Mauro Giuseppe

Silvia dorme

Autore: 
Mauro Giuseppe

La prefazione della Mazzucato parla dello stile musicale di questo romanzo, ed effettivamente la musica si sente fra le parole, la costruzione delle frasi e la punteggiatura che scandiscono il ritmo. Devo dire che la prima parte ha fatto un po' fatica ad entrarmi, forse perchè necessitava di un editing più approfondito, forse perchè Silvia Dorme è un libro in movimento che andrebbe letto in pochi sospiri ma, essendo anche la mia di vita in movimento, ho dovuto dilazionarlo in qualche giorno e può essere che questo mi abbia fatto perdere qualche nota.

A parte questo mi ha colpito la costruzione della narrazione che si divide fra un presente di adesso, con una Silvia che dorme in macchina durante un tragitto che può durare anche pochi minuti, ma che tiene le redini stringenfo la narrazione di tutto il resto, Pamela-Laura e tutto quel che è stato.
Mauro abolisce la classica costruzione del romanzo e decide di parlare del 'prima' e del 'dopo' in estemporanea, quasi come l'essere qui, adesso, accanto ad una Silvia che dorme, sia solo un flashback di ciò che è stato. Una Pamela altrove e una Laura che piomba nella vita di un Mario che non sa cosa significa diventare padre. Un po' come se vivere nel presente non fosse che un semplice traslarsi dal passato e nel passato ogni tanto tornare, essere qui e non esserci ancora del tutto.
Un Mario tormentato. Che non trova lavoro. Che vuole andare oltre la solita costruzione sociale di coppia. Ma anche un Mario che lascia che le cose vadano da sè, che alla fine fa un po' fatica ad opporsi o non si oppone affatto.
L'autore sembra abolire ogni realtà sociale precostituita, creando una Pamela come madre snaturata e un Mario fragile a tratti 'femminile' (termite che si rifà a stereotipi sociali) che ha punti saldi nel cuore.
E non giudica le scelte. Non spara a zero scandendo in inutile rancore.
Una sofferenza a tratti positiva, oserei quasi dire...

Per me 'Silvia Dorme' è una buona opera narrativa su cui poter puntare, magari con una edizione riesaminata e un editing più accurato, ma che resta comunque una prova di stile ed emozioni che non scorrono nè lisce nè indifferenti.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Giuseppe Mauro (Napoli, 1967), vive tra Napoli e Roma. A Roma lavora.  E-mail: ilrosso2@libero.it

Giuseppe Mauro, "Silvia dorme", Il Foglio, Piombino, 2004. Prefazione di F. Mazzucato. Postfazione di G. Dadati.

Collana "Dammi spazio". Copertina di Olga Mauro

Ed. Il Foglio - Euro 10,00

ISBN/EAN: 
9788876060489

Commenti

(Lisa! ho inserito i tags di riferimento e uniformato il titolo alla prassi di lanke.eu: Cognome - Nome opera)

Il libro di Giuseppe Mauro è un ottimo testo narrativo, ideale per la collana Dammi Spazio. L'editing accurato è stato fatto perchè Il Foglio non pubblica i libri così come arrivano, ma ci lavoriamo. Alberto Ghiraldo - direttore della collana - ha fatto l'editing in perfetta sintonia con l'autore. Il problema di questo libro è - come per altri in cui credevamo molto - che il pubblico ha risposto poco. Perfino un libro come Sole & baleno (nonostante lo strega e la distribuzione capillare in tutte le Feltrinelli d'Italia) non ha venduto che poche copie. E allora? Che fare? Abbandonare la narrativa come fanno molti? No. Accontentiamoci di pubblicare buoni libri e lasciamo i sogni di gloria per il futuro.

Gordiano Lupi
www.infol.it/lupi

Grande Gordiano. Questo è lo spirito giusto.
Grazie per tutto quel che stai facendo, da anni, per il movimento.

Apprezzo molto lo stile (ed anche la "grinta") con cui Gorsiano Lupi porta avanti i suoi progetti editoriali, davvero complimenti, finalmente una casa editrice diversa dal solito.
Per Lisa: non per fare la criticona, ma magari qualche traccia un più sulla trama e qualche citazione avrebbe reso la rec più chiara a chi il libro non l'ha letto....

Intanto faccio un po' di editing all'articolo:).
Aspetta che aggiungo anche qualche riferimento più preciso sull'edizione...

per gordiano: capisco, la mia non vuol essere una mega critica anche perchè immagino che essere editori in italia non sia una cosa semplice. certo quando si pubblica un libro è sempre difficile pensare che sia perfetto, e certe volte a distanza di anni si sente dove zoppica... questo intendo.
per il resto, quanto a mercato e promozione, si sa che non basta lo sforzo e l'impegno dell'editore, ma anche l'autore stesso deve sapersi aprire spazi. e mica tutti ci siamo tagliati! magari a uno piace scrivere... e basta...eheh
per marina: mi scuso, ma io non sono una grande recensora... hihih... e si vede. cerco, di tanto in tanto di lasciare qualche impressione, tutto qui!
sorry!

Sai dov'è che s'indebolisce? "Ricordava i decibel che gli penetravano nelle trombe di Eustachio" > prendo questo passo come campione, pagina 16. Decibel va bene, entriamo in un certo contesto lessicale e culturale. "Penetrazione" è un verbo che adotterei sempre con cautela, soprattutto se si parla di ascolto; quanto alle "trombe di Eustachio", diciamo che è un po' troppo fuori posto. Il lessico è il primo problema da superare; in questo senso, si percepisce senza dubbio più revisione di bozze che editing puro. Non so se Lisa è d'accordo...

La narrazione cresce quando aderisce al parlato, è molto naturale.

Senza dubbio verrà ricordato per aver introdotto il concetto di "acusmatico" in opposto a "visivo" nelle produzioni figlie dell'editoria indipendente contemporanea. E' il primo tratto assolutamente originale.

9 su 10 Mauro amava De Carlo.

"Erano pensieri obliqui, entravano laterali nella testa per uscirne in un lampo, senza fare rumore" > al di là del senso più, diciamo così, "visivo" (e tuttavia acusmatico il concetto del preteso rumore del pensiero), il contesto in cui appare (p.25) sentimentale e artistoide e quell'aggettivo là, OBLIQUI, gridano De Carlo (anche quello buono che molti di noi amavano molto, fino a una decina d'anni fa...)

Apprezzabile la descrizione della condizione del lavoratore precario nella nostra società - questo posso aggiungere rispetto all'articolo di Lisa e alla sua annotazione sull'intrecciarsi di presente e flashback, molto cinematografica anni Novanta ma non nuova nemmeno in Letteratura, in ogni caso piacevole - e la romantica  vicenda sentimentale narrata in prima. Toccante e realistica. 

Un libro d'esordio apprezzabile - sottoscrivo la speranza della Mazzucato d'un prossimo e più complesso romanzo. Buona la prima soprattutto in prospettiva. (non ho pizzicato nemmeno un refuso, Gordiano, c'erano solo delle difformità - forse autoriali - nella trascrizione dei dialoghi; talvolta introdotti dal trattone altrimenti maiuscolati in mezzo a una frase teoricamente introduttiva: ma parrebbe autoriale proprio per via di quella maiuscola confusionaria).

a proposito: vorrei tanto domandare a Mauro se ha letto "La Negligenza" di Pellegrini. Perché dico proprio che l'ha letto. Se qualcuno di voi può inoltrargli la domanda, sarei curioso di sentire la risposta. Se la risposta è no, sarei un po' incredulo.

sembra interessante, nonostante le pecche evidenziate

(io dico che merita una lettura esattamente come molte delle opere prime pubblicate dai medi fichetti, il livello è già decisamente buono).

ah, ok :-)

eh beh. Bisogna filtrare sempre.

Ribadisco che il libro ha solo un difetto.Le vendite sono ferme.

Gordiano