Tetti Gianni

I cani là fuori

Autore: 
Tetti Gianni

Storie di menti deviate, di vendetta, di violenza gratuita. Violenza malata, più che altro. Undici racconti accomunati più dal caso che da un rapporto reale (talvolta un'immagine che conclude una storia si ritrova in quella successiva, talvolta il cane ritorna come figura più violata che feroce). I racconti, rigorosamente in prima persona, saltano da un’anima a un’altra – il cacciatore di taglie contemporaneo, il figlio psicotico di una coppia separata, il quasi ingenuo maniaco sessuale, il magnaccia e così via – aprendosi in brevi sipari dove la conclusione è generalmente la sorpresa che vuole stuzzicare il lettore più curioso. La linea della giovane Neo Edizioni parla chiaro: visione del mondo attraverso l’arte dell’eccesso. Eccesso con personalità, chiaramente, che sappia stimolare o magari turbare chi legge senza scadere nella sterile pornografia emotiva.

Il trentenne Gianni Tetti si concede a dei racconti che paiono più vicini alla (giovane) letteratura americana che non alla tradizione italiana (seppure la struttura divisa in racconti è rigorosamente made in Italy e sarebbe bene ricordarlo sempre). Il pulp delle storie narrate non può non ricordare Bukowski (nelle atmosfere ma anche nello stile del racconto); si registra senz’altro un gusto dello splatter, anche esasperato (un uomo assalito da ratti norvegesi), che non si aggrappa solo alle descrizioni ma si presenta anche in una compiaciuta coprolalia che ogni tanto riporta alla mente la maestria di Ammaniti: “Odore di sterco fresco e piscio. Una stalla. La stalla di qualcuno. E il piede sanguina, lo straniero gli ha sparato. Un buco nero al centro del piede, un paio di mosche che se la godono in mezzo al sangue. Piscio e sterco. E sangue” (pag. 17). Ma l’impronta noir/pulp sulla scia del Marlowe bukowskiano è visibile in esclamazioni quanto più lontane dagli usi, anche etilici, di un sassarese: “Ti sei nascosto proprio in culo al mondo, stronzo di un Indio. Un sorso di rum adesso me lo posso anche permettere. È buono, non il migliore, ma non mi va di spenderci un patrimonio per una bottiglia di rum” (18). Molte sono le storie, la cui trama non avrebbe senso anticipare qui, lasciandola scoprire la lettore. Di certo, anche se magari non era voluta, si intravede una chiara vicinanza con la prosa dialogica di Flavio Soriga, specie nei Diavoli di Nuraiò; si può dire che Gianni Tetti e Soriga abbiano molti punti in comune, sia per la rapidità dei ritratti dei protagonisti sia per un desiderio di discostarsi dalla tradizionale visione del mondo dei loro conterranei. La violenza del libro di Tetti è però molto distante da Soriga, reiterata nelle sequenze truculente che spesso e volentieri hanno per vittime persone o animali innocui (come quella ai danni di un gatto, tristemente realistica, se considerata la cattiveria di certi bambini) che fanno pensare più ai film di Lucio Fulci, che non a quelli di Tarantino.
Soprattutto per appassionati del genere.
 
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
 
Gianni Tetti (Sassari, 1980). Ha precedentemente pubblicato un racconto nell’antologia E morirono tutti felici e contenti (Neo Edizioni, 2009).
 
Gianni Tetti, “I cani là fuori”, Neo Edizioni, Castel di Sangro (AQ), 2009. Copertina di Toni Alfano.
 
Approfondimento in rete: NeoEdizioni
 
Luca Martello, 28 gennaio 2009.
ISBN/EAN: 
8896176034

Commenti

[Tetti] Una nuova casa

[Tetti] Una nuova casa editrice: la NeoEdizioni!

[Tetti] grand'hammer! sbrigo

[Tetti] grand'hammer! sbrigo una cosa e vengo a leggerti

[tetti] aggiungiamo il

[tetti] aggiungiamo il tag "opera prima", che dici? di fatto...

[tetti] Il feci!

[tetti] Il feci!

[Neo] Scrivi: "La linea della

[Neo] Scrivi: "La linea della giovane Neo Edizioni parla chiaro: visione del mondo attraverso l’arte dell’eccesso. Eccesso con personalità, chiaramente, che sappia stimolare o magari turbare chi legge senza scadere nella sterile pornografia emotiva".

> Ho sentito parlare di loro (bene, e molto) post Fiera di Pisa. Ero sinceramente curioso di saperne di più. Bel lavoro, Hammer. Scheda chiara & preziosa intro!

[Tetti] "si può dire che

[Tetti] "si può dire che Gianni Tetti e Soriga abbiano molti punti in comune, sia per la rapidità dei ritratti dei protagonisti sia per un desiderio di discostarsi dalla tradizionale visione del mondo dei loro conterranei."

> mmm.

[Tetti] bravo hammer. Ho

[Tetti] bravo hammer. Ho letto anche la rassegna stampa on line dai tipi di Neo, penso di essermi fatto un'idea precisa. Domani porto anch'io, se riesco, qualcosa di nuovo per lanke...

ahhahahah e ammaniti

ahhahahah e ammaniti

 Sai che mi hanno contattato

 Sai che mi hanno contattato per chiedermi se volevo recensire un loro volume qui su lanke? :)


A breve infatti "Palace of the end".

[Neo] so so;). Olè. Aspetto.

[Neo] so so;). Olè. Aspetto.

[neo] allora sai sai ;) Ma

[neo] allora sai sai ;) Ma hanno contattato te, vero?

[neo edizioni,

[neo edizioni, l'espresso] 

Riporto qui l'idiozia di un pezzo uscito su L'Espresso, dove si lascia supporre che le case editrici nazionali abbiano scoperto gli autori sardi solo grazie a libro della Murgia. (come se gli "autori sardi" fossero una razza a sé, tra l'altro)

http://www.neoedizioni.it/neo/rassegna-stampa/gianni-tetti-e-la-neo-ediz...

Corretta la reazione della NeoEdizioni. Chissà, forse a L'Espresso non hanno mai sentito parlare di Salvatore Mannuzzu, Atzeni, Gavino Ledda, Marcello Fois, Abate, Soriga che hanno pubblicato in questi anni con Mondadori, Marsilio, Bompiani o Einaudi. Ma il pezzo è coronato da una foto a colori della Canalis, allora forse tutto si spiega...

[scrittori sardi-neo] Ottima

[scrittori sardi-neo] Ottima segnalazione, Hammer. Mi unisco alle tue perplessità - ha fatto bene Neo a prendere le distanze.

Mi piacerebbe molto - già che ci sono, va - leggere altre tue pagine sui letterati sardi...;)

[scrittori sardi-neo-murgia]

[scrittori sardi-neo-murgia] A proposito della Murgia, visto che su Lankelot non è mai stata recensita, qualcuno mi sa dire se valga la pena leggerla? Da quel poco che ho letto, non sembra essere nelle mie corde ma potrei anche sbagliarmi. Non so. Cosa dite?

[murg] se ha ispirato un film

[murg] se ha ispirato un film di virzì sui call center, sospetto non sia nelle tue corde, amice. Manco nelle mie.