Stevenson Robert Louis

Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde

Autore: 
Stevenson Robert Louis
‘Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde’ è stato il libro che mi ha aperto il mondo delle analisi oltre la facciata narrativa nuda e cruda. Il primo e unico che mi abbia coinvolto al punto da spingermi oltre pur avendo sedici anni in una classe affollata e rumoreggiante. E qui il merito va all’unica insegnante di italiano in un istituto tecnico che riusciva a trasmettere la passione e a rendere interessante e stimolante la lettura e le analisi.
Di questo libro si ricorda sempre il tema del dualismo. Il bene e il male che si scontrano.
Non sono molto d’accordo. Non del tutto almeno.
Jekyll è un uomo metodico, stimato nell’ambiente medico e con amici fedeli che provano sincero affetto per i suoi modi misurati e gentili. Una persona per bene diciamo.
Hyde è basso e deforme, un viscido che si muove di notte a calpestare bambine e uccidere chi osa chiedergli qualcosa. Chi lo incrocia prova repulsione e le sue gesta rimbalzano di quartiere in quartiere.
Troppo facile.
Jekyll è si rispettabile e gentile ma ha partorito Hyde, ha lottato per farlo uscire, per dargli una forma umana e liberarlo senza freni nel mondo. Hyde è una parte di Jekyll che per questo non è il Bene in senso stretto. Per niente.
‘ Fra i miei difetti, il peggiore consisteva in una sorta di impaziente esuberanza che avrebbe fatto la felicità di molti, ma che in me mal si conciliava con l’imperativo morale di andare sempre a testa alta ed esibire in pubblico un contegno grave e più che irreprensibile. Fu così che mi abituai molto presto a celare i miei piaceri…’
(pag.109)
Quindi Jekyll scelse la rispettabilità ma era pienamente consapevole di avere desideri e bisogni, probabilmente anche carnali, che facevano parte di lui pur non essendo rispettabili. Proprio da questa consapevolezza parte il viaggio alla ricerca di Hyde, di quel lato oscuro che fino a quel momento si è espresso meno, è rimasto rinchiuso a pulsare. A vivere una vita di certo più noiosa, lenta e impegnativa di quella che avrebbe voluto e potuto vivere.
Hyde, dicevo sopra, basso e deforme. Eppure agile e capace di percepire odori e suoni deliziosi, eccitanti. Un uomo che si sente forte, pieno di vita e voglia di fare. Avvezzo ai vizi estremi, li cerca anzi e se ne vanta.
Il tema del dualismo c’è ma non è così scontato come sembra e si respira in molti dettagli come nella casa  di Jekyll che ha quella porta secondaria da cui entra Hyde e il laboratorio in disuso. Di fatto, pur essendo lo stesso edificio, è come se avesse due anime opposte, due fondamenta. Poi il rapporto giorno-notte. Hyde scorrazza quasi sempre di notte, tra la nebbia e i vicoli silenziosi. Jekyll passeggia di giorno e se riceve i suoi amici per la cena lo fa sempre in casa sua davanti a ottimi bicchieri di vino, dentro quell’aurea di rispettabilità che si confà a un uomo perbene. Perfino le bevande hanno una natura specifica: il vino e la pozione si scontrano nella realtà quotidiana scandendo il ritmo delle trasformazioni.
La pozione. E’ l’elemento fantastico, il mezzo che aiuta Jekyll a diventare Hyde, all’inzio, e viceversa anche se la proporzione tende a sfasarsi al punto che Hyde non avrà più bisogno della posizione per ‘tornare’ bensì il contrario, il povero Jekyll, stanco e preoccupato per le conseguenze dei gesti di Hyde, si servirà della pozione per scacciarlo, rintanarlo il più lontano possibile finché.
Finché l’ingranaggio si inceppa, gli ingredienti iniziano a scarseggiare e quelli acquistati di recente sembrano avere dei difetti (solo dopo si scoprirà che erano i primi ingredienti a essere difettosi rendendo quindi uniche e irripetibili le dosi con essi preparate), la pozione non è più la stessa. La tensione sale in una dinamica di simbolismi che ho vissuto come briciole lasciate da Pollicino. Considerazioni che Stevenson ha tentato di lasciare oltre le righe.
Siamo tutti più di uno. Non solo buoni. Non solo cattivi. Gradazioni. Miscele variabili che spesso mutano col tempo, le opportunità, gli accadimenti, le scelte e le persone che ci ruotano attorno. Però coltivare il lato Hyde può essere molto allettante, appagante. Allo stesso modo il prezzo da pagare è alto. Altissimo. Solo che si rischia di accorgersene tardi, quando ormai si è diventati schiavi di quel ‘mostro’ che sono gli istinti più bassi, il piacere fine a se stesso e l’egoismo malsano. Ecco perché all’inizio Jekyll intraprende l’esperimento in uno stato di soddisfazione e tranquillità. Ha tutto sotto controllo. Finché arrivano le prima anomalie e Hyde si rivela sempre più forte e autonomo. Allora il dottore prova a fermarlo, rinuncia alla pozione ma è solo un’illusione. E la discesa è fin troppo scontata.
‘ Ma la verità è che ero ancora perseguitato dalla maledizione della mia duplicità; e, quando l’ardore iniziale della contrizione si attenuò, i miei più bassi istinti, così a lungo assecondati e ora così saldamente incatenati, cominciarono a ringhiare per uscire dalla prigione. …. E, alla fine, come un comune peccatore, caddi in segreto sotto gli assalti della tentazione.’
(pag.126)
C’è molto, insomma, sotto lo strato esterno di un testo che sembra una favoletta leggera. Italo Calvino scriverà: " Contrariamente a quanto si può credere, dato che è entrato a far parte della letteratura popolare il dr. Jekyll è un testo molto difficile". Perché Jekyll non è solo un dottore geniale quanto azzardato e Hyde un banale concentrato di cattiveria. Molto altro.
Tra le nebbie e le tensioni per gli sviluppi inattesi che il lettore scopre per bocca dei personaggi che circondano i protagonisti ci sono tematiche importanti. C’è la Morale, il codice di condotta rispettabile che uccide la fantasia, i piaceri e i desideri. Anzi li schiaccia pensando che senza sia meglio, più giusto insomma. Ma l’uomo è anche fantasia, piaceri e desideri. E’ da qui che la contraddizione prende forma e Hyde si ribella. Ringhia e sguscia. Poi c’è il tema dell’irrazionalità umana che in talune condizioni estreme  prende il sopravvento oltre l’inimmaginabile. L’uomo vorrebbe essere lucido e razionale sempre, in modo da controllare gli istinti e non cadere in tentazione ma. Ma non può perché la sua natura è un’altra. Questa mi sembra l’eredità di un testo che trasuda consapevolezza.
Ma anche tristezza. Perché la lotta Jekyll-Hyde è persa in partenza. E qui, forse sbagliando, mi sembra di avvertire il lato umano di Stevenson che scrisse questo testo tra una crisi polmonare e l’altra, a letto eppure con la mano concentrata e veloce. Lo scrisse in tre giorni, si dice. Circa diecimila parole al giorno. Quasi in uno stato di ‘possessione’ per quei personaggi a cui ha dato vita pur in una condizione di salute difficile, non stabile.
 
Un aspetto che ha fatto discutere i critici è legato alla predominanza delle figure maschili. A parte alcune cameriere e qualche personaggio in gonnella che si intercetta per caso lungo le vie, le donne non hanno voce nè compiono azioni rilevanti per la narrazione. Curioso in effetti. Taluni ci hanno visto l’intento di non destare scandalo allontanando l’attenzione del lettore da quelle riflessioni che invece Stevenson riteneva importanti. Per altri dietro alla scelta dei personaggi maschili si celano quelle pratiche omosessuali comuni nella Londra vittoriana. Non essendoci indicazioni dirette dall’autore resteremo nel dubbio.
Sull’esatta collocazione del testo a un genere predominante ci sono correnti di pensiero contrastanti. Giallo, thriller, noir o… ? ‘Francamente me ne infischio’ mi prude tra le dita.
 
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Robert Louis Stevenson ( Edimburgo, 13 Novembre 1850  - Samoa, 3 Dicembre 1894) dopo una giovinezza ribelle e in polemica con il padre e con il puritanesimo borghese del suo ambiente, divenne avvocato ma senza mai esercitare la professione. Per ragioni di salute, malato di tubercolosi, e per spirito di avventura, viaggiò a lungo in Europa e in America. Nel 1879 sposò una americana divorziata, madre di due figli e di dieci anni più grande di lui. Raggiunto un certo benessere economico, nel 1888 partì per una lunga crociera nel Pacifico. Si stabilì nel 1891 nelle isole Samoa, facendovi una vita tranquilla, lavorando fino alla morte, circondato dall’amore e dal rispetto degli indigeni che difese più volte dalle prepotenze dei bianchi. Morì a Upolu (Isole Samoa) nel 1894.
Stevenson iniziò scrivendo per vari periodici racconti, saggi e poesie. Pubblicò libri di vario genere, tra cui Un viaggio nell’entroterra (An inland voyage, 1878) e Viaggio con asino nelle Cevenne (Travel with a donkey in the Cevennes, 1879), la raccolta di articoli filosofici e letterari A ragazze e ragazzi (Virginibus puerisque, 1881). Raccolta di racconti sono Le nuove notti arabe (The new arabian nights, 1882). Giunse improvvisamente alla notorietà con L’isola del tesoro (Treasure island, 1883), ancora oggi il suo libro più popolare, con cui Stevenson rinnova la tradizione del romanzo d’avventure. Nel dicemrbe 1885 uscì Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde (The strange case of Dr Jekyll and Mr Hyde). L’anno successivo, invece pubblicò Il ragazzo rapito (Kid napped), cui più tardi scrisse la continuazione con Catriona (1893). Del 1888 è La freccia nera (The black arrow) mentre dell’anno successivo Il signore di Ballantrae (The master of Ballantrae, 1889). Di ambiente polinesiano sono i racconti I divertimenti delle notti dell’isola (The island nights’ entertainments, 1893) e Nei mari del Sud (In the South seas, 1896). Postumi sono stati pubblicati due romanzi incompiuti, Weir di Hermiston (Weir of Hermiston, 1896) e Saint Yves (1898).
Robert Louis Stevenson, ‘Lo strano caso del dottor Jekyll e mister Hyde’, Dicembre 1885 (io ho acquistato l’edizione della Biblioteca Ideale Giunti).
Approfondimenti:
Vladimir Nabokov, ‘Lezioni di letteratura’ (Garzanti, 1992) pagg: 225-253.
Robert L.Stevenson su Wikipedia
 
STEVENSON in LANKELOT
 
 
ISBN/EAN: 
9788806177522

Commenti

Ave, Barbara!
Benvenuta su Lankelot. Eri attesa & annunciata:).
Allora: da questo momento, sempre on line qui:
http://www.lankelot.eu/index.php/staff/609/BarbaraGozzi

la tua pagina personale, con gli articoli indicizzati secondo criterio alfabetico o cronologico, a tua discrezione.

Ora dovrò effettuare alcuni interventi di formattazione sul testo.
Te li elenco - è prassi, per ogni esordio ce n'è qualcuno, ci sosteniamo anche così:

Titolo: Cognome Nome - Titolo Opera
In calce, post articolo:
inserirò i tags: Letteratura (di default, per i libri), Letteratura Inglese, Stevenson, Lo strano caso...(etc), e altre parole chiave.
Il tutto per agevolare l'archiviazione qui:
http://www.lankelot.eu/index.php?archivione=1

archivio sia solo alfabetico, che tematico... e personalizzabile, volta per volta, grazie alla navigazione per tag più popolari:)

Grazie! Molto gentile. Lascio un saluto a tutti anche di sabato sera!
Avviso però che sto ancora 'litigando' con il modulo di inserimento... non riesco a mettere il corsetto o cambiare colore al titolo 'edizione esaminata e brevi note'...
Poi non sono sicura di aver rispettato tutte le regole di impaginazione... fatemi sapere, grazie!

Ecco infatti, immaginavo che avevo combinato qualcosa. Scusami.

Figurati:) Sei andata alla grande!

(tutti abbiamo impiegato almeno 4-5 tentativi per imparare, poi diventa immediato, vedrai;)

"E qui il merito va all’unica insegnante di italiano in un istituto tecnico che riusciva a trasmettere la passione e a rendere interessante e stimolante la lettura e le analisi."

> Prima di procedere nella lettura, evidenzio questo passo. Proprio in questi giorni si discuteva, qui e altrove, della centralità della pubblica istruzione e del ruolo determinante degli insegnanti di valore. E' sempre raro, e quindi encomiabile, ricordare certi buoni esempi. La prossima volta aggiungi anche il cognome di quella docente. Dobbiamo sostenere la parte sana della categoria:)

"Siamo tutti più di uno. Non solo buoni. Non solo cattivi. Gradazioni. Miscele variabili che spesso mutano col tempo, le opportunità, gli accadimenti, le scelte e le persone che ci ruotano attorno."

> Ricordo sempre quanto mi colpirono le suggestioni di Lacan, sull'io come legione di identità, applicate alle analisi letterarie (merito di una notarella su un Anfitrione moderno, prob. di Kleist, memoria debole dell'università) e poi deviate con intelligenza sulle esistenze di ognuno di noi. Sei mai incappata nelle pagine della Scuola di Chicago? C'era qualcosa di incredibilmente affascinante nelle loro teorie sui ruoli. Per una prima intro, cfr. Pagliano, "Profilo di Sociologia della Letteratura", NIS 1993, nuova ed Carocci; notizie qua: http://host.uniroma3.it/dipartimenti/italianistica/pagliano.php

"Perché la lotta Jekyll-Hyde è persa in partenza. E qui, forse sbagliando, mi sembra di avvertire il lato umano di Stevenson che scrisse questo testo tra una crisi polmonare e l?altra, a letto eppure con la mano concentrata e veloce. Lo scrisse in tre giorni, si dice. Circa diecimila parole al giorno. Quasi in uno stato di ?possessione? per quei personaggi a cui ha dato vita pur in una condizione di salute difficile, non stabile."

> In questo caso, l'annotazione sulla vicenda biografica è perfettamente pertinente. Non avevo mai pensato a questa eventualità, ossia che H. fosse l'allegoria del male che stava avanzando. Notevole:)

Bell'esordio, Barbara, davvero.
Se ti va, qui:
http://www.lankelot.eu/index.php/2006/09/21/stevenson-lo-strano-caso-del...

trovi il mio vecchio scritto sul perduto Tusitala;)
Ancora benvenuta!

" Prima di procedere nella lettura, evidenzio questo passo. Proprio in questi giorni si discuteva, qui e altrove, della centralità della pubblica istruzione e del ruolo determinante degli insegnanti di valore. E? sempre raro, e quindi encomiabile, ricordare certi buoni esempi. La prossima volta aggiungi anche il cognome di quella docente. Dobbiamo sostenere la parte sana della categoria:)"

> Hai ragione. Sono passati più di dieci anni comunque era la signora Tagliaferro. Che ho amato davvero. Forse sono qui anche grazie a quel fuoco che aveva. Quella sua capacità di aprirti porte impensate. Peccato averla avuta solo un anno. Gli ultimi tre delle superiore abbiamo avuto quattro insegnanti e l'ultimo era laureato in filosofia... quando mi sono presentata all'orale con una tesi sul pessimismo nel '900 e italiano come materia principale volevano rinchiudermi ^ _ ^. Scusate la divagazione.

> Grazie per gli approfondimenti che segnali, seguirò il filo...

E grazie per il caloroso benvenuto (vediamo se sono all'altezza comunque... )

Sei assolutamente all'altezza. Ci stai già insegnando qualcosa, dopo un articolo e tre commenti - il raro libro di storia sulla questione armena, e un'altra angolatura sul capolavoro di Stevenson. Complimenti ancora, e sin d'ora grazie per le future condivisioni.
*
Quel fuoco che dici niente lo può spegnere, una volta acceso. E' l'epifania della Letteratura:)

6> NOn è vero io ne ho impeiagati almeno una qundicina.

Letto l'articolo, belle e ricche suggestioni. Sapevate che questo libro è un passaggio obbligato per chi studia psicanalisi?

Complimenti per il pezzo, Barbara, è estremamente analitico. Non ho mai letto questo libro, pur avendo visto la nota trasposizione cinematografica. Trasposizione da cui non si evincono certo tutte le sotttotracce del romanzo, che tu hai brillantemente evidenziato. Concordo con Franco, Barbara, ottimo esordio. Sei assolutamente all'altezza, non dubitarne.

"Complimenti per il pezzo, Barbara, è estremamente analitico. Non ho mai letto questo libro, pur avendo visto la nota trasposizione cinematografica. Trasposizione da cui non si evincono certo tutte le sotttotracce del romanzo, che tu hai brillantemente evidenziato. Concordo con Franco, Barbara, ottimo esordio. Sei assolutamente all?altezza, non dubitarne."

> Grazie Léon, molto carino e gentile.
Se ti capita leggilo per favore, è breve e scivola giù davvero in fretta. Se poi ti lascia indifferente fammelo sapere così ricominciamo a dibattere... ^ _ ^

Esiste una trasposizione cinematografica che eguaglia il testo, inusuale ma ogni tanto s'avvera. In bianco e nero, credo una delle prime e più famose, provo a cercare il titolo...

credo sia questo ma Epicentro potrebbe dare conferma:

http://www.imdb.com/title/tt0033553/

14. (Leggo adesso, è la stessa pellicola?)

Sì, è quello il film. Con la Bergman che...

Ovvio che Bud Spencer e Terence Hill, se inizieranno, ridaranno senso allo scialbo testo di Stevenson :p