Teodorani Alda

Incubi

Autore: 
Teodorani Alda

Tutto si può rimproverare ad Alda Teodorani ma non certo la poca coerenza. Lei è rimasta la sola autrice italiana a scrivere horror nonostante il rifiuto totale da parte del mercato, anche se quando si parla di mercato bisogna intendersi, ché a rifiutare l’horror sono gli editori italiani – mica il mercato. Alda Teodorani, dopo la mitica Gioventù cannibale, è rimasta l’unica vera cannibale della letteratura italiana, non si è data ai vaneggiamenti assurdi stile Aldo Nove, non si è commercializzata alla Ammaniti, non si è persa dietro storie italiane di poco conto come la maggior parte degli scrittori contemporanei. No, lei scrive horror condito di sesso, come andava di moda nel cinema degli anni Settanta, quel cinema che io e lei amiamo con tutto il cuore e nel suo caso si sente dalle citazioni di un libro che trasuda Joe D’Amato, Dario Argento e Lucio Fulci da ogni pagina.

Alda Teodorani scrive in prima persona e ambienta i suoi Incubi durante le giornate di una vita ordinaria trasfigurata con grande visionarietà. Lei è la protagonista assoluta e sono veri i momenti trascorsi con amici, all’interno di librerie, nei corsi di scrittura e a contatto con colleghi scrittori. Tutto il resto è modificato dalla fantasia della dark lady che ci consegna uno dei romanzi brevi più interessanti della sua carriera. Il libro è un compendio di ottimi film horror, interessanti romanzi del brivido e raffinate citazioni letterarie. Si legge in un paio d’ore ed è tutto merito di uno stile scorrevole ed efficace che ti cattura e non ti molla sino all’ultima pagina. Alla fine la sola cosa che può deludere il lettore è una certa mancanza di struttura da romanzo vero, ma Incubi non ha l’ambizione di essere un romanzo classico. Tutt’altro.

Il racconto è frammentato e scomposto, vive solo di sogni e visioni, di paure e terribili ricordi a base di sesso malato e incubi ricorrenti. Come in un vecchio film di Aristide Massaccesi, Buio Omega, che a un certo punto viene citato dalla stessa autrice.

Joe D’Amato è uno dei miei registi preferiti, ho scritto pure un libro su di lui. Non posso evitare di farmi incantare dall’affabulazione orrorifica di chi ama l’horror italiano d’un tempo con la mia stessa intensità.

Per concludere, due parole sulla Halley, casa editrice che pubblica l’ultimo lavoro di Alda Teodorani. Mi pare che siano gente seria che si danno da fare lanciando esordienti bravi come Daniele Bortoletti che ha scritto Porto delle scimmie, un romanzo di ricerca interiore d’impronta esistenziale. All’interno del catalogo c’è anche una collana di narrativa cinese che debutta con l’interessante Fiori di cotone del pechinese Tie Ning, romanzo di guerra, denuncia e formazione. Ma soprattutto di critica verso il socialismo.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Alda Teodorani (Massalombarda, 19xx?), scrittrice italiana. Vive e lavora a Roma.

Alda Teodorani, “
Incubi”, Halley Editrice, Macerata 2005. .

Articoli e approfondimento in rete: Carmilla / NonLeggere / Scanner / Kult / Progetto Babele / Lamette.
 



Gordiano Lupi, agosto 2005.

ISBN/EAN: 
9788875891114

Commenti

"Lei è rimasta la sola autrice italiana a scrivere horror nonostante il rifiuto totale da parte del mercato, anche se quando si parla di mercato bisogna intendersi, ché a rifiutare l?horror sono gli editori italiani"

> Appunto. Peraltro ho l'impressione che la nicchia dei lettori dell'horror sia radicalmente più forte di quella dei lettori forti, di letteratura pura.

"No, lei scrive horror condito di sesso, come andava di moda nel cinema degli anni Settanta, quel cinema che io e lei amiamo con tutto il cuore e nel suo caso si sente dalle citazioni di un libro che trasuda Joe D?Amato, Dario Argento e Lucio Fulci da ogni pagina."

> affinità elettiva tra voi:).
Peraltro direi che definire "mitica" l'angosciante e mediocre "Gioventù cannibale" richiede un gran fegato. E' una delle ragioni per cui parecchi di noi, negli anni, hanno preso enormi distanze dalle pubblicazioni Einaudi.

"Il libro è un compendio di ottimi film horror, interessanti romanzi del brivido e raffinate citazioni letterarie"

> Quali citazioni, e quali omaggi indiretti a romanzi di genere?

Domanda sulla collana cinese di Halley: leggo che il romanzo tratta di guerra, sì; in particolare di resistenza al Giappone.
Quando e come critica il socialismo? E perché, considerando la trama?

Alda Teodorani dovrebbe rispondere in prima persona a tutte queste domande. Credo che la sua mail sia (dato coperto).
Ha un suo sito internet. Perchè non invitarla? Questo suo libro è abbastanza vecchio. Ha fatto anche altro dopo...
Sì, credo che abbiamo molte cose in comune, soprattutto l'amore per quel cinema anni Settanta, per l'horror di Fulci, Argento, Cozzi, D'Amato. Lei vive a Roma ed è più fortunata di me perchè ha conosciuto molti di questi registi. Credo che abbia pure una certa amicizia con Dario Argento. Non so perchè, ma forse è un po' arrabbiata con me. Non la sento da tempo. Io continuo a parlare dei suoi libri perchè mi pare una scrittrice brava, preparata e coerente. Niente a che vedere con la Palazzolo. Gordiano

Le ho scritto. Aspettiamo.
Ave!

ehm. il link a daniele bortoletti non funge. ciao.

ottima segnalazione. L'ho ridirezionato. Danke!