Visioni di una moderna Apocalisse
Massimo Scrignòli incendia le parole per cercare nel tormento della vita la verità nascosta agli uomini. Vista sull’Angelo (Book editore, pagine 87, 15 euro) è, per questo motivo, il suo libro più problematico, il più sofferto. Nella forma del racconto in versi, il poeta ferrarese mette in scena in cinque stazioni la terra desolata. Egli rivolge lo sguardo all’insostenibile presenza dell’essere in cui tutto accade senza clamore.
Un fuoco metafisico accende questi versi. Scrignòli verticalmente dialoga con l’Angelo. Nel silenzio vuoto del tempo tutto si è compiuto. Il poeta attraversa i luoghi aridi per immaginare come saranno i giorni dopo il naufragio.
Intuire, decifrare, tradurre tutti gli indugi del tempo è la missione umana del poeta che fiuta sensibilmente l’odore del pericolo: "Una vita assente e instancabile/ si nasconde nel trionfo del buio/donando memoria e oblío / con le acque nuove che il fiume/ trascina nei vapori di gennaio./ Qui anche la notte è incerta e piove/ sul ramandolo pensoso./ È tempo di tradurre le azalee, di capire il pieno del vuoto./ È la stagione giusta/ per curare le trasparenze del viola./ È tempo di invecchiare".
Il disincanto è la sola cifra con la quale attraversare il caos che impedisce ogni possibilità di fuga. Il poeta prende atto con amarezza che la verità non abita gli umani. Sul mondo è calata la lunga notte del male e del dolore. Dentro quest’oscurità sembra non esserci più posto per gli uomini perché "si è cancellata/ogni vanità dello spirito".
Siamo precipitati nella "distrazione / di un arcangelo smarrito, forse la bufera annunciata di una nuova impresa".
È tempo di capire il lato giusto delle cose. Ma forse non basta più essere qui, perche tutto quello che resta di questo sconforto umano non servirà a sconfiggere l’assedio che continua sempre. Scrignòli osserva la realtà con gli occhi e l’anima del viandante disilluso che si perde nella memoria della parola che non si spegne.
Il poeta entra nell’abisso della caduta del tempo, dove "il dolore invecchia presto/ma non muore" per capire quale possa essere il modo migliore per attraversare il male che in ogni questione terrena si aggiudica sempre l’ultima parola del vincitore. Nella poesia di Massimo Scrignòli c’è una visione allegorica della rappresentazione del mondo: si può interpretare il dubbio della ragione, del ragionare, non come limite che l’uomo non deve superare, ma piuttosto come momento di un’attività profetica. In questo andare oltre i confini terreni "il valico tra libertà e destino/rimane una questione fra Angeli / senza nessuna possibilità di medicamento./Il caos, forse, sarà l’unico rimedio/allo sgretolarsi di un’intera stirpe/di radici e terre".
Da nord a sud, la prospettiva che Scrignòli disegna è quella di una moderna Apocalisse in cui anche il cammino di chi non si arrende sfocia nell’assenza: "Non ci sono più voci o passi umani,eppure/il giorno non cambia i ritmi dei conventi/né distoglie le nuvole dai campanili/che non hanno più quiete, ma un solo/muto/alfabeto".
Il dramma è ancora qui e si consuma terribile sotto gli occhi del cedimento di Dio che non ammetterà mai le ragioni della sua sconfitta. Aveva ragione Eliot quando scriveva nei Quattro Quartetti che noi viviamo, respiriamo, se consumati da un fuoco o altro fuoco. Scrignòli non spegne la parola per dirci che in quest’abisso aspetteremo la nuova misura dell’orizzonte.
BREVI NOTE
Scrignoli, “Vista sull'angelo”, Book, 2009.
Racconto in versi. Poesia - ed. rilegata - pp. 96 - € 15,00 - ISBN 88-7232-635-0
ISBN 13: 978-88-7232-635-0
Nicola Vacca
(articolo pubblicato sabato 19 settembre su Liberal)
Commenti
Sostiene Nicola:
"Massimo Scrignòli incendia le parole per cercare nel tormento della vita la verità nascosta agli uomini. Vista sull?Angelo (Book editore, pagine 87, 15 euro) è, per questo motivo, il suo libro più problematico, il più sofferto."
Buona lettura!
A Massimo tutto il bene e la stima che da anni nutriamo reciprocamente l 'uno per l 'altro.
E' un grande poeta , è poeta dell'immenso, la sua parola si scolpisce a definire il vuoto del vivere insieme alla sua possibile e necessaria alba.
Edita e cura anche magnifici libri. Il 18 giugno di quest'anno, in un posto suggestivo di Ferrara, tra il verde,in concomitanza con l'arrivo dell'estate ha presentato la trasposizione poetica de " il cantico dei cantici " di Agostino Venanzio Reali.