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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>\"Il soffitto della Suite 200 è uno schermo gigante carico di volti, rumori, emozioni. […]<br />Di prendere sonno non ha più alcuna voglia. Vuole guardare il suo film, starci dentro. Si alza, torna in bagno, passa le mani sotto l’acqua fresca del lavandino, si bagna il viso, la fronte.\" (pag.49)</p>\n<div>A chi non è mai capitato di immaginare cos’è successo a una personalità nota, e seguita, scomparsa all’improvviso? Di immaginare com’è andata l’ultima giornata, cos’ha pensato, come ha reagito prima di morire? <em>(Lady Diana, Amy Winehouse, Gianni Versace, Marilyn Monroe, Pier Paolo Pasolini, Whitney Houston, Marco Pantani, Heath Ledger…)</em></div>\n<div>In “Suite 200. L’ultima notte di Ayrton Senna” Giorgio Terruzzi fa esattamente questo: avvolge un nastro dalle trame complesse, pieno di voci, versioni, intrecci e frammenti di vite, e lo riavvia proponendo al lettore una proiezione dal sapore intimo, praticamente privata, in una location sospesa nel tempo e nello spazio ovvero propria quella camera in cui Senna era solito riposare a Castel San Pietro durante il Gran Premio di San Marino.</div>\n<div>Innegabilmente è un libro che risulterà particolarmente coinvolgente per chi seguiva il protagonista indiscusso – Ayrton Senna – per gli appassionati di F1, e per chi, amando lo sport, non ha potuto evitare di sentire e notare le prodezze d’un giovane brasiliano che al volante inseguiva l’invincibilità.</div>\n<div>Oltre tutto si coglie tra le pagine un continuo intreccio di fatti, persone, e risvolti che Terruzzi espone gradualmente recuperando dettagli, dalla vita pubblica e da quella privata di Senna, con dovizia e cura, a raccontare la grande conoscenza dell’autore e lo sforzo (teso dalla passione e le affettività personali, a mio avviso) di dare la maggior tridimensionalità a una vita, alle sue ultime ore e alla complessità del mondo che aveva attorno laddove le medialità, e tantissime fonti ne hanno raccontate tante, forse troppe.</div>\n<div>Eppure, a vent’anni da quella tragica scomparsa del 1 maggio 1994, quando in tanti ricordano un boato sordo e l’improvviso silenzio insostenibile a seguire, a vent’anni da un addio che nessuno pareva immaginare, “Suite 200” è un romanzo che scalfisce le distanze dello scorrere del tempo.</div>\n<div>&nbsp;</div>\n<div>\"Era il suo comportamento a fornire contributi adatti. Era il suo modo di vivere e di lavorare, il bisogno di una concentrazione talmente ossessiva da tenere a distanza il resto. Era, poteva anche ammetterlo ora, la sua cronica distanza da una leggerezza, da un’allegria apparente, da una serenità palese. Piuttosto, un ragazzo afflitto da qualche disturbo, preso da un’ombra perenne e misteriosa capace di dominare la scena anche quando sulla scena compariva l’immagine di un pilota vincente, di un protagonista entusiasmante, di un campione in grado di accendere tutte le luci. Tutte, escluse la sua.\" (pag. 74)</div>\n<div>&nbsp;</div>\n<div>Terruzzi è pienamente consapevole di quale bomba è, il suo personaggio, e ne propone quante più possibili implicazioni, contraddizioni, ossessioni, turbamenti, rumori di fondo, interferenze, evoluzioni. Famiglia, gossip, moglie, donne, pettegolezzi, lavoro, sponsor, case, viaggi, vacanze, corse, odi in pista: nulla sfugge alla bobina che si srotola in un implacabile conto alla rovescia verso quel primo pomeriggio del 1 maggio.</div>\n<div>La scrittura è calibrata e fluida, intensa, segue il personaggio con garbo e profondità, lo lascia pensare, ne espone nervi, muscoli e lividi. E’ una modalità narrativa che perfeziona un ritmo e una struttura adatta a riproporre una delle tante immaginazioni su una personalità tanto magnetica quanto fragile e controversa come il pilota brasiliano.</div>\n<div>E’ una lingua che sollecita il pathos d’un momento storico complesso e sfilacciato, a suo modo magico ed elettrico, un week end sul filo della morte laddove, in realtà, Senna fu solo la seconda tacca ma fu quella che fece tremare la terra sotto i piedi di molti, e fu quella che tutt’ora non risolve dubbi nell’infinito ‘valzer dei se’.</div>\n<div>&nbsp;</div>\n<div>\"La verità? Era diverso lui. Era cambiato, finalmente disposto a mettere in discussione un repertorio fino ad allora intoccabile. La verità era che, forse, poteva concedersi di stare dentro una relazione accettandone i grumi, gli spigoli, le fatiche, la migliore alternativa per la sua solitudine. Poteva destinare anche a quello le proprie risorse. Non era mai successo. Un campo di gara diverso, da trattare con identica attenzione, con una cura analoga.\" (pag.59)</div>\n<div>&nbsp;</div>\n<div>Tanti ingredienti, abilmente mescolati e proposti per assaggi furtivi al lettore, Terruzzi non risparmia nulla e a mio avviso realizza un’opera che nel non negare proprio l’ammissione dell’immaginazione, risucchia facilmente chiunque si avvicini. Il padre-padrone sempre pronto a dire ad Ayrton chi essere e cosa fare, il delicato rapporto con la condizione economica privilegiata, il primo matrimonio fallito, l’ossessione per una perfezione che solo stando al volante con l’acceleratore premuto riusciva a placare macinando giri su giri, ancora e ancora. Poi la nuova compagna, succosa giovane bionda alla mercé del gossip quanto della famiglia stessa che lo voleva diverso e non mollava mai la presa. Gli sponsor e gli impegni tra le gare. La lunga apnea durante il campionato, senza fermarsi mai rischiando perfino la salute. Le voci dei demoni a impedirgli di cedere alla leggerezza. Le rivalità e i contrasti coi colleghi. La consapevolezza di riuscire laddove in tanti non sarebbero mai arrivati. Quella concentrazione tesa, surreale, imponente che trasudava il suo corpo.</div>\n<div>Decisamente funzionale l’approccio agli approfondimenti: non mancano i sotto plot, e i diversi snodi, anzi, il rischio poteva anche essere di non riuscire a controllare ogni filo e ogni intreccio, ma Terruzzi è pienamente padrone di trama, emozioni, incastri e complicazioni. E gli approfondimenti arrivano con gradualità, svelando e chiarendo retroscena, implicazioni e collegamenti.</div>\n<div>Per chi ha avuto l’occasione di seguire gare di F1 nei primi anni Novanta, gli ultimi due anni almeno prima della sua morte, in questo libro ritroverà l’aria elettrica, il senso di possibilità d’un uomo che aveva tanto, talentuoso in uno sport rischioso quando ancora la meccanica dominava l’elettronica e il fattore umano (dunque chi lavorava alla macchina quanto il pilota stesso) poteva fare una differenza enorme. Ayrton poteva fare la differenza e in diverse giornate l’ha fatta. Poi è arrivato il 1 maggio 1994 e s’è fatto scuro l’orizzonte.</div>\n<div>Quando la storia poggia su una ‘scaletta’ predefinita, già scritta insomma, come per questo libro (rispetto a fatti, accadimenti, personaggi e snodi storici), si commenta abitualmente, sottotraccia, che in fondo l’autore è partito facilitato. In questo caso Ayrton Senna è una complicazione macroscopica che Terruzzi affronta a testa alta, scivolando con una serenità di fondo figlia di personali esperienze, ricerche approfondite, studi, colloqui e tanti incastri.</div>\n<div>&nbsp;</div>\n<div>\"L’incidente avvenne all’inizio del settimo giro. Era in testa alla corsa. Schumacher appena dietro, molto vicino. Uno scarto improvviso sulla destra, all’imbocco della cruva del Tamburello.</div>\n<div>Le prime immagini inquadrarono il momento dell’impatto in campo largo. Una macchina piccola piccola che taglia la via di fuga, rimbalza contro il muro e torna verso la pista come uno straccio scosso, intrinso di polvere.</div>\n<div>[…] Il cambio di inquadratura offrì una visione più dettagliata. Il casco di Ayrton, ripreso dalla telecamera sull’elicottero, sembrava intatto. La testa reclinata, immobile anche quella. Dopo qualche secondo ebbe un sussulto, uno scarto. E’ vivo, pensammo e dissi “è vivo”, senza comprendere che quel movimento era uno spasmo, l’ultimo possibile, l’ultimo visibile. La vita che lo abbandonava, volava via.\" (pag.107)</div>\n<div>&nbsp;</div>\n<div>Terruzzi c’era, quel 1 maggio, e c’era in molte altre gare, lungo il percorso che portò Senna a diventare molto più d’un atleta di talento. E la sua presenza nella narrazione si sente, non pesa, è un’empatia istantanea, una capacità di entrare nelle atmosfere, nei soffi di vento. Chi stava davanti allo schermo dei televisori, aspettando le prove poi le gare della domenica, riconosce questa presenza non come un fattore negativo, non lo è stato per me che anzi ho ritrovato tante schegge di emozioni seppellite nella memoria della ragazzina che ero, e che poi smise di seguire i circuiti e perse interesse per la F1.</div>\n<div>Un romanzo che nelle considerazioni finali non lesina i chiarimenti sul palcoscenico, mette a fuoco il processo creativo che lo ha portato a scrivere e dire di quel Senna che resta scheggia tra la carne, attraverso “un procedimento noto a chi si sottopone a un trattamento psicoanalitico – scrive Terruzzi – […] ho pensato di collocare nella Suite 200 un interlocutore immaginario e muto. In pratica, ogni lettore”.</div>\n<div>&nbsp;</div>\n<div>EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE</div>\n<div>&nbsp;</div>\n<div><strong>Giorgio Terruzzi</strong> (Milano, 1958), giornalista sportivo (Italia 1, «Corriere della Sera», «Gq»), autore televisivo e scrittore, si occupa da anni di Formula uno, MotoGp e rugby. Fino al dicembre 2012 è stato vicedirettore della testata Sport Mediaset. Collabora regolarmente con Claudio Bisio e Diego Abatantuono. Ha scritto, tra gli altri, “Beppe Viola: inediti e dimenticati”, “Varzi, l’ombra oscura di Nuvolari”, “Fondocorsa. Mille Miglia, una vita e un gatto”.</div>\n<div>&nbsp;</div>\n<div><strong>Giorgio Terruzzi</strong>, <em>Suite 200. L’ultima notte di Ayrton Senna</em>, Roma, <a href=\"http://www.66thand2nd.com/casa_editrice.asp\">66Thand2nd</a>, Aprile 2014, disponibile in versione cartacea con pag.246 e in eBook, Euro 15.</div>\n<div>&nbsp;</div>\n<div><i>Approfondimenti in rete</i></div>\n<div><i>&nbsp;</i></div>\n<div><a href=\"http://www.66thand2nd.com/libri/110-suite-200.-l-ultima-notte-di-ayrton-senna.asp\">La scheda del libro</a> dal sito dell’editore</div>\n<div>&nbsp;</div>\n<div><i>Barbara Gozzi, Maggio 2014.</i></div>\n', created = 1487297808, expire = 1487384208, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:a4721807a8e0c7a988441bd2730897fa' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>[Terruzzi - Senna] Grazie Barbara per aver segnalato questo scritto che ci riporta indietro di vent\'anni. La vidi anch\'io quella maledetta corsa, ma che strano, a casa di amici della nonna dai quali eravamo ospiti, io e mia sorella, a Milano. Penso che siano tutti a farsi compagnia in Cielo, ormai. Ma mi ricordo, si guardava chiacchierando del più e dle meno e all\'improvviso ci siamo zittiti, non si riusciva a capire cosa fosse successo, ma era chiaro che era successo qualcosa di grave, di gravissimo.</p>\n<p>Anni prima, più o meno così, era stato per il grande Jilles Villeneuve, ma io ero troppo piccola, la F1 non mi interessava. I miei compagnetti piangevano, il giorno dopo, questo mi sembrò all\'epoca molto strano. </p>\n<p>Poi ne sono morti e scomparsi molti altri, ma è vero: la morte di Senna in gara è stato qualcosa di incredibile, che ha lasciato il mondo ammutolito, forse per quell\'alone di invincibilità - come dici - che non lasciava adito a pensieri del genere.</p>\n<p>Grazie, di nuovo: una lettura intensa e a me molto gradita.</p>\n<p>&nbsp;</p>\n', created = 1487297808, expire = 1487384208, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:b6e130a2919f497b448eebb622b1cd1e' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>[Terruzzi - Senna] Grazie a te Ilde, a me è successo negli ultimi anni di recuperare i fili di memorie e di accorgermi di quanto quella morte, quel giorno, quella persona avessero un impatto in tanti e faticassero a scivolare sotto le macerie delle tante cose che succedono a tutti ovunque. <br />Io ho seguito la F1 come \'mondo\' in cui starci anche un po\' dentro, imparandone alcuni aspetti e caratteristiche, dalla fine degli anni Ottanta fino al 1995-96. Anche se mi son poi resa conto che quel 1 Maggio 1994 s\'è rotto qualcosa in me, nelle percezioni. <br />Probabilmente per questo il libro di Terruzzi ha toccato delle corte anche mie, perché si sente un contatto, un approccio vicino, empatico, pieno di tanto ma rispettoso. Si sente l\'Emozione (le molte emozioni, in realtà, suscitate da Senna, dal momento storico, dal contesto sociale, gli intrecci e anche gli intrighi dopo tutto, compresi i risvolti pratici, sportivi quanto personali).<br />A mio avviso, comunque, c\'era in Senna una luce, modo di guardare e di essere, non perfetto per carità, non da eroe o idolo com\'è tutt\'ora per alcuni, ma da \'altro\' rispetto a chi guidava per passione e/o per lavoro. Lui era \'altro\', ecco.&nbsp;Un abbraccio Ilde!</p>\n', created = 1487297808, expire = 1487384208, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:81b624120fd17297c75373af3d7ea51e' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<div class=\"autopromo_verticale\"><img alt=\"\" height=\"373\" width=\"104\" src=\"/sites/default/files/pictures/autopromo_vert.gif\" /></div>\n', created = 1487297808, expire = 1487384208, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:aeb0d9e36acadff6de65e7d9dfefde57' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">C’è un certo consenso di critica attorno a Daniele Timpano e alla sua “Storia cadaverica d’Italia”, trilogia di testi teatrali (“Dux in scatola”, “Risorgimento pop” e “Aldo morto”) in cui l’autore-attore romano mette in scena un tris di cadaveri-monumento (quelli di Mazzini, Mussolini e Moro) a simboleggiare la nostra identità nazionale nata morta.</span></p>\n', created = 1487297808, expire = 1487384208, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:c70ca3b11c7653d20a27fa81e9cb105c' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\">C’è stato un tempo in cui la letteratura era ambiziosa, contigua alla filosofia, metafisica almeno nelle domande che si poneva, anche se non nelle risposte che si dava. Figlia di Dostoevskij e di Nietzsche, s’interrogava sul male, sull’aldilà del Bene e del Male, sui limiti della sconfinata libertà dell’uomo. Dio era morto già, ma sepolto da poco, tanto la filosofia quanto la letteratura ancora ne elaboravano il lutto e perciò ancora gli dedicavano pagine di appassionata negazione, anziché l’indifferenza della secolarizzazione compiuta e definitiva. Era il tempo dei filosofi scrittori, come Sartre, o degli scrittori-filosofi, come Camus, e dei filosofi impliciti, seguaci di Nietzsche, come Gide.</p>\n', created = 1487297808, expire = 1487384208, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:0f84be7f620014cb132bc4fb2c11a402' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: SELECT data, created, headers, expire, serialized FROM cache_filter WHERE cid = '2:d24f75840505583f3600f2bd20df4d85' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 26.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Qualche anno fa, nel quartiere Testaccio a Roma, il nuovo spazio “Macro Future” venne inaugurato con una collettiva, “Into me, out of me”, proveniente dal PS1 di New York: centoquaranta artisti tra i più rinomati nel panorama internazionale (da Marina Abramovic ad Andrès Serrano, da Valie Export a Chris Burden, dagli azionisti viennesi a Nan Goldin) chiamati a illustrare, con foto, installazioni e videoarte, il tema del corpo e della fisicità, attraverso temi come la sessualità e la riproduzione, l’aggressione e la violenza, i processi metabolici e organici. <br /></span></p>\n', created = 1487297808, expire = 1487384208, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:d24f75840505583f3600f2bd20df4d85' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: SELECT data, created, headers, expire, serialized FROM cache_filter WHERE cid = '2:142523104ec8db0215a272c44cebea61' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 26.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p><span style=\"mso-bidi-font-family:Calibri;mso-bidi-theme-font:minor-latin\">I vampiri <i style=\"mso-bidi-font-style:normal\">indie rock </i>di Jim Jarmusch, ultima incarnazione dei suoi personaggi marginali e alienati, sono creature fieramente snob. Leggono Shakespeare, Beckett e D. F. Wallace, collezionano dischi in vinile e chitarre elettriche vintage, e possiedono una cultura raffinata che spazia dalla botanica all’astronomia. Amano circondarsi di multiforme bellezza, per questo odiano il ventunesimo secolo, Los Angeles e l’intera stirpe degli uomini, che devastano la terra e ne perseguitano le menti migliori.</span></p>\n', created = 1487297808, expire = 1487384208, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:142523104ec8db0215a272c44cebea61' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\">La zia «Lali non aveva mai lavorato, distesa sull’amaca in giardino d’estate amava dire, Il tempo che ti abbonda tra le mani può divorarti. Ti abbonda del tempo tra le mani, zia?».</p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ti abbonda del tempo tra le mani, zia. Leggo e rileggo questa improbabile frase, così grassa, così farcita di superfluo e mi domando come ha potuto Ornela Vorpsi disimparare a scrivere. Ripenso al suo primo libro, \"Il paese dove non si muore mai\", che lei, albanese, aveva scritto in un italiano gustoso e con una prosa vispa e spontanea, ripenso alla sua capacità di giocare col macabro e di intrattenere col drammatico dei ricordi della sua infanzia comunista a Tirana, e mi chiedo cosa rimane di quella leggerezza in questo “Fuorimondo”.</p>\n', created = 1487297808, expire = 1487384208, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:1373d8b1fa131fda903a3f7d7b92f220' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Cari soci attuali e futuri, collaboratori, collaboratrici, lettrici e lettori, l\'ultimo editoriale pubblicato su lankelot risale al febbraio 2014. Scrivevo che \"il passaggio da lankelot a lankenauta è slittato a data da destinarsi\". Poi il silenzio, proprio per evitare di ripetersi e così diventare stucchevoli. Non è il caso adesso di ripercorrere le tante vicissitudini di un progetto che, salvo qualche piccolo dettaglio da completare, è ormai giunto a destinazione. Questo vorrà dire che i prossimi editoriali, finalmente pubblicabili ogni trimestre, non appariranno più su lankelot.eu.</p>\n', created = 1487297808, expire = 1487384208, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:0e328c0d16660956a3c55572358931f3' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: SELECT data, created, headers, expire, serialized FROM cache_filter WHERE cid = '2:4bb2cdf450742ca8dc28b0461f1b6927' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 26.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p align=\"justify\"><b>liquidàre</b> <br /><i>v. 1ª tr.</i> (Ind. pres. <i>lìquido</i>) calcolare, determinare una ragione di credito, un conto e sim. e provvedere al relativo pagamento; est.: <i>liquidare un impiegato</i>, corrispondergli, alla cessazione del rapporto di lavoro, ciò che gli spetta come buonuscita; <i>liquidare una merce</i>, venderla a prezzo di realizzo; svenderla&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />com. pagare&nbsp; <br />fig.: <i>liquidare un affare</i>, concluderlo; <i>liquidare una questione</i>, risolverla, deciderla; <i>liquidare qu.</i>, levarselo d’attorno o, anche, ucciderlo.</p>\n', created = 1487297808, expire = 1487384208, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:4bb2cdf450742ca8dc28b0461f1b6927' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>“Una volta in scena come capisce se lo spettacolo funziona, se interessa il pubblico?</p>\n', created = 1487297808, expire = 1487384208, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:0e4e974edd736fca45384584a201a30c' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Durante la lettura di <i>Gli ultimi ragazzi del secolo</i> ho provato interesse, rabbia, divertimento, curiosità, fastidio, disillusione, partecipazione, mi sono trovato a volte in accordo e altre in disaccordo, e non sono poi molti i libri capaci di farmi qualcosa del genere, al di là del piacere o meno che possa aver avuto leggendo. È un romanzo, autobiografico, che invita al confronto, se non proprio al conflitto, fin dalla copertina, con l\'immagine di un ragazzino che guarda fuori campo, chissà cosa, con aria di sfida. Ragazzino che, scopre chi è interessato alle immagini che sono sui/nei libri, è proprio l\'autore, Alessandro Bertante, che sembra cercare di replicare, da adulto, lo stesso sguardo all\'interno della quarta di copertina. Un\'altra fotografia mostra il ponte di Mostar.</p>\n', created = 1487297809, expire = 1487384209, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:a4bf67b75a71c87b3a71ece6018ada55' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Lankelot © 2000-2013 Gianfranco Franchi - Illustrazione header © <a href=\"http://www.maurizioceccato.it/\">Maurizio Ceccato</a> - Art direction <a href=\"http://www.fiammafranchi.com/\">Fiamma Franchi</a> - sviluppato da <a href=\"http://www.intellijam.it/\">Intellijam</a> su piattaforma Drupal nel 2009. Adattamento 3.1 a cura di <a href=\"http://algorithmica.it/\">Algorithmica</a>, 2011. Online dal 1 aprile 2003.</p>\n', created = 1487297809, expire = 1487384209, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:55ca8813d325f0d05719878041cc0899' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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Terruzzi Giorgio

Suite 200. L’ultima notte di Ayrton Senna

Autore: 
Terruzzi Giorgio

"Il soffitto della Suite 200 è uno schermo gigante carico di volti, rumori, emozioni. […]
Di prendere sonno non ha più alcuna voglia. Vuole guardare il suo film, starci dentro. Si alza, torna in bagno, passa le mani sotto l’acqua fresca del lavandino, si bagna il viso, la fronte." (pag.49)

A chi non è mai capitato di immaginare cos’è successo a una personalità nota, e seguita, scomparsa all’improvviso? Di immaginare com’è andata l’ultima giornata, cos’ha pensato, come ha reagito prima di morire? (Lady Diana, Amy Winehouse, Gianni Versace, Marilyn Monroe, Pier Paolo Pasolini, Whitney Houston, Marco Pantani, Heath Ledger…)
In “Suite 200. L’ultima notte di Ayrton Senna” Giorgio Terruzzi fa esattamente questo: avvolge un nastro dalle trame complesse, pieno di voci, versioni, intrecci e frammenti di vite, e lo riavvia proponendo al lettore una proiezione dal sapore intimo, praticamente privata, in una location sospesa nel tempo e nello spazio ovvero propria quella camera in cui Senna era solito riposare a Castel San Pietro durante il Gran Premio di San Marino.
Innegabilmente è un libro che risulterà particolarmente coinvolgente per chi seguiva il protagonista indiscusso – Ayrton Senna – per gli appassionati di F1, e per chi, amando lo sport, non ha potuto evitare di sentire e notare le prodezze d’un giovane brasiliano che al volante inseguiva l’invincibilità.
Oltre tutto si coglie tra le pagine un continuo intreccio di fatti, persone, e risvolti che Terruzzi espone gradualmente recuperando dettagli, dalla vita pubblica e da quella privata di Senna, con dovizia e cura, a raccontare la grande conoscenza dell’autore e lo sforzo (teso dalla passione e le affettività personali, a mio avviso) di dare la maggior tridimensionalità a una vita, alle sue ultime ore e alla complessità del mondo che aveva attorno laddove le medialità, e tantissime fonti ne hanno raccontate tante, forse troppe.
Eppure, a vent’anni da quella tragica scomparsa del 1 maggio 1994, quando in tanti ricordano un boato sordo e l’improvviso silenzio insostenibile a seguire, a vent’anni da un addio che nessuno pareva immaginare, “Suite 200” è un romanzo che scalfisce le distanze dello scorrere del tempo.
 
"Era il suo comportamento a fornire contributi adatti. Era il suo modo di vivere e di lavorare, il bisogno di una concentrazione talmente ossessiva da tenere a distanza il resto. Era, poteva anche ammetterlo ora, la sua cronica distanza da una leggerezza, da un’allegria apparente, da una serenità palese. Piuttosto, un ragazzo afflitto da qualche disturbo, preso da un’ombra perenne e misteriosa capace di dominare la scena anche quando sulla scena compariva l’immagine di un pilota vincente, di un protagonista entusiasmante, di un campione in grado di accendere tutte le luci. Tutte, escluse la sua." (pag. 74)
 
Terruzzi è pienamente consapevole di quale bomba è, il suo personaggio, e ne propone quante più possibili implicazioni, contraddizioni, ossessioni, turbamenti, rumori di fondo, interferenze, evoluzioni. Famiglia, gossip, moglie, donne, pettegolezzi, lavoro, sponsor, case, viaggi, vacanze, corse, odi in pista: nulla sfugge alla bobina che si srotola in un implacabile conto alla rovescia verso quel primo pomeriggio del 1 maggio.
La scrittura è calibrata e fluida, intensa, segue il personaggio con garbo e profondità, lo lascia pensare, ne espone nervi, muscoli e lividi. E’ una modalità narrativa che perfeziona un ritmo e una struttura adatta a riproporre una delle tante immaginazioni su una personalità tanto magnetica quanto fragile e controversa come il pilota brasiliano.
E’ una lingua che sollecita il pathos d’un momento storico complesso e sfilacciato, a suo modo magico ed elettrico, un week end sul filo della morte laddove, in realtà, Senna fu solo la seconda tacca ma fu quella che fece tremare la terra sotto i piedi di molti, e fu quella che tutt’ora non risolve dubbi nell’infinito ‘valzer dei se’.
 
"La verità? Era diverso lui. Era cambiato, finalmente disposto a mettere in discussione un repertorio fino ad allora intoccabile. La verità era che, forse, poteva concedersi di stare dentro una relazione accettandone i grumi, gli spigoli, le fatiche, la migliore alternativa per la sua solitudine. Poteva destinare anche a quello le proprie risorse. Non era mai successo. Un campo di gara diverso, da trattare con identica attenzione, con una cura analoga." (pag.59)
 
Tanti ingredienti, abilmente mescolati e proposti per assaggi furtivi al lettore, Terruzzi non risparmia nulla e a mio avviso realizza un’opera che nel non negare proprio l’ammissione dell’immaginazione, risucchia facilmente chiunque si avvicini. Il padre-padrone sempre pronto a dire ad Ayrton chi essere e cosa fare, il delicato rapporto con la condizione economica privilegiata, il primo matrimonio fallito, l’ossessione per una perfezione che solo stando al volante con l’acceleratore premuto riusciva a placare macinando giri su giri, ancora e ancora. Poi la nuova compagna, succosa giovane bionda alla mercé del gossip quanto della famiglia stessa che lo voleva diverso e non mollava mai la presa. Gli sponsor e gli impegni tra le gare. La lunga apnea durante il campionato, senza fermarsi mai rischiando perfino la salute. Le voci dei demoni a impedirgli di cedere alla leggerezza. Le rivalità e i contrasti coi colleghi. La consapevolezza di riuscire laddove in tanti non sarebbero mai arrivati. Quella concentrazione tesa, surreale, imponente che trasudava il suo corpo.
Decisamente funzionale l’approccio agli approfondimenti: non mancano i sotto plot, e i diversi snodi, anzi, il rischio poteva anche essere di non riuscire a controllare ogni filo e ogni intreccio, ma Terruzzi è pienamente padrone di trama, emozioni, incastri e complicazioni. E gli approfondimenti arrivano con gradualità, svelando e chiarendo retroscena, implicazioni e collegamenti.
Per chi ha avuto l’occasione di seguire gare di F1 nei primi anni Novanta, gli ultimi due anni almeno prima della sua morte, in questo libro ritroverà l’aria elettrica, il senso di possibilità d’un uomo che aveva tanto, talentuoso in uno sport rischioso quando ancora la meccanica dominava l’elettronica e il fattore umano (dunque chi lavorava alla macchina quanto il pilota stesso) poteva fare una differenza enorme. Ayrton poteva fare la differenza e in diverse giornate l’ha fatta. Poi è arrivato il 1 maggio 1994 e s’è fatto scuro l’orizzonte.
Quando la storia poggia su una ‘scaletta’ predefinita, già scritta insomma, come per questo libro (rispetto a fatti, accadimenti, personaggi e snodi storici), si commenta abitualmente, sottotraccia, che in fondo l’autore è partito facilitato. In questo caso Ayrton Senna è una complicazione macroscopica che Terruzzi affronta a testa alta, scivolando con una serenità di fondo figlia di personali esperienze, ricerche approfondite, studi, colloqui e tanti incastri.
 
"L’incidente avvenne all’inizio del settimo giro. Era in testa alla corsa. Schumacher appena dietro, molto vicino. Uno scarto improvviso sulla destra, all’imbocco della cruva del Tamburello.
Le prime immagini inquadrarono il momento dell’impatto in campo largo. Una macchina piccola piccola che taglia la via di fuga, rimbalza contro il muro e torna verso la pista come uno straccio scosso, intrinso di polvere.
[…] Il cambio di inquadratura offrì una visione più dettagliata. Il casco di Ayrton, ripreso dalla telecamera sull’elicottero, sembrava intatto. La testa reclinata, immobile anche quella. Dopo qualche secondo ebbe un sussulto, uno scarto. E’ vivo, pensammo e dissi “è vivo”, senza comprendere che quel movimento era uno spasmo, l’ultimo possibile, l’ultimo visibile. La vita che lo abbandonava, volava via." (pag.107)
 
Terruzzi c’era, quel 1 maggio, e c’era in molte altre gare, lungo il percorso che portò Senna a diventare molto più d’un atleta di talento. E la sua presenza nella narrazione si sente, non pesa, è un’empatia istantanea, una capacità di entrare nelle atmosfere, nei soffi di vento. Chi stava davanti allo schermo dei televisori, aspettando le prove poi le gare della domenica, riconosce questa presenza non come un fattore negativo, non lo è stato per me che anzi ho ritrovato tante schegge di emozioni seppellite nella memoria della ragazzina che ero, e che poi smise di seguire i circuiti e perse interesse per la F1.
Un romanzo che nelle considerazioni finali non lesina i chiarimenti sul palcoscenico, mette a fuoco il processo creativo che lo ha portato a scrivere e dire di quel Senna che resta scheggia tra la carne, attraverso “un procedimento noto a chi si sottopone a un trattamento psicoanalitico – scrive Terruzzi – […] ho pensato di collocare nella Suite 200 un interlocutore immaginario e muto. In pratica, ogni lettore”.
 
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
 
Giorgio Terruzzi (Milano, 1958), giornalista sportivo (Italia 1, «Corriere della Sera», «Gq»), autore televisivo e scrittore, si occupa da anni di Formula uno, MotoGp e rugby. Fino al dicembre 2012 è stato vicedirettore della testata Sport Mediaset. Collabora regolarmente con Claudio Bisio e Diego Abatantuono. Ha scritto, tra gli altri, “Beppe Viola: inediti e dimenticati”, “Varzi, l’ombra oscura di Nuvolari”, “Fondocorsa. Mille Miglia, una vita e un gatto”.
 
Giorgio Terruzzi, Suite 200. L’ultima notte di Ayrton Senna, Roma, 66Thand2nd, Aprile 2014, disponibile in versione cartacea con pag.246 e in eBook, Euro 15.
 
Approfondimenti in rete
 
La scheda del libro dal sito dell’editore
 
Barbara Gozzi, Maggio 2014.
ISBN/EAN: 
9788896538807

Commenti

[Terruzzi - Suite 200] "Il

[Terruzzi - Suite 200] "Il casco di Ayrton, ripreso dalla telecamera sull’elicottero, sembrava intatto. La testa reclinata, immobile anche quella. Dopo qualche secondo ebbe un sussulto, uno scarto. E’ vivo, pensammo e dissi “è vivo”, senza comprendere che quel movimento era uno spasmo, l’ultimo possibile, l’ultimo visibile. La vita che lo abbandonava, volava via." (pag.107)

[Terruzzi - Senna] Grazie

[Terruzzi - Senna] Grazie Barbara per aver segnalato questo scritto che ci riporta indietro di vent'anni. La vidi anch'io quella maledetta corsa, ma che strano, a casa di amici della nonna dai quali eravamo ospiti, io e mia sorella, a Milano. Penso che siano tutti a farsi compagnia in Cielo, ormai. Ma mi ricordo, si guardava chiacchierando del più e dle meno e all'improvviso ci siamo zittiti, non si riusciva a capire cosa fosse successo, ma era chiaro che era successo qualcosa di grave, di gravissimo.

Anni prima, più o meno così, era stato per il grande Jilles Villeneuve, ma io ero troppo piccola, la F1 non mi interessava. I miei compagnetti piangevano, il giorno dopo, questo mi sembrò all'epoca molto strano.

Poi ne sono morti e scomparsi molti altri, ma è vero: la morte di Senna in gara è stato qualcosa di incredibile, che ha lasciato il mondo ammutolito, forse per quell'alone di invincibilità - come dici - che non lasciava adito a pensieri del genere.

Grazie, di nuovo: una lettura intensa e a me molto gradita.

 

[Terruzzi - Senna] Grazie a

[Terruzzi - Senna] Grazie a te Ilde, a me è successo negli ultimi anni di recuperare i fili di memorie e di accorgermi di quanto quella morte, quel giorno, quella persona avessero un impatto in tanti e faticassero a scivolare sotto le macerie delle tante cose che succedono a tutti ovunque.
Io ho seguito la F1 come 'mondo' in cui starci anche un po' dentro, imparandone alcuni aspetti e caratteristiche, dalla fine degli anni Ottanta fino al 1995-96. Anche se mi son poi resa conto che quel 1 Maggio 1994 s'è rotto qualcosa in me, nelle percezioni.
Probabilmente per questo il libro di Terruzzi ha toccato delle corte anche mie, perché si sente un contatto, un approccio vicino, empatico, pieno di tanto ma rispettoso. Si sente l'Emozione (le molte emozioni, in realtà, suscitate da Senna, dal momento storico, dal contesto sociale, gli intrecci e anche gli intrighi dopo tutto, compresi i risvolti pratici, sportivi quanto personali).
A mio avviso, comunque, c'era in Senna una luce, modo di guardare e di essere, non perfetto per carità, non da eroe o idolo com'è tutt'ora per alcuni, ma da 'altro' rispetto a chi guidava per passione e/o per lavoro. Lui era 'altro', ecco. Un abbraccio Ilde!