Se in una recente indagine nelle scuole il 43 per cento degli studenti attribuiva la strage di Piazza Fontana alle Brigate Rosse, cosa mai potranno sapere, quegli stessi studenti, della tragica fine dell’anarchico Pinelli? E ancora: ha senso, in questo regime informativo, insistere su una vicenda che tutt’ora rappresenta uno dei lati più oscuri della nostra storia recente?
Sofri, crediamo, fa opera meritoria: immagina di raccontare la vicenda ad una ragazza di venti anni che studia diritto e nello stesso tempo, con somma grazia, che gli appartiene da sempre, si toglie molti sassi dalle scarpe e dice le cose come stanno.
Alla fine del libro confessa alla studentessa: Quando hai finito di leggere tutte queste pagine, ragazza – sei stata molto gentile, molto paziente – mi hai fatto le tue osservazioni, e poi avevi qualcosa di più importante da dirmi, si vedeva, ma si vedeva che esitavi. Mi sono messo a ridere, ti ho invitata a dirlo, qualunque obiezione fosse. Non è un’obiezione, hai detto, è una domanda. Che cosa pensi che sia successo, quella notte, al quarto piano della Questura? Ti rispondo. Non lo so.
L’atteggiamento di Sofri in quest’ultima dichiarazione è ultragarantista, ma quel che racconta nelle precedenti pagine spazza via qualsiasi incertezza e ci offre un quadro abbastanza attendibile della tragica vicenda (non fu diretto testimone, ma attraverso le testimonianze di chi visse in prima persona il dramma, fa un resoconto completo dei fatti).
Ma quale fu questa tragica vicenda? In breve, soprattutto per gli studenti di cui sopra, e per chi ha memoria corta: subito dopo la strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969 che fece 16 morti, fu convocato alla Questura di Milano l’anarchico Giuseppe Pinelli di 41 anni come presunto sospetto. Rimase a disposizione dell’allora commissario Luigi Calabresi per 3 giorni, fino a che a mezzanotte fra il 15 e il 16 dicembre precipita da una finestra posta al quarto piano e muore. Il 17 maggio 1972 Luigi Calabresi viene assassinato a Milano perché da molti indicato come il responsabile del ‘suicidio’ dell’anarchico.
Ovviamente la vicenda storica del dramma si lega alle personali vicissitudini dello stesso Sofri, che tutt’ora sta scontando la pena perché indicato come mandante del delitto Calabresi. Pur dichiarandosi estraneo alla vicenda il 9 gennaio 2009, in una intervista al Corriere della Sera, nel ribadirsi innocente si è assunto la corresponsabilità morale dell'omicidio.
Si diceva prima dell’opera meritoria di Sofri: oltre a ripresentare un dramma che i giovani farebbero bene a conoscere, offre uno spaccato preciso dell’epoca (ma ribadisce la sua distanza: la differenza fra il nostro modo di pensare di allora e quello di oggi. Una febbre da cui siamo sfebbrati: ci faceva vedere cose che non vediamo più. A un prezzo, anche: di non riuscire più a ricordare e trasmettere la nostra commozione di allora) e i suoi discutibili protagonisti (poliziotti, magistrati e giornalisti): a cominciare dallo stesso commissario Calabresi che non aveva a che fare con quel passato fascista, ma fu ‘intransigente’ e cocciuto nell’individuare la ‘falsa’ pista anarchica della strage di Piazza Fontana, dal giudice D’Ambrosio (sì, quello di Mani Pulite) incerto, impreciso (eufemismo!) e fumoso nella sua ‘fretta’ di chiudere il caso, da un certo giornalismo reazionario (tralasciamo la squallida vicenda Vespa- sì proprio e ancora lui! – ma come non menzionare la posizione assai morbida di Montanelli sui discutibili espedienti polizieschi di interrogare i sospetti, ora che il buon Travaglio – il suo pezzo è di lunedi 20 agosto sul blog di Grillo – ce lo vuol far passare come antifascista dopo la campagna africana (sic!!!!!!!!!)), fino alle posizioni dell’ex questore Serra che nelle sue recenti memorie sembra aver davvero ‘dimenticato’ come sono andate le cose.
Si diceva prima che Sofri si toglie parecchi sassolini dalle scarpe e lo fa con la dignità e la consapevolezza di chi ha fin troppo pagato per quella vicenda (non soltanto a livello giudiziario, ma soprattutto morale), e se alla fine ammette d’ignorare come andarono effettivamente le cose in quella notte fra il 15 e il 16 dicembre 1969, crediamo lo faccia non solo per una sorta di garantismo ‘giusto’, ma perché le verità sbandierate in questo paese sono sempre appartenute, nonostante quasi mai vere, al potere costituito. E ci piace pensare che Sofri, nonostante i tempi siano cambiati, non voglia averci a che fare.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Adriano Sofri, "La notte che Pinelli", Sellerio, Palermo.
Pag.267
Alfredo Ronci
prima pubb: PARADISO DEGLI ORCHI
Commenti
Neo AL!
Grazie per questo pezzo. E' un argomento che mi sta molto a cuore.
grazie a te :)
"Sofri, crediamo, fa opera meritoria". Non avevo dubbi che amassi anche l'assassino Sofri. resto i tuoi pezzi e i tuoi interventi passati dimostrano una certa coerenza, da questo punto di vista.
"Si diceva prima dell?opera meritoria di Sofri: oltre a ripresentare un dramma che i giovani farebbero bene a conoscere"
Invece di presentare drammi che non lo riguardano direttamente Sofri dovrebbe parlarci dei drammi che ha creato lui e Lotta Continua. Di tutti i morti che ha sulla coscienza questo insulso individuo.
"a cominciare dallo stesso commissario Calabresi che non aveva a che fare con quel passato fascista, ma fu ?intransigente? e cocciuto nell?individuare la ?falsa? pista anarchica della strage di Piazza Fontana"
Non starai mica tgentando di giustificare quello che gli assassini Sofri e Lotta Continua hanno fatto? Voglio sperare.
Curioso che leon dica che il caso Pinelli non riguarda Sofri. Perdinci... e anche perbacco.
"Si diceva prima che Sofri si toglie parecchi sassolini dalle scarpe e lo fa con la dignità e la consapevolezza di chi ha fin troppo pagato per quella vicenda ".
Ma per favore! Questo è un pezzo scandaloso. Vergognati!
Sono disgustato, Franco. Non ce la faccio più leggere simili orrori su Lankelot. La cosa sta diventando seria, ne dobbiamo parlare a quattro occhi, quando capita. Io con un simile soggetto come Alfredo Erre, che scrive queste oscenità, non voglio spartire lo stesso sito.
7 - Sono ben altri i drammi che lo riguardano direttamente. Tante vittime innocenti mandate a morte.
Sofri si è preso la responsabilità morale dell'omicidio Calabresi (intendiamoci, 'morale' vorrà dire qualcosa no?) per la campagna di linciaggio che Lotta Continua attuò nei confronti del cimmissario. Gli atti del processo nei confronti di Sofri e compagni, se uno ha avuto l'interesse e la costanza di leggere, mostrano incongruenze e falle della testimonianza di Marino,l'accusatore unico. E' un dato di fatto. Da questo a dire che Sofri è il mandante di tante vittime innocenti mandate a morte mi sembra un'enormità che non vale la pena nemmeno di confutare.
Per quanto riguarda la presenza 'in contemporanea' su questo sito del sottoscritto e di Leon, mi affido completamente al responsabile. Qualunque sua decisione è ben accetta e, nel caso ci fosse, non la riterrei comunque una censura. Conosco troppo bene Gianfranco perché possa passare per censore :)
esatto. E l'unico che mi ha fatto discorsi del genere ("o io o lui"), un comunista vecchio stampo, oggi scrive sui portali con falce e martello, non in quelli democratici e dialettici.
No problem. Prima che io censuri ce ne vuole - e qui non c'è niente da censurare, anzi.
Sofri paga più di tutti, e non ha ammazzato nessuno.
Proprio come Brasillach.
(per la cronaca, federi': "o io o lui" si rivolgeva a te, il fu Enrico C. Io ho risposto "saluti").
Sempre terribile commemorare la morte "precipitata" di Pinelli, e la rappresaglia su Calabresi. E' italia di guelfi e ghibellini, assassina e stupida. Non cambia niente.
Diamoci da fare per cambiare radicalmente la cultura della Nazione.
10 - Non ho chiesto a Gianfranco o me o te. Dico solo che non puoi continuare a scrivere certi orrori: Sofri non è soltanto il mandante morale di Calabresi, ma di tantissime altre persone, essendo stato il capo di Lotta Contnua. Tra queste persone molti ragazzi giovani e giovanissimi dell'allora mia comunità politica. Quei morti li abbiamo ricordati e li abbiamo pianti. Non cerco certo vendetta, ma quanto meno giustizia, che non è mai arrivata. Sofri e compagni dovrebbero pagare infiniti ergastoli per quel che hanno fatto a tanti giovani innocenti. E tu scrivi un pezzo in cui, poverino, "si è tolto parecchi sassolini dalle scarpe". Perchè con lui sono stati cattivi cattivi. Ma per favore! é un assassino! Lui e la sua banda. Chiamiamo le persone come meritano!
Sofri è un assassino!!!
Non materialmente. Come Brasillach.
http://www.lankelot.eu/index.php/2009/01/25/kaplan-alice-processo-e-mort...
E questo pezzo è una merda disgustevole. Poi, fate come cazzo vi pare, ma non venite a giustificarmi Sofri e compagnia. Questo non lo accetto ora, e non lo accetterò mai.
sì, però cambia lessico. Non sei a casa tua, né al bar.
Questi toni non li tollero.
Non mi paragonare Sofri a Brasillach. A parte il diverso clima,li si era in guerra, sono diversissime anche le responsabilità morali. Voi non avete idea di cosa era Lotta Continua forse: un'associazione a delinquere peggiore della mafia e della P2
I toni sono adatti al pezzo. Peraltro Alfredo Erre li ha usati in una recensione
non ne dubito. ma i toni vanno adeguati. sdegno, non volgarità. come sempre.
22. vi faccio incontrare, vi chiudete in stanza e vi dite tutto.
23 - Franco. Ok. ma basta, non mi va più di discutere. Tu non hai nulla da eccepire sul pezzo? Mi dispiace moltissimo, me ne farò una ragione e sopporterò Alfredo Erre. Ma sta pur certo che sui suoi pezzi, se resteranno di questo tenore, il mio disprezzo crescerà esponenzialmente. Questo lo dico in anticipo.
10 & 13 - Chi dovesse leggere questi commenti capirebbe tutto di Lanke: intelligenza e analisi. I vostri commenti dicono tutto quello che si dovrebbe dire. Un applauso. :)
Mi sta bene. Io quel che ho da eccepire su Lotta Continua continuo a eccepirlo a oltranza: ma come insegnava qualcuno, punto sempre chi comanda e chi dà gli ordini. Ossia, il partito di riferimento. Le frange extra mi interessano marginalmente, e oltretutto sono ormai consegnate al dibattito storico.
Sofri è l'unico che sta pagando - comunque uno dei pochi.
Perlomeno è un intellettuale, e uno che sa scrivere. Tra loro c'erano antropoidi lobotomizzati dall'ideologia. Quelli mi fanno senso. Lui no, è intelligente e consapevole: se ha fatto del male, o ne ha causato, ne è cosciente: ne sta rispondendo. E' un nemico degno.
26. Merito della tua presenza, Castro;)
10 - 26 - Paolo ma hai letto cosa ha scritto? Rileggi bene, prima di scrivere una cosa del genere.
E' la stessa polemica che si crea quando si parla dei partigiani. E badate, NON sto paragonando Sofri ad un partigiano!!! Si parla di omicidi e stragi. Questo è chiaro. Ma il caso Pinelli è altro. Sofri assassino? Non saprei. Le indagini sono state quantomeno approssimative. Come per Pinelli. Che lui si sia "esposto" moralmente può voler dire tanto...
27 - Sofri è un privilegiato. Avrebbe dovuto avere il carcere a vita e l'isolamento totale. Scrive libri, è amato dai servi della tv, c'ha pure chi lo difende... ma per favore, in galera a vita certi schiofosi soggetti.
Ho letto questo e "Chi è il mio prossimo". Non credo che qua lo si erga ad eroe delle masse e neanche il suo libro è un'apologia personale. Il caso Pinelli lo studio dal liceo. Questo libro aggiunge poco alla polemica.
31. Ce ne sono tanti che in galera non ci sono andati. Ma ragionando così non è che si è molto costruttivi.
magari, ecco, se un povero cristo non fosse caduto dal quarto piano di un palazzo delle forze dell'ordine - che noi paghiamo, tenetelo sempre bene a mente - certe cose non sarebbero successe. Purtroppo ci sono delle atrocità che lo Stato ha per bene sulla coscienza. E se lo Stato si dimostra incivile, purtroppo certo popolo risponde con lo stesso lessico.
Scusate, ma mi sembrate tutti scesi da un altro pianeta. Che Lotta Continua ha fatto uccidere tanti ragazzi di destra negli anni Settanta lo sanno tutti quelli che si interessano di queste questioni. E che Sofri era il capo mandante pure. Be se non lo sapete vi rinfresco la memoria io: http://www.lankelot.eu/index.php/2007/01/24/telese-luca-cuori-neri-dal-r...
ma sono morti tanti ragazzi di sinistra, anche.
Sbaglio? No.
36 - Ma che c'entra? Qui parliamo di Sofri. E io mica ho mai difeso Giusva Fioravanti. Non mi pare
35. Fede, scusa, io non capisco se critichi Sofri umanamente (quello mi pare ovvio) o come autore di questo determinato volume (e questo mi sembrerebbe meno ovvio). La morte di Pinelli non andava lavata col sangue, questo è certo...
tiri fuori i morti per mano di lotta continua (et similia). tiriamoli fuori tutti, allora. Così il quadro è completo. E' la giostra delle atrocità, ma se è questo che cerchi, basta scandagliare gli archivi.
Tieni a mente che commenti il libro di un tizio che non ha mai sparato a nessuno - come Brasillach - e che come Brasillach paga: soltanto, più civili noi dei francesi, niente pena di morte. Ergastolo. Dalla galera Brasillach avrebbe scritto grandi pagine.
38 - Io contesto il fatto che Sofri possa fare la morale su qualcosa a qualcuno. Addirittura scrivendo un libro, poi. Sofri dovrebbe solo pensare a fare i conti con i morti che ha sulla coscienza.
... però è stato un teatrino ignobile ed un assassinio. Parliamo di quello invece. O Sofri dovrebbe essere messo a tacere per i suoi precedenti?
40. (Hai risp al 41.)
39 - Franco, come te lo devo spiegare. Quello che ha fatto Lotta Continua è quanto di più grave possa accadere in democrazia e in tempo di pace. Questo discorso lo abbiamo già fatto, in tempo di guerra cambia tutto, e tutto è più giustificato e giustificabile, almeno da mio punto di vista, che peraltro ritengo corretto senza aver alcun dubbio in merito.
Guarda, ti posso dire che in questo libro Sofri è decisamente e prevedibilmente "moderato". Non so che ne pensa Alfredo.
In un paese come questo dove ancora si usano espressioni come 'merda disgustevole' o 'disprezzo che crescerà esponenzialmente' e dove si candidano al parlamento persone inquisite e condannate, mi pare che una persona che si ritenga moralmente responsabile di un omicidio sia episodio da tenere a mente. Non userei nemmeno l'espressione 'nemico degno'. I nemici si hanno in tempo di guerra.
non era democrazia, ma repubblica parlamentare. e non era tempo di pace, per quanto mi riguarda. Dal 1943 la pace è fittizia. L'Italia è una nazione dalla sovranità limitata. Siamo occupati militarmente da basi straniere. Non siamo liberi né autonomi né indipendenti.
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La guerra fredda termina nel 1989. Si fronteggiavano i vincitori della guerra del 1945, entrambi presenti sul nostro territorio. In strada e nei partiti di massa, la guerra era presente.
Qualcuno è morto per combattere le battaglie di altri. Spesso, stranieri.
43. No, Fede, questo no. Un omicidio non è giustificato perché protetto dallo stato o dall'Istituzione della guerra. E la scrivo volutamente maiuscola. I morti sono morti. L'avevo già scritto. Cerchiamo di non deresponsabilizzare nessuno.
40 - 41 . La contestazione era - torniamo all'origine - al taglio dato al pezzo da Alfredo Erre: ovvero Sofri martire che difende le cause giuste, per semplificare. E ciò, dal mio punto di vista - vista la storia di Sofri - è volgare e inaccettabile. Poi su Pinelli il discorso è diverso, chiaro che anch'io auspico si faccia piena luce sulla vicenda.
45, sì, giusto. "Avversario degno", allora.
45 - Per favore Alfredo erre, non coprirti ulteriormente di ridicolo.