Sarti Susanna

Gezim

Autore: 
Sarti Susanna
Storie di donne. Storie di passioni e dolori e rinascita, sempre. In una domenica mattina stremata e nebbiosa ho aperto il nuovo romanzo di Susanna Sarti per cercare qualcosa. La compagnia di una “collega” di collana letteraria, forse, oppure il vento di un racconto femminile che riuscisse ad aprirmi il cuore. E il cuore si è aperto davvero. Perché “Gezim” conquista con leggerezza, senza la ricerca della parola “bella per forza”, del ritmo moderno gradito ai critici e della sensazione. Conquista così come è, con qualche accelerazione forse eccessiva e una descrizione impietosa e dolcissima. Ma andiamo alla storia, o almeno a una sua sintesi senza conclusioni (quando recensisco non racconto la fine, non mi piace e non voglio sciupare il piacere del sogno a chi legge).
Giulia è una donna di cinquantadue anni, bella, bionda e lieve: ama la musica e la campagna, dove vive  immersa nel silenzio. Ha un marito, Carlo, che la ama distrattamente e con poca attenzione, e una figlia, Marta, ormai lontana e lanciata nella carriera e in un’esistenza diversa da quella della sua infanzia: ritorna a trovare i genitori con regolarità ma fugge in fretta, quasi non sopportasse la vista di un passato che ha bisogno di rimuovere. Così, la vita trascorre monotona con le foglie che cadono dagli alberi e devono essere raccolte ossessivamente perché il giardino non sia rovinato, e i ricordi sono rimossi e cacciati indietro dalla noiosa regolarità dei giorni, come tratti di pennarello nero su vecchie fotografie. Fino alla svolta, l’imprevisto che sorge dal più banale degli accadimenti. Una mattina Marta chiama la madre e, con una bugia, la convince a raggiungerla a Bologna: le parla della sua preoccupazione per lei, sempre più apatica e distante, della sua pena per quel sorriso finto e i gesti privi di emozione, e la invita a riprendere in mano l’esistenza e a scuotersi dall’assenza che legge nei suoi occhi. La accompagna a fare spese nei negozi più belli di Bologna e prova a convincerla a vivere, vivere davvero! Le parole di Marta risvegliano qualcosa nel cuore di Giulia, che incontra casualmente, mentre ritorna a casa dal marito, un giovane albanese di nome Gezim (“Gioia”): si innamora di lui e, dopo una notte di passione inattesa che la fa sentire colpevole e un periodo di resistenza al sentimento che sente nascere dentro di sé, inizia una relazione che la tormenta ma la riempie di emozione, quell’emozione che aveva sepolto sotto cumuli di quieta regolarità senza amore. Un giorno, però, la sua storia con Gezim viene scoperta e Giulia viene rinchiusa in una clinica dal marito con la complicità di Marta che, nonostante gli inviti alla madre a una vita più intensa e appassionante, non riesce ad accettare il rischio di una separazione tra i genitori e il legame della madre con un albanese. Giulia tuttavia, proprio con la complicità della figlia, riesce a incontrare almeno una volta Gezim prima di andare in clinica, e quell’incontro le cambierà la vita…
“Gezim” è un romanzo di passione, come accade spesso quando è una donna a scrivere. Ed è dolore, anche, vissuto ogni istante in ogni più piccola fibra dell’anima e del corpo. Un dolore che lacera la carne, senza voce per gridare la ribellione all’ingiustizia. Alle storture della vita. Ma è anche romanzo di accettazione, e di rinascita. Perché quella di Giulia potrebbe essere una delle tante passioni di una donna di mezza età, stanca della noia e infiammata da illusioni destinate a cadere. Però. La vita è imprevedibile e Gezim, giovane e bellissimo uomo dal nome che significa “gioia”, risveglia la voglia di sognare, di crederci sul serio. Di sapere che, oltre le barriere e i pregiudizi, un’esistenza apatica e vuota può trasformarsi in passione, presenza, dolcezza, amore che non chiede niente e si limita a regalare. Aspettandosi in cambio solo la felicità di un sorriso.
“Gezim” si legge bene, e coinvolge. Appassiona. E’ uno scossone al pregiudizio, prima di ogni cosa, perché il giovane albanese capace di amore pulito, più pulito di quello degli altri protagonisti del romanzo, restituisce verità a un’umanità avviata verso la più banale delle culture: chi arriva su una nave e cerca lavoro per mantenere il permesso di soggiorno deve necessariamente essere “storto”, o imperfetto, o emarginato. Invece proprio il giovane Gezim è la più bella delle figure che agiscono nel teatro dipinto da Susanna Sarti, e la più duratura.
Con “Gezim” continua la serie di romanzi della Collana Declinato al Femminile diretta da Francesca Mazzucato per le Edizioni Creativa: è un libro da leggere e da portarsi in borsa, perché restituisce il sorriso anche nei punti della storia più crudeli e amari. Perché crede nell’amore, nonostante tutto. Complimenti a Susanna Sarti, e complimenti anche a Barbara Gozzi per la bellissima prefazione!


EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Susanna Sarti (Bologna, 1954), scrittrice italiana.

Susanna Sarti, “Gezim”, Creativa, 2007.
Prefazione di Barbara Gozzi.

Per approfondire: sito ufficiale / Zam /

MariaGiovanna Luini

ISBN/EAN: 
9788889841457

Commenti

Ciao, MariaGiovanna.
Ho adattato il titolo al format
(cognome nome - titolo). E' importante per l'indicizzazione nell'archivio:
http://www.lankelot.eu/index.php?archivione=1

All'interno dell'articolo, ho inserito il paragrafo da compilare - è uno dei nostri standard - con riferimenti bio-bibliografici.
Quando puoi... basta andare su "modifica articolo".

e grazie!

In futuro, qui:
www.lankelot.eu/index.php/format-letteratura-obbligatorio/

trovi il format per le recensioni dei libri

Dimenticavo!
Da questo momento, qui:
http://www.lankelot.eu/index.php/staff/617/MariaGiovanna+Luini

sarà sempre on line la tua scheda, completa di un elenco degli articoli pubblicati.

Ave
gf

Grazie grazie grazie!!!!

(prego. Mi spiace che il tuo esordio coincida con un brutto guasto al server di lankelot. sino ai primi di gennaio il sito andrà e verrà, abbiamo noie da riparare. Pardon...)

(intanto, bruciando sul tempo il prossimo blackout, ho sistemato il paragrafo "ediz esaminata e brevi note" ;) )

Capita. Intanto ho compilato ciò che mancava, scusa se non ho usato subito il formato giusto.

Abbiamo fatto un lavoro in contemporanea. Meglio così!

A posto;)

sorriso grande, e magnifico 2008.

Bellissimo 2008 a tutti!

Complimenti Maria Giovanna, recensione intensa ed appassionata. Molto bello il tuo articolo e ancora di più il libro che sto leggendo proprio in questi giorni. Mi hai battuto sul tempo in quanto lo avrei recensito a breve. La Sarti è una scrittrice in cui credo moltissimo.

Di seguito il link relativo alla mia su Diviso Due.
www.lankelot.eu/index.php/2007/10/28/sarti-susanna-diviso-due/

Un caro saluto Gian Paolo Grattarola

Già letta il giorno in cui è stata pubblicata (io leggo, leggo e ricordo: ma prima o poi passo, quasi - quasi! - ovunque).

"E? uno scossone al pregiudizio, prima di ogni cosa, perché il giovane albanese capace di amore pulito, più pulito di quello degli altri protagonisti del romanzo, restituisce verità a un?umanità avviata verso la più banale delle culture: chi arriva su una nave e cerca lavoro per mantenere il permesso di soggiorno deve necessariamente essere ?storto?, o imperfetto, o emarginato. "

Sì, beh, attenzione alle generalizzazioni: vivo in una zona d'Italia che anni fa fu letteralmente presa d'assalto da chi fuggiva dagli orrori della guerra di Jugoslavia e in seconda battuta altrettanto "invasa" proprio dagli albanesi. I pregiudizi sono sempre sbagliati, ma è sbagliato anche pensare che l'integrazione possa essere immediata e indolore.

Quanto alla Sarti, dopo aver letto questa recensione e quelle di GP Grattarola mi sto convincendo a leggere qualcosa per potermi fare un'idea. Grazie a chi contribuisce a presentarla, in ogni modo!