per la complessità dell'analisi e la ricercatezza delle immagini a supporto delle tue riflessioni di fondo. Davvero brava.

[Timpano, Léon] Quelli di

[Timpano, Léon] Quelli di Timpano sono spettacoli che non brillano per una particolare bellezza di scrittura. Li apprezzi se stai al gioco, se ti piace quel gioco. Per essere estimatori di Timpano bisogna essere simili a lui.

Grazie, Federico.

[Timpano, Andrea C.], Grazie

[Timpano, Andrea C.], Grazie Andrea, difficile trovare un autore che ti sia sfuggito! Ti metto il link a un podcast di radio3 con un'intervista a Timpano, in cui lui recita anche un brano di Aldo morto: ti può dare un'idea, seppure parziale, di lui come performer. Ha una voce sardonica sempre sul precipizio del risolino, ma molta padronanza scenica della sua fisicità di attore (io ho visto Aldo morto, per l'appunto):

http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-20a6d88...

 

[Timpano - Elettra] Ci sono

[Timpano - Elettra] Ci sono galassie intere di autori che non conosco. :) Di teatro poi ne so pochissimo. Durante il mio unico anno di università frequentai un semestre di storia del teatro e ricordo un paio di lezioni tenute da Ronconi. Ho una certa allergia per il teatro, anche in senso di spazio fisico. Qualcosa mi piace, come i testi di Cechov che ho visto anche messi in scena. Per adesso però solo Sarah Kane mi ha rapito totalmente.

[daniele timpano] se ne parla

[daniele timpano] se ne parla anche in Sul Romanzohttp://www.sulromanzo.it/video/aldomorto54-timpano-e-moro-reclusioni-a-distanza 

[aldo morto] ALDO MORTO

[aldo morto] ALDO MORTO 54

vince il Premio Nico Garrone 2013
come progetto speciale

Il premio verrà ritirato da Daniele Timpano, Elvira Frosini e Teatro dell'Orologio 

domenica 28 luglio 2013 alle ore 16,30
presso Palazzo Bizzarrini, Piazza Antonio Gramsci 27  Radicondoli (SI)
 
nell'ambito di 
Radicondoli Festival 2013

 

DOSSIER COMPLETO DI ALDO MORTO 54


RASSEGNA STAMPA COMPLETA DI ALDO MORTO 54 


 

ALDO MORTO 54
54 giorni di reclusione di Daniele Timpano in live streaming

54 giorni di repliche consecutive dello spettacolo "Aldo morto - tragedia" di Daniele Timpano
Roma / 16 marzo - 9 maggio 2013

un progetto di Teatro dell'Orologio e Daniele Timpano
in collaborazione con Fondazione Romaeuropa, Kataklisma
partner Tamburo di Kattrin, Grapevine Studio
social media partner fattiditeatro
ideazione e realizzazione della cella Alessandra Muschella
live-streaming Andrea Giansanti
ideazione e realizzazione video teaser Emiliano Martina, Grapevine Studio
progetto grafico Angelo Sindoni, Antonello Santarelli
ufficio stampa Donatella Maresca
promozione Bruna Benvegnù, Filippa Piazza
cordinamento sezione Incontri: Bruna Benvegnù, Marzia Pacella, Flavio De

Bernardinis, Christian Raimo, Graziano Graziani, Stefano Betti, Dario
Morgante
organizzazione Katia Caselli
drammaturgia della prigionia di Daniele Timpano
in collaborazione con Elvira Frosini

www.aldomorto54.it