Steinbeck John

Pian della Tortilla

Autore: 
Steinbeck John

Pian della Tortilla è un quartiere di Monterey dove vivono i paisanos, un “miscuglio di spagnolo, di indio, di messicano e di varie razze caucasiche” (pag. 6), ovverosia gli ultimi discendenti degli indigeni californiani; tra essi si distingue Danny, il cui nonno era considerato ricco perché possedeva due case, in un posto dove il commercialismo americano non aveva attecchito non possedendo gli abitanti nulla che si potesse ipotecare, sfruttare o addirittura rubare.
Danny, alla morte del nonno, eredita le proprietà e da quel momento inizia la leggenda della sua casa.
L’incipit del romanzo, del resto, è chiaro: “questa è la storia di Danny, degli amici di Danny e della casa di Danny. È la storia di come queste tre cose diventarono una” (pag. 5) e poi aggiunge per presentare, fin dall’inizio, cosa aspettarsi dalla lettura: “quando uno parla della casa di Danny, parla di uomini che, costituiti in unità, largirono filantropia, e conobbero dolcezza, gioia e, infine, mistico dolore. Poiché la casa di Danny fu simile alla Tavola Rotonda, e gli amici di Danny non furono dissimili dai Cavalieri di quella” (pag. 5). Ed è a questa presentazione che si torna, una volta terminate le pagine del romanzo, per scoprire che Steinbeck aveva scritto tutto in queste stringate frasi pur senza null’altro rivelare.
È la casa, infatti, ad essere il simbolo che attira ed unisce la nutrita schiera di personaggi che ruotano attorno a Danny. La casa, adornata di rose castigliane, è un potente talismano, così voluto e costruito con acume da Steinbeck che, con semplicità, la plasma a suo piacimento. E da essa che si dipartono le vicende di quelle singolari figure che diverranno gli amici di Danny, a partire da Pilòn che offre 15 dollari d’affitto per abitare una delle due case ereditate. Pilòn però non possiede quei 15 dollari e troverà il modo di subaffittarla allo stesso prezzo per poter saldare il debito mensile. Il destino però vuole che neanche il coinquilino abbia i soldi necessari e così la casa si riempirà di gente raccattata nei modi più strampalati per tentare di acquisire l’obolo necessario all’affitto mensile (Pablo, Gesù Maria, il Pirata, Joe il Grande). Danny, tuttavia, non chiede nulla, risolvendo la vicenda con fiumi di vino e la compagnia di belle donne su cui versare quei pochi soldi racimolati qua e là.
È un romanzo che assume toni surreali via via che si uniscono le vicende di quei paisanos che si legano l’uno all’altro condividendo fortune e miserie, accontentandosi del poco che riescono a trovare e, soprattutto, intervenendo nei momenti di bisogno della collettività.
Tra le tante storie che si susseguono ad ogni capitolo come leggere parabole dell’esistenza, non sfugge quella di Teresina Cortez che ha nove figli da altrettanti sconosciutissimi padri e che li sfama con le rosee fave che reperisce dopo il raccolto. Le fave diventano il cibo più nutriente del mondo, anche secondo il parere degli ispettori scolastici che visitano quella poverissima famiglia trovando in perfetta salute i bambini. Un anno però il raccolto va male e, per non rischiare di far morire di fame quelle giovani bocche, gli amici di Danny riescono a procurar loro tonnellate di ogni genere di cibarie. Eppure quei bambini si ammalano, riempiendosi di pustole, finché non si comprende che sono le fave ad aver il potere magico di guarirli. Così una notte il gruppo deruba una fabbrica alimentare di Monterey. Teresina avrà di che sfamare i suoi bambini, almeno fino al prossimo raccolto, quando nascerà l’ennesimo figlio, il cui padre dovrebbe essere uno degli amici di Danny, anche se non è affatto chiaro quale di loro sia in realtà.
Ed è in una frenesia degli avvenimenti, slegati l’uno all’altro, che l’autore riveste di leggerezza le avventure degli amici di Danny, riuscendo a creare una godibile mistura di tratti picareschi e buoni sentimenti che si sfogliano con piacere.
È l’amicizia il tema forte che emerge in questo scanzonato girovagare nelle terre di Pian della Tortilla e su cui evidentemente Steinbeck ha puntato tutto, rievocando le antiche gesta del cavalierato trasposte in epoche moderne, in una landa povera ma felice che racchiude un mondo fiabesco e realistico allo stesso tempo.
Tutte le avventure narrate si snodano, capitolo dopo capitolo, con toni quasi umoristici su cui calare, di tanto in tanto, un’ombra di serietà pur senza prendersi o prenderli troppo sul serio. Steinbeck dimostra indubbiamente un moto di simpatia per quella massa di bricconcelli dediti a piccoli furti finalizzati a procurarsi galloni di vino da bere in compagnia, ed a cui sfugge la seria volontà di trovarsi un lavoro.
La loro isola felice non dimentica però la realtà sociale del tempo e, proprio quando il gruppo sembra più forte e solidale, Danny sente dentro di sé crescere il peso della responsabilità per la sua proprietà e per i suoi amici. Ed è in quel momento che sembra uscire fuori di senno, finendo per travolgere se stesso in un’orgia di vino e quel potente talismano che è la sua casa. Dopo di lui niente sarà come prima e gli amici potranno ricordarlo, ognuno per la propria strada, come una figura che diverrà sempre più mitica nei loro ricordi. Danny è diventato una divinità e “più gli anni passeranno, e più le sue gesta verranno esagerate. Da qui a vent’anni si affermerà che le nuvole resero fuoco e tracciarono per il cielo in lettere di fuoco il suo nome: DANNY; e che la luna sgrondò sangue; che il lupo del mondo abbaiò profezie dalle montagne della Via Lattea” (pag.201).

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE

John Steinbeck (Salinas, California, 27 febbraio 1902 – New York, 20 dicembre 1968), narratore e saggista americano, premio Nobel 1962.

John Steinbeck, “Pian della Tortilla”, Bompiani, Milano, 1977. Traduzione dall’inglese di Elio Vittorini.
Edizione originale: "Tortilla Flat", 1935.

Movida, 21 agosto 2009.

IN LANKELOT:
Steinbeck John - Al Dio sconosciuto - franchi
Steinbeck John - Appunti sparsi e ribaldi su cani e libri - franchi
Steinbeck John - Furore - baol70
Steinbeck John - Furore - leibniz
Steinbeck John - I Pascoli del Cielo - franchi
Steinbeck John - La battaglia - franchi
Steinbeck John - La luna è tramontata - franchi
Steinbeck John - Le gesta di Re Artù e dei suoi nobili cavalieri (con annotazioni sul Ciclo Bretone) - franchi
Steinbeck John - Pian della Tortilla - Movida
Steinbeck John - Vicolo Cannery - franchi

ISBN/EAN: 
9788845245916

Commenti

molto gradevole e per nulla appesantito né dall'ebbrezza dei cavalieri erranti per Pian della Tortilla né dalla critica di fondo..
ora continuerò a leggervi su Steinbeck.

Tra l'altro ricordo un film niente male tratto da romanzo, con Spencer Tracy. Vado a ricontrollare la cosa...(cavolo pure tu macini libri a go go)

2. è vero!!! (sono in vacanza comunque, questo l'ho letto in due ore di sole in spiaggia)

4. 'mazza macini (si pure io a dirla tutta sto leggendo parecchio, ma poi rimango assorbito da altre incombenze pese e le recensioni latitano; o quanto meno per ora butto giù poche righe, non tanto da essere presente come vorrei). Però a settembre sono convinto ci vedremo su questi schermi anche con qualcosa di mio.

www.lankelot.eu/SMF/index.php?topic=2946.0 Speciale STEINBECK! Aggiornamento in progress.

"È l?amicizia il tema forte che emerge in questo scanzonato girovagare nelle terre di Pian della Tortilla e su cui evidentemente Steinbeck ha puntato tutto, rievocando le antiche gesta del cavalierato trasposte in epoche moderne, in una landa povera ma felice che racchiude un mondo fiabesco e realistico allo stesso tempo."

> E' sempre stato in fissa con il ciclo bretone, eh? :)

(grazie per la scheda, Movi. Sarà utilissima;) )

l'ho letto moltissimi anni fa, non me lo ricordavo più sinceramente, solo una memoria vaga, positiva su questi personaggi poveri, ma solidali tra loro.
La vicenda dell'affitto mi ha fatto veramente sorridere......
Direi ottima presentazione.

[Steinbeck] Impaginazione,

[Steinbeck] Impaginazione, carattere e doppia copertina.