Immaginate un antico palazzo ed uno studio con mobili antichi ed una finestra dietro lo scrittoio che illumina di fioca luce il tavolo. Immaginatelo di notte con una luce lunare che penetra dai vetri, e forse sentirete in quale contesto è nata quest'opera. Pensate ad una musica che risuona e che questa musica sia un notturno di Chopin, vedrete ancora meglio.
Questo libro di Mario Specchio è composto da sei racconti, tutti dichiaratamente biografici, ma in cui la vita dell'autore riesce a diventare vita di tutti . Il titolo è quello del primo racconto "Morte di un medico" che ricorda molto gli autori russi e in particolare "La morte di Ivan Il'Ic" di Tolstoj. Nell'intenzione dell'autore il titolo avrebbe dovuto essere piuttosto "La fontana e la conchiglia", racconto in cui Mario Specchio tratteggia la sua città natale, Siena, dalla particolare piazza a "Conchiglia". C'è tutto in questi sei brevi racconti: l'infanzia, la gioventù, l'amore, gli amici, la madre, la malattia, il dolore, il senso della lontananza dalla città natale. Tutto narrato in modo profondo e coinvolgente, con tono solenne, ma insieme armonioso e musicale. Uno stile del tutto particolare quello di Specchio, romantico e classico ad un tempo. Sono affrontati, in particolare, i temi della gioventù e della morte. La gioventù è un avamposto privilegiato dal quale contemplare la morte, intesa come mistero che accompagna la vita e che le dà un senso donandole una prospettiva di eternità. E' presente in questi racconti l'influsso di due autori cari a Specchio, illustre germanista e docente di letteratura tedesca: Thomas Mann, in particolare quello del “Tonjo Kroger”, e Rainer Maria Rilke nella costante riflessione sul senso della morte. Morte e vita si tengono per mano e le carte dell'esistenza sono continuamente rimescolate. L'influenza degli autori russi si può ravvisare, invece, nella percezione continua dell'estrema fragilità dell'equilibrio della serenità nell'esistenza dell'uomo. E' costante la presenza di forze esterne ed oscure che possono insidiare la vita ed il suo equilibrio. A questo proposito la narrazione di Specchio ricorda quella di Dostojevski e di Cechov, autori importanti nella sua formazione culturale e letteraria. Una vita che si fa letteratura, la letteratura che è vita stessa. Quasi un piccolo miracolo, che succede raramente, e solo nei grandi autori. Qui si può dire che una vita particolare riesce a divenire vita di tutti, una madre, la madre in senso universale, la malattia e la morte di un amico, malattia e morte in cui ciascuno può immedesimarsi. Fra vita e letteratura non c'è più confine, distinzione. Come nella vita dell'autore. E in questa prosa si sente anche il fluire della poesia.
Ho letto questo libricino in una giornata d'estate in montagna, e me ne sono innamorata. I racconti più significativi, secondo me: "Lorenzo" e "Morte di un medico", per il loro respiro ampio, e le immagini calzanti e coinvolgenti. C'è un sentimento del tempo particolare, analizzato dal punto di vista della follia e della giovinezza. Lorenzo, protagonista del racconto dall'omonimo titolo, si ammala di Alzheimer ed entra in una dimensione non più condizionata dalla dimensione quotidiana delle cose. Così la sua morte è un uscire dalla scena della vita per confondersi con la dimensione dell'eterno, in cui la caducità del quotidiano non tocca più. Il tempo diventa un palcoscenico in cui tutto sembra già compiuto. La dimensione del tempo è insieme totale, eterna, e soggetta alla frantumazione continua propria dell'esistenza umana.
Vita e morte si rincorrono, in una riflessione però positiva, rivolta alla ricerca e alla contemplazione dell'eterno come senso fondante della vita.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Mario Specchio, Siena 1946. Scrittore, poeta, saggista e traduttore italiano. Laureato in Lettere presso l'Università di Firenze, insegna Letteratura tedesca all'Università di Siena. Ha avuto importanti esperienze di insegnamento all'estero, in Germania a Colonia e Dortmund ,e successivamente negli U.S.A. ad Hanover dove ha tenuto la cattedra di Letteratura italiana. Fa parte della Redazione della rivista “Polimnia”. Numerose le sue traduzioni da Goethe, Hesse, Celan e Rilke.
Mario Specchio, "MORTE DI UN MEDICO" , Sellerio, Palermo, 2004
Approfondimento in rete:
http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/archivio_libri.cfm
http://www.unisi.it/ricerca/dip/dip_fcl/Docenti/specchio.html
http://www.festivaletteratura.it/2005/schedaautore2005.php?autid=1078
http://it.wikiquote.org/wiki/Mario_Specchio
Sandra Evangelisti 05/06/2010
Commenti
[morte di un medico] nuovo
[morte di un medico] nuovo articolo di Sandra Evangelisti! Buona lettura.
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[sellerio] libri Sellerio in Lankelot: http://www.lankelot.eu/sellerio
[specchio] grazie per averci
[specchio] grazie per averci presentato questo autore, Sandra. Sin qua, purtroppo, non ne avevo mai sentito parlare. Annoto tra i miei desiderata, in futuro vedrò di studiarlo e interiorizzarlo a dovere. I nomi che spendi per spiegare il suo dna artistico sono famigliari e decisamente alti. Parto quindi con enormi aspettative...
(specchio) grazie a voi per
(specchio) grazie a voi per l'ospitalità. Non resterai deluso. Mario Specchio non ha pubblicato molte opere , ma quello che ha pubblicato è prezioso. E' più famoso come traduttore delle opere di Rilke , Goethe ,Hesse e Celan e come critico e studioso dell'opera di Mario Luzi, di cui era anche amico. Buona lettura. E a risentirci