Oppure come quella zecca sull’albero, cui la vita non ha altro da offrire se non un continuo sopravvivere. La zecca piccola e brutta, che modella il suo corpo grigio-piombo come una palla, per offrire al mondo esterno la minima superficie possibile; che rende la sua pelle compatta e dura per non lasciar fuoriuscire nulla, per non lasciar trasparire nemmeno una piccola parte di sé. (…) Ma la zecca, testarda, ostinata e ripugnante, sta rannicchiata e vive e aspetta. Aspetta, finché il caso estremamente improbabile le porta il sangue sotto forma di un animale direttamente sotto l’albero. E soltanto allora abbandona il suo ritegno, si lascia cadere, e si aggrappa e scava e si attacca con unghie e denti alla carne altrui… Una simile zecca era il bambino Grenouille. Viveva come incapsulato in sé e aspettava tempi migliori.
Grenouille conosce un solo parametro per giudicare ed essere giudicato: l’odore. Ogni rapporto umano, ogni relazione ed anche il più semplice ed insignificante incontro della sua vita sarà orientato e dominato dall’olfatto. Ma non c’è niente che disgusti il giovane Grenouille più del rancido odore umano, niente che frustri maggiormente il suo spirito estatico ed il suo incredibile talento. Sarebbe capace di individuare la presenza umana, e persino la sua tipologia, a distanza di chilometri: questa forma estrema e tangibilissima di misantropia lo porterà, nelle pagine più belle di questo capolavoro, all’ascetismo più puro. Una fuga disperata dall’odore degli uomini fino al fondo di una grotta dispersa nelle montagne francesi e alta non più di qualche spanna, lo spazio necessario per stendersi su di una coperta e perdersi dentro se stesso. Per sette anni, fatte di lunghe sorsate d’acqua da un rivolo, pipistrelli morti e immaginazione, sogno e ricerca.
Ovunque, al limite di tutti i punti cardinali, regnava la medesima distanza dagli uomini, e allo stesso tempo qualsiasi passo in quella direzione avrebbe significato un maggior avvicinamento agli uomini. La bussola girava in tondo. Grenouille era giunto alla meta. Ma nello stesso tempo era prigioniero.
Con lo stesso affanno con cui si era allontanato, ora il protagonista ritorna al mondo umano. Siamo nella seconda parte del romanzo, quella in cui Grenouille, novello Prometeo, ruberà l’odore agli uomini. Prima all’uomo comune, del quale assaporerà la gioia di esistere e di essere riconosciuto nella sua fisicità, cosa che non gli era mai stata concessa. Poi, in un parossistico e atroce climax ascendente, si impossesserà della perfezione. In una boccetta condenserà l’onnipotente odore delle venticinque creature più straordinarie del Paese. Creature angeliche e immacolate, di nabokoviana memoria, meravigliose lolite appena decantate e sacrificate, una per una, sull’altare dell’onnipotenza estatica che solo la summa della loro essenza può offrire.
Grenouille, pluriomicida la cui condanna al patibolo è motivo di festa e giubilo per l’intera comunità, ha in serbo la sorpresa finale: inonderà la propria pelle del divino e sinfonico profumo raccolto con due anni di sacrifici e lavorazioni proprio il giorno della condanna. E se avrà la conferma che chi domina gli odori domina il cuore degli uomini, scoprirà che d’amore, il “Grande Grenouille”, non sa che farsene, lui desidera solo odio, l’unica realtà che ha veramente conosciuto.
Jean-Baptiste Grenouille è un personaggio frutto di fervida creatività artistica ed incredibilmente vero, profondo, reale. Si ha l’impressione, fin dalle prime pagine, di assistere all’epopea di un antieroe per il quale sarà difficile non provare ribrezzo e comprensione, ripugnanza ed attrazione. Süskind partorisce nel 1985 un personaggio destinato ad abbattere il tempo, giudice avaro e sincero: perché Grenouille, vent’anni dopo, non può essere dimenticato ed infatti non lo è stato. La tensione morale che non ha un solo calo in 260 pagine raggiunge il suo apice nella fase centrale: la meditazione di Grenouille è letteratura allo stato puro, distillata ed epurata da ogni finzione, da ogni costruzione accessoria. E al fianco della ferina, geniale e monopolizzante personalità di Grenouille, muovono personaggi ancora una volta brutali e anaffettivi, quanto meravigliosamente letterari, seguiti dal narratore onnisciente con rapido ed efficacissimo cinismo fino alla morte. Incise dense e crudeli, tempestano il libro di morti accidentali e, diciamolo, liberatorie (per il lettore). Ogni tipo di sfruttatore che disumanizzerà Grenouille negandogli la benché minima parvenza di affetto e umana considerazione, riceverà dal destino quel che più che una vendetta divina risulta la logica chiusura di una vita (intesa come bene da onorare) mortificata. Nutrici, commercianti, scienziati, nessuna categoria sembra in grado di riscattare l’umanità che durante la lettura del Profumo vi apparirà più dannata di quanto l’abbiate mai vista…
E poi d’un tratto crollò in loro l’ultima inibizione, il cerchio si sfasciò. Si precipitarono su quell’angelo, si avventarono su di lui, lo gettarono a terra. (…) Gli strapparono dal corpo i vestiti, i capelli, la pelle, lo fecero a brandelli. Affondarono unghie e denti sulla sua carne, gli si buttarono addosso come iene.
…fino all’ultima pagina.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Patrick Süskind, (Ambach, Baviera, 1949), romanziere e sceneggiatore tedesco. Ha studiato Storia e Letteratura a Monaco e ad Aix-en-Provence. Ha esordito col testo teatrale “Il contrabbasso” (scritto nell’81 e pubblicato nel ’84), poi, dopo il fenomeno letterario “Il profumo” (1985), ha pubblicato “Il piccione” (1987), “Storia del signor Sommer (1991) e “Ossessioni”.
Patrick Süskind, “Il profumo”, Longanesi, Milano 1985. Traduzione di Giovanna Agabio.
Prima edizione: “Das Parfum”, 1985.
Adattamento cinematografico: “Perfume: The Story of a Murderer”, di Tom Tykwer, con Ben Whishaw e Dustin Hoffman (2006?).
Giambo, Giugno 2005.
Commenti
Giambo su "Il profumo" di Patrick Süskind!
"Si ha l?impressione, fin dalle prime pagine, di assistere all?epopea di un antieroe per il quale sarà difficile non provare ribrezzo e comprensione, ripugnanza ed attrazione. Süskind partorisce nel 1985 un personaggio destinato ad abbattere il tempo, giudice avaro e sincero: perché Grenouille, vent?anni dopo, non può essere dimenticato ed infatti non lo è stato."
> Gia'! Avevi ragione, un articolo era rimasto fermo nel vecchio sito. Eccolo recuperato. Conosci la mia posizione in proposito: ricordo con discreta antipatia questo libro, più che altro anni fa avevo voluto leggerlo per via di Pennac e di come ne parlava Pennac in un libro (forse era "Come un romanzo").
Al di là del dramma del libro di genere, che come sai non digerisco, c'era l'idiosincrasia per il personaggio.
Ma apprezzo la passione e la personalità che hanno figliato queste pagine;)
"Nutrici, commercianti, scienziati, nessuna categoria sembra in grado di riscattare l?umanità che durante la lettura del Profumo vi apparirà più dannata di quanto l?abbiate mai vista? "
> Mmm...
de gustibus, va;).
Sul film:
www.lankelot.eu/index.php/2007/04/27/tom-tykwer-profumo-storia-di-un-ass... Stefania Iannella