Sozi Sergio

Orgia. Ovvero: quali differenze tra me, la politica attuale, gli italiani attuali, il PDL, l'IdV e il PD?

Autore: 
Sozi Sergio

Orgia – ovvero: quali differenze tra me, la politica attuale, gli italiani attuali, il PDL, l'IdV e il PD?

Fine maggio 2009. Le Elezioni Europee e Amministrative sono imminenti. Io sono uno che se ne frega abbastanza di politica e di realtà, certo, perché faccio lo scrittorucolo, il padre di famiglia e l'insegnante d'italiano all'estero; tuttavia ho anche gli occhi per vedere, un cervello per pensare e soprattutto una sensibilità per sentire quel che mi accade intorno. L'Italia, voglio dire, la so a memoria e dove la memoria manchi la vedo in multiformi maniere – telefono e altre stramberie elettroniche moderne, si sa.

Va be': ed ora vuoterò il sacco, ché sono arrabbiato sul serio coi miei connazionali. Tutti eccetto mosche bianche – in senso stretto: pochissimi matti come me. Dunque.

Il difetto maggiore di questo confronto elettorale è, nel 2009, lo stesso di sempre: l'Italia, che in realtà è uguale ed omogenea in pregi e difetti, per motivi opportunistici si divide repentinamente in mille fazioni (NON sono due, sono ancora oggi MILLE): ogni fazione dice che l'Italia è come pensa lei mentre la fazione nemica non capisce niente del Paese, è matta, antistorica, incapace di capire la realtà e controproducente: implicitamente ogni partito e singolo caporione dicono: ''Noi siamo italiani, gli altri sono...'' già, cosa sono gli altri, non secondo la lettura di ogni fazione e relativo capetto ma nella realtà delle cose, nella realtà vera? Mi permetto di dire che lo so: gli altri sono uguali a quello che loro stessi sarebbero secondo gli altri stessi! Questa è la sacrosanta verità! E via discorrendo, diffusamente, con intrecciati ma anche simmetrici giochi a rimpiattino. La specularità degli schieramenti politici è magnificamente precisa! Ognuno dice che il proprio avversario politico è qualcosa di sbagliato e di idiota, di falso e di disonesto, ipocrita, demoniaco (addirittura! ebbene sí, si arriva a tanto), cosí finisce che a vedere il gioco dall'alto, ad ascoltare i cori dalle nuvole (come faccio io che sto a Lubiana) ogni italiano è un maledetto disonesto, privo di ideali e materialista, consumista, mafioso, stupido, opportunista, eccetera eccetera. Insomma il giochino politico italiano ha un solo vero nome, secondo me: gioco a delegittimare l'avversario, a fare il bello, a fare il giusto fra i cattivi.

Questo avviene per via di un'idea del tutto errata e medievale (in senso negativo, va precisato, ché il Medio Evo è stato anche un gran periodo, sappiamo) della moralità e anche per l'assenza del concetto di pari cittadinanza e di stima del prossimo ''fino a prova contraria'' – come Diritto moderno insegnerebbe (è l'abbiccí: ogni cittadino è onesto fino a prova contraria, Santo Cielo!). Inoltre questo è un giochino da (e per) deficienti che non degnano di uno sguardo oggettivo la Costituzione: infatti ognuno, quando non può evitare di entrarne a contatto, la vede relativisticamente, la nostra Costituzione, la tira per la giacca. Scandaloso. Triviale. Volgare. Intollerabile.

In poche parole, ogni consultazione elettorale è per la nostra Nazione una colossale figura di merda davanti all'Europa intera, senza che nessun italiano se ne renda conto, lo capisca e cambi atteggiamento almeno per un minimo, per un residuo di dignità umana, se non di pudore, o addirittura (bum!) di amor patrio.

Ma mi spiegherò meglio. L'Italia è l'unica Nazione europea che ancora stia a rompere le palle con le questioni risorgimentali, e chi urla: ''Ci hanno uniti dall'alto senza che lo volessimo!'' e chi ''La colpa è del Sud che è arretrato'', chi ''No: è il Nord ad essere egoista!''. Ecco. L'Italia è il solo Paese europeo che ancora stia a rinfacciare alla propria Storia politica unitaria di essere la cagione dei mali attuali: come se i centocinquanta anni quasi che ci dividono dal 1861 non siano ancora serviti ad un cazzo per sentirci tutti connazionali e stimabili, diversi sí, ma soprattutto italiani, dunque aprioristicamente stimabili – quali siamo in realtà, penso io: e questo mi divide da voi, non da tutti ma certo da molti di voi lettori, da voi che quasi certamente sarete fra coloro che gridano: è colpa di Tizio o è colpa di Sempronio.

E continuerò nell'analisi.

I nostri pregi e difetti sono in larga parte quelli di Berlusconi. Inutile fingere – non ne ho bisogno ché io scrivo Letteratura, non sono un politologo: lo sanno tutti che scrivo col cuore come se questo fosse un racconto dei miei – occorre invece confrontarsi con lo specchio della coscienza e dello spirito tutti insieme: quelli di Forza Italia e gli altri di AN, i Leghisti, quelli del PD, i Comunisti e i Radicali, i Dipietristi, eccetera: tutti insieme da italiani, tutti, porco mondo, davanti ad uno specchio impietoso e al contempo condiviso... condiviso per umiltà cristiana o pagana (insieme sono la mia) o laica o anche nichilista e decadente: anche il nulla ha una sua moralità, mi insegna mio padre. Sí: tutti davanti a uno specchio, come se fossimo un villaggetto gallico, perché dovremo acquisire prima o poi la capacità di capire che un italiano qualsiasi non deve permettersi di sentirsi il migliore davanti agli altri connazionali, ma piuttosto deve cercar di capire con loro (questo sto facendo, amici) quali siano i problemi della Nazione e cosa siamo in senso profondo tutti noi italiani. Noi abbiamo bisogno di uno specchio collettivo, di tradizioni da riscoprire e rinnovare con intelligenza e patriottismo, non di questa modernità spersonalizzante, di questa frenesia da malati terminali che ci fa odiare il sinistrorso o il destrorso, ma soprattutto il vicino di casa e la moglie, i figli, la fidanzata o la compagna, perfino la donna o l'uomo occasionali. Che razza di roba stiamo facendo, italiani? Che cosa siamo diventati? Forse dei personaggi di un giallo o di un noir, di un thriller, di un romanzo d'appendice fuori tempo massimo, una telenovela granguignolesca e triste, depressa? Forse avrà ragione Genna? No. Non ha ragione. Noi siamo un popolo bello e piccolo (non dico ''grande'' perché la grandezza mi fa schifo, amo la piccolezza e l'intimità dell'intelligenza e dell'affetto) che non vuole ammettere di essere piccolo e valido, affettuoso e artistico, per crisi esistenziale collettiva, burinaggine ed esterofilia, ed anche per vecchiaia, sí. Ma la vecchiaia può essere ben sfruttata se la si fa maturare in saggezza. I nostri antenati Romani lo sapevano fare e l'hanno fatto per mille anni. Adesso tocca a noi. Altro che partiti politici ed individui: Nazione, perdio! Nazione aperta alle altre, mazziniana e solidale, colta ed artistica! Usciamo dall'incubo della modernità – o dalla postmodernità, come sostine qualcuno non troppo a mentula canis.

E adesso, detto questo, per favore, lettori, picchiate duro su quanto detto. Sto qui e vi aspetto a fronte alta, tosto, eretto. E con amore.

Sergio Sozi (in Lubiana, 25 maggio 2009)

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Commenti

neo Sergio!
buona lettura

"Noi abbiamo bisogno di uno specchio collettivo, di tradizioni da riscoprire e rinnovare con intelligenza e patriottismo, non di questa modernità spersonalizzante, di questa frenesia da malati terminali"

> Sottoscrivo.

Il pezzo di Sozi mi sembra un sacrosanto grido di disperazione venato di un preoccupante qualunquismo. Parla di un mazziniano senso della Nazione: perdinci! Ma come si può parlare di nazione con una maggioranza che sbandiera ogni giorno il vessillo del razzismo e dello scontro fisico? Non si può venire a patti con una compagine governativa che decreta un Lodo Alfano, che non legifera sui diritti dei cittadini, che rimanda a casa extracomunitari e che ha un presidente del Consiglio che ha un'idea dello Stato come se fosse uno studio televisivo.
No, mi dispiace: se negli altri paesi europei il rapporto tra maggioranza ed opposizione è prassi consuetudinaria, nel nostro non può avvenire allo stesso modo perché ancora non siamo un paese normale.
E' chiaro che rifiutare un democratico confronto non vuol dire imbracciare le armi, vuol dire un'opposizione forte, decisa e coi controcojoni (come si dice ad Abbiategrasso). Parlare di dibattito in una situazione come questa è come divertirsi a sventolare una bandierina al passaggio di una persona importante. Al massimo può procurare un leggero spostamento d'aria, ma che non creerà certo un tornado dall'altra parte del mondo. L'altra parte del mondo, ora, sta ridendo di noi.

di stima del prossimo ??fino a prova contraria'?
mi piace questo concetto. Sarà per quella parola "prova".
Ma quando le prove esistono... cosa fare allora? Uno specchio collettivo?
esistono delle prove. c'è chi è mefioso, c'è chi ha corrotto. c'è chi scalava banche dal parlamento. Le prove sono lì. tutti uguali davanti ad uno specchio? No, perchö la prova lampante è lì. C'è chi è un bugiardo e chi no. le prove sono lì. Cosa manca all'italia? Un vaccino contro l'omertà.
e te lo dice chi sta all'estero.

Ave Sergio! Perdonami, ma mi sembra un po' ingenuotto il discorso generale che tu fai. Sarei tentato di dire, che si vede che è uno sguardo esterno. Qui da Roma, t'assicuro, l'ottica cambia radicalmente. Soprattutto credere che i partiti (superati dal tempo e dalla storia) possono essere ancora una risorsa per cercare quantomeno di scalfire un modello di sviluppo pessimo, in tutto l'Occidente. Perchè la questione è proprio questa, Sergio, l'Italia non è peggio di altri paesi occidentali in cui esiste un sistema democratico-parlamentare. E vado nel concreto, quando dico che pecchi d'ingenuità. Dici:

"0gnuno dice che il proprio avversario politico è qualcosa di sbagliato e di idiota, di falso e di disonesto, ipocrita, demoniaco (addirittura! ebbene sí, si arriva a tanto), cosí finisce che a vedere il gioco dall?alto, ad ascoltare i cori dalle nuvole (come faccio io che sto a Lubiana) ogni italiano è un maledetto disonesto, privo di ideali e materialista, consumista, mafioso, stupido, opportunista, eccetera eccetera. Insomma il giochino politico italiano ha un solo vero nome, secondo me: gioco a delegittimare l?avversario, a fare il bello, a fare il giusto fra i cattivi.

Ma tu credi davvero che, nella sostanza, altrove sia diverso? Dai, su, oramai sei adulto e sai come vanno le cose del mondo. e lo dico con tutto il rispetto politico per il letterato, Sergio, ma quanto ad analisi poltico sociali siamo ancora nel paese dei balocchi.

3 - Come al solito Alfredo hai preso la tangente. L'Italia un paese razzista? Ma se è uno dei più accoglienti del pianeta. Forse non ti sei fatto un giretto per l'Europa e non hai conosciuto i paesi razzisti, o quantomeno più del nostro. Per quanto riguarda il cosi detto rifiuto del democratico confronto: esiste - è mai esistitito - un democratico confronto? A me non risulta. Parlo di sostanza, non di forma. Certo ci sarebbe da intendersi su cosa sia questo fantomatico democratico confronto. Termine che mi fa quantomeno sorridere. L'unica possibilità di protesta, nelle democrazie parlamentari - lo ripeterò fino alla noia -, è disertare le urne. Come io faccio da anni.

Era uno dei paesi più accoglienti, ora non più. Bravo se sei riuscito a disertare le urne. Non ci sono ancora riuscito.

7 - Diserto le urne dal 2001. Io ho fatto l'educatore, e ho lavorato con molti ragazzi provenienti dai paesi più svariati. T'assicuro che - alcuni di loro essendo passati per più paesi d'Europa - mi dicevano che l'Italia era certamente il più accogliente di tutti. E poi, ti dico, avendo girato parecchia Europa, che ci sono paesi molto meno accoglienti: la Francia, per dirne uno, ma non solo.

Altrove è diverso, Léon. L'Italia vive di eccessi. Per me c'è differenza tra chi una volta a settimana esce e beve troppo, si ubriaca, e chi vive in costante stato di ubriachezza. Ecco, se i paesi occidentali si ubriacano a volte, l'Italia vive in costante stato di ebbrezza. In nessun paese occidentale chi detiene il potere politico è capace di delegitimare i propri avversari attraverso i PROPRI organi mediatici, che vivono grazie a leggi etc etc.
Che altrove sia diverso lo dimostrano i fatti inglesi recenti, quelli giapponesi, dove politici si dimettono dalle proprie cariche o vengono fatti dimettere per fatti che, almeno, appaiono meno gravi di quelli che coinvolgono diversi esponenti della politica italiana.

Grazie a tutti per la lettura e per gli interventi.
Allora. Rispondero' singolarmente ad ognuno di voi.

3. Alfredo erre.

La democrazia e' un sistema ed un metodo solo ed esclusivamente fondati sul dibattito: dunque secondo me non ci sono altre vie per risolvere i problemi se non quella di legittimare il proprio avversario politico, stimarlo finche' non sia stato condannato per qualche reato e sedersi con lui attorno a un tavolo per capire insieme cosa fare per il benessere della comune Patria.
Se non si fa questo, la situazione resta quella attuale dei rimproveri reciproci e la conseguenza e' il ''fancazzismo'' di tutte le parti politiche. Invece io come cittadino me ne frego di sentire i rimproveri fra politici e voglio che lavorino, perche' dopotutto li pago io e li ho votati io.

4. Mat.

Siamo perfettamente d'accordo: il vaccino contro l'omerta' di cui parli tu, pero', avrebbe come primo ''ingrediente'' quello di lasciare lavorare in pace i giudici - anzi, da parte nostra di cercare di aiutare polizia, carabinieri e inquirenti per incastrare i disonesti che si meritino la condanna e la galera. Facciamolo. Togliamo dunque dalla scena politica i malfattori e i ladri e stimiamo gli avversari politici onesti, con loro portando avanti il Paese in armonia anche se con virili disaccordi quando serva (ma non serve sempre litigare: a volte, anzi sovente, bisogna saper condividere delle posizioni, quando possibile ovviamente e previo civile ed educato dibattito).

5. Leon.

Non pretendo di essere un politologo - il mio intervento lo precisa a chiare note: e' lo sfogo di un cittadino qualunque (salvando Guglielmo Giannini!).
Pero' una cosa e' certa: l'Italia, sul piano della condotta politica generale, e' diversa e peggiore di qualsiasi altra Nazione europea. Altrove gli avversari politici lavorano insieme per la Nazione e condividono spesso delle posizioni con stima reciproca (tranne eccezioni e casi singoli); in Italia vige il ''tutti contro tutti''. Non e' cosi' in Francia, Spagna, Grecia, Slovenia, Gran Bretagna, eccetera. NON E' COSI' e te lo dico perche' ci ho vissuto e ci vivo tutt'ora, io, all'estero: sei mesi a Londra, tre mesi in Germania, nove anni qui in Slovenia... bastera' per poter affermare qualcosa con sicurezza, spero.

9. Branco.

Credo che tu abbia colto a pieno il senso di quanto ho scritto: l'Italia e' in perenne stato di ebrezza alcolico-individualistica. Nessun politico italiano ha una coscienza civile che lo porti ad ammettere le proprie colpe: ognuno infatti vede solo quelle altrui. E questo e' un comportamento immorale e diverso dal comportamento degli altri politici europei - dico generalizzando: ovviamente qualcuno cosi' sta anche altrove, mica l'Italia e' il refugium peccatorum dell'Europa.

Aggiungo questo: il giochino dei rimproveri e delle delegittimazioni (espresse televisivamente, in genere) fra politici italiani e' cosa per loro ottima perche' cosi' hanno la scusa per non fare un cazzo, per battere la fiacca, insomma, invece di lavorare insieme agli avversari sui problemi della Nazione.

Cosi' per esempio: siccome i politici invece di pensare a noi pensano agli altri politici, noi cittadini, invece di avere degli uffici di collocamento efficienti come ovunque in Europa, siamo costretti ad andare dai centri privati che ci sfruttano e non ci danno garanzie sindacali. Intanto i politici si accusano a vicenda, 'sti scansafatiche! E tutti insieme non fanno un tubo: si divertono a delegittimare gli altri politici sui mass-media (e noi tutti contenti li aiutiamo pure a farlo, piuttosto che chiedere loro: dateci gli uffici di collocamento pubblici e piantatela di litigare per questioni diverse!).

Piccola integrazione-precisazione al testo.

Quando parlo di esterofilia - in senso negativo ovviamente - intendo dire che gli italiani purtroppo guardano solo agli Stati Uniti; si tratta di una esterofilia monodirezionale insomma: l'estero per molti e' SOLO l'America.

La questione extracomunitari (ne parlava Alfredo erre) e' di difficile risoluzione.

Secondo me le nostre autorita' dovrebbero prima accogliere i barconi, portarli a terra, identificarne subito i passeggeri e quindi accogliere chi ha diritto all'asilo politico e rimandare col foglio di via obbligatorio nella Nazione di provenienza chi non e' gradito all'Italia. Mentre si compiono tali verifiche, gli extracomunitari dovrebbero essere alloggiati nei centri d'accoglienza e tenuti a restarvi finche' non si decida quale sia il loro destino individuale. Pero' servirebbe tempestivita': entro qualche giorno uno dovrebbe sapere se puo' restare in Italia o deve tornarsene a casa.
Capisco che la cosa dunque e' complessa e difficile, ma non si puo' far d'ogni erba un fascio e rispedire tutti in Libia, ne' chiedere alle autorita' libiche di sostituirsi alle italiane.

Altra piccola soluzione per la faccenda barconi: compiuta l'identificazione, si fa un pullman con dentro tutti i rifiutati (quelli col foglio di via) e li si accompagna all'ultimo confine di Schengen (mettiamo: quello sloveno-croato) insieme alle autorita' dell'ultimo Paese di Schengen (in questo caso la Slovenia).

12 - Permettimi di dubitare, Sergio. Ho girato un po' d'Europa anch'io e ho visto orrori assortiti, anche peggiori dei nostri. In più, io mi occupo di politica da anni: ho uno sguardo molto più disincantato - mi verrebbe da dire, realistico - del tuo. I problemi delle democrazie parlamentari sono gli stessi ovunque, in Europa. La corruzione politica è la stessa ovunque. I poteri dominanti sono gli stessi ovunque, mascherati a seconda della circostanza. Ti dirò di più, l'Italia secondo me è il paese meno peggiore, se si esclude il nord Europa che ha sistemi poltico-sociali molto più equi e compiuti, ma gravissimi problemi d'altro genere (nichilismo assoluto, mali esistenziali, desolazione e solitudine). A conti fatti, non cambierei l'Italia con nessun altro paese, pur con tutti i suoi evidenti difetti.

17.
Certo, caro Leon: le mie sono critiche all'Italia fatte con amore. Perche' sarebbe bello poter avere qualche pregio in piu', no? Questo senso di abbandono da parte dello Stato che noi cittadini percepiamo mi sembra cosa modificabile. Critico e lotto per questo, non per chiacchierare.

Ciao, caro

18 - Ci mancherebbe, si evince che sono parole sentite le tue. Non dubitavo certo di ciò;)

Pezzo ben scritto bene e che rispecchia il mio profondo pessimismo per la politica italiana. Soprattutto quella attuale.
Va detto però che molte delle polemiche che ci accompagnano da anni e di conseguenza molte delle nostre discussioni si fanno condizionare da una percezione non sempre lucida della realtà.
Penso alla questione giustizia, molto più grave e scandalosa di quanto possa intuire un semplice cittadino disinformato e condizionato dai media. Quanti sanno cosa ha voluto dire l'abrogazione dell'art. 324 c.p. o la riforma del processo accusatorio? Dettagli? Vabbè proprio sulla disinformazione e sul nostro menefreghismo lorsignori si sono costruiti una solida impunità, travestita da sani principi umanitari e di libertà (di non andare in galera).
Ci sono leggi ad personam imbastite ben prima della scesa in campo del nostro attuale premier; e poi da questi - ovviamente - amplficate a tutta randa.
Quanto ci capita oggi si può spiegare sicuramente con un risorgimento incompiuto, e secondo me con una mancanza di alternanza democratica per oltre 40 anni (con relative paure, idiosincrasie ideologiche che sono entrate nella nostra pelle), ma almeno su questo non mi sento di piangermi addosso.
Vorrei che le nostre preoccupazioni e incazzature costruttive si rivolgessero ad una più stretta attualità. Almeno quella che - in parte - possiamo modificare per evitare di trasferire definitivamente l'Italia dall'Europa al Sudamerica.
Mi preoccupa di più il fatto che attualmente si siano create tutte le condizioni per vedere amplificate queste debolezze della cosidetta società civile. Con i partiti, e in particolare alcuni personaggi, che su queste ci hanno costruito la loro fortuna.
Come dire: analizziamo pure, ma poi informiamoci senza paraocchi e incazziamoci con chi di dovere, rispettando quelle forme di legalità che gli esponenti dei partiti sono i primi a disattendere.

la parola patriottismo mi è estranea se non durante i mondiali di calcio

20.
Insomma, Lupus, tu ci inviti ad essere cittadini a pieno e non solo ''persone casualmente viventi in Italia''. Concordo perfettamente con te. Ma leggi il messaggio numero 21 qua sopra e dimmi...

Bella questa recensione sugli spinaci!

21.
"la parola patriottismo mi è estranea se non durante i mondiali di calcio"

spero sia ironico...

22. m'incazzo proprio perchè ci credo ancora all'Italia, o in una sua minoranza ancosa sana. Altrimenti mi consolerei andando al bar a vedere le partite e festa finita.

Vabbè c'è da dire, senza entrare in diatribe storiche, che la parola "patria" è anche stata usata male e in contesti poco felici. Personalmente certa retorica la trovo stucchevole e risibile. Dipende che significato vogliamo darne. Leggendo l'articolo (non è paraculaggine) non vedo alcuna nostalgia di nazionalismo aggressivo se intesa come necessità di essere cittadini (non sudditi) italiani a tutti gli effetti, governati e non comandati. Parola mal interpretata (vogliamo dire a sinistra?), forse anche per reazione ad altra intepretazione poco felice.

24 - speri male.

A tutti.

Per il mio Paese e la mia Patria (che non e' una parola ma un sentimento) m'incazzo anch'io come Lupus e per gli stessi suoi motivi - direi all'incirca, non stiamo a cercare il pelo nell'uovo.

Ci credo all'Italia: per essa scrivo e lotto, per essa cerco di esser diverso dai disonesti i falsi e gli opportunisti, i privi di sogni e di speranze, per essa vado a votare e per essa evito di schierarmi politicamente ma mi schiero di brutto culturalmente e comportamentalmente. Per essa cerco di essere una persona seria - e se non ci riesco spero che qualcuno di migliore di me me lo dica in faccia e lo ringrazio anticipatamente perche' voglio migliorare e crescere e le critiche serie mi servono appunto a crescere. A crescere sano.

ok :)

bravo

30.

Grazie, Ryoga82. Pero' piu' che ''bravo'' direi di essere una persona normale. Un normale cittadino di mentalita' e moralita' europea.

Salutoni

23.

Non e' una recensione sugli spinaci ma su chi se li mangia e manco capisce se siano spinaci o cavolfiori, caro Luca.

son contento per te

33.

Ecco: stavolta son io che ti dico ''bravo''. E ti saluto diciamo definitivamente per ovvia scarsita' di argomenti. E forse anche differenza strutturale di modus cogitandi.

io non cogito mai.

Mi riaffaccio dopo un bel po' e trovo assai interessante e intelligente la pagina di Sergio da Lubiana e le risposte di tutti.
Io sto quasi sul Confine con due Paesi, e vivo in una comunità che sta sul Confine con due Paesi (e uno dei confini fino a un po' di anni fa era un confine con un mondo del tutto diverso, Sergio lo sa senz'altro meglio di me). Qui per secoli la Patria è stata un pezzetto di mondo con altra lingua e altre regole, altra mentalità, altre prospettive. Difficile sentirsi proprio del tutto "italiani", difficile capire concetti come Patria (il nonno fiorentino purtroppo non mi aiuta) o amor di patria o patriottismo. Cioè, ovviamente si sta in Italia con tutto quello che ne consegue, ma non ci si sta "in mezzo". Per andare a Roma ci vogliono 6 ore, per l'Austria meno di un'ora e per la Slovenia in 20 minuti ci siamo.
Capite cosa voglio dire?

Poi certo, negli atteggiamenti politici c'è tanta Italia anche qui e mi accorgo, dicendolo, di aver usato un'accezione negativa del termine.

Credo di sentirmi in linea col pensiero di Andrea... in fin dei conti di alcoolismo dalle mie parti ne sappiamo qualcosa :)

36.
Cara Ilde Laura,

grazie per l'affetto, la condivisione e l'attenzione - ne son lusingato.
Ecco: conosco la situazione del Friuli-Venezia Giulia perche' ho lavorato quasi cinque anni a Trieste vivendo a Capodistria con mia moglie (slovena) e mia figlia (italoslovena): ero un insegnante pendolare che faceva Capodistria-Trieste cinque giorni a settimana - potevo cosi' confrontare l'Italia e la Slovenia ogni giorno e francamente stavo meglio in Slovenia per moltissimi aspetti (la tolleranza razziale, la tranquillita' di vita, l'affettuosita' nei miei confronti, l'apertura mentale verso noi italiani, la minor presenza di schifi urbanistici e la natura molto ben tenuta in genere, ecc.).
Tuttavia, poiche' io sono umbro-laziale (di cognome perugino puro) e sono nato oltreche' vissuto quattro anni e mezzo a Roma (anche mamma e' romana), sedici a Spello (Perugia) e quattordici a Perugia centro, quando scrivo lo faccio da italiano... un italiano quarantaquattrenne che da nove anni in tutto vive in Slovenia (a Lubiana dal 2005) ma che quando deve pensare all'Italia, cioe' alla sua Patria, lo fa sperando per essa delle soluzioni diciamo italo-europee ai suoi mali attuali: mali che mi uccidono il cuore, Ilde! Confronto le Nazioni europee con l'Italia e vedo questa fatta di gente litigiosa e aggressiva fuor di ragionevolezza, vedo ancora un immotivato e razzista rifiuto degli sloveni, vedo una disonesta' accettata dall'alto e praticata dal basso, vedo un popolo che vive col televisore acceso otto ore al giorno e che non legge un libro all'anno (e quell'unico libro spesso e' robetta da supermercato), vedo branchi di politici che guadagnano 24.000 euro al mese per andare in televisione a creare un clima da guerra civile solo per intorbidare le acque ed un popolo che parteggia, ingenuamente parteggia per Tizio o Caio invece di dire loro: fatela finita di fare i furbi, i personaggi televisivi del cavolo, e rispondeteci sulle cose che ci servono e non abbiamo! Rispondeteci: perche' gli uffici di collocamento statali in Italia non esistono e in tutta Europa funzionano bene? Perche' non riusciamo a gestire l'ingresso degli extracomunitari e gli altri Paesi si'? Perche' da noi si evadono le tasse abitualmente invece in Francia se ti beccano vai in galera? Perche' un editore in Italia, la ricca Italia, non ti paga se pubblichi e in Slovenia si'? Perche' trent'anni fa avevamo le migliori scuole elementari d'Europa ed oggi sono un caos mostruoso pure quelle nonostante cinque maestri a classe? Perche' la gente vive solo per il calcio e bacia i piedi agli americani ma se ne frega del proprio Paese, della propria, illustre, Nazione?
Eccetera. Ecco. Questo gli italiani non lo chiedono a quella gente che ci succhia ogni mese 24.000 euro di stipendio per fare la ballerina in tivu'.
In Slovenia e' diverso. Cioe' e' molto meglio: per uno scandaletto da quattro soldi un politico rischia di sputtanarsi di brutto, altro che Berlusconi che e' lui a fare il giudice dei giudici (pazzesco!). Qui bisogna avere una certa moralita' per stare in politica, mica ci entrano soprattutto i banditi e i tagliagole come da noi, in Parlamento!

Ciao, cara
Sergio