In un’intervista sul "Paradiso" a Daniele Scalise di qualche tempo fa chiedevo: ma è vero che i gay di oggi sono cambiati? Che vi è un vero e proprio divario tra la generazione passata, quella pasoliniana per intenderci (lasciamela definire così più per motivazioni temporali che ideologiche) e quella attuale? E che dunque la battuta del film Saturno contro sul gay che si definisce frocio perché è della vecchia scuola è quanto mai pertinente? E lui rispondeva: C'è un abisso tra la persona omosessuale di trenta, quaranta, cinquant'anni fa e quella di oggi. Conosco molti 'vecchi omosessuali' e non riesco proprio a identificarmi in loro. Vivevano in un mondo ostile, spesso nemici di se stessi, obbligandosi a rapporti disuguali, fuggendo dall'affettività.
Sante parole. Personalmente falcidierei questi ‘vecchi omosessuali’. Con le loro tristi storie di sesso, per loro stessa definizione, sempre incompiuto, con questi luoghi poco ameni dove la sessualità è sempre vista attraverso il buco della serratura parrocchiale; e questa resistenza alla visibilità perché la copertura garantisce loro un rispetto ipocrita e spesso, e in questo paese è prassi, l’apparentamento ad un habitat culturale che assicura loro un allure dignitoso.
L’Italia è piena di questi froci ‘ancien régime’ che sculettano in modo ‘frou frou’ per studi televisivi, ma che giammai scenderebbero in strada per rivendicare diritti che il mondo etero, da loro tristemente frequentato, calpesta tutti i giorni.
Non me ne voglia Severini, ma anche lui sembra di questa pasta: i suoi romanzi sono uno sfinimento continuo di orgasmi repressi, e se non sono repressi, sono raggelati da istanze reazionarie e catechetiche. Il praticante, il suo ultimo romanzo, è un noiosissimo, scontato, vecchio, marcio, puzzolente rimasuglio di un mondo che non c’è più (e mi meraviglio che una giovane casa editrice come la Playground, ‘sensibile’ a certe tematiche, insista a proporre vicende che appartengono al disumano soffocamento del brutto tempo che fu. O forse il responsabile delle edizioni anche lui ‘giovane’ non è?). Cosa cazzo ce ne può fregare, nel 2009, di un giovane che non scopa con la moglie perché è chiaramente un represso, ma che è affascinato da un vecchio signorotto di paese (nobile temuto e chiacchierato che viveva in un imponente palazzo al centro della cittadina… ma dai!!!!) che ogni tanto gli fa un pompino. E poi tutto il fradicio corollario del luogo comune gayo più trito e sconsolante: l’amico intraprendente ed ambiguo, la vita militare (e non è bastato Tondelli? Insistiamo ancora??) e l’apparato ecclesiale che è sempre stato trait de union tra la repressione più totale ed una solitudine sessuale volta ad una stanchissima autocommiserazione.
Davvero basta. Dopo le orribili prestazioni di Cronache di un disamore di Cotroneo, di Prendere o lasciare di Fabio Bo, questo frociume nauseabondo si completa con questa schifezza d’antan che se mi fosse possibile brucerei in una piazza (magari Piazza Farnese che è ormai è luogo ‘cult’ per certe manifestazioni) insieme all’autore.
Rivendico il diritto di essere un gay moderno in tempi in cui la sessualità deve essere vissuta all’aria aperta. Le marchette, la mercificazione e gli ipocriti balletti verdi di una fascistica repressione li lasciamo ai caconi. A quelli che se la fanno sotto a rivendicare la propria dignità.
Severini, sei un cacone!
P.S. Leggo su La Repubblica il commento di Grazia Verasani: Il romanzo di Gilberto Severini 'Il Praticante', ci riporta, per atmosfere e stile, alla migliore letteratura italiana del dopoguerra. Ma vattela a pia' 'n saccoccia, se vede proprio che de letteratura del dopoguerra non hai letto un cazzo!
NOTE
Gilberto Severini, Il praticante, Playground, Pag. 128 Euro 11,00
Note: http://www.pequodedizioni.it/schede/severini.html BIO
http://www.culturagay.it/cg/intervista.php?id=245 CULTURA GAY
Alfredo Ronci
Commenti
NEO AL!
Prima pubblicazione: http://www.paradisodegliorchi.com/cgi-bin/pagina.pl?Tipo=recensione&Chia...
adorabile questo tuo risentimento. Articolo bello radicale, pieno e sentito. Grazie Alfredo.
grazie a te che lo hai pubblicato perchè hai capito che era 'sentito'.
Non conosco l'opera recensita. Quando è uscito (alcuni anni fa), ho letto "La sartoria" dello stesso autore, un libro che ho trovato decisamente ben scritto e molto... garbato nel trattare una tematica che oggi sa di trito e ritrito.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Alfredo Erre.
"Il praticante, il suo ultimo romanzo, è un noiosissimo, scontato, vecchio, marcio, puzzolente rimasuglio di un mondo che non c?è più (e mi meraviglio che una giovane casa editrice come la Playground, ?sensibile? a certe tematiche, insista a proporre vicende che appartengono al disumano soffocamento del brutto tempo che fu. O forse il responsabile delle edizioni anche lui ?giovane? non è?)".
Be' la Playground ha pubblicato anche - nella collana Liberi e Audaci: quella a tematica omosessuale, per intenderci - il bellissimo "Mysterious Skin" di Scott Heim: http://www.lankelot.eu/index.php/2009/03/03/heim-scott-mysterious-skin/
Onore a loro, perchè è un libro del 1995, arrivato in Italia solo nel 2006, nonostante il meritato successo in madrepatria. In più hanno un bel catalogo, ho potuto notare.
"Be', poi dici agli altri che hanno un linguaggio violento. Ho pescato questa tua perla esemplificativa":
"Davvero basta. Dopo le orribili prestazioni di Cronache di un disamore di Cotroneo, di Prendere o lasciare di Fabio Bo, questo frociume nauseabondo si completa con questa schifezza d?antan che se mi fosse possibile brucerei in una piazza (magari Piazza Farnese che è ormai è luogo ?cult? per certe manifestazioni) insieme all?autore".
Che niente niente sei un po' fascista anche tu ah ah ah
A cui segue una clausa dallo stile altrettanto leggiadro e soave:
"Rivendico il diritto di essere un gay moderno in tempi in cui la sessualità deve essere vissuta all?aria aperta. Le marchette, la mercificazione e gli ipocriti balletti verdi di una fascistica repressione li lasciamo ai caconi. A quelli che se la fanno sotto a rivendicare la propria dignità.
Severini, sei un cacone!"
Ovviamente è inutile commentare. Un grande gay moderno, davvero.
Personalmente non ho letto 'La sartoria' (curioso, il protagonista de 'Il praticante' all'inizio fa il sarto), ma non è sul singolo libro che i miei 'acidi' appunti facevano riferimento, ma su una prassi consolidata dello scrittore marchigiano che me lo rende insopportabile, noioso e superato. Non ho nessun dubbio a ritenere la scrittura di Severini garbata, ma garbata è anche quella della Tamaro e di Baricco ( a propos: se il barocco ha uno stile monumentale, Baricco ha uno stile minimintile).
Tra l'altro, rileggevo. Se uno vuol capire la trama di questo libro dalla recensione non capisce nulla. Almeno qualche cenno potevi farlo, anche se Severini è un frocio antico e non un gay moderno come te.
Mah. Non saprei dire cosa si vuole rivendicare in questa pagina. C'è il gay moderno e attivista? Esiste davvero? Va in piazza a manifestare contro questi etero cattivissimi che vogliono privarli dei loro diritti? Mi pare di aver capito che è così, no?
Poi, ci sono o ci sono stati "froci" signorili ma "nauseabondi", che mi par di capire, "appestano" le televisione italiana? Sarebbero le checche isteriche? Ho capito bene?
E qui si dichiara apertamente - un dichiarazione d'intenti che dire senza peli sulla lingua è dire poco.... - che è venuto fuori il... SUPERGAY MODERNO? Dopo Nietzsche, il supergay moderno...
Io pensavo che esistessero uomini e topi, o uomini e cavalli o uomini e caporali o uomini e donne, secondo il secolo....
Mi devo ricredere: esistono froci (pardon: frociume nauseabondo...), gay e SUPERGAY. Un discorso un po' alla Sciascia...
"Rivendico il diritto di essere un gay moderno in tempi in cui la sessualità deve essere vissuta all?aria aperta. Le marchette, la mercificazione e gli ipocriti balletti verdi di una fascistica repressione li lasciamo ai caconi. A quelli che se la fanno sotto a rivendicare la propria dignità.
Severini, sei un cacone!"
Eccoli i veri SUPERGAY alla Rambo...
Ma mi sorge un dubbio: la parola "frocio", con tutte le varie derivazioni tipo "frociume" o "frociaggine", è una di quelle parole come "negro", cioè utilizzabile solo da chi fa parte del club e da Alessandra Mussolini?
Alessandra Mussolini fascista doc qual è usa il termine: ricchione. Quindi prima di accomunarla a me c'andrei piano. L'uso che faccio di 'frociume nauseabondo' e 'froci ancien régime' non ha nulla di censorio in quanto viene dal sottoscritto che è gay (non supergay alla Rambo ne tanto meno 'velleitario' alla Sciascia) dichiarato e felice di esserlo. Non contrappongo il mio essere a quello degli 'etero cattivissimi' perché la mia richiesta di diritti esula da qualsiasi altra condizione. Ma quando leggo una letteratura portatrice di valori vecchi, falsi, marci, e pure vittimista in questo 'eterno' apprendistato inconcludente e autocommiserante mi viene, come direbbero i toscani 'l'antua' (il voltastomaco).
Vorrei che questi gay d'altri tempi (va bene così? ma chi ha mai parlato di checche isteriche?), si facessero sentire e scendessero in piazza quando ce n'è bisogno, invece di rinverdire i 'fasti' di un passato reazionario e clerico-fascista, o di calpestare i palcoscenici di un cultura omofobica e opprimente.
Posso anche non essere un gay moderno (e nella mia rabbia anche un po' esagerato... ma il libro di Severini davvero lo brucerei in piazza), ma io, come diceva Sordi, so' io e gli altri (i froci d'ancien régime) non so' un cazzo.
"Vorrei che questi gay d?altri tempi (va bene così? ma chi ha mai parlato di checche isteriche?), si facessero sentire e scendessero in piazza quando ce n?è bisogno, invece di rinverdire i ?fasti? di un passato reazionario e clerico-fascista, o di calpestare i palcoscenici di un cultura omofobica e opprimente".
Sei ridicolo, come al solito. Usi un linguaggio obsoleto e fuori dal tempo. Fai tanto il paladino dei gay moderni ma questa pagina è intrisa di linguaggio violento e intollerante, soprattutto contro gli omosessuali. Non ti paragono nemmeno io ad Alessandra Mussolini, ci mancherebbe. Lei è decisamente più moderna di te, e meno frustrata e livorosa. In più questa recensione, oltre che essere intollerante, fastidiosa e offensiva per parecchie persone è anche fatta malissimo. é uno sfogo, non una recensione. Se devi sfogarti vai dallo psicanalista, e non postare questi orrori su un sito di alto livello come Lankelot. E abbi il coraggio di rispondere, se hai argomenti per farlo.
11. Alfredo (le do del lei perché non ci siamo mai conosciuti prima), non volevo accostarla assolutamente alla Mussolini. Volevo solo capire come mai, certe volte, l'intera figura di un individuo venga limitata e circoscritta alla sua sessualità.
Penso che lei lo troverà incomprensibile, e forse sono proprio io a non comprendere, ma io non ho mai capito cosa sia la letteratura gay. Ce n'è anche una etero, allora? Comprendo appieno che l'argomento è molto più sentito (e vissuto) da lei che non da me, ma credo che la società cambi, gay etero e compagnia bella. Non c'è da stupirsi se anche gli omosessuali e il modo di vivere questa tendenza sia naturalmente costretta a cambiare...
Cambiare, poi... Non so fino a che punto. Perdoni il qualunquismo, ma per me un gay è semplicemente una persona che prova attrazione per un'altra persona di ugual sesso. Punto. Niente stati mentali o diversità.
Che poi, in un paese tradizionalista e fondamentalmente poco incline ai cambiamenti come il nostro, il gay debba sentirsi, se non minacciato (esagerato), quantomeno diverso, questo lo sa lei meglio di me. Ma l'articolo sembrava un incitamento alla rivolta violenta e molto poco letteraria.
Caro Paolo
le do del lei anche io dal momento che non ci conosciamo. Non credo d'aver mai incitato alla violenza, ma al cambiamento sì. E' questo che mi preme sottolineare. Ha ragione quando dice di non aver capito cos'è la letteratura gay. Infatti non può capirla dal momento che non esiste. Esiste la letteratura buona e quella cattiva. Vi sono però delle istanze che andrebbero portate avanti, perché la scrittura può dove spesso altri strumenti non arrivano. Ma non si va da nessuna parte se si continuano a scrivere romanzi come quelli di Severini con una visione dell'omosessualità stantìa e confessionale. Così il mondo non cambierà mai: e invece sono sicuro che alcuni aspetti dello stesso devono cambiare.
Poi mi permetta, al di là della 'questio' omosessualità: 'Il praticante' di Severini è davvero un romanzo noioso e piatto, desolatamente inconcludente e col suo registro apparentemente chiotto, assai legnoso.
P.S. Se la citazione di Sordi le può essere sembrata irriverente (non certo violenta) voglio chiarirla ulteriormente: perché io so' io e tutti gli altri (i froci d'ancien régime) non so' un cazzo. Perché invisibili. A buon intenditor.
15. Mi fa piacere aver chiarito i termini di una polemica che non c'era. E mi vedo pienamente d'accordo con lei su discorso letteratura buona e cattiva. Criticavo solo certe enfatizzazioni che trovavo fuori luogo. Per il resto ha tutto il mio rispetto, lei e la sua prosa. :)
Per quello che mi riguarda, invece, prendo atto che il gay moderno non ha coraggio né argomenti per rispondere alle mie critiche al suo pezzo. Mi chiedo, cosa posti a fare i tuoi pezzi su un sito come Lankelot se fuggi il confronto? Da queste parti si usa rispondere se qualcuno ti rivolge delle critiche. Credo che Franco te l'abbia detto. Fa parte della dialettica che qui si cerca sempre.
Ripeto le questioni già poste?
Perchè nessun accenno alla trama? Perchè usare un linguaggio tanto violento e intollerante oltre che clamorosamente fuori luogo? Perchè scrivi pezzi per sfogare le tue frustrazioni invece di parlarci dei libri in questione? In sostanza, perchè ci ammorbi con questi pezzi insulsi?
Politica, soldi, sesso e prestigio: per queste cose gli italiani si arrabbiano - da sempre.
Ecco: poiche', pur essendo italiano, io (raramente in modo pubblico) mi arrabbio invece per cose come poesia, serieta', pudore, onesta', merito, eleganza, volgarita', intelligenza, rispetto, sensibilita' artistica, vorrei andare fuori dal punto di vista (e dal linguaggio) del recensore e mi piacerebbe dunque sapere se, per esempio, il romanzo trattato e' scritto bene, tecnicamente bene; se vi e' presente una stilistica personale o meno; se la storia, l'intreccio, regge, e come e' posta in essere sulle pagine; se l'ambientazione e' interessante; come sono descritti i personaggi e quando vivono (l'epoca); quali sono le soluzioni narrative offerteci dalle vicende; se c'e' un respiro poetico, ed altri particolari d'ordine letterario e magari anche grammatical-sintattico e retorico.
Questo perche' una recensione, a mio avviso, non deve essere un insulto ma un'analisi professionale - e cio' non toglie che alla fine ci sia pure un rifiuto e una condanna, ma solo dopo aver analizzato il tutto, direi con gli strumenti e le argomentazioni peculiari della critica letteraria.
Saluto Cordialmente
Sergio Sozi
Cosa cazzo ce ne può fregare, nel 2009, di un giovane che non scopa con la moglie perché è chiaramente un represso, ma che è affascinato da un vecchio signorotto di paese (nobile temuto e chiacchierato che viveva in un imponente palazzo al centro della cittadina? ma dai!!!!) che ogni tanto gli fa un pompino.
Questa è la trama. E mi pare d'aver espresso giudizi anche sullo stile e la qualità della scrittura. Poi se proprio v'interessa il libro, leggetelo.
Poi caro Sozi non mi parli di analisi professionale. Mi creda, ho già dato. Per questo mi permetto di dire e fare altro. Anche insultare. Preferisco mille volte anche lo scontro verbale al marchettismo dei giornalisti italiani che recensiscono solo perché sono pagati. Grazie comunque del confronto.
19 - Si ma non hai risposto alle mie domande, gay modernissimo. Io grazie del confronto non lo posso ancora dire, visto che non mi rispondi.
E poi "cosa cazzo ce ne può fregare di un giovane che scopa con la moglie eccetera eccetera" parla per te. Magari ad altri interessa. Non è che ti devi parlare addosso, se presenti un libro qualche cenno di trama ce lo devi dare, caro gay trendy e supermoderno.
E comunque, io non non ho capito - dico sul serio - se ci fai o ci sei, non so se ti sei reso conto delle cose gravi che hai scritto in questo pezzo, al di là della pessima qualità della (non) recensione.
Egregio Alfredo Ronci,
Grazie per le Sue precisazioni, delicate e meticolose, premurose, rispettose, soprattutto approfondite. Pensavo che questa fosse una recensione - dunque ho capito male, poiche' invece il Suo articolo serviva solo a dirci: ''Poi se proprio vi interessa il libro, leggetelo''.
Va be': nuovamente grazie a Lei, Ronci, per quello che - come dice - ha ''gia' dato'' (immagino altrove) all'Italia letteraria. Altrove Lei avra' pure ''gia' dato'', ma non qui. Perche' qui Lei ci ha ''dato'' solo un elenco di insulti e di sbrigativi confronti fra varie tipologie di omosessuali italiani e relative abitudini e connotazioni socio-politiche, non una recensione. Serve commentare ulteriormente? Non lo faro' io.
Io Le invio solo i miei Saluti Cordiali
Sozi
19. Ecco, mi pare di capire che ci sia un malinteso di fondo: Lankelot non è un "diario"; quello che si scrive su queste pagine non è moralmente, dialetticamente e politicaente inattaccabile. Non lo sarà mai.
Personalmente apprezzo chiunque riesca ad uscire dall'accademismo del recensore e dall'apriorismo del critico, per tentare di scrivere qualcosa di diverso. Alfredo, le posso consigliare di leggere una qualsiasi "recensione" di Leòn: non potrà non comprendere lo spirito che molti qua dentro hanno perseguito. Lui è uno dei "vecchi", uno di quelli che hanno combattuto e ancora combattono ogni preconcetto e autoreferenzialità.
Proprio di quest'ultima, credo, pecchi questo sfogo: ho come avuto la sensazione che al posto de "Il praticante" si sarebbe potuto trovare un qualsiasi altro romanzo e che, in breve, il vero protagonista del pezzo sia il suo ego.
22.
Caro Paolo Castronuovo,
penso che Lei abbia descritto il critico serio: accademico o non accademico, e' sempre colui che riesca a dare al lettore un'analisi approfondita dell'oggetto in questione. E, dico per esperienza personale, di solito questa rigorosita' critica riescono a metterla su carta gli studiosi assidui - anche autodidatti, mettiamo, o accademici, non importa. E le persone equilibrate.
Alfredo Ronci non è solo un bravo letterato - completo: narratore e critico - e un buon giornalista (cfr. http://www.paradisodegliorchi.com/cgi-bin/pagina.pl , la sua creatura) ma è anche un signor polemista. Discutete con calma e scoprirete una persona di grande intelligenza, sensibilità e profondità. Mi raccomando: NON scendete mai nei personalismi.
Grazie,
gf
Gentile Sozi
lei fraintende: l'Italia letteraria a cui avrei 'dato', come acidamente appunta, in realtà me la sono costruita da solo, dal momento che è dal lontano 1990 che mi faccio un culo così (noblesse oblige, ma purtroppo non ho studiato a Oxford, ma alla Pilo Albertelli) per cercare di dare un senso (personale chiaro, non ho la presunzione di apparire dio in terra, tanto meno trino) a questa 'poco' vituperata letteratura che, stando a quello che scrivono i recensori seri, di cui lei sicuramente si nutre, è piena di capolavori e di giovani promesse. Non mi ritengo un critico accademico (non voglio esserlo), sulla 'difesa' della mia serietà invece sono disposto a battermi a duello (questa è considerazione che al Franchi piacerà, lo so).
Detto questo, credo di aver dato in passato dimostrazione della mia passione, anche e più volte su Lankelot (non è un invito a leggere i miei precedenti interventi... anche perché non sono mai accademici), ed è proprio per questa passione che mi sono permesso di 'esasperare' il pezzo su Severini. Ripeto: al di là dell'accentuazione marcata delle espressioni (l'insulto è cosa diversa. Cacone è un insulto? Ma via!), credo di aver posto l'accento sugli aspetti negativi di un romanzo inutile e nonostante tutto autoreferenziale. Se poi qualche lettore accademico di lankelot vuole il compitino in classe, può certo pretenderlo, non da me.
Sul mio equilibrio poi credo che lei abbia voluto tenere in considerazione l'insegnamento latino per cui falsum saepe vero suavius est, cioè che la menzogna spesso è più gradevole della verità. Accetto il suo appunto come una gradevole panzana. Se così non fosse, me ne strapippo (sempre noblesse oblige).
Franchi è un signor moderatore. :)
Anche io ci sono rimasto male nel trovare pochissimi riferimenti alla trama del libro in questione, ma devo ammettere che lo stile di Ronci è molto personale e mette curiosità(e leggere sempre lo stesso tipo di recensioni alle volte annoia, quindi buono avere anche questo tipo di recensioni)
"Se poi qualche lettore accademico di lankelot vuole il compitino in classe, può certo pretenderlo, non da me".
ecco, questo è il punto. per me ci sta. e poi si sa che molte recensioni sulla stampa sono eleganti e fantasiose rielaborazioni dei comunicati stampa.
24 - caro Franco, sono i pezzi del gay moderno che vanno sul personale e sull'autoreferenziale, quindi l'appunto dovresti farlo a lui. Logico che poi simil pezzi portino a discussioni che vadano in questa direzione. E in ogni caso, vorrei che specificassi al gay moderno che se gli pongo questioni mi deve rispondere, che questo è un sito dove si interagisce. Altrimenti non può stare qui, se non vuole interagire. E poi scrive cose vomitevoli, che nessuno qui dentro si sogna di scrivere, come ad esempio bruciare uno scrittore e i suoi libri in piazza Farnese. Cosa davvero molto grave che mi sorprendo tu lasci passare cosi. Le SS, che tanto "ama" il caro gay moderno, erano degli agnellini nei loro propositi, al confronto.
27 - Antonio, qui dentro nessuno scrive comunicati stampa. Un conto è la fantasia, un conto sono gli insulti, dei quali il gay moderno fa largo uso nei suoi pezzi.
Rispondo per Franchi: quella di Alfredo è chiaramente un'allegoria. Come quelle di Arbasino... sono provocazioni al limite, ma pur sempre provocazioni. Se conosceste il caro Ronci sapreste che non è tipo da bruciare libri: lui sembra un eroe di Bradbury.
Non so chi sia questo Jena Plissken, ma lo voglio sposare :)
:))).
E' uno che la sa lunga!
29. non intendevo qui sul Lanke ma mi riferivo alla citazione finale nel pezzo, quella tratta da La Repubblica.
30 - Un allegoria del cazzo, scusa se uso il turpiloquio anch'io. E comunque, sono "allegorie" gravi che spero di non vedere più qui su Lankelot. E comunque, il GAY MODERNO è un maleducato, non solo nel modo di esprimersi nei suoi pezzi, ma anche nel non interagire coi suoi interlocutori. Ti ripeto, digli che deve rispondere a chi gli pone questioni. Sto ancora aspettando. E Franco, tu lo sai, io non lascio cadere la questione...
sì, ma mi sembrate due innamorati che si stuzzicano:))). E' incredibile, vi state puntando come due setter. Perché non vi parlate via mail?
35 - No, io pongo questioni qui. Voglio che mi si risponda qui, se si ha il coraggio di quello che si scrive. Del resto, cosi si usa tra persone civili.
ma lui ne ha anche troppo di coraggio, proprio come te. Ripeto: basta che non andiate sul personale e parlerete per ANNI di letteratura. Te ne accorgerai.
37 - Resta il fatto che non mi risponde. Se ha il coraggio di giustificare ciò che scrive dovrebbe farlo. Io non so quali problemi psicologici abbia, o frustrazioni accumulate, solo non credo debba venire a sfogarle qui. Questo dovrebbe essere luogo di confronto, anche acceso, ma a margine dei pezzi. Lui ha postato un pezzo che è un commento da forum, non una recensione (e non è la prima volta). E poi evocare roghi di libri o persone è davvero una triste allegoria, e tutto quel dicorso sul frociume antico è davvero fastidioso, e irrispettoso per tante persone. La cosa che mi suscita ulteriore fastidio, inoltre, è che il gay moderno in questione si è permesso di stigmatizzare il linguaggio violento, e poi lui lo usa sempre, più di ogni altro partecipante all'attività di questo sito. Ora, i commenti al pezzo non sono solo i miei. E il tenore su questo punto mi pare unanime.
Come ho difeso tante volte te, qui e in privato altrove, così difendo lui, alla morte. Mi piacete entrambi e in entrambi credo.
Altro non posso dirti. Per persone come voi io mi alieno volentieri amicizie e credibilità. Perché chi vi critica male non è mio amico e chissenefrega del suo giudizio. tutto qui:)
Franchi non è un signor moderatore, è un moderatore celestiale.
Tenta di mettere insieme, in questo caso, il diavolo e l'acqua santa, Cervi e Fernandel, Totò e Maciste, Cristo e Giuda, Moana Pozzi e la Binetti, De Gasperi e Nilde Iotti, il supergay moderno e il cinefilo di destra. Che fatica. E' vero, i fidanzatini si beccano: ma quando uno dei due vuole essere lasciato in pace il rapporto come si suol definire? Divisi in casa? Mi sembra appropriato. D'altronde cosa diceva Giovanni Verza, il famoso scienziato: la meraviglia dell'impossibile è che è appunto impossibile. Nonostante la meraviglia.
39 - Ma ci mancherebbe, Franco. Tu fai bene a difendere tutti quelli in cui cui credi e che ti accompagnano nel tuo viaggio virtual-letterario, nonché umano e intellettuale. é una cosa che ho sempre apprezzato in te, non l'unica, peraltro. Io mi permetto queste critiche ad uso interno, proprio perchè Alfredo Erre scrive qui su Lankelot. Se erano pezzi postati altrove me ne sarei fregato. E siccome sono sicuro che hai i tuoi buonissimi motivi per averlo fatto arrivare qui, cercavo di farlo entrare più nello spirito di Lankelot. Certo, io non sono uno buonista e accondiscendente, quindi quello che non mi sta bene lo dico in faccia e lo scrivo, a chiunque. E fintanto che Alfredo Erre userà modi e argomenti fastidiosi glielo farò notare. Tra l'altro non hanno dato fastidio solo a me, anche se io mi esprimo in modo più diretto di altri. Certo di più non posso fare. Né dirti chi deve star qui o meno. Io di te mi fido, lo sai. E se lui sta qui vuol dire che tu ritieni sia un risorsa. Spero lo diomostri, nel tempo. E intanto che mi risponda, perchè questo mio breve intervento di spiegazione non significa che cambierò atteggiamento nei suoi confronti, a meno che lui non mi faccia ricredere coi prossimi pezzi e commenti.
Va bene così, stiamo andando sui binari giusti:)
Forza ragazzi.
40 - Ti ricordo che questo è un sito di interazione, Alfredo Erre. Quindi se vuoi stare qui lo spirito non è quello di essere lasciato in pace. Se uno posta dei pezzi si assume la responsabilità di ciò che scrive, e risponde ai commenti conseguenti. Qui tutti rispondiamo a tutti,è la regola base.
Mmmmmmmm comincio a sospettare chi possa esserci dietro la Jena.
ahahaha:))))
http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=0cUiuaWFr2E
44 - Vedo che continui a non rispondermi. Sei veramente maleducato oltre i limiti. Oppure solo un vile che si spaccia supergay moderno, che a me pare più che altro una superchecca, probabilmente anche isterica.
46, no agli insulti!
ocio.
Come è ormai risaputo Freud scrisse alla fine dell'ottocento un saggio 'Studi sull'isteria' in cui contrariamente a quanto definito fino a quel momento, considerava l'isteria non come una patologia vera e propria, ma una condizione del soggetto a voler dire 'comunque' qualcosa. Attraverso anche una sintomatologia corporea legata alla sessualità. Forse a quella ci si riferisce quando si 'bolla' un individuo come 'superchecca isterica': ma non essendo un 'praticante' come Severini, o almeno, non un 'praticante' ossessivo, al massimo mi si può definire un 'culaiolo irrequieto'. Ma sempre in attesa, come il buon Indy insegna, di nuove e mirabolanti avventure.
46 - Non ho insultato, anzi. ho uusato un linguaggio più leggiadro e soave di "Severini, sei un cacone", oppure di "froci ?ancien régime? che sculettano in modo ?frou frou?", o anche di "frociume nauseabondo si completa con questa schifezza d?antan che se mi fosse possibile brucerei in una piazza". Solo per citare alcune perle. Che mi risponda il supergayo, più che altro. Io sto ancora in attesa.
48 - E con ciò? Tu divaghi e non rispondi alle questioni sul tavolo. Sono in attesa che smetti di divagare e che mi rispondi.