Culmine esoterico-visionario del ciclo biografico di Strindberg, l'Inferno, insieme al capolavoro scritto in francese L’arringa di un pazzo, rappresenta uno dei testi più moderni e anticipatori del fin de siècle ottocentesco, dove il decadentismo come il naturalismo collassano nel percorso di salvazione e purificazione di questo libro straordinario. Ancor più del celeberrimo Controcorrente, figlio ancora di un gusto decadente anche se quasi ridotto a parodia di sé medesimo, questo testo vigoroso segna un urlo furioso contro un mondo razionale e razionalizzante, come impregnato di ammennicoli esoterici alla moda, un mondo che scricchiola sull’orlo dell’abisso, dove la scoperta di Swedenborg segna per l’autore l’irrudicibile convinzione che “L’inferno, o meglio, gli Inferni, sono su questa terra, e io li ho attraversati”.
Parole furiose e stupende che riecheggiano nella celebre silloge poetica di Bernhard “Come all’inferno cosi’ in Terra”, senza l’ombra del misticismo parossistico e autoironico proprio del grande svedese. Il libro è la storia di un alchimista che cerca l’oro. Prettamente autobiografico, anzi vera e propria autobiografia estratta dai diari dell’autore, cerca di creare l’oro dico, dal rame, dal bronzo, poco importa, sobillato dalle potenze spirituali, entità persecutorie-spiritiche che precorrono Artaud e i suoi “affatturamenti”, continuamente chiamate le “potenze”, è la storia di una grottesca quanto poetica mania di persecuzione che si snoda tra simboli esoterici, segni, significanti, come direbbe Carmelo Bene, che tutti, nel loro porsi miracolosamente davanti all’autore, annunciano la sua vocazione alla grandezza come alla persecuzione da parte uomini e dell’invisibile.
Un eletto che si incammina verso il cristianesimo preda d’incubi, di visioni, di tachicardie, di febbri, dove tutto concorre a distruggerlo: lui si leva titanico a sfidare e ridicolizzare i medici che lo segnano malato di mente, di angina pectoris, di enfisema, quando egli sa che i tormenti che lo assalgono non sono altro che sintomi della sua grandezza spirituale che fanno di lui l’eletto, il mago. Comica e poetica, questa odissea interiore che lo porterà alla fede con un tono autoironico e canzonatorio nient’altro è che uno sputo contro un mondo asservito a scienze disincantate quanto disumanizzate, un mondo che tenta con sofismi e consolatorie teorie di annichilire per sempre lo spirito individuale dell’uomo: “Mi rivolsi al socialismo e compresi la sua follia”, ghigna l’autore, “Mi rivolsi al buddismo ma non riuscivo ad accettare l’annullamento dell’ Io” ma alla fine il connazionale Swedemborg gli ha annunciato che solo tramite l’inabissarsi allucinatorio nelle ulcere vive dell’Inferno in Terra ci si snoda verso la luce.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
August Strindberg (Stoccolma, 1849-1912), scrittore e drammaturgo svedese.
Strindberg, "Inferno", in "Romanzi e racconti", volume I, Mondadori, Milano 1991. Traduzione di Luciano Codignola.
Prima EDIZIONE COMPLETA DELLE OPERE SAMLADE SKRIFTER a cura di J. Landquist 55 voll Bonniers Stockholm 1912-20
Andrea Foschini, ottobre 2010
Commenti
[strindberg] spero vada
[strindberg] spero vada l'articolo, nel frattempo è uscito il mio nuovo libro ma non è ancora sul sito dell'editore, questo INFERNO è davvero meraviglioso Andrea
[strindberg] buongiorno
[strindberg] buongiorno andrea. Appena revisionato, sistemato qualcosa qua e là - soprattutto nel paragrafo finale - ma letto con grande piacere e vivo interesse. Ben ritrovato!
[andrea f.] dimenticavo: la
[andrea f.] dimenticavo: la tua scheda è ancora priva di contenuto, qui: http://www.lankelot.eu/autori/andrea-foschini
qualche consiglio per compilarla, http://www.lankelot.eu/staff-consigli-la-creazione-della-propria-pagina....
ho sistemato la scheda,
ho sistemato la scheda, aggiunto un ingegnoso donchishotte daliniano come immagine.
[andrea f.] ben fatto;). E
[andrea f.] ben fatto;). E grazie.