Teulé Jean

Rainbow per Rimbaud

Autore: 
Teulé Jean
Opera prima del poliedrico artista francese Jean Teulè, fumettista, sceneggiatore, anchorman, regista e narratore classe 1953, “Rainbow per Rimbaud” [1991; IT, Nutrimenti, 2011] è un quaderno di narrativa estremamente visiva, ludica, lirica e scanzonata. La struttura è fragilotta e la stesura allegra, scombinata quanto basta per raccontare tutta l'incoscienza e la ruvidezza d'una classica opera prima. Teulè considera Rimbaud il più grande dei poeti: crede che rappresenti l'ideale dell'adolescente, perché “tutti gli adolescenti vorrebbero avere il genio di Rimbaud. È stato ed è una specie di rockstar della poesia”. E così, in questo suo esordio, ha plasmato e forgiato un protagonista donchiosciottesco che s'è talmente nutrito di Rimbaud da convincersi d'essere come lui.
 
Si chiama Robert. Robert ha trentasei anni ed è alto due metri e dieci. È un adulto ragazzino, stralunato e buffo. Una coda di cavallo rossa. Cammina con passo da airone. Veste sempre di nero. Ha una mania, da quando aveva dodici anni: rinchiudersi nell'armadio della sua infanzia. È il mio battello, dice. Da ventiquattro anni dorme così, e si sveglia tutto indolenzito. Come niente fosse. A questa mania s'accompagna un'ossessione. La sua ossessione è Arthur Rimbaud. Da sempre. Conosce tutti i suoi versi a memoria. Vive nella sua stessa cittadina, Charleville. Va a omaggiarlo, in cimitero, quando può.
 
Un giorno, suo padre rompe il suo armadio-battello; allora Robert decide di andarsene. Decide di andarsene, come il suo idolo, verso i paesi caldi. Con sé, ha una foto e un libro di poesie di Arthur. Quanto basta per partire. Sua compagna di viaggio, incredibilmente casuale (favolisticamente casuale) è Isabelle, che s'accorge presto che sarà difficile annoiarsi al suo fianco. Lei è come il suo amato biancospino. Sa risplendere d'iun verde intenso, di luce gioiosa. Come se non bastasse, ha qualche soldo.
 
Egitto. Al Cairo Isabelle e Robert fanno sesso e ha inizio il loro incanto. Ma Robert rimane sempre infestato da Rimbaud. Pensa a come camminava, da quelle parti, dopo aver corso troppo a lungo per i deserti. A come zoppicava, a quanto poteva pesare la cintura con otto chili d'oro che portava con sé. Man mano, naturalmente, Robert comincia a soffrire come Rimbaud. A sentire lo stesso male al ginocchio, nonostante non abbia che un livido. E quando lui e Isabelle rimangono senza denaro, più avanti, nel corso delle loro peregrinazioni tra Mauritius, Gorèe e Dakar, si ritrova a scrivere a sua madre, proprio come AR, firmandosi, va da sé, come lui. L'epilogo della vicenda è allegorico e poetico, capricciosamente artefatto e ultravisivo.
 
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Teulé ha una discreta capacità di tenere vivi i tempi e i ritmi del parlato, nei suoi dialoghi, ma sorprende, piuttosto, per qualche buona descrizione infilata qua e là, nella narrazione, magari a intervallare le vicende dei due fuggitivi, il novello Rimbaud e la sua musa biancospino. Sono sprazzi capaci d'essere sintesi di grande visività e discreto lirismo: “A Parigi sono due ore indietro. Il tempo è burrascoso. Il cielo ha il colore di un cannone. Nella via di Isabelle non c'è più un fiore vivo. Tutte le piante sulla strada sono state prosciugate, come aspirate dal cielo e svuotate della loro linfa. Hanno la postura contorta degli sgozzati. Gli steli sono piccole e ridicole braccia di legno rinsecchito. Sulla vetrina del fioraio sembra esserci passato un lanciafiamme. Dietro il vetro e sul marciapiede ci sono solo rami morti. Le foglie degli alberi cadono come una pioggia asciutta. Dai loro bicipiti imponenti e nodosi le foglie cadono a formare mucchi appuntiti sull'asfalto nero della strada” [p. 78].
 
Nella bandella della buona edizione Nutrimenti, leggiamo che l'artista aveva, in questo senso, le idee chiare: “La maggior parte degli scrittori nutre un grande interesse per la psicologia, io invece me ne infischio. Mi interessano solo le immagini. Quanto mi divertivo a disegnare Robert! Lo tenevo lì sulla scrivania, sempre sotto gli occhi. Avevo disegnato anche Isabelle. Prima li disegnavo, poi li descrivevo con le parole”. Ecco – spesso la sensazione, avanzando per le pagine del suo “Rainbow per Rimbaud” e ritrovando gli amati frammenti del poeta che colorava le vocali e sapeva reinventare l'amore, è stata proprio questa. Che Teulé si sia divertito a dipingere, scrivendo, questa sua favola narrativa stravagante, strampalata e tardoadolescenziale. Divertimento tendenzialmente condiviso dal lettore, va da sé: almeno, condiviso abbastanza da perdonare diverse ellissi e diverse sconnessioni.
 
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Jean Teulé (Saint-Lô, Normandia, Francia 1953), scrittore, attore e sceneggiatore francese. Ha scritto per cinema, teatro e tv. In narratia, ha esordito con questo libro nel 1991.
 
Jean Teulé, “Rainbow per Rimbaud”, Nutrimenti, Roma, 2011. Traduzione di Alice Volpi. Collana Gog, 9. Direttore della collana: Leonardo G. Luccone.
Prima edizione: “Rainbow pour Rimbaud”, Paris, 1991.
 
Adattamento cinematografico: “Rainbow pour Rimbaud”, 1995, regia di Jean Teulé. Stando a IMDB, non è particolarmente memorabile.
Approfondimento in rete: Elle / Wiki FR / OBLIQUE.
 
Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Gennaio 2011
ISBN/EAN: 
9788895842943

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[teulè] Opera prima del

[teulè] Opera prima del poliedrico artista francese Jean Teulè, fumettista, sceneggiatore, anchorman, regista e narratore classe 1953, “Rainbow per Rimbaud” [1991; IT, Nutrimenti, 2011] è un quaderno di narrativa estremamente visiva, ludica, lirica e scanzonata...

[rainbow per rimbaud] da qui

[rainbow per rimbaud] da qui in avanti, tre diverse strade.

Editoriale: NUTRIMENTI in Lanke: http://www.lankelot.eu/Nutrimenti

Nazionale: Letteratura FRANCESE in Lanke [ultime voci]: http://www.lankelot.eu/letteratura-francese

Personale: RIMBAUD in Lankelot. Diverse sorprese... http://www.lankelot.eu/Rimbaud

[teulè] ma dove li vai a

[teulè] ma dove li vai a scovare, Gf questi autori!!!! Il tuo pezzo neppure lo discuto, ma il brano estrapolato mi lascia perplessa. A questo servono le recensioni quando son fatte bene: ad incuriosire un lettore, a fargli capire se quel libro fa per lui o no. Ora che ci penso, anche i bravi bibliotecari dovrebbero avere questo effetto quando danno indicazioni di lettura...

[teulé, ilde] mi è stato

[teulé, ilde] mi è stato segnalato da Ana Ciurans, sin qua non avevo mai avuto il piacere di leggerlo, né di sentirne parlare. Mea culpa, perché almeno nella collana "Gog" di Nutrimenti era già uscito qualcosa di suo... e idem per Neri Pozza, che però è un editore che incrocio veramente di rado.

Il brano che ho infilato mi sembrava molto divertente. E - come dire - capace di connotare a dovere certe derive pazzoidi dell'artista. Diciamo che da un libro così si poteva immaginare più una riduzione teatrale, ecco, che cinematografica. Sarebbe molto adatto per il teatro.

Quanto ai bravi bibliotecari, qui ne conosciamo una;)

 

[rainbow per rimbaud] una

[rainbow per rimbaud] una versione completamente diversa di questo articolo è appena stata pubblicata sul nuovo BLOW UP, numero 155, in questo mese in edicola. Si trova nella rubrica Champ Libre, curata da Fabio Donalisio. Il mio articolo è a pagina 121.