Scarpa Tiziano

Venezia è un pesce

Autore: 
Scarpa Tiziano
“Venezia è un pesce. Guardala su una carta geografica. Assomiglia a una sogliola colossale distesa sul fondo. Come mai questo animale prodigioso ha risalito l’Adriatico ed è venuto a rintanarsi proprio qui?
Poteva scorrazzare ancora, fare scalo un po’ dappertutto, secondo l’estro; migrare, viaggiare, spassarsela come le è sempre piaciuto: questo fine settimana in Dalmazia, dopodomani a Istanbul, l’estate prossima a Cipro. Se si è ancorata da queste parti, un motivo ci deve essere.”
 
Con un’immagine nota ai veneziani, si apre un libro originale su una città unica, strana e ridondante di un eccesso di bellezza e di storia. Non è una guida nel senso tradizionale del termine, non è un romanzo, è piuttosto un approccio diverso alla città, realizzato da un veneziano che la conosce bene e si diverte a mutare i punti di vista. Fin dal principio sembra essere il libro stesso a parlare: “Gli altri libri sorriderebbero di quello che ti sto dicendo” e si rivolge a una lettrice, come se l’interlocutore ideale dovesse essere necessariamente donna. Il testo si articola in una successione di capitoli ciascuno dedicato a un diverso organo di senso (occhi, gambe, piedi, orecchie e così via), che coglie l’essenza della città dal suo particolare punto di vista. L’originalità è straordinaria: Venezia viene percorsa, annusata, percepita, descritta dall’interno, tralasciando le osservazioni tradizionali e mettendo in luce i suoi aspetti più riposti, particolari, notizie o usanze che spesso solo un veneziano può conoscere e presentare in questo modo.
Scorrevole, brillante, a volte ironico, simpatico, è certamente un libro che piace ai veneziani perché vi si ritrovano e interessa i foresti, che hanno modo di sentire particolari generalmente taciuti o tralasciati.
Venezia è una città da cogliere in maniera totale: col cuore, con gli occhi, con le gambe…. sicuramente un luogo che non può lasciare indifferenti, anzi il suo problema è in genere l’eccesso di sensazioni e di bellezza che offre, tanto che i suoi abitanti possono rischiare l’overdose. Per questo motivo sono chiamati Serenissimi, “che è come dire morbosamente calmi, istupiditi, sonnambuli”. L’eccesso di «radium pulchritudinis» rischia di stroncarli.
 
Venezia, oltre che un pesce, è anche “una testuggine: il suo guscio di pietra è fatto di macigni grigi di trachite (maségni, in veneziano) che lastricano le strade.” Venezia è “onirica e assurda”, surrealista. “Ogni maségno è un emblema, riproduce in piccolo tutta Venezia, città infitta nel proprio profilo, inesorabilmente segregata dall’acqua, impossibilitata a espandersi, a travalicare se stessa, impazzita per troppa meditazione, per troppa introspezione.”

Venezia è una città rivolta all’acqua e pullula di traghetti, battelli, gondole, barche, periodicamente è soggetta all’acqua alta e allora si tramandano aneddoti divertenti, piccole avventure, storielle. Venezia non è solo una città dove si cammina, è anche una città da toccare con le mani nei posti più vari: i parapetti dei ponti, le pareti ravvicinate di una calle, gli intonaci che si sgretolano per l’umidità, le bitte dei vaporetti, gli anelli metallici agganciati per terra per legare le barche.

“Venezia è un ininterrotto corrimano Braille”.  Venezia è un luogo dove ci s’incontra sempre, è piccola, la si può attraversare a piedi, è una città che rinnega la privacy. Venezia si ascolta nei suoi silenzi o nei suoi clamori: “I tacchi che risuonano mentre cammini di notte nelle calli sono la punteggiatura della tua solitudine”. Venezia è anche fatta di cibi da assaggiare, di bacari, ombre e cicheti, con alcuni piatti tipici ad alta concentrazione di cipolla. Venezia ha anche i suoi aspetti nascosti e negativi come la “puzza cronica” che esala da certi rii, ma ha anche i profumi di frutta e verdura al mercato di Rialto. In questo modo così vario Scarpa ci conduce in giro per la sua città, scoprendone angoli particolari, rievocando i suoi giochi d’infanzia nei campielli, rivelando piccoli dettagli che solo chi ha vissuto Venezia dall’interno sa presentare con tale naturalezza.
 
Nella parte finale del libro intitolata “Coda” vi è una miniantologia di testi veneziani, che comprendono i tre principali modi di stare a Venezia: turista straniero (Maupassant), residente straniero (Diego Mainardi), nativo emigrato (Scarpa stesso).
 
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
 
Tiziano Scarpa (Venezia 1963), scrittore veneziano, ha pubblicato il romanzo “Occhi sulla graticola” (1996), i racconti “Amore Marchio Registrato” (1998), la raccolta di saggi “Cos’è questo fracasso?” (2000), con Aldo Nove e Raul Montanari,” Nelle galassie oggi come oggi. Covers” (2001) e “Cosa voglio da te “(2003).”Venezia è un pesce” è la versione ampliata e riveduta di “In gita a Venezia” con Tiziano Scarpa (Paravia 1998).
 
TIZIANO SCARPA, Venezia è un pesce. Una guida, Milano, Universale Economica Feltrinelli 2003.
 
Marina Monego, marzo 2004
ISBN/EAN: 
9788807815966

Commenti

Devo a questa tua recensione l'unico libro di Scarpa che mai circolerà nella mia casetta. Solo questo;).

Riscopro oggi, leggendo il volume di poesie di William Navarrete, coraggioso esule cubano ("Età di paura al freddo", Il Foglio, Piombino, 2005) suoi versi su Venezia.

Li integro qui. A suo tempo li pubblicammo su Lankelot.com, ma forse passarono ingiustamente inosservati.

BUCENTAURO

Où vit-on atteler des hippocampes d'or?
Jean Cocteau

Violaste el secreto de tu mar, ciudad perdida,
divagas en lo denso de la niebla
que esparce sus presagios esta noche
en que ni una sola estrella te dará la bienvenida
como tú has hecho, día a día,
con los peces que lamían tus pies
con las olas que besaban tu rostro,
pérfido rostro de mortal,
en la mansa quietud de una plaza
y pérfida alianza con el mar
que traicionaste hendiéndole profundo
tus cantos arrogantes de ciudad,
tus pasos inseguros sobre el agua.

Maldita quedas y el castigo
te llega de la tierra que nunca ha desafiado
al reino de las algas que desprecias
queriéndolas burlar
en cada surco abierto entre tus islas,
cada puente, vuelo seco,
cada mármol en cruz, temblor de niña.

Ahora, ya ves,
tu mejor nave yace al pie de las murallas
y sólo un haz de oro entre las olas,
cuando las nieblas se disipen,
hará que olvides un instante tu desgracia.

Venecia, 1999

William Navarrete. Da ?Edad de miedo al frío? ? Editorial Advana Vieja ? Cadice, 2005

BUCINTORO

Où vit-on atteler des hippocampes d'or?
Jean Cocteau

Hai violato il segreto del tuo mare, città perduta,
divaghi nella densità della nebbia
che sparge i suoi presagi in questa notte
dove nessuna stella ti accoglierà
come tu hai fatto, giorno dopo giorno,
con i pesci che lambivano i tuoi piedi
con le onde che baciavano il tuo volto,
perfido volto di mortale,
nella placida quiete d?una piazza
e nella perfida alleanza con il mare
che hai tradito sprofondando negli abissi
i tuoi canti arroganti di città,
i tuoi passi incerti sopra l?acqua.

Sei maledetta e la punizione
ti viene dalla terra che non hai mai sfidato
il regno delle dighe che disprezzi
volendole burlare
in ogni solco aperto nelle tue isole,
in ogni ponte, volo secco,
in ogni marmo in croce, tremore di bambina.

E ora vedi,
il tuo miglior vascello giace ai piedi delle mura
e solo un fascio d?oro tra le onde,
quando le nebbie si disperdono,
ti farà per un istante dimenticare la tua disgrazia.

Venezia, 1999

Traduzione di Gordiano Lupi

Questa tua recensione, Marina, mi è passata inosservata ed è molto bella.
"Venezia si ascolta nei suoi silenzi o nei suoi clamori", scrivi.
Ed è vero!
La poesia, poi, che ha inserito Gf è notevole: entrambi intrecciate, con forza sensibile, una sorta di radiografia poetica dell?anima di Venezia.

Vi ringrazio

Raffaella

bella anche la poesia, sì, non me la ricordavo.
Grazie Raffaella: Venezia è città mutevole, definirla del tutto è praticamente impossibile, però Scarpa ne fa davvero un bel ritratto e soprattutto si sente che la conosce.

Riscopro oggi questa recensione. Da ammiratrice/amante/malata di Venezia questo libro l'ho trovato delizioso. Lontano da tutti o quasi i luoghi comuni intorno alla città. Ricordo che una cosa mi ha colpito: il concetto che Venezia è il contrario di Siena. A Venezia c'è una piazza e tutti campi, a Siena un campo e tutte piazze.

:)
peccato che Venezia stia diventando sempre più una specie di Gardaland turistica, gli abitanti sono diventati una rarità.

PONTE DI CALATRAVA: DECISO IL NOME, E' 'DELLA COSTITUZIONE'
VENEZIA - E' ufficiale: il quarto ponte sul Canal Grande si chiamerà, "ponte della Costituzione". Lo ha annunciato il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, sottolineando che la decisione è stata presa dalla giunta comunale all'unanimità.

"Mi pare giusto questo titolo - ha detto Cacciari - visto che ricorre il 60/o anniversario della Costituzione ed essendo il tema della riforma della Costituzione al centro dell'attenzione politica. E' un nome bello in cui dovrebbero riconoscersi tutti i veneziani".

Il sindaco ha annunciato anche che il ponte verrà aperto entro pochi giorni senza inaugurazione, cancellata dopo le polemiche che hanno accompagnato la sua realizzazione: "ho deciso io di annullarla - ha sottolineato Cacciari - contro il parere di tutta la giunta e dell'architetto Santiago Calatrava".

Nessuna cerimonia pubblica, dunque, ma solo un momento di festa per brindare insieme agli operai che hanno costruito il ponte: "quello lo faremo di sicuro - ha detto il sindaco - andremo in un bel posto tutti insieme, tutti quelli che ci hanno creduto e vi hanno lavorato e non soltanto criticato sollevando aspre polemiche. Tutti quelli che hanno voluto questo segno di straordinaria architettura che durerà certamente nei secoli".

"FATTO CON IL CUORE NON E' UNA TRUFFA"
"Abbiamo messo tutto il nostro cuore in questo ponte per questa città che amiamo. Non è una truffa". L'architetto spagnolo Santiago Calatrava replica così alle polemiche che ne hanno accompagnato la realizzazione e che alla vigilia dell'apertura hanno fatto saltare, per decisione del sindaco di Venezia Massimo Cacciari, l'inaugurazione con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Polemiche che hanno riguardato sia la lievitazione dei costi e dei tempi di costruzione sia l'accesso ai disabili, proteste che hanno visto in prima linea la Lega e alcune associazioni di disabili. "E' stata una grande sfida - ha sottolineato Calatrava nella conferenza stampa con il sindaco e l'assessore ai lavori pubblici Mara Rumiz - non posso essere io a dire che é il più bel ponte che ho fatto, ma certamente un'opera matura apposta per Venezia. Per me è stata una esperienza unica. E' un ponte anche fatto di coraggio un segno della nostra epoca in una città universale".

Ovvio quindi il suo rammarico per la mancata inaugurazione: "mi dispiace soprattutto per gli operai che ci hanno lavorato e che non hanno potuto stringere la mano al presidente Napolitano".

Venezia, le sconte e la città

Venezia, le sconte e la città parallela
di Daniele Del Giudice
La perla lagunare raccontata da uno scrittore che ci vive da 30 anni. Che invita a "perdersi" per ritrovare il cuore segreto della Serenissima


Vivo qui da almeno trent'anni. Più che sufficienti per vedere i cambiamenti, e Venezia nella sua apparente immutabilità è cambiata insieme al resto d'Italia. Ormai la ristorazione è quasi tutta asiatica: sempre giovani, camerieri cinesi molto più gentili e sorridenti dei loro predecessori fanno un ottimo caffè, preparano con efficienza e rapidità sarde in saor e nervetti olio sale pepe e imprecano in veneziano (ancora con qualche inflessione); i muratori, bevitori di vino bianco e poca acqua alle nove di mattina, comunicano tra loro nelle lingue dell'est europeo; nei servizi pubblici sono molte le donne, donne-marinaio, donne-spazzino; i calendari per turisti hanno sostituito ai gatti sacerdoti avvenenti per qualche giro mentale dell'editore. E gli esodi non sono più di persone ma di intere attività che scompaiono..

REPUBBLICA - fonte.

Continua qua; http://viaggi.repubblica.it/articolo/venezia-le-sconte-e-la-citt-paralle...

[Venezia è un pesce] l'ho

[Venezia è un pesce] l'ho letto, m ihai preceduto nel segnalarlo: carino, vero?

[del giudice] molto:)

[del giudice] molto:)

[del giudice] strano che non

[del giudice] strano che non sia ancora tra i tuoi scrittori preferiti. E' decisamente monego:)

[Del Giudice] anche lui è

[Del Giudice] anche lui è nella mia lista che cresce mostruosamente....

[venezia] (ANSA) - VENEZIA, 4

[venezia] (ANSA) - VENEZIA, 4 MAR - Le botteghe del Ponte di Rialto a Venezia sono state colpite da un nuovo assalto dei writer. A colpi di spray sono stati imbrattati gli infissi che dal retro delle botteghe fanno da quinta sul Canal Grande. Dopo l'ennesimo sfregio, i negozianti hanno chiesto l'installazione di telecamere di sorveglianza. Proseguono le trattative tra il Comune e la Diesel di Renzo Rosso per chiudere un accordo di sponsorizzazione per il restauro del Ponte di Rialto, per il quale urge una radicale "ripulita".