Protagonisti i corpi, ieri al Teatro Garibaldi a Palermo. corpi di una nudità necessaria. tre episodi per raccontare di medea, in una tessitura scarna scarna di un erotismo tutto riportato alla fase fallica, al toccarsi reciproco quasi per ispezione. niente Creonte, niente Nutrice. Medea è la lupa, si lecca e sputa del latte sui corpi dei figli. Un simbolismo esasperato, un letto di ferro che è talamo smontato e riassemblato cento volte ad ogni scena. Le testiere in ferro battuto di questo letto nuziale che diventano grate entro cui rinchiudere un Giasone forse fin troppo sciocco. La scena più bella è quella in cui Medea e i corpi dei suoi figli giacciono in una composizione di corpi dal gusto barocco, in terra la grande ciotola col latte-sangue. La più brutta Giasone in tanga che balla per forse dieci minuti in una discoteca fino a dissolvere qualunque eroicità -anche presunta. La vestizione simbolo del passaggio delle età. Una Nicole Kehrberger (Medea) scultorea e straordinaria, capace di rendere corpo la tragedia.
dice il regista Antonio Latella "a Berlino c'è la mia casa, c'è la persona che amo. Dopo tanto pensare sul luogo in cui vivere, abbiamo scelto Berlino. Per me era importante trovare una dimensione dove potermi confrontare con la realtà europea e vedere delle cose che in Italia non arrivano. Poi ho scoperto che, alla fin fine, in Italia non siamo messi così male! Ciò che ci differenzia è fondamentalmente un fattore fortemente economico: sul piano artistico il nostro teatro riesce a competere tranquillamente sul mercato europeo. Ho scelto di far nascere uno spettacolo a Berlino perché era diventato fondamentale per me riuscire a "riazzerare": in pochi anni erano successe varie cose, tanto lavoro sulla parola per la trilogia di Pasolini, la trilogia di Genet, Testori... Dopo così tanta parola, a un certo punto ho sentito il bisogno di fare silenzio, di poter recuperare quella dimensione per me è fondamentale che è la dimensione "dell'errore". Quando incominci a essere competitivo sul mercato non puoi più fare errori, mentre fare errori è fondamentale per la crescita di un regista. Amo mettermi nella condizione di poter veramente cercare evitando di entrare in un meccanismo che mette un punto alle cose che fai. Se tu sai come si fa Shakespeare hai smesso di cercare. Io spero di non sapere mai come si fa una cosa perché questo ti permette di metterti in una condizione di lavoro umile. E Medea nasce così. Nasce dalla necessità di alcune persone che si sono unite e mi hanno detto: "Antonio, siamo arrivati a un certo punto, abbiamo fatto tante belle cose, perché non ci chiudiamo di nuovo in una cantina?". E così abbiamo fatto. Ed è nata Medea."
to be continued...
Commenti
(ocio che non ha caricato la foto:) )
"La più brutta Giasone in tanga che balla per forse dieci minuti in una discoteca fino a dissolvere qualunque eroicità -anche presunta" - non ci credo.
"fare errori è fondamentale per la crescita di un regista" - questo non vale solo per loro:) - dillo, a Latella.
E dunque?
ah-ehm. Marco, quando passi...:).
eh sapessi amice.. quali smarrimenti. spero di uscirne e sarò di nuovo tra voi