Sciutti Maeba

Flaming June

Autore: 
Sciutti Maeba


"Flaming June" è una contaminazione, un tipo di contaminazione dove le muse ispiratrici di alcuni noti pittori diventano le protagoniste in e con sapevoli di racconti brevi, flash intimi, laceranti.
Maeba Sciutti osserva dipinti di Klimt, Leighton, Waterhouse, Hiroshige, Wesselmann, Modigliani, Mucha, De Lempicka e Schiele, osserva queste donne così diverse eppure simili a tante altre di ieri e di oggi. E da questa osservazione nascono dodici racconti, dodici incontri profondi, onirici, espressioni di moti e intensità che l’autrice ha sentito arrivarle dai dipinti e che, poi, sono diventati parole, accenni di storie.

Lo sforzo, l’intento, della Sciutti sono decisamente interessanti, e non tanto – non solo – per l’originalità nell’ispirazione e nello svolgimento, piuttosto per la volontà di proiettare il lettore ‘dentro’ queste opere, tra la vita di chi le ha realizzate ma soprattutto di chi ha posato.
Ed è uno sforzo complesso, che richiede amore e profonde conoscenze delle opere quanto della natura femminile.
La scrittura è ricercata, raffinata, a tratti complessa, si contorce prima di tornare in superficie ma è appena un attimo. Ogni racconto ha un ritmo diverso, respiri, profumi, strutture che lo rende unico e legato sottilmente all’opera di appartenenza.
Ci sono dunque le donne che si sono piegate, quelle irrimediabilmente fragili e all’apparenza sperdute. Ci sono le donne mai diventate, destinate a rimanere ‘figlie’mai abbastanza adeguate.

Allora giugno le fiammeggerà in casa e i pettegoli dimenticheranno che ha partorito una figlia emotiva. (pag.22)

Ma anche donne vicine all’essenza femminile moderna fatta di estetica e sacrifici, inadeguatezze e insoddisfazioni.

Compri una vita per assimilazione.
Un vestito di raso ti rende divina, una minigonna un’icona trasgressiva… (pag.57)

Poi quell’universo a parte popolato dalle donne che non sono mai diventate (donne), non dentro i canoni della società del momento; eppure loro – queste donne – tenaci, insistono e sopravvivono in questo loro essere diverse. Fuori da certi schemi ma piene di molto altro e poco importa, in fondo, quello che sussurra la gente.

La bambina continua a preoccuparla,  non manifesta attenzioni per l’economia domestica, preferisce correre per strada, … […] Sophie teme che la bambina abbia dodici anni e uno spirito artistico. (pag.87)

Tante donne dunque, immortalate in pose e movenze uniche, irripetibili. Al punto che il dipingere, diventa anche ‘atto di allontanamento’ che la rende immortale, certo, ma anche muta e immobile. Lontana.

Mi hai dipinta: appesa, abbandonata come una maschera che ha finito le sue risa. (pag.48)

Accanto alle muse, però, ci sono anche molti ambienti che la Sciutti cura, allunga e deforma. Il ‘dove’ diventa ‘come’ o ‘quando’ in un processo di fusione, dove le parole guidano o perdono la rotta ma non sono mai banali, scontate.

Il paese era una puttana estiva, perdeva la dignità del suo essere restio alla cultura, alla città, perdeva il sapore del pane sfornato e del dialetto sussurrato sull’uscio, si apriva e appassiva. (pag.75-76)

Penso che lo sforzo dell’autrice sia stato enorme eppure taluni approcci sono, forse, scivolati troppo verso un ‘descrivere’ e proiettare piuttosto che un ‘raccontare più nudo’, meno schiavo dell’aggettivazione vivida e il periodare serpeggiante.
C’è tanto, dentro questi racconti che sono proiezioni quanto tentativi di graffiare, scarnificare immagini e donne che sono state poi sono diventate e oggi continuano a vivere grazie alle mani dei diversi autori. Eppure in questo ‘tanto’ ho avuto l’impressione che, a tratti, qualche traiettoria si sia allontanata, piuttosto che avvicinarsi.
Il lettore di "Flaming June" ha bisogno di sapere, di capire chi sono questi pittori, queste muse. Penso che sia un libro che richiede un minimo di conoscenze della materia per poter essere apprezzato in profondità, capito come merita.
L’autrice è giovane, alla ricerca, non teme le sperimentazioni e si mette alla prova in un terreno misto complesso. C’è bisogno, forse, di recuperare un approccio più immediato per potersi avvicinare anche a quei lettori meno abituati ai liricismi, agli aggettivi come macigni che celano significati e strati.
Segnalo un tocco concreto di contaminazione che ho particolarmente apprezzato: ogni racconto è introdotto da un’illustrazione di Francesca Fasoli che riproduce proprio ‘quella’ musa che prenderà forma tra le parole dell’autrice. Ed è un approccio a mio avviso azzeccato, che favorisce l’immaginazione e quindi l’ingresso in queste dodici realtà deformate, attuali quanto lontane, profonde e dolorosamente consapevoli.
Ci vuole molta empatia, secondo me, per arrivare ‘dentro’ a occhi, volti, corpi. Bisogna saper ascoltare perfino le immagini che invece sembrano così immobili, fredde e invece, grazie alle parole dalla Sciutti, acquisiscono forme, colori, odori e sapori.
‘Flamming June’ è un libro curato e Maeba Sciutti è senz’altro un’autrice da tenere sotto controllo, che spero arriverà ad entrare nelle storie che si rincorrono per essere prima di tutto ascoltatore poi 'traspositore', dove le parole hanno un loro peso specifico equilibrato, amalgamando con e per tutto il resto, moti, strati e quella sensibilità spiccata che ci ho sentito.

Barbara Gozzi, Giugno’2008.

EDIZIONI ESAMINATE E BREVI NOTE

Maeba Sciutti (Rimini, 1977). Vive in provincia di Rimini. Ha pubblicato: 
2007 -
Cristalli di fiato - Liberodiscrivere, 2007 - Lingue di piume - ARPANet, 2007 - presente su The Cats Will Know - Antologia - Lulu  e ‘Flaming June’ (Arpanet, 2008)

Il suo blog:  
http://rapsodieinvernali.splinder.com/

Su lankelot: Lingue di piume

ISBN/EAN: 
9788874260508

Commenti

Amici!
Nuovo articolo di Barbara Gozzi.

"L?autrice è giovane, alla ricerca, non teme le sperimentazioni e si mette alla prova in un terreno misto complesso. C?è bisogno, forse, di recuperare un approccio più immediato per potersi avvicinare anche a quei lettori meno abituati ai liricismi, agli aggettivi come macigni che celano significati e strati."

> E' la seconda scheda dedicata alla Sciutti che appare da queste parti. Non fa altro che aumentare la mia curiosità. Grazie di cuore,
gf

Mi scuso in primis con l'autrice, nell'inserire il post avevo scritto male il titolo.
Quello giusto è 'Flaming June' che ho già corretto.
Sorry!

Ciao Gf!

Buon pomeriggio,
B

Non ho letto il libro di Maeba, ma abbiamo presentato insieme i nostri lavori a Cesena tempo fa (l'autrice è di Rimini), ha anche scritto un (ottimo) racconto per Historica.
La recensione di Barbara non ha fatto altro che invogliarmi di più a lettura di questo libro che pur volevo leggere.
Acquisterò sicuramente il libro da Arpanet che è anche il mio editore.