Quarantacinque brevi capitoli per 45 incontri con personaggi del nostro tempo.
Non propriamente profili e nemmeno ritratti, come tiene a precisare l’autore; piuttosto schizzi di personaggi grandi e meno grandi, colti da uno Spadolini in veste di Presidente del Consiglio, poi di Ministro degli esteri ed infine di Presidente del Senato.
Spadolini, innanzitutto uomo di cultura prima che politico, oramai relegato nel dimenticatoio in quest’Italia ammorbata da sopravvissuti e mezze figure, ci racconta i suoi incontri con i personaggi dominanti la scena mondiale senza mai smentire il proprio dna di storico appassionato.
Pagine di memorialistica dove il nostro autore è capace di parlare di Mazzini e Garibaldi pure nei capitoli dedicati ai suoi viaggi in Venezuela e in Marocco (!): è la passione sfrenata dello storico risorgimentale.
Non bisogna però pensare che “A tu per tu” rappresenti soltanto uno di sfoggio narcisistico da parte di un uomo d’immensa cultura; sono piuttosto impressioni dirette di viaggio, appuntate dopo ognuno degli incontri con e così rese genuine, senza ripensamenti e retorica.
Come ci dice l’autore: “personaggi colti nelle loro piccole e grandi manie, nelle loro linee di tendenza, in atteggiamenti e in posizioni caratterizzanti non tanto e non soltanto la vita politica ma anche la vita morale e civile”.
I capitoli provengono dai “Bloc-notes”, i tre volumi editi dalla Tea dalla metà degli anni ’80 agli inizi degli anni ‘90. E proprio a quel periodo (la caduta del sistema sovietico, il terrorismo mediorentale e l’Achille Lauro…..) che perlopiù si riferiscono gli incontri di Spadolini.
L’Europa è la grande protagonista del libro, soprattutto la sua parte orientale, nuova alla democrazia: nel colloquio con Gorbaciov a Roma di fine novembre del 1989 è registrata la posizione filoeuropea del capo sovietico, quasi la rivendicazione di una Russia tendenzialmente europea. Ma non solo: Walesa, Jaruszelsky, il cardinale Glemp, gli interpreti del nuovo corso di Budapest, il prof. Sacharov e la vedova di Bucharin…..
Una citazione di Paul Valery, che diventa in qualche modo un filo conduttore: “L’Europa diverrà il promontorio del continente asiatico, com’è nella realtà geografica, o tornerà ad essere quello che è nella realtà spirituale, la parte preziosa dell’universo, la perla della sfera, la mente di un vasto corpo?”:
Un’Europa protagonista anche nelle tante tappe extrauropee di Spadolini.
Colpisce l’incontro con Indira Gandhi a New Delhi pochi giorni prima del suo assassinio: il colloquio fu incentrato sui fermenti di estremismo che agitavano il suo paese (nel giardino di casa intravide fra gli uomini della scorta il sikh futuro assassino).
Sono passati quasi vent’anni da certi incontri: il lettore del 2009 potrebbe azzardare e definire Spadolini uno statista lungimirante.
La sua preoccupazione per l’evolversi del fenomeno terrorista si rileva in diversi capitoli; non manca ovviamente un accenno polemico al Craxi che definiva Arafat novello Mazzini.
Alcuni dei personaggi incontrati o “rievocati” nei 45 capitoli: Pierre Milza lo storico dei fascismi, Il maresciallo Tito in biblioteca, Raimond Aron, Re Hassan, Franz Joseph Strauss, John Work Garret l’ambasciatore degli Stati Uniti nella Roma fascista, Mubarak, un incontro con Fidel Castro, Le Pen, Walesa a Danzica, Perez, Cuomo, Re Fahd, Ratzinger, Mitterand, il maresciallo Pilsudski, Ceausescu il “Satana di Romania”, Walesa “capo di stato”, il maresciallo Mannerheim e la sua leggenda, Terracini e gli ebrei sovietici, Koivisto il presidente del modello Finlandia, Green e Paolo VI, Helmut Schmidt il grande superstite dell’Europa dei missili……..
Spadolini - questo è anche un avvertimento per il lettore più sensibile a certe tematiche - non poche volte nel suo libro lancia frecciate al pacifismo monocolore, molto attivo negli anni ’80: l’uomo non era certo una “colomba”, alieno da ogni forma di “terzomondismo” ha sempre guardato ad occidente “senza se e senza ma”. Un approccio molto diverso da quello di un Andreotti o di un La Pira, tanto per intenderci.
“A tu per tu” con i personaggi del suo tempo (perlopiù 1985-1990), ma “senza villanie e senza troppe confidenze”: l’autore, fiorentino verace, diffida della natura umana, ha un approccio nelle intenzioni “guardingo”, accompagnato da uno sfoggio di cultura storica e letteraria che in parte potrebbe appesantire la lettura dei brevi ritratti.
Capitoli che possono essere letti d’un fiato, a patto ovviamente d'avere una minima idea degli argomenti trattati: tutto è dato per scontato e risaputo.
Il sottoscritto, per motivi anagrafici, ricorda molto bene certe vicende che ora sono storia (forse già dimenticata) ma che fino all’altro ieri erano cronaca, talora cronaca tragica: la lettura è risultata particolarmente scorrevole, anche grazie allo stile moderno, scarno e poco involuto di Spadolini.
Qualcuno lo rimpiangerà non solo come politico di rango ma anche come storico e scrittore.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Giovanni Spadolini - A tu per tu. Incontri con personaggi del nostro tempo, 1991– pag. 344 - TEA- Collana Teadue
Riferimenti web:Giovanni Spadolini/Biografia
Recensione originariamente pubblicata su ciao.it nel 2003
Commenti
Come promesso pian piano recupero alcune recensioni pubblicate altrove.
Gli anni passano e di conseguenza alcune pubblicazioni sono ormai fuori commercio, come appunto questo libro di Spadolini.
Comunque un giusto ricordo e consiglio di lettura (esistono sempre i remainders e il mercato dell'usato).
intanto, amice, aggiungo il codice EAN - nonostante il libro sia fuori commercio - e i tag "letteratura" e "letteratura italiana", per facilitare la consultazione;)
"Quarantacinque brevi capitoli per 45 incontri con personaggi del nostro tempo.
Non propriamente profili e nemmeno ritratti, come tiene a precisare l?autore; piuttosto schizzi di personaggi grandi e meno grandi, colti da uno Spadolini in veste di Presidente del Consiglio, poi di Ministro degli esteri ed infine di Presidente del Senato."
> Gran bel documento, e negli anni sto scoprendo di amare il genere letterario dell'intervista o dello schizzo biografico. Tutto era partito da Schwob, che voleva fare letteratura e mi aveva entusiasmato, e da un macigno pubblicato da Elkann, che voleva fare il suo mestiere di giornalista. Negli anni ho pizzicato cosette notevoli di qua e di là... e ora so quanto servono queste pubblicazioni.
"Pagine di memorialistica dove il nostro autore è capace di parlare di Mazzini e Garibaldi pure nei capitoli dedicati ai suoi viaggi in Venezuela e in Marocco (!): è la passione sfrenata dello storico risorgimentale."
> Pensa Calderoli di cosa parlerebbe, in Marocco... e quali oscure reminiscenze avrebbe.
"l?uomo non era certo una ?colomba?, alieno da ogni forma di ?terzomondismo? ha sempre guardato ad occidente ?senza se e senza ma?. Un approccio molto diverso da quello di un Andreotti o di un La Pira, tanto per intenderci."
> La Pira. Leggendone in Piovene ("Viaggio in Italia") ho sviluppato subito un culto per questo sindaco capace di autentica condotta francescana, di vera solidarietà e generosità. Perché è un esempio così dimenticato e rimosso?
« È morto al momento giusto, perché non era trasferibile in questa Seconda Repubblica. »
(Indro Montanelli)
http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Spadolini
applausi per Lupo.
La Pira è stato veramente personaggio particolarissimo (conciliava una condotta spartana con il suo essere di profossore universitario severissimo). Anni fa ebbi a che fare con alcuni suoi collaboratori e mi sono reso conto più che mai del "carisma" dell'uomo. Anzi del suo anti-carisma: non trovo altro termine per chi aveva una concezione così francescana della vita e disinteressata ai piaceri del "mondo". E' stato messo nel mazzo dei cattocomunisti, forse per la sua vicinanza ai cosidetti "professorini" come Dossetti, ma in realtà la sua attenzione verso gli "eretici" era solo quella del missionario; non altro. Su di lui si sono sviluppate idee e leggende che non corrispondono alla realtà. Figura interessante anche dal lato più propriamente politico: dimostrazione che la D.C. era un partito dove si trovava di tutto e di più. Lima e La Pira. Roba che sembra fantascienza, ed invece sono stati 40 anni di Italia. (!!!!!)
Mi domandavo: ma qualcuno ne ha scritto la biografia?
Se sì, è equilibrata?
Una tenace idolatria mi spinge a indagare la questione...
... lui va restituito alla popolarità e alla leggenda che merita, stando a quel che mi dici, spurgando dalle balle postume. Piovene, di norma, è molto attento a non mentire, e mi parla di un sindaco che donava stipendio universitario ai poveri, e dichiarava che il bilancio in pari non era abbastanza per un comune...
... siciliano laureato a Firenze, e come un vecchio podestà sindaco forestiero d'una città che lo aveva imparato ad amare. Vero?
tra l'altro in questo periodo, per quella tesi in storia del giornalismo, ho a che fare proprio con Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Spadolini e Nuova Antologia (e allievo prediletto di spadone). Corsi e ricorsi.
vedi, vedi...:)
dovrai farmi leggere quella tesi, appena sarà pronta.
"d?una città che lo aveva imparato ad amare. Vero? "
I fiorentini sono sempre molto diffidenti e poco propensi a dimostrazioni d'affetto; ma credo che la sua figura, sopratutto dopo quanto capitato negli anni '80, ovvero il sacco dell'Italia, sia stata ancor più rivalutata anche da parte dei miei difficilissimi concittadini.
Intendiamoci: quanto a pragmatismo, attenzioni ai bilanci etc etc,effettivamente era carente e non poco; però alla politica ed anche a Firenze, città d'arte e di bellezza, serviva un esempio di tale condotta morale.
Lupo, facciamo qualcosa perché tutti possano saperlo, possano leggerne, possano prendere esempio. Possibile che non ci siano libri su di lui? Mi sto convincendo sia una figura da santino. Laico.
"Mi domandavo: ma qualcuno ne ha scritto la biografia?
Se sì, è equilibrata?"
Dando una scorsa agli autori di opere su di lui temo che si possa capitare con un qualcosa di confessionale o fin troppo agiografico.
Mi capita spesso di spulciare anche tra vecchie edizioni: se trovo qualcosa di papabile e (tendenzialmente) obiettivo ti avviso. Alla prossima.
grande.
grazie Lupo. Ennesimo ricco e notevole contributo. Totalmente in linea col dna di Lanke. Noto che gli scritti di Spado sono tutti reperibili, a parte questo, e che sono in corso ristampe. Chissà che gli amici storici non vogliano contribuire allo studio della sua intelligenza, da queste parti...
"Spadolini, innanzitutto uomo di cultura prima che politico, oramai relegato nel dimenticatoio in quest?Italia ammorbata da sopravvissuti e mezze figure, ci racconta i suoi incontri con i personaggi dominanti la scena mondiale senza mai smentire il proprio dna di storico appassionato".
Dimenticato a giusta ragione, direi. Come non sopporto gli elogi postumi (e ci tengo a specificare postumi, perchè durante erano odiati da tutti) ai cari estinti della prima repubblica che hanno avuto ruoli di potere, come appunto Spadolini. Un servo del sistema come pochi, nemmeno un politico di particolare intelligenza. Uno che predicava bene e razzolava male.
A volte le critiche sono i migliori elogi.
Dipende chi le fa.
17 - Si, concordo, in linea generale. Però, dai, insomma, non resterà nella memoria. Non era un genio. Ero un (forse) onesto servo del Sistema. Certo, Ugo La Malfa era peggio di lui, e anche Giorgio, per restare al P.R.I.
Ugo La Malfa peggio di lui? Mah.
Io non riesco a fare classifiche di peggio e di meglio.
So solo che certi politici del passato sembrano giganti rispetto gli attuali, già portaborse dei loro portaborse.
Non sono mai stato un militante (per discutere di politica col prossimo è un vantaggio o uno svantaggio?) ma conosco la storia dei partiti (e della partitocrazia): La Malfa padre, che pure fu fortemente contestato al tempo del compromesso storico da tutte le destre (e anche dal suo amico Montanelli) non vedo cosa abbia da spartire con la mediocrità attuale della seconda repubblica riciclata e con le giravolte rabbiose del suo indegno figlio.
Certo, è sempre questione di sensibilità e di posizioni politiche (ovvio che un antifascista storico e intransigente possa dispiacere).
Ma per quello che mi riguarda, al di là delle opinioni personali, ad avercene di La Malfa (padre).
Oggi uomini di quella tempra sono tutti estinti, e mi dispiace assai.
Vabbè se si parla in termini di sistema tutti, e dico tutti, i politici non facenti parte di partiti antisistema come il MSI o l'estrema sinistra extraparlamentare (anche se da destra si è sempre detto fossero funzionali al "sistema" e utili idioti) sarebbero da dimenticare o mettere al macero.
Fermo restanto che non sono e non sono mai stato un "antisistema", ma semmai un critico delle sue degenerazioni e interpretazioni truffaldine, io preferisco distinguere responsabilità, persona e persona: 40 anni sono tanti, come tanti sono stati i protagonisti della nostra politica.
19 - Come immaginerai, La Malfa padre (ma anche figlio) è lontanissimo dal potermi piacere. Io sinceramente non rimpiango certi personaggi, pur non amando gli attuali. In più La Malfa è uno dei simboli della politica consociativa. Ci mancherebbe, in buona compagnia con altri.
20 - Va be' ma il Sistema non era e non è una cosa astratta, né un simulacro che un italiano, in quanto democratico, deve sopportare per forza. Il sistema era (ed è) consociazione, prima di tutto, interessi particolari. Oggi, comunque, la politica dell'Italia repubblicana è più limpida agli occhi del cittadino rispetto ad allora, per quanto sempre pessima nelle sue risoluzioni e nei suoi approdi.
Ottimo scritto Lupo, condivido i tuoi giudizi su questo grande politico-intellettuale, una delle teste più fini che la politica italiana abbia avuto.
Su La Pira vi segnalo e vi consiglio: Listri, "Ecco La Pira. Chi fu, cosa fece, quanto ne resta", Le Lettere 2004, forse il testo più neutrale sull'uomo. Bellissime inoltre, e toccanti anche per un non credente, le sue lettere a Pio XII pubblicate da Mondadori pochi anni fa.
avevo addocchiato anche io il testo di Listri. Volevo però verificare di persona: l'autore, peraltro ben noto a Firenze e molto presente nelle tv private, ha sicuramente una cultura di cattolico "democratico" e d'istinto avevo qualche dubbio sulla sua imparzialità. Ma dato che mi fido del giudizio di Drago, lo metto in lista.
OT. Questo è stato l'articolo 3.150 della storia di Lankelot.
Champagne.
Fine OT.
23, 24. Grazie PK. Allora aspettiamo la recensione di Lupo, a questo punto. Ottimo contributo.
13. http://www.lapira.org/index2.php?file=onenews&form_id_notizia=63
(ecco, era un mezzo santo. Allora avevo capito bene...)
[Spadolini] Impaginazione e
[Spadolini] Impaginazione e tags.