Sarasso Simone

Confine di Stato

Autore: 
Sarasso Simone

"Confine di Stato" è il primo libro di una trilogia sui misteri d'Italia. In questo romanzo la storia si svolge dal 1954 al 1972.

Prima ancora della dedicata si legge "Le vicende qui narrate sono finzioni letterarie al cento per cento. In esse compaiono personaggi e circostanze riferiti a un periodo della storia d’Italia, ma da intendersi come pura elaborazione di fantasia", molto bene mi sono detta, allora procediamo. Poi, mano a mano che proseguivo nella lettura mi arrivavano flash lontani, di avvenimenti che invece di fantasioso non avevano niente se non, forse, nelle conclusioni tutt'ora nebulose e incerte che la storiografia recente attribuisce. Perchè "Confine di Stato" è questo: un romanzo che affonda le radici nella storia recente e la rielabora, con un pizzico di fantasia certo, ma con tante valenze concrete, reali, analisi di quella storia che ha macchiato l'Italia e della quale molte generazioni (a partire dalla mia che è la stessa di Sarasso fino agli adolescenti di oggi) ignorano l'esistenza. Se ne fregano perchè è un gran casino. Non si capisce niente, non c'è un'interpretazione unica o almeno abbastanza chiara, non ci sono risposte, non ci sono fatti oggettivi. Non. Bene, Sarasso ha fatto secondo me uno sforzo non da poco. Si è studiato incartamenti, stralci di giornali, ha intervistato chi c'era, ha cercato le interpretazioni, le versioni e le analisi. Poi ha rielaborato il tutto mescolando per bene in modo che il "prodotto finito" fosse sufficientemente accattivante da incuriosire il lettore medio (da qui la fantasia che cammuffa la realtà, i nomi tutti rigorosamente inventati e le licenze "poetiche"). Incuriosire con l'obbiettivo di far riflettere. E' questa, a mio parere, la chiave di lettura. Sarasso non ha la pretesa di raccontara la storia (che comunque tutt'ora non è stata chiarita) né si illude di poter illuminare quei lati oscuri di un'Italia che nel ventesimo secolo ha davvero dato il peggio di sé per molti aspetti. Sarasso vuole intrattenere ma con la giusta dose di approfondimento, pungolando il lettore ad approfondire, a capire il riferimento alla cronaca reale, a farsi domande o quanto meno a dubitare sui motivi di un dato evento passato e trasferito alle masse in un certo modo dalla stampa, dai politici e dai critici. Lo spiega bene lo stesso Sarasso in un'intervista su "il paradiso degli orchi":

"Io non racconto la storia del delitto Montesi, né quella di Piazza Fontana o dell’omicidio Mattei. Per il semplice fatto che i documenti dicono che quelle tre storie non sono andate come le racconto io. Le tre vicende giudiziarie sui tre Misteri Italiani del mio libro sono concluse. Concluse con tre sentenze di piena assoluzione degli imputati. Per la legge italiana nessuno è colpevole per Piazza Fontana. Né, tanto meno per la morte di Mattei e quella di Wilma Montesi.
Nel mio libro i colpevoli ci sono. Eccome. E alcune delle manovre che compiono (penso in particolare alle porcate dei ministri Dc nella prima parte della storia) sono storiograficamente discutibili (anche agli occhi dei peggiori complottardi).
Detto questo si giustifica il
disclaimer. Non è bieco rifiuto di responsabilità o un meschino tentativo di nascondersi dietro a un dito. È la linea di demarcazione tra Storia e fiction, uno dei capisaldi del mio mestiere.
Nella speranza, questo sì, che la mia fiction scateni un interesse per la Storia vera.
Ester Conti può restare un personaggio da romanzo. Per conto mio non c’è nulla di male.
Ma se qualcuno leggendo di lei pensasse a Wilma Montesi e gli venisse voglia di saperne di più sul suo caso, allora sarei davvero felice. Avrei fatto bene il mio mestiere senza tentare di rubarlo ad uno storico."

"Confine di Stato" è senza dubbio un libro impegnativo. Che non può lasciare indifferenti al di là della trama in senso stretto e dei personaggi che si muovono. L'Italia di "Confine di Stato" è la nostra Italia solo adattata ai ritmi e alle dinamiche della fiction e in parte dei fumetti. Ci sono tutti, ma proprio tutti. Politici corrotti che muovono le pedine sotto di loro per un disegno futuro più grande, militari addestrati per uccidere all'occorrenza nel silenzio della notte, poliziotti mandati al macello ("Da vivo non valeva un cazzo. Da morto era oro." [pag. 328]) , giornalisti costretti a cammuffare la realtà per non rimetterci le penne (e quelli che invece si impuntano e scavano tra i meandri finiscono appunto ammazzati brutalmente), il mercato delle droghe in ogni forma e salsa come meccanismo propulsivo dell'economia e della ricchezza, l'evento di cronoca nera trasformato in espediente per agire sulle forze politiche al potere, gli insabbiamenti gestiti con perizia e precisione, infiltrati, idealisti, mercenari, strategia della tensione...
E' un quadro doloroso e deprimente, che denuda un paese spaccato, corrotto e malfamato dove non esiste la realtà ma varie versioni di essa a seconda di chi-ne-trarrà-profitto.

"Da quello che si dice, niente è come sembra in questa faccenda. Niente è come sembra in questo Paese. Voglio solo rendermi conto di come vanno le cose..." [pag. 131]

"Te l'ho già detto: la verità non interessa a nessuno. Conta solo il peso politico delle storie intorno alla cosa." [pag. 133]

Non vi ricorda qualcosa?

Ci sono poi stralci di analisi sulla situazione economica italiana che meriterebbero interi dibattiti. Il concetto di indipendenza energetica come strumento basilare per rendere l'Italia veramente competitiva e sana nelle strutture economiche e lavorative.

"Fabio Riviera aveva un sogno: l'indipendenza del suo Paese. L'indipendenza energetica. E poi non ci sarebbero stati più ostacoli. La povertà sarebbe sparita. Sarebbe sparita la disoccupazione. La gente non avrebbe più dovuto trasferirsi." [pag. 220]

Oppure:

"L'autonomia politica e la rinascita economica dell'Italia passano attraverso l'indipendenza energetica." [pag. 287]

In realtà ci sono molti altri punti che mi sono annotata, frasi così significative che non passano inosservate tra i meandri del tessuto narrativo che Sarasso sviluppa con ritmo ma senza fretta, ogni aspetto viene attraversato con rispetto e dovizia. Lo stile è fluido, scorre davvero, immediato e vario (molto vario per stili e stacchi), ti arriva addosso senza chiederti permesso.
Ne sono uscita con un senso di impotenza tra la pelle e di schifo per la gente, i poteri e il denaro, perchè ogni scena è così vivida che sempra davvero vera (non si va comunque lontano da taluni accadimenti reali, come accennavo sopra). C'è poi l'uso di tecniche narrative che trasformano la narrazione in sequenze di scene da film, con la camera che si sposta e muta le inquadrature. Al lettore sembra di essere davanti allo schermo del cinema.

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE

Sarasso Simone (Novara, 1978) . Al mattino si alza e va all’asilo a fare il maestro di sostegno. Dopo pranzo torna a casa e scrive noir. Negli ultimi due anni ha pubblicato i racconti “Turkemar” e “A Genova, 20 luglio 2001” nelle raccolte “Il sapore del fumo” e “Orme di gatto” e "Diecimila pallottole". “Confine di Stato”, uscito con Effequ poi ripubblicato con Marsilio Editore (giugno 2007) è il suo primo romanzo.

Sarasso Simone, 'Confine di Stato, Marsilio Editore, 2007.

Approfondimento in rete: Il blog di Simone Sarasso dove è possibile rintracciare l'elenco tutte le recensioni di "Confine di Stato" e le interviste all'autore stesso e dei contenuti speciali da non perdere come uno spin-off e un dietro le quinte del romanzo.

ISBN/EAN: 
9788831792493

Commenti

Continuo ad avere problemi con l'impaginazione, mi sembra che il carattere sia troppo piccolo... chiedo scusa.

Ok, così mi sembra meglio... fatemi sapere se ho dimenticato o sbagliato qualcos'altro!

Ecco, se perdo la vista so di chi è la colpa...Mo, Barbara, si legge bene e la drammaticità di questo romanzo è che nella finzione è verità. Se siamo arrivati a dover scrivere di certi fatti tragici, imbastendovi una vicenda di fantasia, vuo dire che il nostro paese ormai è precipitato in un pozzo senza fondo.
Penso proprio che leggerò questo libro per sapere, tramite una finzione, quello che non ci è permesso sapere.

Barbara, ho sistemato l'impaginazione.
Ora leggo.

(ave Barbara! Sto per arrivare. L'impaginazione è spesso un mistero anche per me, teoricamente dovremmo aver formattato tutto in verdana, corpo 12, senza interlinea; ma talvolta il software scompagina, non so dirtene le ragioni. Ma abbiamo admin favolosi, Angela e Luca in primis :) )

(ho aggiunto qualche tag, migliorerà l'indicizzazione e la consultazione dell'articolo:) )

http://progettobutterfly.splinder.com/post/13854330/I+settantottini+...

qui l'aperitivo di questo articolo, nel blog di BG

"Sarasso non ha la pretesa di raccontara la storia (che comunque tutt?ora non è stata chiarita) né si illude di poter illuminare quei lati oscuri di un?Italia che nel ventesimo secolo ha davvero dato il peggio di sé per molti aspetti. Sarasso vuole intrattenere ma con la giusta dose di approfondimento, pungolando il lettore ad approfondire, a capire il riferimento alla cronaca reale, a farsi domande o quanto meno a dubitare sui motivi di un dato evento passato e trasferito alle masse in un certo modo dalla stampa, dai politici e dai critici. Lo spiega bene lo stesso Sarasso in un?intervista su "il paradiso degli orchi"."

Mica poco!
Io per esempio conosco poco la Storia e le infinite storie nella Storia, quindi grazie per questa segnalazione. Magari comincio ad approfondire.

(a proposito: voi due siete circa vicine di casa, sappiatelo. Secondo me vi trovereste di lusso;) )

'Barbara, ho sistemato l?impaginazione.'
> Angela cos'avevo sbagliato? Magari la prossima volta riesco a evitarlo... non garantisco però, mi sembra che qui wordpress mi rifiuti! ^ _ ^

> Gianfranco sui tag ti dico che non so mai come regolarmi quindi aggiungi e controlla sempre... Grazie!

Grazie per la scheda, chiara e appassionata. Devo la memorizzazione del nome e dell'opera del letterato Sarasso alle tue parole e alle tue segnalazioni. Nei mesi a venire, appena il destino mi libera dagli ancora 400 arretrati, mi voglio studiare per bene la prima parte della sua trilogia. Adesso so cosa aspettarmi.

Cura ut valeas
gf

10. Sono qui appositamente;)

[sarasso] il nuovo libro: ne

[sarasso] il nuovo libro: ne parlano su Carmilla, http://www.carmillaonline.com/archives/2010/08/003575.html#003575