Thompson Ernest

Sul lago dorato

Autore: 
Thompson Ernest

UN LAGO TROPPO DORATO  

Arnoldo Foà ed Erica Blanc, nella commedia sentimentale di Ernest Thompson “Sul lago dorato” portano in scena con levità l’eterno conflitto tra genitori e figli offrendoci una rappresentazione romantica con momenti di tenera armonia familiare.

Un professore in pensione, Norman Thayer, sulla soglia degli ottant’anni, in vacanza con sua moglie Ethel nella loro villa sulle rive del lago dorato nel New England, ospita sua figlia Chelsea e il suo nuovo compagno, Billy.  Insieme con loro il figlio dell’uomo, Billy Jr., un adolescente irrequieto. Tre generazioni a confronto e tanto distanti tra loro. Chelsea e Billy partono per un viaggio lasciando Billy Jr. con i due anziani.   Benché ingessati in una scenografia austera e prevedibile Arnoldo Foà ed Erica Blanc danno prova della loro collaudata esperienza interpretando la coppia di anziani coniugi che si sono ritirati nella tana della solitudine sulle rive del lago dorato. Foà, a dispetto dei novantun anni, tiene la scena con evidente padronanza professionale e con raro estro comunicativo, interpretando un uomo che si trincera dietro un atteggiamento burbero per proteggersi dalla piena degli anni. La Blanc aderisce appassionatamente al ruolo di moglie tenera ed affettuosa che custodisce con amorevole cura le ragioni della loro solidità affettuosa. Due personaggi così ricchi di umanità e simpatia da restare a lungo nel cuore della gente.  

In questo angolo di rassicurante e nostalgica serenità irrompe inavvertitamente la turbolenza prodotta dall’arrivo di una nuova forma di convivenza sociale prodotta dalla famiglia moderna.  La figlia Chelsea interpretata da una Loredana Giordano lodevole benché a disagio dinanzi a due icone della storia del Teatro italiano, e il suo nuovo compagno Billy, Danilo Celli, recano con sé, tra le macerie prodotte da un pregresso matrimonio fallito, un nipote acquisito per nonno Foà. Tommaso Gimignani, al suo debutto professionale, ricopre con pieno merito il ruolo di un adolescente inquieto e sfrontato, che battibecca dapprincipio in maniera insolente e volgare con gli anziani coniugi. Ma in seguito il suo personaggio risulterà funzionale alla rimozione delle ingombranti incomprensioni che si erano frapposte tra padre e figlia sulla strada della riconciliazione familiare.  

Maurizio Pacini mette in scena la pièce omonima di Ernest Thompson scritta nel 1979 e resa celebre dalla versione cinematografica di Mark Ridell del 1981, che fruttò l’oscar a Katherine Hepburn e a Henry Fonda. Tuttavia il suo allestimento sembra virare troppo in direzione di una compiaciuta riflessione sul tema della vecchiaia, allontanandosi incautamente  dalla via maestra del confronto generazionale che era stata tracciata dall’autore. E finisce pertanto per consegnarci una commedia romantica di discreta fattura ma troppo sbilanciata sul piano evocativo ed emozionale da cui traluce unicamente la struggente poetica degli affetti.  

Gian Paolo Grattarola 

Argot – Associazione Culturale La Pirandelliana 

SUL LAGO DORATO
Di Ernest Thompson ( http://en.wikipedia.org/wiki/Ernest_Thompson )

TEATRO ALFIERI di MONTEMARCIANO (AN) 
24.XI.2007 
Traduzione ed adattamento di Nino Marino 
Regia di Maurizio Panici 
Scene e costumi di Aldo Buti 
Musiche di Roberto Procaccino 
Cast : Arnaldo Foà, Erica Blanc, 
Genere : commedia sentimentale

ISBN/EAN: 
000

Commenti

Nuovo contributo di GPG

"Foà, a dispetto dei novantun anni, tiene la scena con evidente padronanza professionale e con raro estro comunicativo, interpretando un uomo che si trincera dietro un atteggiamento burbero per proteggersi dalla piena degli anni."
>non credevo recitasse ancora! è un mito del teatro ormai, sempre stato bravissimo.
Ho un lontano ricordo della versione cinematografica di quest'opera.
Indubbiamente il cfr generazionale è interessante e più movimentato del solo tema della vecchiaia.
Bene, grazie per avermi fatto rivisitare questo testo!

Grazie a Te (posso permettermi il Tu?) delle Tue osservazioni sempre molto gradevoli e pregiatissime.

Gian Paolo Grattarola

il tu è molto gradito, solitamente qui non ci diamo mai del lei, come avrai notato :-)