Essere in Oriente e non parlare di tappeti sarebbe un peccato… meglio non farsi sfuggire l’occasione. Il tappeto è da sempre considerata una forma d’arte, seria, difficile e splendida per quanti sanno capirla e apprezzarla. Geograficamente collocato fra Iran e Cina, Turkmenistan e vicino, molto vicino all’India, il Paese Afghano risulta essere un grande produttore di tappeti. Il tappeto ha origini antichissime che risalgono ad almeno un millennio fa (a dir poco). Il più antico è stato trovato nel Caucaso, all’interno di un’area in cui, dopo faticose ricerche, sono state scoperte tombe. In una di queste, conservato nel ghiaccio, si è rinvenuto uno splendido manufatto. La tomba si presume fosse quella di una sorta di principessa – o di una nobile dell’epoca.
Le cronache parlano di fantastici tappeti, di opere notevoli. In epoche più vicine a noi, le manifatture si sono evolute, alcune sono scomparse, ad un vecchio maestro si succedeva un nuovo promettente allievo. La manifattura di Herat è stata per secoli una delle più valide e famose. La città, una volta persiana, conobbe da questo punto di vista notorietà e fulgore. Oggi nel mercato internazionale un tappeto di Herat ha un costo che potremmo definire interessante... e molto.
I costi in Europa sono esagerati, nel campo dell’arte spesso spropositati. Quanto posso offrirvi in foto, è una parziale veduta e/o scelta che si può fare. La lavorazione non è precisa ed il materiale non soddisfa l’esigente collezionista o il conoscitore. Però si può dire che gli Afghani riescono a riprodurre i disegni di antica tradizione in modi sufficientemente validi. Provano a vendere il prodotto cercando di farlo passare per original BUKARA o perfetto Nain, magari dell’atelier del maestro Habibian – ma non sempre ci riescono.
Insomma lo classificherei, il tappeto locale, come “tappeto da battaglia”, valido per robustezza e per ogni posto della casa; per un salotto si può pensare a cose migliori. Forse ne porterò un paio… chissà. Il mio gattone, anzi gattona li vede con un certo piacere… ma deve “circumnavigarli” anche questi!
Il Caporal Maggiore.
Commenti
Ave, Caporal Maggiore!
Con questo tuo nuovo contributo il fantastico mondo dei tappeti entra a far parte della categoria "arti". Sappi che è un esordio assoluto, da queste parti. Molto originale - e sempre, naturalmente, unico questo reportage.
Grazie!
Mi viene in mente Aladino e il tappeto volante!!!!! :-)
Comunque sempre interessante, i disegni non sembrano male, riguardo la fattura poi è un altro discorso.
I tappeti hanno sempre il loro fascino che riscalda. Ma con quello che costano da ste parti, meglio lasciar fare e chi ne capisce magari la storia.
Io non posso permettermeli: oltre a costare un capitale, il mio gatto ci si farebbe subito le unghie! :-)