Savinio Alberto

Tutta la vita

Autore: 
Savinio Alberto
“Noi stiamo traversando la crisi di allargamento dell’universo. Guerre, rivoluzioni, angoscia dell’uomo, tutto che è crisi nel mondo da più anni a questa parte, tutto è conseguenza di questo allargamento – di questo universo più vasto nel quale Dio non trova più luogo né modo di fermarsi e di affermarsi, almeno in quella forma più concreta e suadente che dava sicurezza e protezione all’uomo e pace al suo animo. Anche il cristianesimo segue la sorte di questo universo più vasto. Non sarà cristiano in avvenire chi non porterà anche agli animali, alle piante, ai metalli, quell’amore cristiano che finora egli portava soltanto all’uomo” (pag. 556). 
 
Savinio si presenta da sé con una prefazione in cui tenta, senza troppo crederci, di spiegare cos’è il surrealismo in genere e che cos’è, invece, il suo surrealismo, se davvero lo si possa definire così, poiché “non si contenta di rappresentare l’informe e di esprimere l’incosciente, ma vuole dare forma all’informe e coscienza all’informe” (pag. 555). È, in effetti, da quell’estratto sibillino della sua prefazione, inserito all’inizio di questo mio scritto, che bisogna partire per poi tornare come tentativo di sintetizzare quel nucleo indefinito ma costante che insegue i suoi scritti in questa straordinaria raccolta. 
In un intreccio di toni comici e surreali, seri ed irreali, al limite del fantastico, Savinio ha innescato una serie di congegni narrativi che ha permesso alle sue creature multiformi di trasferirsi dalle sue tele alla letteratura e viceversa.
 
Gli esseri antropomorfi hanno animato molte delle sue pagine, a volte con toni lievi, sfumati, quasi evanescenti, a volte irrigiditi in schemi tortuosi in cui regnava sovrana la sperimentazione. Da un lato c’era l’amato mare, il “Waldemare”, dall’altra “Psyche” ed in mezzo Nivasio o qualche altro stralunato personaggio che viveva attraverso la sua penna; ora, invece, è il momento di lasciare queste sue creature completamente libere di interagire con l’animazione delle cose e, attraverso esse, con l’animo umano.
“Tutta la vita”, titolo efficacemente simbolico, racchiude istanti di una vaga e sofferta malinconia. Savinio si dimostra assai legato ai ricordi, personali e collettivi. Questo è indubbio. In ognuna delle cose su cui posa gli occhi riscontra sensazioni da cui pare non volersi mai staccare. Un’operazione la sua che pare assai vicina a quegli attacchi di proustiana memoria proustiana e da cui però se ne distacca per una sua personalissima elaborazione. Savinio non era del resto artista che poteva cogliere sfumature e trasferirle al lettore attraverso dolci sapori. Lui giocava con la fantasia ora animando ora trasfigurandone i contorni. La sua infanzia è onnipresente, così come quelle figure familiari tanto amate, come la madre ed il padre. Racconti come “Paterni mobili” o ancora meglio “Poltromamma” non possono che richiamare l’attenzione a quella figura materna, severa e amorevole, odiata ed amata allo stesso tempo, da cui mai si staccò e che continua ad aleggiare, a persistere, resistente al trascorrere del tempo, attraverso gli oggetti “d’amore”.
 
Il legame affettuoso lo esprimeva così; attraverso il suo eclettismo aveva la capacità di trasformare gli ambienti, lasciando all’animazione dei luoghi e delle cose il compito di trasmettere i suoi sentimenti. 
Tutta la vita” è opera da leggere assieme a “Casa La vita”, per addentrarsi nella corrispondenza d’amorosi sensi in stile Savinio; imperdibili entrambi, a conclusione di un percorso o per conoscere davvero l’imponenza del suo stile, ed in cui ravvisare, infine, la struggente sensazione di qualcosa che gli sfuggiva di continuo, qualcosa di incompiuto che necessitava una rielaborazione personale e fantastica.
Ogni racconto è a se stante; non si riescono a rilevare tracce di una volontà dell’autore in tal senso. Appaiono agli occhi del lettore come un raggruppamento per mezzo rappresentativo più che per tematica (assai diverse, quali familiari, quali sociali, quali politiche, quali culturali).
Savinio dimostra una fantasia senza confini, una voglia smisurata di confrontarsi con se stesso, da umile “dilettante” quale egli si professava, nel tentativo di aprirsi il più possibile al mondo intero. Non è un caso che, in ultima istanza, torna bambino, piccolo piccolo per rivolgersi ai genitori che, in quel momento, rappresentano il mondo degli adulti, quelli che non dicono mai la verità, quelli che promettono e non mantengono.
 
Arduo il compito di selezionare ed estrapolare una qualche campionatura di questa raccolta. Sfogliando in avanti e poi a ritroso le sue pagine l’impressione è che non c’è racconto che possa davvero scegliere, sacrificandone un altro, per ragioni di spazio o per amor di sintesi. Citandone uno farei dispetto all’altro che segue o che precede. Di pari passo a questa mia considerazione segue la scelta più facile, o forse più comoda, glissare. Questo libro è una scoperta e deve restare tale, agli occhi che vi si accostano per la prima volta.
Bello scoprire un talento inesauribile e fecondo qual è stato il suo. Peccato non avergli dato, per tempo e luogo, il giusto merito tra i grandi della letteratura universale. 
 
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Alberto Savinio, pseudonimo di Andrea Francesco Alberto de Chirico (Atene 25 agosto 1891 – Roma 5 maggio 1952) fu scrittore, pittore, saggista, critico, musicista, compositore.
Alberto Savinio “Tutta la vita”, in “Casa La Vita e altri racconti”,  Adelphi, Milano, 1999, pagg 554 - 694. A cura di Alessandro Tinterri e Paola Italia.
Prima edizione: 1945. 
Movida,  13 ottobre 2009.
 
Savinio in Lankelot
ISBN/EAN: 
9788845903038

Commenti

"Tutta la vita? è opera da leggere assieme a ?Casa La vita?, per addentrarsi nella corrispondenza d?amorosi sensi in stile Savinio.

Per me i due suoi veri capolavori. Nei racconti supera se stesso.

Al momento avrei esaurito, ma questa raccolta è incredibile, per gli appassionati del comico, del fantastico...e di tutto quello che la fantasia suggerisce loro.
Spiazzante. Me la porterò a lungo tra i ricordi.

"il mondo degli adulti, quelli che non dicono mai la verità, quelli che promettono e non mantengono."

eh... non so se si è notato ma il surrealismo è nelle mie corde :)
Lo aggiungo alla lista dei libri da leggere!

speciale SAVINIO!
www.lankelot.eu/SMF/index.php?topic=2949.0 In progress...

(non manca molto!)

molto curioso di leggere, a questo punto, le ultime pagine di Movi e Luca sul maestro Savinio. Mi attendo un finale con fuochi d'artificio;)

sono riuscito fortunosamente a vedere uno dei suoi quadri in carne e ossa, dal vivo. Che dire. Impressiona:). Come pittore mi sembra molto più bravo del fratello. Sbaglierò...

5. ma io avrei finito :D

2. Guarda Luca...non te ne pentirai!!!!!poi ne riparleremo...ho sulla punta della lingua delle citazioni, ma non svelo nulla...

oh!
Hammer allora manchi tu - e qualche volenteroso, che prima o poi spunterà fuori salvo poi restarci sotto, con savinio...

vediamo come si evolve..

Luca manchi tu!!!

Arriverò, prima o poi!

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