Savater Fernando

Il coraggio di scegliere. Riflessioni sulla libertà

Autore: 
Savater Fernando

“Se è vero che ciò che ci definisce come esseri umani è la nostra capacità di scegliere, allora questa capacità è ciò su cui più di tutto vale la pena di riflettere”

Queste le poche righe in quarta di copertina a racchiudere e, al tempo stesso, a spiegare il senso di un libro prezioso che non ha la presunzione di porsi come saggio, ma viene presentato dallo stesso autore come un tentativo di risposta agli interrogativi che lo ossessionano da sempre.
Savater subisce tutto il fascino del tema eterno della libertà e, pur senza avere risposte definitive, si misura ugualmente con esso accettando i limiti della propria razionalità, rifiutandosi di capitolare di fronte ad un problema senza soluzione succube del dogmatismo o dello scetticismo, scegliendo invece di dar forma grafica alle proprie riflessioni, convinto che “la filosofia non è mai la risposta definitiva che ci consente di annullare i dubbi, ma lo sprone che ci perde nel loro labirinto, permettendoci di vivere con dignità intelligente nell’assenza di certezze assolute”.

In che cosa consiste la libertà?
Esiste davvero la libertà?
È una cosa che possiedo ancora prima di saperlo, una cosa che acquisisco quando so di averla o una cosa che, per poter essere mia, mi obbliga a rinunciare a sapere con certezza che cosa sia?
Sono capace di libertà oppure sono libertà e, per questo, sono capace di essere umano?

L’inchiostro di Savater raccoglie la sfida racchiusa in queste domande, ben conscio della gravosa difficoltà di definire il concetto di libertà e, tuttavia, “senza temere eccessivamente un più che possibile fallimento, anzi, perfino accettandolo con attiva rassegnazione”. La posizione del filosofo madrileno, del resto, appare chiara sin dal titolo “Il coraggio di scegliere - Riflessioni sulla libertà”; un titolo quanto mai efficace che sintetizza e traduce esplicitamente i contenuti di un libro onesto, scritto con la caparbietà umile dei saggi.
“Il problema di scegliere, il problema di tutta la vita”, l’autore vince il vuoto dei fogli riportando le parole di Georges Perec e, contemporaneamente, scegliendo egli stesso di non rispondere col silenzio ai suoi interrogativi, ma dando vita ad un testo intelligente, una sorta di lunga riflessione a voce alta attraverso cui espone contenuti importanti e li rende facilmente fruibili a quanti gli si accostano, grazie ad uno stile capace di stabilire un filo diretto col lettore in virtù della spontaneità con la quale riporta, nero su bianco, le proprie considerazioni seguendo un percorso che, superata l’introduzione, consta di due parti: Antropologia della libertà e Scelte raccomandate, ciascuna delle quali risulta suddivisa in sei capitoli che prendono l’avvio da preziose citazioni volte ad intrecciare le voci dei grandi pensatori del passato con quella dell’autore stesso che ne invoca il ricordo per introdurre di volta in volta l’argomento del suo scrivere.

1.             Il principio dell’uomo: l’azione dà origine all’essere umano. La praxis è autopoietica: l’attività principale dell’uomo è autoinventarsi e dare forma a se stesso. La dignità dell’uomo è dunque essere co-creatore di se stesso. La sua perfezione non sta nell’eseguire il programma determinato del suo essere, ma nell’inventarlo e orientarlo al meglio.

2.             Incertezza e fatalità: agire significa essenzialmente scegliere, e scegliere consiste nel coniugare adeguatamente conoscenza, immaginazione e decisione nel campo del possibile.

3.             Per quale scopo? Per quale motivo?: per mezzo della ragione, l’io ricerca nel tempo futuro (ricordando a volte le lezioni del passato) le azioni più convenienti in rapporto ai desideri, le credenze, le obbligazioni e le possibilità effettive di cui ha coscienza simbolica.

4.             Fra il Bene e il Male: vivere fra i simboli e per mezzo dei simboli significa cercare di stabilire continuamente una singolarità condivisa. In questo sforzo di condividere il singolare dal di dentro consiste il progetto di quella che, con tanta inquietudine e tanti timidi successi, chiamiamo etica.

5.             Tormenti dell’arbitrio: il nostro volere è talvolta capriccio e talvolta ricerca dell’eccellenza, a volte è appetito e altre volte coscienza civica o desiderio di santità. Il tempo e la morte costituiscono il nostro destino, il non scelto che delimita le nostre scelte e alla fine le cancella.

6.             Le istituzioni della libertà: la libertà non solo ci definisce, ma ha anche contribuito in maniera decisiva a configurarci come specie. Lo strumento essenziale di tale trasformazione è il linguaggio – istituzione umana per eccellenza, e d’importanza incomparabile rispetto a tutte le altre – dal quale dipende la dimensione simbolica che si sovrappone alla nostra esistenza biologica e che in grande misura la condiziona.

7.             Scegliere la verità: rinunciare all’obiettività della verità equivale a sottomettersi ai dettami della soggettività di qualcun altro.

8.             Scegliere il piacere: ricercare il piacere significa ribellarsi al raffinato obbligo sociale di condividere i dolori imposti dalla battaglia collettiva contro il bisogno.

9.             Scegliere la politica: la persona che desidera essere lasciata in pace e non interessarsi alla politica finisce inconsapevolmente per allearsi con coloro che considerano la politica un ostacolo spinoso alle loro sacrosante intenzioni di non lasciare in pace niente e nessuno (Crick). Nulla impone di adattarsi con rassegnazione all’ordine vigente, né tanto meno di accettare disuguaglianze e ingiustizie lampanti come inevitabili processi della natura…sociale. Con l’impegno politico è possibile attenuare l’importanza di ciò che non è modificabile potenziando le capacità di scelta personale, nonché equilibrando, per mezzo dell’educazione e della ridistribuzione dei vantaggi sociali, le opportunità affinché ciascuno possa sviluppare un progetto di vita (relativamente) proprio.

10.  Scegliere l’educazione civica: l’educazione civica deve cercare di formare cittadini in grado di apprezzare la forza delle ragioni e non le ragioni della forza. Poiché la deliberazione è un esercizio di condivisione di ragioni e deve promuovere l’espressione e la comprensione: proporre senza imporre, accettare senza sentirsi umiliati, essere capaci di stipulare accordi e transazioni. 

11. Scegliere l’umanità: scegliere oggi l’umanità significa optare per un triplice progetto: autolimitazione, per quanto riguarda le nostre capacità di fare; simpatia solidale nei confronti del dolore dei nostri simili; rispetto della dimensione ingovernabile che l’essenza umana deve conservare per poter essere tale.

12. Scegliere il contingente: la bellezza del contingente è quella che celebra sia il palpito di ciò che ci viene dato sia l’ombra di quanto ci manca.

Uno scrivere intenso quello di Savater, che sorprende per la lucida semplicità mediante la quale procede, scandagliando la mente con la meticolosità attenta di chi non vuole rassegnarsi a dare della libertà una definizione asettica ed approssimativa, ma scende in campo in prima persona ponendosi in chiave critica e confrontandosi coraggiosamente con un tema tanto complesso e sovraccarico di significati.

“Libertà…una di quelle detestabili parole che hanno più valore che senso. Che cantano piuttosto che parlare; che chiedono piuttosto che rispondere” (Paul Valéry)


EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Fernando Savater (San Sebastián, 1947), filosofo, saggista, narratore, drammaturgo e polemista spagnolo. Ha insegnato Filosofia nelle Università di Madrid e San Sebastián.

Fernando Savater, “Il coraggio di scegliere - Riflessioni sulla libertà”, Laterza, Bari, 2004. Traduzione di Francesca Saltarelli.
Titolo dell’opera originale: “El valor de elegir”

Angela Migliore, gennaio 2005.
Originariamente apparso su Lankelot.com

 

ISBN/EAN: 
9788842072669

Commenti

Ultima delle mie oldies in fatto di libri.
Da lunedì comincerò a riproporre le poche pagine sul cinema.

"?Se è vero che ciò che ci definisce come esseri umani è la nostra capacità di scegliere, allora questa capacità è ciò su cui più di tutto vale la pena di riflettere?"

> e non è forse un caso che sia l'ultima delle tue oldies sui libri, Angela. Questo passo - e questo dono - è fondamentale.

"?Libertà?una di quelle detestabili parole che hanno più valore che senso. Che cantano piuttosto che parlare; che chiedono piuttosto che rispondere? (Paul Valéry)

> Anche perché - a ben guardare - per rispondere a dovere c'è bisogno di una vita intera, e di discreta capacità di sintesi e di pietà per se stessi:).

Grazie, Angela. E adesso, dopo le oldies legate al cinema, sotto con la produzione nuova;)

?Il problema di scegliere, il problema di tutta la vita?, l?autore vince il vuoto dei fogli riportando le parole di Georges Perec e, contemporaneamente, scegliendo egli stesso di non rispondere col silenzio ai suoi interrogativi, ma dando vita ad un testo intelligente, una sorta di lunga riflessione a voce alta attraverso cui espone contenuti importanti e li rende facilmente fruibili a quanti gli si accostano, grazie ad uno stile capace di stabilire un filo diretto col lettore in virtù della spontaneità con la quale riporta, nero su bianco, le proprie considerazioni..."

Molto bello e molto chiaro.

Il tema della libertà è il cardine di queste pagine affascinanti.
Ciò che ci distingue in quanto esseri umani è la capacità di decidere e inventare azioni in grado di trasformare la realtà e noi stessi.

Grazie, Angela

Raffaella

2 > Non è un caso, Franco. No. Ho proprio voluto che fosse l'ultima mia pagina. Sai bene quanto conti per me.

3 > Produzione nuova, sì. A ritmi più blandi rispetto ad ora, ovviamente, ma scriverò. (Ho promesso Onofri&co. e anche Nothomb). Il nuovo Lankelot non può limitarsi ad essere mero contenitore delle vecchie pagine, sai come la penso in proposito. 

4 > Il tema della libertà è ciò che ha sempre animato il vecchio Lankelot e che continua a fare da cardine anche qui. E' il motivo stesso del nostro scrivere, sì Raffaella, concordo in pieno.

Oltre a condividere la citaz. di Raffaella, mi sembra importante questo:
"Scegliere l?umanità: scegliere oggi l?umanità significa optare per un triplice progetto: autolimitazione, per quanto riguarda le nostre capacità di fare; simpatia solidale nei confronti del dolore dei nostri simili; rispetto della dimensione ingovernabile che l?essenza umana deve conservare per poter essere tale"

E scegliere l'umanità non è sempre facile o scontato.

Oserò
turbare l'universo?
In un attimo solo c'è tempo
per decisioni e revisioni
che un attimo solo invertirà

(TS Eliot) (In Savater, p. 27)