Sherrill Steven

Il minotauro esce a fumarsi una sigaretta

Autore: 
Sherrill Steven

Sto disperatamente tentando di capire se il postmoderno americano è veramente morto - o quantomeno sterile - o se i libri della Minimum fax sono tutti uguali. Sto anche cercando di capire, riferendomi a quest'ultima possibilità, se i libri della Minimum fax sono davvero tutti uguali o se le bruttissime copertine (tutte uguali) mi confondono. Mi rendo conto della stupidità della faccenda. Perché è vero che le copertine della casa editrice presentano sempre lo stesso tipo di oggetti rubati alla cultura pop-casalinga, per esempio un tostapane o un ferro da stiro o una bottiglietta di ketchup o un coltello ed una forchetta e così via, ma è anche vero che la Minimum fax sembra avere dei criteri molto chiari riguardo al proprio piano editoriale.

Donald Antrim, Sherrill, Chris Bachelder, A.M. Homes, Shelley Jackson: ecco chi sono le nuove schiere di autori americani pronti a gettarsi nella mischia. Chi sono le loro influenze? John Barth, Stanley Elkin, Donald Barthelme, Paul Auster. Viste le premesse c'è di che tener ben aperte le orecchie.

Il minotauro... di Sherrill parte con una trovata surreale, anacronistica ma intelligente: il Minotauro non viene ucciso da Teseo nel labirinto. Secoli e secoli dopo la presunta morte lo troviamo a lavorare nelle cucine di un lussuoso ristorante, immerso sino al collo (taurino) nella provincia americana più desolante che si possa immaginare. Il minotauro o, come lo chiamano i suoi colleghi di lavoro, "M", tenta di integrarsi con tutte le sue forze: cerca di piacere alla gente con cui lavora, di far colpo su una splendida ed epilettica cameriera, di convivere con dei vicini rumorosi in un caseggiato sgangherato a forma di ferro di cavallo. Ma l'America sembra essere nient'altro che un viaggio, anzi un'apologia della libera imprenditoria. Il minotauro si ritrova a dover fronteggiare tutta una serie infinita di problemi pratici: riparare la trasmissione di una Chevy, ricucire il colletto di una camicia che i suoi nervosi fasci trapezoidali hanno logorato. E noi lettori ci ritroviamo a dover fronteggiare un serie infinita di descrizioni di sterili azioni a breve termine, noiose e sistematiche quanto le liste della spesa scritte da M.

Sherrill ha volute descrivere un'atmosfera polverosa, un personaggio passivo che ricorda incredibilmente Ed Crane de L'uomo che non c'era dei fratelli Coen. In questo caso tutta la sua "taurinità", la sua essenza semidivina ma comunque mitologica, si riduce ad una semplice malformazione fisica. Il suo problema è il non riuscire ad articolare bene le parole e i sentimenti. Ne consegue un ritratto parziale, limitato ad un sagoma cartonata della figura mitica del minotauro.

Ripenso a quelle scarse e lucidissime pagine de Il Minotauro di Durrenmatt. Penso, che nostalgia! Possibile che questo esordio, il cui autore è stato definito "uno dei venti scrittori americani da tener d'occhio nel duemila", ponga le basi per un processo di appiattimento storico ed ideologico che sostituirà l'analisi e la sperimentazione? Penso alla bottiglietta di ketchup... Il ketchup è buono, però non porti a cena la tua ragazza a mangiare patate fritte e salsa. Vabbè, non è detto. In ogni caso ti resta una gran fame, c'hai la pancia mezza vuota. Magari quelli della minimum fax mangiano solo patatine...

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Steven Sherrill, Il minotauro esce a fumarsi una sigaretta, minimum fax, 2004

Titolo originale: The minotaur takes a cigarette break

Sito dellacasa editrice: www.minimumfax.com / www.minimumfax.com/persona.asp?personaID=368 

Steven Sherrill è nato nel 1961 nel North Carolina. Per i suoi primi trent'anni non ha abbandonato il Midwest. In un'intervista dichiara: "La mia formazione giovanile era piuttosto debole, ho iniziato seriamente a studiare soltanto quando mi sono iscritto a un corso professionale per saldatori, e mi sono costruito una bella bacchetta d'alluminio. Successivamente, un corso di scrittura creativa ha cambiato completamente le cose e più di dieci anni dopo mi sono ritrovato allo Iowa Writers' Workshop" in cui si è aggiudicato appunto il Master in poesia.

Paolo Castronovo, luglio 2007.

ISBN/EAN: 
9788875210144

Commenti

Scusatemi: al momento non riesco a partecipare come vorrei alla vita del sito. Prevedo un rientro a tempo pieno dalla prossima settimana. Chiedo venia.

Intanto un caro e forte abbraccio, e ben ritrovato. Ti aspettiamo con l'entusiasmo di sempre. Vengo subito a leggerti.

"Il minotauro? di Sherrill parte con una trovata surreale, anacronistica ma intelligente: il Minotauro non viene ucciso da Teseo nel labirinto. Secoli e secoli dopo la presunta morte lo troviamo a lavorare nelle cucine di un lussuoso ristorante, immerso sino al collo (taurino) nella provincia americana più desolante che si possa immaginare."

> Fino a qui sembra spiazzante sul serio. Spiace leggere che sviluppo ed epilogo non riescono a restare sul livello di questa (grottesca e divertente) trovata. Quanto al discorso sulla linea editoriale di MF, non è la prima volta che ci accorgiamo di non riuscire più a raccapezzarci - è un'insistenza stolida e svuotante. Magari riusciranno a riscattarsi organizzando 12 corsi in più.

Aspetto di vedersi animare tutte le bozze che hai salvato, in questi mesi. Ne ho dedotto un'attività splendida e magmatica.
Quanto al Minotauro di FD... altro mondo. Ne avevo scritto anni fa.

2. :)

3. :)))) Magari Christian Raimo farà gli straordinari, sì?

Beh, ormai avrà addestrato una legione di redattori. Ci sono almeno 69 case editrici pronte a partire, dopo l'imprinting di Minimum Fax.

Io sono innamorato dell'Asterione di Borges. Che ne so, come leggo Minotauro associo a quel racconto. Poteri di memorie confuse.