Tavares Sousa Miguel

Nel tuo deserto

Autore: 
Tavares Sousa Miguel

Un amore casto, nato e vissuto per quaranta giorni nell’affascinante ed estremo scenario del deserto algerino, non può venire dimenticato, neanche vent’anni dopo. Questo delicato romanzo di Tavares sembra contenere un doppio omaggio: a Claudia e al Piccolo Principe, cui la ragazza, incontrata ed amata, somiglia.

Nel 1987, in occasione di una spedizione nel Sahara algerino, il giornalista-narratore conosce Claudia, una giovane di ventuno anni, che diventa la sua compagna di viaggio. Claudia è bella e attraente.
“Claudia era bella, io credo che fosse persino molto, molto bella. La verità è che non sono mai riuscito a percepire bene com’era il suo corpo, infagottato dentro a strani vestiti, un misto di stile hippy e tuareg in prestito. Ma era magra, molto alta, fragile all’apparenza, con il viso da ragazza di Botticelli, i capelli biondi spettinati con grazia e due occhi azzurri assorti, avvolti in una repentina tristezza o sfavillanti di allegria”. (p.20)
Lui è un giornalista e fotografo freelance, incaricato di un reportage, ha trentasei anni, ma, nonostante la differenza d’età, si crea presto fra i due un rapporto confidenziale, fattodi complicità, di attrazione, di senso di protezione reciproca, qualche volta di contrasti caratteriali.
Due persone che condividono un viaggio simile, tra mille disagi e imprevisti e rimangono insieme per lunghe ore nella stessa jeep, hanno solo due scelte: o diventano complici e si sostengono a vicenda, dividendosi i compiti, oppure il deserto si trasforma in un inferno quotidiano.
 
Tra i protagonisti si crea un’affinità, un legame spirituale intenso, fatto di confidenze, racconti e di vasti silenzi. Osserva lui: “parlavi poco ed era una delle cose che più mi piacevano di te” (p.102). La condivisione del silenzio è una delle più difficili, a maggior ragione se si tratta del deserto. Il rapporto è essenzialmente spirituale: non vi sono scene di sesso e passione nelle gelide notti sahariane, solo una volta, in un albergo di Algeri, lui spia, da una porta socchiusa, Claudia che s’immerge nella vasca da bagno. Lei se ne accorge e lo lascia fare. C’è tra loro un’intimità pulita, spontanea, priva di qualsiasi morbosità.
Nell’avanzare della narrazione e lungo questo viaggio che dal Portogallo li porta ad Algeri e di lì a Laghouat, Ghardaia e verso sud Tamanrasset, vicino al confine col Niger e ritorno, si alternano i punti di vista dei due personaggi.
 
Le voci diventano due fino al rientro alla quotidianità, che farà semplicemente allontanare i personaggi. Lui verrà preso dai suoi numerosi impegni, tornerà altre undici volte nel deserto, ma mai più così intensamente. Claudia invece si ammalerà e morirà ancora giovanissima. Lui lo saprà soltanto parecchio tempo dopo.
“Non arrivai in tempo – e c’è sempre un tempo preciso per queste cose. Non ti vidi salire su una stella, non ti vidi ridere da lassù – perché, per l’ennesima volta, ero in ritardo” (p.110).
 
Ricordare, scrivere è una forma di compensazione e un omaggio a quella figura per sempre giovane che compare nelle foto che lui le ha scattato e ha sempre conservato. Claudia è salita su una stella, come il Piccolo Principe, e da lì lo difende, lo perdona per gli anni di silenzio e le assenze.
 
Terzo protagonista del romanzo è il deserto, affascinante ed estremo, terribile per le sue escursioni termiche e le tempeste di sabbia, luogo del silenzio supremo e della prova per l’umana resistenza.
Fatica, disagio, stanchezza sono le costanti del viaggio, eppure la surreale bellezza del luogo, le gelide notti stellate e soprattutto il silenzio acquistano un valore importantissimo.
 
“Oggi nessuno va più nel nostro deserto, Claudia. […] La ragione principale è che non c’è più molta gente che abbia del tempo da perdere con il deserto. Non capiscono a cosa serva e, quando mi chiedono cosa ci sia laggiù e io rispondo «nulla», cancellano mentalmente quella meta dai loro progetti. Preferiscono viaggiare in massa dove tutti vanno e tutti si incontrano. Le cose sono molto cambiate, Claudia! Si ha paura del silenzio e della solitudine e si vive bombardandosi di telefonate, di messaggi, di mail e contatti su Facebook e nei social network del web, dove ci si presenta come amici a persone che non si sono mai incontrate nella vita. Invece di stare in silenzio parlano senza sosta; invece di incontrarsi, si contattano, per non perdere tempo; invece di scoprirsi a poco a poco, si mostrano subito per intero….[…] Ecco perché non c’è più nessuno che attraversi il deserto. Nessuno in grado di affrontare tutta quella solitudine.” (pp.105-106).
 
Diverso è l’approccio con il deserto dei due protagonisti. Lui è molto preso dal desiderio di filmare, fotografare, a volte rischia di diventare vampiristico, di essere un predatore d’immagini. Claudia è più meditativa, si sofferma per molto tempo semplicemente ad osservare, viaggia anche per distrarsi, per uscire da altri deserti nella sua vita. Durante quei quaranta giorni le sue giornate acquistano un ordine e uno scopo e soprattutto si sente amata, sa che qualcuno si preoccupa di lei e che può lasciarsi accompagnare in quel nulla, in quel vuoto d’oggetti e costruzioni che si riempie di sentimenti ed emozioni.
 
In quel deserto – oltre a Saint Exupéry – aleggia lo spirito di Charles de Foucauld, presente con tre disegni riprodotti nel libro ed evocato tra le montagne dell’Hoggar, dove aveva costruito la sua “incredibile casa con due stanze sovrapposte e interamente in pietra”.

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE


Miguel Sousa Tavares (Porto 1952), portoghese, dapprima avvocato, è diventato poi giornalista e scrittore.

Miguel Sousa Tavares, Nel tuo deserto, Roma, Cavallo di Ferro 2011. Traduzione di Luca Quadrio, disegni di Charles de Foucauld, Equisses Sahariennes – Trois carnets inédits de 1885. Titolo originale No teu deserto.
 
 
 
Marina Monego, aprile 2011
ISBN/EAN: 
9788879070881

Commenti

[Tavares] L'impaginazione non

[Tavares] L'impaginazione non mi viene mai perfetta, ma meglio di così non riesco, le revisioni mi fanno dannare....

[tavares] tranquilla, ora è a

[tavares] tranquilla, ora è a posto:). e intanto grazie per la nuova scheda.

[tavares] Bel pezzo,

[tavares] Bel pezzo, Marina. Mi incuriosiva molto la parte finale. Quando scrivi...

"In quel deserto – oltre a Saint Exupéry – aleggia lo spirito di Charles de Foucauld, presente con tre disegni riprodotti nel libro ed evocato tra le montagne dell’Hoggar, dove aveva costruito la sua “incredibile casa con due stanze sovrapposte e interamente in pietra”.

> Parli di Charles de Foucauld. Sono andato a leggere la pagina di wikipedia, mi è sembrata incredibilmente affascinante. Ti va di parlarci un po' di lui?

[Padre Charles de Foucauld]

[Padre Charles de Foucauld] C'è una bella bibliografia, su wikipedia... chissà, magari uno di quei libri è già sui tuoi scaffali, potresti schedarlo nelle settimane o nei mesi a venire... ti andrebbe? Mi sembra una figura nobile, da restituire a dovere ai contemporanei.

[Padre Ch.de Foucauld] Visto

[Padre Ch.de Foucauld] Visto che vita avventurosa? Guarda, mi riprometto di leggere qualcosa di suo, per ora non ho niente nei miei scaffali. In verità io sono arrivata a sapere qualcosa di lui attraverso il nostro Carlo Carretto (http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Carretto), che apparteneva ai Piccoli Fratelli. Di Carretto ho letto tre libri, tra cui le note Lettere dal deserto, cha andavano molto durante gli anni della mia adolescenza.

[de foucauld, carretto] e se

[de foucauld, carretto] e se provassi a presentarci prima Carretto e poi, con calma, Padre Ch.?

[Tavares] Che triste, mamma

[Tavares] Che triste, mamma mia. Però sai cosa pensavo leggendo? Accidenti, quanta gente si incontra nella propria vita, e si capisce che portata ha quell'incontro e... la si lascia sparire. Ma come è possibile? Sarà perché dopo 26 anni ho deciso di riprendere i contatti con un parente che ha avuto un ruolo piccolo ma fondamentale nella mia vita e non ti dico che felicità reciproca in questo rivedersi (ma non fosse stato per me...).


Belli anche i quaranta giorni nel deserto... mi ricordano qualcosa :)