"Io - disse Einaudi - prenderei una pera, ma sono troppo grandi, c'è nessuno che vuole dividerne una con me?". Il maggiordomo si fece rosso e anche Flaiano restò un attimo interdetto. Finché alzò la mano: "Io…". "Qui finiscono i miei ricordi sul presidente Einaudi" annoterà poi lo scrittore. "Qualche anno dopo saliva alla presidenza un altro e il resto è noto. Cominciava per l'Italia la repubblica delle pere indivise".
Questo succedeva agli albori della Repubblica, un tempo che, se paragonato all'oggi, pare il proprio mesozoico. Il fortunato libro di Stella e Rizzo invece si occupa degli usi e costumi dei moderni politici. Magari nulla di particolarmente nuovo per chi ha sempre letto, sul Corriere e su Sette, le rubriche di Stella, rigorosamente bipartisan nel mostrare le magagne, gli inciuci e i magna magna trasversali della nostra classe politica.
E' vero però che ben altro effetto può procurare la lettura tutta d'un fiato di 250 pagine piene di moderne marachelle. Un libro del genere in altri paesi forse avrebbe più fortuna come pura fiction e fantapolitica.
Da noi no: è realtà e rappresenta una denuncia circostanziata, grottesca, motivo (forse) di imbarazzi e indignazione.
“La casta” ha avuto e ha tutt’ora uno straordinario successo editoriale (22 edizioni e un milione di copie vendute), sicuramente favorito dallo stile scorrevole e sarcastico del duo Rizzo-Stella, ma - dicono - anche da un montante clima di antipolitica: potremmo parlare senza esagerare di un fenomeno di costume, ovviamente non alieno da quei condizionamenti pubblicitari e modaioli che fanno la fortuna di tanti best seller.
Non è questa la sede per disquisire sulla definizione di "antipolitica", termine tirato fuori non soltanto quando si assiste a qualche episodio di puro qualunquismo, ma soprattutto quando, come in questo caso, si punta il dito verso i disinvolti usi e costumi della classe politica italiana. La "casta", appunto.
Non voglio anticipare troppo, pena trasformare la recensione in un bignami, ma credo sia utile riportarvi l'indice del volume:
"Una oligarchia di insaziabili bramini. Da Toqueville a De Gregorio: la deriva della classe politica".
1. E pensare che dormivano in convento. Dai paltò in prestito di De Gasperi agli sfarzi hollywoodiani;
2. Un palazzo di quarantasei palazzi. Spese impazzite nell'infinita moltiplicazioni delle sedi;
3. Quattro regine al prezzo d'un Napolitano. Costi segreti al Quirinale, online a Buckinghan Palace;
4. Prodigi: in volo 37 ore al giorno. Da Berlusconi a Bertinotti tutti via con gli aerei di Stato;
5. "Mi dia un'autoblu, tipo Rolls-Royce". Hanno promesso tutti di tagliarle, ma sono sempre di più.
6. Seggi lasciati agli eredi come case o comò. La Loggia e Mancini, Craxi e Di Pietro, al potere la dinastia;
7. Perso il rolex d'oro? Paga la Camera. I privilegi: dalle scorte ai ristoranti meno cari delle mense operaie;
8. Baby pensionati di 42 anni. E c'è chi ha avuto il vitalizio senza mai sedere a Palazzo Madama;
9. Politica & Affari: Onorevoli S.p.A.. Dalle casalinghe ai tunnel, dalle cliniche alle banche padane;
10. Come puntare un euro e vincerne 180. Ma il referendum non aveva abolito il finanziamento pubblico?
11. Meglio a noi che a Madre Teresa. Più sconti fiscali per le donazioni ai partiti che ai bambini lebbrosi:
12. AAA Cercasi poltrona per trombato. Migliaia di cariche nelle società pubbliche per sistemare gli "ex";
13. Sa tutto di carceri: commercia pesce! Quei 146.000 consulenti, spesso inutili, dalle maghe agli enti ippici;
14. Una casta nel cuore della Casta. Perché i Gran Commis sono quasi più potenti dei ministri;
15. Fate largo: Sua Maestà il Governatore! Sprechi, clientele e manie di grandezza delle Regioni ordinarie;
16. Ultimo lusso, atterrare sotto casa. Dalla Sicilia alla Val D'Aosta, le spese pazze delle Regioni autonome;
17. Le Province sono inutili? Aumentiamole!Tutti falliti i tentativi di abolirle: servono per distribuire posti;
18. Il signor sindaco ha fatto crac. La ricerca del consenso e i bilanci comunali in profondo rosso.
Ogni pagina un'immersione nel grottesco (e talvolta nel malavitoso): comunità montane a livello del mare, il Quirinale che spende il quadruplo di Buckingham Palace, le lasagnette al ragù bianco e scamorza dello chef del Senato che costa la metà di una pastasciutta della mensa degli spazzini, un partito che dice di voler rappresentare gli italiani nel mondo e che poi si scopre essere nato da una bottega di cuoio ed ombrelli, un fisco che premia coloro che regalano soldi a una forza politica piuttosto che ai bambini lebbrosi, la liquidazione degli immobili D.C. che giunge fino ad una misteriosa finanziaria con sede nelle campagne istriane di Babici in un pollaio intestato a un croato che scaricava cassette al porto di Trieste, l'assessore comunista che assume la moglie, il crac di Taranto e della sindachessa azzurra Rosana Di Bello e via via sprecando e rubacchiando.
E' vero che la parte del leone, almeno quanto a citazioni e racconti delle loro marachelle (conflitti d'interesse, sprechi, regalie, leggi ad personam), la fanno l'ex premier Silvio Berlusconi, colpito ed affondato anche con la storia, ormai dimenticata, del decreto 1994 sui cinema, e poi Lunardi e soprattutto l'incredibile Totò Cuffaro, l'autentica star del libro; per quanto sia, dopo cinque anni di governo di centro-destra, non era possibile che un libro di stretta attualità non infierisse sui paladini della libertà (di farsi gli affari loro).
Ma è altrettanto vero che lo sputtanamento è rigorosamente trasversale e non risparmia nessuno; nemmeno il "San Giorgio" - Di Pietro è rimasto incolume dalle attenzioni del duo Rizzo-Stella; men che mai l'attuale premier Prodi, D'Alema, Bertinotti, Pecorario Scanio, quei leghisti che pare abbiano finito per apprezzare gli usi e costumi di "Roma ladrona" etc etc.
Gli unici nomi di rilievo che sembrano non ricevere particolari mazzate sono Illy e soprattutto Soru, con i suoi poco riusciti tentativi di frenare la bulimia della casta politica a lui vicino.
Dicevo delle accuse rivolte al libro di fomentare "l'antipolitica".
E' vero che "La casta" è una denuncia che assume risvolti grotteschi, ma parlare di "antipolitica" è improprio, non fosse altro che Rizzo e Stella sono due autori che difficilmente si possono attaccare dal lato di una loro presunta faziosità e populismo: tra l'altro non hanno partecipato a girotondi e non si sono mai accompagnati a figuri discutibili ed estremisti.
Il fatto che repliche stizzite provengano da destra, da sinistra, dal centro, da sotto e da sopra, la dice lunga.
Ma soprattutto "La casta" è un libro dove non una volta è citata la parola "gente".
Anzi, se andiamo a leggere l'ultimo capitolo, quello che racconta le regalie da parte di sindaci e politici locali, vediamo come la società civile, o almeno certa società (in)civile, si sia dimostrata complice della casta di magnaccioni.
Per finire in bellezza voglio donarvi un bonus, ovvero una lunga citazione contenuta a pagina 181.
E' la risposta di Salvatore Taormina, capo di gabinetto della presidenza della Sicilia, a fronte dalla richiesta del Difensore Civico Lino Buscemi che voleva sapere quanto venissero pagati gli oltre 200 esperti esterni assunti da una regione che ha già qualcosa come 16.000 (!) dipendenti.
Riporto per intero, consigliando grande attenzione a punteggiatura e sintassi: "In merito a quanto richiesto con la nota in riferimento, di cui all'oggetto, indirizzata anche ai destinatari della presente, si richiede alla S.V. di far conoscere allo scrivente ufficio il contenuto delle indicazioni operative sulla scorta delle quali l'ufficio richiedente ha ritenuto di avviare il processo ricognitivo di cui in oggetto. Ciò nella considerazione che le attivazioni inerenti la fattispecie in parola - in ragione della loro delicatezza e complessità correlabile, anche, alla disomogeneità funzionale degli atti che avviano i rapporti privatistici di interesse per la norma in oggetto - di certo, necessitano di opportuni approfondimenti tesi a focalizzare sia il reale ambito di riferimento operativo, sia il soggetto, per opportunità sistematica, competente alla trattazione, sia le modalità procedurali da attivare conseguentemente. In tal senso, le indicazioni operative di cui in premessa, laddove rese, risulteranno stimolo di riflessione prezioso per le determinazioni presidenziali che si riterranno opportune".
Traduzione?
Non sono del tutto sicuro ma il succo del discorso credo sia questo: la legge sulla trasparenza amministrativa, legge dello Stato italiano, in Sicilia non vale e soprattutto sintassi e grammatica in certi casi svolgono la stessa funzione delle leggine ad personam.
Complice il corrosivo sarcasmo di Rizzo e di Stella, "La casta", potrà risultare addirittura un libro divertente, almeno per coloro che non vivono la politica col paraocchi e con eccessi di partigianeria.
In fondo l'Italia è un paese strano, dove si invertono i ruoli ed alcuni comici sono diventati indiscussi maitre-a-pensier, mentre alcuni (o tanti) politici fanno ridere, un po' come Totò.
Cuffaro.
BREVI NOTE 
Sergio Rizzo è nato ad Ivrea nel 1956. Responsabile della redazione romana del "Corriere della Sera", ha lavorato a "Milano Finanza", al "Mondo" e al "Giornale". Ha scritto con Franco Bechis "Il nome della roso. La storia della casa editrice Mondatori" pubblicato dalla Newton Compton nel 1992.
Gian Antonio Stella è nato ad Asolo nel 1953. Inviato ed editorialista del "Corriere della Sera", dopo l'esordio nella saggistica con "Schei. Il mitico Nordest dal boom alla rivolta", ha scritto numerosi libri. Tra i quali "Tribù. Foto di gruppo con Cavaliere", "L'orda. Quando gli albanesi eravamo noi", "Odissee. Italiani sulle rotte del sogno e del dolore", "Sogni e fagotti" (con Maria Rosaria Ostuni), "Avanti popolo. Figure e figuri del nuovo potere italiano" e il romanzo "Il maestro magro".
Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella - La casta - Rizzoli, 2007
Recensione già pubblicata il 13 Settembre 2007 su ciao.it e parzialmente modificata per lankelot.eu.
Luca Menichetti
STELLA in LANKELOT
Commenti
Ave Lupo! Ho adattato il titolo (cognome nome) e aggiunto qualche utillimo tag. A presto per i commenti;)
cavolo mi ero dimenticato!
Comunque sia appena possibile integrerò il tutto anche con qualche mio commento.
Ave Pagano!
(ave ottimo;). Risalgo la montagna degli arretrati e arrivo;)
Allora: intanto, e a scatola chiusa: grazie. Perché è da un pezzo che ne sento parlare, dappertutto e con toni quando euforici, quando amareggiati (per via dell'immobilità dei cittadini, e via dicendo) e non vedevo l'ora di approfondire.
Integrato l'archivio Stella in Lankelot. Grazie a te e a Marina, siamo già a quota tre. Manca "L'orda". Ne avevi scritto, anni fa, vero?
" Un libro del genere in altri paesi forse avrebbe più fortuna come pura fiction e fantapolitica.
Da noi no: è realtà e rappresenta una denuncia circostanziata, grottesca, motivo (forse) di imbarazzi e indignazione.
?La casta? ha avuto e ha tutt?ora uno straordinario successo editoriale (22 edizioni e un milione di copie vendute), sicuramente favorito dallo stile scorrevole e sarcastico del duo Rizzo-Stella, ma - dicono - anche da un montante clima di antipolitica: potremmo parlare senza esagerare di un fenomeno di costume, ovviamente non alieno da quei condizionamenti pubblicitari e modaioli che fanno la fortuna di tanti best seller."
> Ecco, hai già fatto un quadro chiarissimo.
E a proposito di quel che dici, a proposito dei condizionamenti mediatici - generalizzo - ed editoriali:
http://www.fazieditore.it/dettPrimoPiano.aspx?id=32
Fazi ha dato la parola anche al cantante dei Lunapop, in questa raccolta di lettere ai politici. Per la serie: il Lupo aveva già inteso il clima, e le sue immediate conseguenze. Ti consiglio quel volume come strenna del 2007, tra 10 anni ci passiamo una serata a discutere di come eravamo e cosa stava capitando:)
Dichiaro intenzione di acquisto:
"comunità montane a livello del mare, il Quirinale che spende il quadruplo di Buckingham Palace, le lasagnette al ragù bianco e scamorza dello chef del Senato che costa la metà di una pastasciutta della mensa degli spazzini, un partito che dice di voler rappresentare gli italiani nel mondo e che poi si scopre essere nato da una bottega di cuoio ed ombrelli, un fisco che premia coloro che regalano soldi a una forza politica piuttosto che ai bambini lebbrosi, la liquidazione degli immobili D.C. che giunge fino ad una misteriosa finanziaria con sede nelle campagne istriane di Babici in un pollaio intestato a un croato che scaricava cassette al porto di Trieste, l?assessore comunista che assume la moglie, il crac di Taranto e della sindachessa azzurra Rosana Di Bello e via via sprecando e rubacchiando."
Lo voglio
"Gli unici nomi di rilievo che sembrano non ricevere particolari mazzate sono Illy e soprattutto Soru, con i suoi poco riusciti tentativi di frenare la bulimia della casta politica a lui vicino."
> Illy sarà difficile sporcarlo per quelle ragioni. Sembra davvero un imprenditore onesto (possibile? possibile) e un buon politico. Con idee visionarie, e poco pubblicizzate (cfr. autonomia fiscale FVG. Rivoluzionaria...)
"la legge sulla trasparenza amministrativa, legge dello Stato italiano, in Sicilia non vale e soprattutto sintassi e grammatica in certi casi svolgono la stessa funzione delle leggine ad personam."
> E la Regione in questione è solo la punta dell'iceberg.
Caro Lupo, ci voleva.
Grazie. Una bella ventata di satira politica, di informazione libraria e letteraria, di coscienza civile. Come sempre.
Ottimo aver postato il pezzo, ancorchè sia diventato un libro fin troppo acquistato (il che mi fa sempre dubitare). Non amo gran che Stella, né quelli come lui che ci fanno la morale ma sono sempre stati servi del sistema (lui è giornalista di una testata che è srempre stata serva). Preferisco la coerenza intellettuale dei giornalisti antisistema come Massimo Fini (a proposito, è da poco uscito il suo ultimo libro, "Ragazzo", che a me è piaciuto molto), che tra l'altro indaga molto più a fondo e in maniera corrosiva e non convenzionale i malesseri del sistema globale (italiano e non).
certe vicende farebbero ridere se non fossero vere e realizzate sulla pelle dei cittadini.
Di Stella finora ho apprezzato il romanzo, in casa ho "Avanti popolo" (prestato), che sta leggendo mio marito, ma è probabile che ci facciamo prestare pure questo. Ottima rec.
*
Federico, perché non ci fai un articolo sull'ultimo libro di Fini, così lo conosciamo meglio?
12 - Lo faccio, lo faccio, questo è sicuro che arriva entro ottobre. é un libro sulla vecchiaia che elogia la giovanezza, in parte autobiografico e affatto banale (e riprende alcune tematiche forti dell'autore).
Bene. E aggiungo: Massimo Fini ha avuto strani e involontari portavoce, in altri siti. Rendigli giustizia, tu che lo leggi da anni. Io potrei farlo solo per i libri sulla Storia Romana.
Ho comprato quest'estate La Casta ad una presentazione del libro da parte di Stella a Milano Marittima un po' per curiosità, un po' perchè se ne parlava tanto e in maggior parte perchè ero rimasto colpito dalla dialettica di Stella.
E' un reportage giornalistico più che altro, un reportage di buon giornalismo.
Ho iniziato a leggerlo con tanto buone intenzioni mal'ho abbandonato dopo poche pagine.
Sono dati su dati un lavoro capillare e utile ma dal punto narrativo non è un gran che.
Si obbietterà non è un romanzo ma per me è risultato di difficile lettura.
Lo riprenderò in mano dopo questa recensione e spero di cambiare idea.
Intanto consiglio questo libro:
http://www.stampalternativa.it/libri.php?id=978-88-6222-001-9
E' un po' presto per capire quanta indignazione risveglia, nei cittadini, la pubblicazione di determinate notizie. Stella è un pamphlettista e un giornalista, non un romanziere. A ciascuno il suo mestiere, e a ciascun genere il suo stile e i suoi codici espressivi. Stella non pensa ai grandi padri del romanzo, ma al grande giornalismo d'inchiesta. Sfumatura fondamentale...;)
Sono d'accordo, apprezzo il suo lavoro dal punto di vista giornalistico è un libro necessario che andava scritto.
Spesso ci si indegna degli sprechi dei politici ma pochi sono i dati, Stella ha messo alla luce dati inconfutabili, carta canta.
Il punto di vista stilistico però si può discutere.
Come no. Ma sulla base degli antecedenti nel genere.
Loro e loro soltanto sono i punti di riferimento da vagliare.
Il giornalismo d'inchiesta figlia, altrove, opere come questa:
http://www.lankelot.eu/index.php/2006/10/31/langewiesche-american-ground/
Langewiesche è un ibrido potente.
Domani leggo con calma l'articolo.
14 - Strani e involontari portavoce? chi? qualche compagnuccio immagimno. Comunque questo suo ultimo libro è davvero particolare (poco più di 100 pagine molto dense e che ispirano riflessioni esistenziali di notevole portata, sarà un piacere presentarvelo nei prossimi giorni).
Purtroppo non solo marxisti d'accatto... e come al solito, MF gode di pessima stampa e medio-bassa considerazione da parte di tanti, troppi suoi colleghi. E' abbastanza ingiusto, ma io sono con chi soffre per essere se stesso nella palude degli uguali. Quindi, diamogli una mano - per quanto possibile, e per quel poco che si può.
22 - Pienamente d'accordo. Farò il possibile dargli la visibilità che merita;)
[stella-rizzo] qualche anno
[stella-rizzo] qualche anno dopo, il libro è finalmente planato sulla mia scrivania. Massimo qualche mese e finalmente commento a dovere;).
[la casta] sono a pagina 15 e
[la casta] sono a pagina 15 e vorrei scendere in piazza con un forcone.
[la casta] "la catanese
[la casta] "la catanese Roccafiorita, dove ci sono un sindaco, un vicesindaco, 2 assessori effettivi, 2 assessori non consiglieri, un presidente del consiglio comunale e 11 consiglieri per 254 abitanti". [p. 22].
.................................
[socialisti, poi
[socialisti, poi berlusconiani] "E il conto di 490 milioni presentato a Gianni De Michelis per gli ultimi 29mesi di soggiorno al Plaza, dove il ministro regalava a Natale e a Ferragosto al portiere Luigino Esposito un paio di mance 'da un milione'" (p. 36)
Poche righe dopo si parla di un altro furbo, Angelo Sanza, ex dc poi forzista.
"Vive in uno stupendo casale ristrutturato a cinque minuti a piedi da piazza del Popolo. Una villa dotata, oltre che di un ascensore interno, di una sala fitness, un campo da tennis, una vasca in mosaico tardo pompeiano [... seguono altri dettagli...]. Il tutto di proprietà del demanio. E avuto in comodo d'uso per 19 anni" [p. 36]
Questo Sanza... poi Udc...
http://it.wikipedia.org/wiki/Angelo_Sanza
sembra che "per 36 anni di attività parlamentare ininterrotta, Sanza ha ottenuto una liquidazione di 337.032 euro, con un vitalizio mensile di 9947 euro". Succedeva nel 2008. Praticamente questo tizio adesso prende 20 milioni di lire al mese come pensionato. Pure.
[la casta] l'odio contro il
[la casta] l'odio contro il nano di Arcore, attorno a pagina 50, raggiunge livelli inediti. Contro lui e contro chi lo difende o ci si allea, altro che disprezzo. Disgusto. Disgusto pieno. Totale.
Che dire, lettura a dir poco fondamentale. Ammiro l'equilibrio del tuo articolo. Non so come hai fatto. Grazie.
[berlusconi, aerei di palazzo
[berlusconi, aerei di palazzo chigi] "Come diavolo ha fatto Palazzo Chigi, nell'ultimo anno dell'era berlusconiana, a spendere 179.452 euro al giorno in voli di Stato? Come ha fatto ad accumulare 37 ore di voli al giorno?" [p. 62, "La casta", 2007.]
E' che il sultano fa miracoli, cari Stella e Rizzo. E gli italiani sono un branco di somari.
[la casta] Ho fatto che mi
[la casta] Ho fatto che mi sono incazzato, ma siccome di situazioni incazzose ne vivo tantissime ogni giorno in sede lavorativa (P.A., quindi contesto non avulso da quanto hanno combinato questi personaggi) ho una specie di corazza. mo' ne approfitto per firmare l'articolo.
Comunque sia la capacità di incazzarsi è un bellissimo sintomo, tanto più se pensiamo che oggi è il 17 marzo. Incazzarsi per andare oltre la patina della retorica è il modo migliore per onorare i 150 anni dell'Unità.
[la casta] hai ragione.
[la casta] hai ragione. Onoriamo i 150 anni e il nostro dolore per la vergogna forzista al governo dando la prima pagina a ciò che va detto. Vale a dire quel che hai scritto. Grazie davvero.
A proposito, pagina 65. Craxi e i 65 invitati per il viaggio governativo in Cina, nel 1986. Questo signore oggi ha il suo nome scritto sulle strade. Qualcuno ne rivendica l'eredità. Come niente fosse. Tutto dimenticato. Noi cerchiamo di non dimenticare. Bottino Craxi. Bandito. Morto fuggiasco, all'estero.
[La Casta] Pochi giorni fa è
[La Casta] Pochi giorni fa è stato varato il "decreto rinnovabili" che pone notevoli limitazioni alle nuove società che hanno deciso di investire nel campo dell'energia pulita. Praticamente le annienta, a vantaggio di grandi aziende come l'Enel e della reintroduzione del tema nucleare.
Sapevo che la Prestigiacomo imprenditrice detiene una superficie cospicua di impianti fotovoltaici in Sicilia. E cercando nella rete ho trovato questo articolo molto interessante, a dimostrazione che il nostro governo non si occupa solo di minorenni e festini.
http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/12/22/prestigiacomo-fam...
[casta, prestigiacomo]
[casta, prestigiacomo] preziosa segnalazione, miner. http://www.terranews.it/news/2010/12/stefania-e-i-petrolieri-signora-deg...
E' un governo attivissimo, questo. C'è poco da fare.
[casta, vitalizi, debito
[casta, vitalizi, debito pubblico] c'è speranza di ridurre seriamente il debito pubblico: "Il peso dei vitalizi agli ex deputati grava oggi (bilancio 2005) su Montecitorio per 127 milioni di euro, 35 più delle indennità dei parlamentari in carica. Una cifra immensa, 8 volte più alta dei 19.700.000 euro, in valori attuali, di tre decenni fa, nel 1978" [p. 115]
[casta, chi finanzia il
[casta, chi finanzia il sistema politico] questa mi mancava e forse spiega un sacco di cose sulla eterna mancata risoluzione del conflitto di interessi:
"Silvio Berlusconi, per dire, scorda spesso di essere stato il più grande finanziatore privato del sistema politico italiano, con un metodo originalissimo: gli sconti praticati sugli spot elettorali. Dalla metà degli anni Novanta e fino al 2000, quando la legge sulla par condicio rese di fatto impossibile la réclame politica in televisione, Fininvest ha dato indirettamente ai partiti, attraverso quel meccanismo, contributo per quasi 108 milioni di euro in valuta 2006. Oltre 200 miliardi di lire. La somma più grande, ovviamente, è finita a Forza Italia. [...]. Neppure il Psi di Craxi, che al Cavaliere era così legato da rientrare precipitosamente in Italia nel 1984 per firmare da presidente del Consiglio il decreto legge che bloccò l'oscuramento delle tv berlusconiane, ebbe mai da lamentarsi. Prima della nascita di Forza Italia, era infatti il principale beneficiario degli sconti sugli spot." Circa 24 milioni di euro di oggi. Alla Dc 13 milioni e mezzo, all'ex Pci/Pds 5 milioni e mezzo, msi-an 7.
Stella, "La Casta", 2007, pagine 158,159.
[leghismi. la casta] Questa è
[leghismi. la casta] Questa è veramente fantastica. Ricordate la mitica nomina dell'ingegnere leghista, naturalmente portato a fare il ministro della Giustizia? Immagino di sì. E che ti combina l'ingegnere alla Giustizia?
"Nessun esperto è mai stato tanto esperto quanto l'esperto scelto da Roberto Castelli. Il quale, appena fatto ministro della Giustizia, si guardò intorno, spulciò i curriculum dei dipendenti, monitorò a uno a uno gli specialisti a disposizione e disse: no, qui mi serve un vero specialista di edilizia carceraria. E lo individuò in Giuseppe Magni. Un amico leghista che aveva fatto il sindaco a Calco, vicino a Lecco. Esperienze precedenti? Artigiano metalmeccanico, fili da saldatura. E poi? Grossista alla Seamar, 'commercio di prodotti ittici vivi, freschi, congelati e surgelati'. E poi? 'Deputato' per la Provincia di Lecco (così era scritto nel curriculum irriso dalla Corte dei Conti), al 'Parlamento di Chignolo Po', l'assemblea padana dove i bossiani giocavano ai piccoli statisti negli anni del Dio Po. E poi? Fine. E che ne sapeva lui, di edilizia carceraria? Niente: 'Ho detto al ministro che di carceri non so niente. Mi ha risposto che comunque avrei fatto dieci volte meglio del mio predecessore'."
Contratto rinnovato per 7 - sette - volte. Totale, euro 200mila. Soldi nostri. Risultato, secondo la Corte dei Conti, relazioni insipide "senza nessuna documentazione", "senza allegati". Castelli è stato condannato a risarcire allo Stato 98mila euro, la metà esatta di ciò che allo Stato ha fatto spendere. Se ne parla alle pagine 182 e 183.
[Leghismi] Ah ah ah Castelli.
[Leghismi] Ah ah ah Castelli. Pensa, si presentò candidato alle ultime elezioni comunali di Lecco. Era sicurissimo di vincere. Era la sua città. La lega è fortissima. E invece, nello stupore più generale, prese una bella mazzata.
[leghismi, castelli] Si vede
[leghismi, castelli] Si vede che il partito - nemmeno quando è così radicato sul territorio, e così amato dal popolo - non può tutto. Era dura farsi rappresentare da Castelli per tutta la regione... uno che è stato il Ministro della Giustizia di un governo Berlusconi è marchiato a fuoco. Bravi lecchesi. La dignità è salva.