Telese Luca

La marchesa, la villa e il cavaliere

Autore: 
Telese Luca

Dalla tragedia alla truffa. Questo poteva essere un titolo alternativo dell’ultimo libro di Luca Telese, dove la villa di Arcore, ovvero l’eredità Casati Stampa, è l’elemento che unisce due vicende tutt’altro che inedite: un omicidio – suicidio avvenuto a Roma il 30 agosto 1970 e la successiva acquisizione di villa San Martino nel patrimonio del giovane imprenditore Silvio Berlusconi. Acquisizione avvenuta in virtù dell’interessamento dell’avvocato Previti, al tempo “tutore” della nobile orfanella. Ma andiamo per ordine.

In quel giorno di fine agosto, in via Puccini a Roma, furono trovati tre corpi senza vita: quelli “di un viveur, di un’arrampicatrice sociale, e di un miliardario”. E’ l’epilogo di un rapporto perverso, quello tra Anna Fallarino e suo marito, il marchese Casati Stampa, costellato di giochi voyeristici, ammucchiate, scambi di coppia, maialate in ogni dove, finito forse per l’esasperazione della donna in cerca di normalità, forse per la presenza della nuova fiamma Massimo Minorenti, forse per ambedue le cose.
Evidentemente la presenza di un inaspettato sentimento nel meccanismo ormai consolidato di perversioni fece deflagrare la situazione fino al tragico epilogo.
Fu il primo scandalo sessuale, nell’Italia degli anni Settanta, documentato con  immagini osé: foto scattate dal marchese Camillo a sua moglie Anna durante i loro giochi voyeuristici. Una vicenda che però non si è fermata con quelle morti che tanto fecero la fortuna dei giornali di gossip e, grazie alle foto di Anna Fallarino, anche delle nascenti riviste per adulti.
Quel clamore fa da perfetto pendant al silenzio che ha avvolto le sorti dell’eredità Casati Stampa ed in particolare di Villa San Martino.
Il libro, edito da Aliberti, con tanto di immagini nature della marchesa, si presenta maniera piuttosto furba come a suggerire chissà quali rivelazioni inaudite.
In realtà, se dell’omicidio da anni la stampa e l’editoria aveva dato conto con dovizia di particolari (pensiamo alle opere di Cerami, Augias e dello stesso Telese), anche in relazione alle manovre quanto mai opache messe in atto dall’avvocato Previti per far acquisire per poche palanche Villa San Martino al suo occulto amico Silvio Berlusconi, si era parlato e soprattutto si era scritto.
Con una differenza non da poco. In relazione all’eredità ed al trattamento riservato alla giovane erede marchesa Casati Stampa, le inchieste non hanno mai avuto una particolare diffusione ed attenzione: da un lato chi si azzardava ad investigare finiva querelato (Telese ci ricorda le vicissitudini di Giovanni Ruggeri col suo “La grande truffa” edito per le edizioni Kaos nel 1998), dall’altro quella storia misteriosa e mai del tutto chiarita ha trovato spazio nei libri dedicati al Cavaliere, tipo nelle cronache di Marco Travaglio, ma sempre stretta tra tante altre marachelle che, vuoi per la stretta attualità, vuoi per i processi pendenti, potevano maggiormente colpire il lettore.
 
In realtà esiste un interesse storico e criminologico evidente, non soltanto per la particolarità di personaggi assimilabili ad un ibrido Wanna Marchi - Fantomas: la comprensione del meccanismo col quale fin dagli anni settanta il futuro utilizzatore finale, col suo amico Cesare Previti, si era lanciato alla conquista di “un posto al sole”; salvo poi avere qualche battuta d’arresto – ma solo parziale – a seguito delle sentenze SME e IMI-Sir.
Il meccanismo aveva portato ad una “convenzione di compravendita” con la quale Annamaria Casati offriva in vendita ala Edilnord la proprietà di Arcore al prezzo di lire 750 milioni.
Senza però che fosse stabilito un termine per versare le caparre, versate peraltro sei anni più tardi (1980), quando il nostro Berlusconi aveva già preso possesso della villa fin dal 1974.
Alla marchesina però non arriverà in tasca un centesimo in contanti ma un pacchetto di azioni di una società satellite del nascente impero berlusconiano: la Cantieri Riuniti Milanesi, il cui valore – secondo l’avvocato Previti, curatore del contratto preliminare – avrebbero avuto un valore di un miliardo e settecento milioni di vecchie lire.
Al momento però di convertire le azioni in denaro contante nessuno vuole comprarle. Si offrirà di ricomprarle soltanto la stessa Cantieri Riuniti con uno sconto del cinquanta per cento. Il valore autentico di Villa San Martino?
Si può intuirlo “quando la Cariplo offrirà a Silvio Berlusconi e alla sua società, in cambio della garanzia di quel contratto un finanziamento di 7 miliardi e 300 milioni per l’immobiliare Idra, l’ultima azienda berlusconiana che si vede intestate le proprietà acquisite dalla Casati Stampa” (pag.104).
 
Senza scendere troppo nello specifico si colgono quelle manovre societarie, degne di una matrioska, che invece con tanta precisione sono state descritte nel cult “L’odore dei soldi”: un marchio di fabbrica che in questa circostanza ha spolpato la giovanissima erede di una ricca ma sfortunata famiglia.
Telese quindi non aggiunge niente di particolarmente nuovo rispetto a quanto pubblicato in precedenza; al più dettagli che si affiancano ed integrano il contenuto di un libro come “La marchesa Casati” di Mariateresa Fiumanò. In compenso la sua opera, per quanto costruita con una certa furbizia – ricordavo le foto al naturale della marchesa – si fa leggere molto bene, risultando scorrevole come un romanzo breve.
Dopo aver raccontato dell’omicidio-suicidio, “La marchesa, la villa e il cavaliere” anche proseguendo con le gesta della coppia Berlusconi – Previti rimane un romanzo noir a tutti gli effetti.
 
 
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
 
Luca Telese (Cagliari 1970) giornalista del Fatto Quotidiano, conduttore di Tetris e di In onda su La7. Tra i suoi libri: Cuori neri (Sperling & Kupfer, 2006), sugli anni di piombo, e Qualcuno era comunista (Sperling & Kupfer, 2009), sulla fine del Pci e la storia della sinistra in Italia.
 
Luca Telese, La marchesa, la villa e il cavaliere. Una storia di sesso e potere da Arcore ad hardcore, Aliberti editore, Roma 2011, pp.170
 
 
Luca Menichetti, giugno 2011
ISBN/EAN: 
9788874247325

Commenti

[telese] nuova ricca scheda a

[telese] nuova ricca scheda a firma MENICHETTI! buona lettura.

[marchesa, villa, cavaliere]

[marchesa, villa, cavaliere] tutti i dati bibliografici riferiti da Homo Lupus:

Luca Telese, La marchesa, la villa e il cavaliere. Una storia di sesso e potere da Arcore ad hardcore, Aliberti editore, Roma 2011, pp.170
 

[marchesa, villa, cavaliere]

[marchesa, villa, cavaliere] Ciao carissimo, noto che ogni volta che invio nell'immagine della lista mi appare soltanto la copertina e non il testo. Anche questo mi sa è un altro dettaglio tecnico che dovrò chiarire. Poi: spippolettando ho colto il nuovo status familiare di G. F. In queste occasioni, nel felicitarmi, non so proprio quale sia la formula più adatta alla circostanza. In culo alla balena però è un evergreen senza tempo.

[marchesa, villa, lupo]

[marchesa, villa, lupo] grazie amice:). Apprezzo molto (riferirò alla signora:) ).

Quanto all'anteprima, è presto detto: per far apparire correttamente tutto il testo, serve cliccare su "codice sorgente" [seconda fila, quinto pulsante] e, nel momento in cui appare tutto quel testo osceno di simboli e simboletti che precede la prima frase del tuo articolo, prendere e cancellarlo. Tendenzialmente io faccio così:) Subito dopo riclicchi su "codice sorgente" per sincerarti che tutto sia come l'hai scritto tu.

[homo luca] oh, ma hai letto

[homo luca] oh, ma hai letto che Pansa ha citato un comune amico nel suo nuovo libro, a pagina 245? Sfoglia "Carta straccia"...

[La marchesa, Pansa]. Ah ora

[La marchesa, Pansa]. Ah ora sono curioso. Sfoglierò. Anche se Pansa è da un po' che non lo seguo. E' partito per la tangente in un mondo tutto suo e non è adesso che mi garbi poi tanto. Porta argomentazioni che sfuggono a qualsiasi analisi del reale, come del resto è normale per chi bazzica Libero. Praticamente ha cambiato sponda (politica) e non credo che sia giustificato dalle indubbie infamie ricevute a seguito dei suoi - ripetitivi - libri sui "vinti".

[pansa e la marchesa] eh, e

[pansa e la marchesa] eh, e quindi già ora ti confermo che dalla sua nuova sponda politica ha fatto qualche allegra ironia su chi parla bene di Travaglio, e dove... [su chi "parlava bene", visto che poi il "dove" è stato normalizzato... e già. brrr.]

(Pansa - libri sui vinti)

(Pansa - libri sui vinti) Libri ripetitivi, forse, ma fondamentali, soprattutto i primi due: di ciò, soprattutto perché uomo di sinistra, bisogna essergli grati, anche perché ha ritirato (dico ritirato perché la primogenitura delle fonte è dell'ex senatore missino e storico Giorgio PIsanò) pesantemente fuori una parte di storia importante che si voleva oscurare. 

[pansa-vinti-altri] Vero, ma

[pansa-vinti-altri] Vero, ma rimane non poco estraniante la metamorfosi editoriale e a quanto pare politica di Pansa. Se fosse rimasto a sinistra sarebbe stato benemerito: e sicuramente encomiabile. Con questi suoi successivi e progressivi cambiamenti ha un po' mortificato la generosità e la credibilità dei suoi slanci. Peccato.

A proposito di "altra storia", va detto che Guerri, almeno nell'Antistoria degli italiani, aveva dato un altro contributo importante per una rilettura equilibrata dei fatti.

[Pansa, marchesa] infatti di

[Pansa, marchesa] infatti di Pansa al tempo ho parlato bene. Poi visto il ripetersi di libri fotocopia, pur di argomento importante e trascurato dalla storiografia, l'idea che mi sono fatto è che in lui sia scattata una tigna non da poco. Ovvero una voglia di rivalsa verso chi l'aveva infamato o criticato oltre misura. Reazione umanamente comprensibile, ma poi quando si fanno i conti con opere di saggistica e giudizi politici, dove dovrebbe pesare un senso di opportunità ed una valutazione dei fatti il più possibile oggettiva, allora è altro discorso. Effettivamente fosse rimasto a sinistra, pur sempre ferocemente critico, avrebbe conservato quella credibilità che adesso mi pare parecchio appannata da motivazioni personali.

(Guerri) Si ma infatti sono

(Guerri) Si ma infatti sono ottimi molti volumi storici di Guerri, non solo Antistoria, io lo leggo sempre con piacere. Qui mi riferivo alla particolare angolazione storica scelta da Pansa che, a suo dire, sempre di sinistra rimane, nonostante scriva dove scriva. Credo che oggi l'adesione ai partiti rifugga dalla logiche ideologiche, infatti è pieno di marxisti anche nel PdL, come è pieno di cattolici nel PD.

[partiti, oggi, logiche

[partiti, oggi, logiche ideologiche] è in effetti una dinamica scioccante, e per quanto mi riguarda incredibilmente respingente. Non ci capisco più niente e non mi oriento più.

[matrioska e casati stampa]

[matrioska e casati stampa] tornando invece al libro di Telese...

scrivi: "Senza scendere troppo nello specifico si colgono quelle manovre societarie, degne di una matrioska, che invece con tanta precisione sono state descritte nel cult “L’odore dei soldi”: un marchio di fabbrica che in questa circostanza ha spolpato la giovanissima erede di una ricca ma sfortunata famiglia."

> potrà esistere una ricompensa per queste famiglie, concreta e reale e comunque diversa dalla commiserazione e dalla solidarietà che ognuno di noi, idealmente e sentimentalmente, quotidianamente sente di dover riversare per quel che è accaduto loro? Possibile che in questo paese certa gente riesca, nonostante denunce, pubblicazioni e prove su prove, sempre e regolarmente a farla franca? In altre parole... ma noi, nel consesso delle nazioni civili, ma che ci stiamo a fare?

[La marchesa, la villa ..]

[La marchesa, la villa ..] Non mi meraviglio di nulla. Tra l'altro mi ricordo or ora che proprio Travaglio nell'introduzione del suo "La scomparsa dei fatti", pur critico con l'ultimo Pansa, che non capiva, si era dimostrato generoso e in qualche modo l'aveva difeso nella sua opera di divulgatore. Diciamo pure che non è stato ricambiato con altrettanta generosità.

[travaglio] è forse il

[travaglio] è forse il giornalista più invidiato dai colleghi, in Italia, e più sporcato dalle cattiverie e dalle vigliaccate di chi non intende difendere la legalità e le istituzioni. Una ragione in più per amarlo. Pansa si ricrederà, e saprà difenderlo.

[travaglio] Un dato

[travaglio] Un dato indicativo sulla popolarità e apprezzamento di Travaglio: su Facebook ha superato il milione di fan (Beppe Grillo ne ha 700mila). Una cosa pazzesca per un giornalista...