Szabó Magda

La porta

Autore: 
Szabó Magda

“La porta” è il capolavoro della Szabó. Risale al 1987, ma è stato riscoperto solo di recente.
Il romanzo nasce da un senso di colpa incancellabile: “Non ho scritto questo libro per Dio, che mi conosce fin nelle viscere, né per quelle ombre testimoni di ogni cosa che osservano le ore delle mie veglie e del mio sonno, bensì per gli esseri umani. Finora ho vissuto coraggiosamente, spero di morire allo stesso modo, con coraggio e senza menzogna, ma questo può accadere a una sola condizione: devo ammettere che Emerenc l’ho uccisa io. Volevo salvarla, non distruggerla, ma non posso tornare indietro e cambiare le cose”.
L’io narrante de “La porta” è Magda, scrittrice, moglie di uno scrittore: entrambi personaggi di spicco del mondo letterario ungherese. La protagonista della storia, però, è un’altra: Emerenc. Figura straordinaria dal fascino inconsueto. “La porta” descrive la nascita e l’evoluzione del singolare rapporto umano tra la scrittrice ed Emerenc. Un rapporto quasi inspiegabile, fatto di principi di forza, di misteri non detti, di equilibri persi e riconquistati: una forma d’amore profonda e speciale. Emerenc è una donna di servizio. E’ già vecchia quando viene assunta ed è lei che stabilisce fin dall’inizio orari, regole e compensi per il suo lavoro. Sgobba infaticabilmente, è piena di vigore e di rigorosa caparbietà. Non si lascia avvicinare da nessuno, vive in una casa che tiene chiusa a tutti, tranne a dei gatti, che considera la sua famiglia, e a Viola, un cane che la coppia di scrittori ha raccolto per strada durante una notte di Natale. Dietro la porta della sua casa, Emerenc nasconde gelosamente il suo mondo, la sua storia, gli oggetti che vengono da un passato troppo distante da tutti. Lei non crede in Dio né, soprattutto, nella Chiesa, eppure ogni suo atto sembra parlare la stessa lingua di Cristo. Emerenc non dialoga molto con Magda e quando lo fa, sembra concederle lezioni di vita: “impari soltanto una cosa, non bisogna mai amare nessuno perdutamente perché altrimenti si causa la sua rovina. Se non è prima sarà poi. La cosa migliore è non amare mai nessuno”.
I conflitti tra Madga ed Emerenc sono continui ed apparentemente senza soluzione, eppure tra le due donne, nel corso della storia, viene a crearsi un legame unico che porterà “la vecchia”, così come viene spesso chiamata, a fare delle rivelazioni sconvolgenti legate al passato. Il vincolo che lega Magda ad Emerenc approda quindi ad una fiducia totalizzante, come quella che può nascere solo tra una madre e la propria figlia. E quando Emerenc si ammala, Magda, pur di salvarla, è costretta a tradirla: lascia che altri oltrepassino quella porta che ha sempre separato la casa di Emerenc dal resto del mondo.
La figura di Emerenc è una delle più affascinanti che abbia mai incontrato. E’ facile innamorarsi della sua arcigna dignità e delle sue stravaganti forme di prepotenza. La Szabò ha saputo creare, con uno stile lineare e fluido, un personaggio davvero raro: “Era d’esempio a tutti, era un modello: dalle tasche del suo grembiule inamidato saltavano fuori caramelline di zucchero avvolte nella carta frusciante e fazzoletti di tela che stormivano come colombi, era la regina della neve, la sicurezza, la prima ciliegia dell’estate, il tonfo delle castagne che cadevano dai rami d’autunno, la zucca alla brace d’inverno, la prima gemma nella siepe d’estate; Emerenc era pura, invulnerabile, lei era ciò che tutti noi, i migliori di noi, avremmo voluto essere”.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Magda Szabó è nata in a Debrecen, in Ungheria, il 5 ottobre del 1917. E’ morta a Kerepes, sempre in Ungheria, il 9 novembre 2007. E’ considerata una delle più importanti e talentuose scrittrici ungheresi contemporanee. Pur essendo autrice di molti romanzi, raccolte di poesie, saggi, opere teatrali e altre sceneggiature, in Italia è ancora, inspiegabilmente, poco nota. Di lei, oltre a “La porta”, nella collana Einaudi, possiamo trovare solo “La ballata di Iza”. La casa editrice Anfora ha pubblicato una favola di Magda Szabó, Lolò, il Principe delle fate; il romanzo "Abigail" e "Il Momento", una riscrittura dell'Eneide.

Magda Szabò, "La porta", Einaudi, Torino, 2005.

Traduzione Bruno Ventavoli.

 

In Lankelot

 

ISBN/EAN: 
9788806186173

Commenti

Per Angela MIgliore: promessa mantenuta!

"La figura di Emerenc è una delle più affascinanti che abbia mai incontrato. E? facile innamorarsi della sua arcigna dignità e delle sue stravaganti forme di prepotenza. La Szabò ha saputo creare, con uno stile lineare e fluido, un personaggio davvero raro"

> Ave, Monnalisa.
Ben ritrovata. Qualche domanda: a chi associ Emerenc, nella Letteratura Mitteleuropea e non solo? C'è un personaggio che senti possa somigliargli?

- Cosa intendi, in seconda battuta, per "stravaganti forme" di prepotenza?

Intanto danke per la nuova condivisione e per aver inaugurato la voce "Szabò".

"?La porta? è il capolavoro della Szabò. Risale al 1987, ma è stato riscoperto solo di recente."

> Qui in Italia o in assoluto? C'è una storia? Raccontaci...

Grazie, M., per aver onorato la promessa. Ricordo di aver chiesto espressamente lumi sulla Szabò in altri dove e di averti invitata a scriverne qui. E' un nome assolutamente nuovo per me, sono convinta la tua pagina regalerà anche ad altri il piacere della scoperta. Togliere un po' di polvere dai nomi ingiustamente dimenticati, è il solo modo che ci resta per fare da contraltare alla cieca mercificazione del libro.

Leggendo, è stato immediato il parallelismo con la Kristof. Vuoi per la comune origine ungherese, vuoi per "l'arcigna dignità" che attribuisci alla figura di Emerenc. Ecco, la ruvidezza che nasconde il sublime, mi è sembrato tratto comune.

Qualche perplessità quando dici che Emerenc non crede in Dio, ma sembra parlare la stessa lingua di Cristo mentre, poi,  una sola riga sotto si legge il consiglio sul non amare mai nessuno.
C'è qualcosa che stona. E' perlomeno inconciliabile un'idea del genere con la figura di Cristo. Non trovi?

Per Franchi: non c'è una figura a cui associo Emerenc. Probabilmente è proprio per questo che mi ha affascinato tanto. Ovviamente la Szabò non può non avermi avvicinato (di nuovo e di più!) alla mia adorata Agota Kristof. Hanno stili totalmente diversi e storie completamente all'opposto. Eppure qualcosa c'è.
"Stravaganti forme di prepotenza"? Beh... Non voglio dirtelo. Se avrai tempo e modo di leggere "La porta" e di conoscere Emerenc capirai cosa intendo... Sorrido!

Per Angela: è vero: c'è un'apparente incongruenza. Cristo parla di amore, Emerenc consiglia di non amare per non far soffrire chi si ama. Non credi sia la più grande forma d'amore questa? Non l'amore facile ed "egoista", ma quello perfetto, totale. Emerenc agisce come dovrebbe agire un perfetto cristiano ma è dichiaratamente contraria alla Chiesa e a chi si sottomette ad essa. Spero tu riesca a leggere la Szabò, capirai meglio...

Un romanzo assolutamente straordinario, l'ho terminato ora.
Pagina bella questa tua perché riporta ampi stralci significativi.
Ottima traduzione.

Ma c'è invece una donna simile ad Emerenc, oh sì.
Ed è, come lei, ungherese. Viene dalla penna del grande Marai.

Leggi La donna giusta.

Che Magda Szabò avesse letto il suo conterraneo di 17 anni più vecchio che scelse l'esilio per non dover scendere a patti con un regime insopportabile?

Piuttosto, ecco una domanda importante: la Szabò non fugge dal regime, lo accetta e in qualche modo aspetta il tempo per uscire allo scoperto: vero è che in questo romanzo gli accenni a come stessero le cose per gli scrittori è lieve, del tutto secondario, gli eventi dell'assedio di Budapest sono accennati di sfuggita, così come le prepotenze delle croci frecciate prima e dei rossi poi.

Certo probabilmente Marai aveva altra età e altri occhi.

In ogni caso un'autrice da riscoprire. Einaudi ha pubblicato almeno tre opere. E questa volta diamogli atto di una cosa fatta bene.

http://en.wikipedia.org/wiki/Magda_Szab%C3%B3

Beh, già leggendo qui qualcosa si scopre: qualche rognetta l'ha avuta restando in Ungheria...

Nel 1964 Feltrinelli pubblica L'altra Ester; escono poi per Einaudi La porta, La ballata di Iza, Lolo il principe delle fate.
Ma ce n'è ancora da tradurre...

In Italia è sconosciuta come moltissimi ungheresi e molti autori dell'Est europeo, soprattutto se non emigrati opportunamente all'estero. O che se, anche emigrati, come Marai o la Berberova e molti altri,hanno continuato a scrivere nelle loro lingue natali.

Le Edizioni Anfora hanno

Le Edizioni Anfora hanno pubblicato solo una favola di Magda Sza (l'accento è tonico e va verso destra) e cioè Lolò, il Principe delle fate. Le altre due pubblicazioni sono "Abigail", romanzo per tutti che ha vinto la terza posizione in Ungheria come libro più amato dagli ungheresi e "Il Momento", che dimostra l'enorme conoscenza che Magda aveva per il latino ove riscrive completamente l'Eneide. La casa editrice (Ed. Anfora) ha annunciato l'uscita di "Per Elisa" per la fine di gennaio, si tratta dell'ultimo scritto prima della morte dell'autrice. Si parla del suo rapporto con una sorella adottata dalla famiglia durante la guerra.

buongiorno, Monika,

buongiorno, Monika, benvenuta. Integro subito le tue indicazioni nel paragrafo "edizione esaminata e brevi note". Ti andrebbe di schedare, per noi, gli altri libri della Szabó pubblicati dall'Anfora?

qui il catalogo delle

qui il catalogo delle ANFORA:

http://web.tiscali.it/edizionianfora/

peccato solo per "Rijeka" orfana di Fiume...

Posso scrivere una breve

Posso scrivere una breve presentazione, volentieri, io e mio marito Magda la conoscevamo di persona, siamo ancora buoni amici del figlio. Come si fa, metto un post con delle sintesi?

allora... (intanto, grazie).

allora... (intanto, grazie). La voce di riferimento è "crea contenuto", quindi "articolo letteratura". Noi troveremo il testo in approvazione. All'interno della pagina "articolo letteratura", trova il nostro format. Tendenzialmente pubblichiamo pezzi da almeno 1800 battute + riferimenti bibliografici e link. Dia un'occhiata nella sezione "letteratura" per orientarsi.

Al suo servizio per ogni cosa,

franchi

Grazie a voi, mi ci vorrà un

Grazie a voi, mi ci vorrà un po' ma ci provo.

sarà un piacere leggere le

sarà un piacere leggere le sue prime schede, signora.