Santi Flavio

Aspetta primavera, Lucky

Autore: 
Santi Flavio

«Caro Bianciardi, tu non puoi saperlo, ma noi siamo la prima generazione di intellettuali-operai. Che buffo, una volta Flaiano ha scritto: “Non ci restano che gli artisti a voler sembrare operai”. Adesso lo siamo diventati per davvero, e non per posa snobistica. C'è stata una sottile evoluzione della specie umana: dal proletariato delle fabbriche siderurgiche e metalmeccaniche a quello dei plurilaureati. Oggi le classi meno agiate sono spesso quelle che hanno il più alto grado di istruzione. Senza soldi, senza futuro e senza nulla da perdere e da rimpiangere». Vero. Almeno: sin qua.

“Aspetta primavera, Lucky” (Socrates, 2011), quarto libro di narrativa di Flavio Santi, è un magnifico dramma esistenziale e generazionale. È il canto del cigno d'una generazione che sembra aver perso la battaglia senza nemmeno aver potuto cominciare a combattere. Il romanzo di Santi è una sintesi appassionata e trascinante di tanta onesta, buona e ispirata narrativa sul precariato intellettuale, dal paradigma bianciardiano in avanti: e ha una personalità così forte che può pretendere di surclassarla. Può essere un punto a capo. Potrebbe esserlo. Flavio Santi ha un grande stile, e sembra scrivere grondando sentimento, senza mentire. Sentimento e coraggio e umanità grondano con la stessa, ciclopica intensità. È un libro che somiglia molto alle cose più belle che potevano capitarci in questi anni. Meglio: il protagonista di questo libro somiglia molto alle poche persone belle, sfortunate, talentuose e inquiete che abbiamo incontrato. Alle poche persone vere che abbiamo incontrato, quelle che abbiamo amato e che stanno ancora qui, nella vita quotidiana di tutti noi. Sono poche. Ma sono qui. Il narratore è molto famigliare, in questo senso, e ti viene da raccontargli anche tu qualcosa, perché si senta meno disperato, meno arrabbiato forse. Ti viene da raccontargli qualcosa perché senta ancora e sempre voglia di combattere per la repubblica dei letterati e della letteratura, fino alla morte.
 
Ma consolazione diversa da suggerire fantasia e utopia e speranza io non sento di darla. So che dobbiamo ritrovare fantasia, utopia e speranza. Profondamente. Il vecchio mondo sta finendo e sta finendo male. Forse, Santi, è già finito tutto quanto da un pezzo. Era tutto abbastanza finto già quando lo denunciava Bianciardi, e adesso l'unica cosa vera rimasta sono le persone. Poche persone. Il sistema s'è disintegrato, e non ci crede più nessuno. Forse i soldi servono a farci credere che esista ancora, e che abbia senso. Servono a quello e basta. Il resto è ideale e non dipende dal denaro né dal nostro ruolo. È, appunto, ideale e basta.
Il narratore di questo libro è uno che ha scoperto che a dispetto del mazzo straordinario che si fa mese dopo mese (anno dopo anno: da anni) guadagna quanto un portinaio. E il dramma è che appartiene a quella generazione (l'ultima) che credeva che studiando e perfezionando la propria istruzione avrebbe potuto – come si suol dire – arrivare in alto. La vita lo sta dissanguando, scrive. Sogna un paio di giorni di pace. «Per ora non è possibile. Chissà quando sarà possibile. Se mai sarà possibile. Vivo appeso a un periodo ipotetico. Appeso a un cappio invece ci è finito un mio amico, per cui al momento mi ritengo fortunato».
 
Fulvio Sant è uno che sta facendo strame della sua vita. Si sta sfasciando di traduzioni, pur di campare. Testa sotto terra, come uno struzzo, e lavorare. È uno stuntman delle Lettere: imprese difficili o rocambolesche, stipendio da fame, e se il lavoro finisce per andar bene tutti i meriti vanno a un altro. Triste. Sant ha il chiodo fisso che la vita dipenda dal caso, da dove si nasce, con quanti e quali contatti, quante e quali opportunità di crescita. Naturalmente è un chiodo fisso pieno di senso, e decisamente credibile. Perché è proprio così. Se Pasolini fosse rimasto in Friuli, come congettura l'artista nelle prime pagine, non sarebbe mai diventato Pier Paolo Pasolini. Niente Roma, niente contatti, niente cinema, niente grande editoria. Piuttosto: tanta dedizione al mestiere di insegnante, tanta discrezione per le proprie scelte erotiche, qualche poesia, tante lettere spedite di qua e di là. Sì. Senza un padrino non sarebbe diventato l'artista che abbiamo conosciuto, restando a Casarsa. È abbastanza pacifico. Ma aggiungo una cosa: Roma o non Roma, senza un certo partito, in quegli anni – duole dirlo – Pasolini non diventava Pasolini in nessun caso.
 
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Fulvio Sant odia il potere. Odia il potere perché, scrive, ha capito che è il vero anello di congiunzione tra l'uomo e la bestia. «Il potere non è utile, non nobilita, non migliora, semplicemente credo che avvicini l'uomo al più basso livello di bestialità. Non esistono poteri buoni, cantava De Andrè». De Andrè aveva ragione. Fulvio Sant odia il potere e sogna la respublica literatorum, come i nostri grandi e indimenticati umanisti. La repubblica degli scrittori, «un paradiso dove tutti si vogliono bene, non ci sono invidie, doppi fini, ci si aiuta a vicenda, si riconosce con gioia il talento degli altri, ci si sostiene con sincero slancio». Sant ha sempre avuto l'idea che lo scrittore possa e debba essere un uomo eccezionale, «diverso dagli altri, più bello, più buono, più giusto». Sant ha sempre creduto che lo scrittore dovesse essere gentile. Perché gentilezza significa mettersi a disposizione della vita e degli altri, ripete, per poi saperla accogliere e raccontare con umanità. Sacrosanto. E invece, Sant, quante volte è stato terribilmente deludente, noioso o respingente incontrare certi artisti? Io direi tutte le volte in cui non si trattava di veri artisti. Quasi sempre.
 
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Sant è tanto innamorato di sua moglie, Giulia. Esteticamente somiglia a Simone Weil. Simone Weil è il suo sogno erotico. Giulia è un'altra che viene dalla nostra generazione, una che pensava che vivere onestamente dedicandosi con intensità e amore agli studi e alla ricerca potesse servire a vivere con dignità: a garantirsi di poter vivere dignitosamente. Un'altra illusa. Sant parla di sua moglie con la grazia di un ragazzino. Bellissimo. E ragazzino rimane quando racconta perché si sono persi, perché hanno smesso di trovarsi: «Il comunismo, il comunismo: mi parla solo di comunismo. Ma che cazzo me ne frega a me del comunismo. Mi frega che non scopiamo più, a causa di questo cazzo di comunismo. Che poi. L'unica idea buona il comunismo se l'è giocata ed era quella dell'amore libero. Completamente persa. Che peccato». Si sono persi, lui e Giulia, e lui s'è regalato un bel po' di doppia vita. Con tanto di seconda città, Roma, in cui andare ad amare un'altra donna, che sembra meno impegnativa, più cameratesca, più aperta e niente affatto ideologizzata. Si chiama Sveva, è piena di fascino e sembra che non pretenda niente. Proprio come Roma. E proprio come Roma, non è affatto così. Non è mai così semplice.
 
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Esce una sua nuova traduzione di Sant. «A me interessa quante bollette mi scala un volume di quattrocento e passa pagine. Vediamo. Luce, telefono e gas per un po' di mesi. Spesa un po' più decente, non più al discount per un po'». Prende e sfoglia il librone domandandosi quanto respiro gli darà: per quanti mesi. E meditando poi sulle traduzioni prossime venture, Sant s'accorge che le sta pesando, e non pensando. Sta pesando il numero di pagine che potranno derivarne. Le sta traducendo in bollette. Fa bene.
 
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Dimenticavo. Commoventi gli omaggi al poeta Simone Cattaneo (1974-2009), morto suicida qualche anno fa. Secondo Santi, Cattaneo è stato un unicum nella poesia italiana: «a metà tra Irvine Welsh e Cecco Angiolieri». Andato. Punto a capo.
 
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
 
Flavio Santi (1973), narratore, poeta, traduttore e libero docente universitario italiano. Vive in campagna alle porte di Pavia. Ha esordito, in narrativa, pubblicando “Diario di bordo della rosa” (PeQuod, 1999).
 
Flavio Santi, “Aspetta primavera, Lucky”, Socrates, Roma 2001. Collana “Luminol”, 1. Il libro è stato stampato su carta riciclata e non trattata con sostanze inquinanti.
 
Approfondimento in rete: Rassegna.it / Tararà / Stpauls.
 
Gianfranco Franchi, “Lankelot”. 31 gennaio 2011.
ISBN/EAN: 
9788872020401

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“Aspetta primavera, Lucky”

“Aspetta primavera, Lucky” (Socrates, 2011), quarto libro di narrativa di Flavio Santi, è un magnifico dramma esistenziale e generazionale. È il canto del cigno d'una generazione che sembra aver perso la battaglia senza nemmeno aver potuto cominciare a combattere. Il romanzo di Santi è una sintesi appassionata e trascinante di tanta onesta, buona e ispirata narrativa sul precariato intellettuale, dal paradigma bianciardiano in avanti: e ha una personalità così forte che può pretendere di surclassarla. Può essere un punto a capo.

[flavio santi] libro

[flavio santi] libro semplicemente doloroso, vero e bellissimo.

[socrates] a latere, ma col

[socrates] a latere, ma col dovuto orgoglio, segnalo un altro sentiero di ricerca. Vale a dire: libri SOCRATES in Lankelot - http://www.lankelot.eu/Socrates

Un romanzo come questo non poteva che uscire per la piccola editoria di qualità e di progetto. Applausi per la coerenza.

[flavio santi] venuta voglia

[flavio santi] venuta voglia di leggerlo

[flavio santi] una cosa

[flavio santi] una cosa strana successa qualche giorno fa. Che non so da quanto non mi capitava. Apro il libro. Comincio a leggere. Guardo la pila sulla scrivania. Penso "entro quando ci riesco?", e continuo a leggere. Mi devono venire a prendere per andare da una parte. Mi porto dietro il libro. Continuo a leggere in ascensore. Salgo in macchina. Con la scusa di parlare del libro, continuo a leggere qua e là per un po'.

[mi ha seguito anche dal notaio. Ha fatto bella figura].

E' incredibilmente famigliare questo libro. In un certo senso, lo stavo aspettando da un pezzo.

Mi sbilancio già adesso, è tra i dieci migliori libri del 2011. Grande scrittura, onesta vera e ricercata.

[santi] subito libro del

[santi su BlowUp] sul nuovo

[santi su BlowUp] sul nuovo numero di BlowUp, #154, marzo 2011, nella rubrica "Champ Libre" diretta da Fabio Donalisio, a pagina 121, potete leggere un altro mio articolo dedicato al gran libro di Santi, "Aspetta primavera, Lucky".

La stesura è completamente diversa da quella apparsa su Lanke.

[santi: ne parla radio

[santi: ne parla radio capodistria]  domenica 13 marzo:

Amices! Come ogni 2a e 4a domenica del mese, all’interno dell’AGENDA IN ORBITA su RADIO CAPODISTRIA, ON AIR DALLE H 14 ALLE 14.30 ( www.radiocapodistria.net/ ) domenica 13 marzo sarò ospite di Ricky Russo, living legend, ex calciatore del Chiarbola, speaker e spirito rock triestino, per parlare di libri. Questa volta, ho scelto MENENDEZ SALMON e SANTI.

BUON ASCOLTO! A DOMENICA!
E per recuperare la registrazione... http://official.fm/users/inorbita

Flavio Santi: Aspetta primavera, Lucky (Socrates, 2011)
http://www.lankelot.eu/letteratura/santi-flavio-aspetta-primavera-lucky.html

Ricardo Menendez Salmon: Il correttore (Marcos Y Marcos, 2011)
http://www.lankelot.eu/letteratura/men%C3%A9ndez-salm%C3%B3n-ricardo-il-correttore.html

[santi]  Mercoledì 4 maggio

[santi]  Mercoledì 4 maggio alle ore 21 presso la libreria Flexi (Via Clementina 9,
Roma) Flavio Santi presenta: “Aspetta primavera, Lucky”, romanzo
corsaro sulla prima generazione di operai-intellettuali, e primo libro
della collana Luminol delle Edizioni Socrates.
Con l’autore sarà presente lo scrittore e critico Gianfranco Franchi.

 

[santi, flexi] grande serata

[santi, flexi] grande serata - e grande persona lui, Santi. Libro che va assolutamente letto.

[santi] Lo leggerò, mi

[santi] Lo leggerò, mi commuoverò o lo amerò. Già lo so.

[santi] ti dico, è veramente

[santi] ti dico, è veramente stato piacevole vedere che la persona che ha scritto un libro come questo è la bella persona protagonista di questo romanzo. Una persona leale, pulita e onesta, generosa e veramente consacrata alla letteratura. Ammirevole. 

[aspetta primavera, lucky]

[aspetta primavera, lucky] qui un articolo apparso sul nuovo blog "Viadeiserpenti", nato post Oblique: http://www.viadeiserpenti.it/flavio-santi-aspetta-primavera-lucky.html

[Santi] Si sente che ti ha

[Santi] Si sente che ti ha preso!!!!!!!!! Io mi unirei al commento di Angela e al sogno di una Repubblica dei Letterati  o almeno a una rivalutazione del lavoro intellettuale (ormai, siamo meno dei manovali).

[repubblica dei letterati] è

[repubblica dei letterati] è un grande sogno che continua a ispirare le nuove generazioni - niente deve spegnerlo. grande sogno davvero.

[santi] Come te, Franco, l'ho

[santi] Come te, Franco, l'ho letto tutto d'un fiato, senza riuscire a staccarmene...

[santi, paola] scrivine

[santi, paola] scrivine subito:).

[Santi] Leggendo pensavo a

[Santi] Leggendo pensavo a Lankelot, a questo posto meraviglioso e al suo essere eccezione rispetto al panorama culturale nostrano. Pensavo ad almeno un paio di nomi che dovrebbero diventare noti per talento e grandezza, ma che non trovano spazio. Pensavo all'ingiustizia di certi sistemi. Pensavo che Santi ha ragione: "lo scrittore può e deve essere un uomo eccezionale, «diverso dagli altri, più bello, più buono, più giusto»" e mi dicevo di conoscerne qualcuno e di averlo incrociato proprio qui.


C'è un refuso sul nome dell'autore, spesso manca la I finale. 

[santi] eccoci:). Buondì

[santi] eccoci:). Buondì Angela. Grazie per il tuo magnifico commento. Punto:).

PS Ti dico, nessun refuso - nel libro il suo alter ego si chiama proprio "sant", non "santi". Sarà stata una scelta di umiltà...

[santi, il Caso] Libro da non

[santi, il Caso] Libro da non mancare. lo leggerò. Mi piace l'idea che faccia piazza pulita di certi mantra idioti che ci hanno ripetuto per anni, "se vuoi, puoi!", "sei tu l'artefice della tua vita!", "tutti possono farcela, basta volerlo!". Un accidente. Siamo nelle mani del Caso, smettiamola di darci le colpe dei nostri fallimenti, smettiamola di permettere agli altri di darci le colpe dei nostri fallimenti.

Scusate, ma oggi è uno di quei giorni che rimpiango non di non essere nata figlia di un ministro, ma almeno figlia dell'autista di un ministro. In Italia sarebbe bastato.

[santi, il Caso] per me è

[santi, il Caso] per me è stato una grande esperienza esistenziale, non soltanto una bella esperienza estetica. Mi dirai. E senza dubbio è stato un conforto, e una consolazione, e un motivo di orgoglio (perché il suo è un talento da vantare, per tutti noi italiani, giovani e meno giovani: punto).

Non siamo figli di ministri, nemmeno degli autisti dei ministri, ma credimi - se pure lo fossimo stati non ci saremmo comportati come alcuni di loro. C'è chi nasce tondo e chi nasce quadrato. C'è poco da fare.

E in ogni caso, sì, da "non figli di ministri"... non basta volere che le cose accadano. Il Destino è prepotente. E temo praticamente tutto già scritto. Però noi non ne sappiamo nulla sin quando non s'incarna.

 

[Santi] Libro letto fra ieri

[Santi] Libro letto fra ieri e stamattina e ne sono uscito decisamente deluso. Ho faticato ad arrivare alle ultime pagine, che tra l'altro, con quella lettera a Simone Cattaneo sono le migliori. A parte la noia, non mi ha trasmesso nulla, forse perchè anche leggere queste cose m'interessa sempre meno, forse perchè non ho mai pensato che gli scrittori o gli artisti siano persone così tanto diverse dalla medi, forse anche perchè pur scrivendo mi sento così lontano da questo mondo (le contraddizioni di questa affermazioni sono numerose), da queste diatribe che alla fine mi sembrano solo chiacchiere su chiacchiere, lamenti sterili di cui non ne posso davvero più e intanto continuo a non trovare oggi giorno quel romanzo che vorrei leggere e si vive sempre nel passato, nei nomi, negli autori faro...e sono stanco di questa cosa. Non lo so, personalmente l'ho trovato un libro profondamente inutile. Davvero però.

[santi, and] in ogni caso

[santi, and] in ogni caso sono più che contento che tu abbia dedicato del tempo a questo libro. Magari, tra qualche anno, nel momento della seconda lettura, ti restituirà pensieri, emozioni e sensazioni differenti.

A livello di stile e di scrittura, invece? Che impressioni ne hai tratto?

[Santi] Non so quando lo

[Santi] Non so quando lo potrò riprendere in mano dato che è un prestito bibliotecario...chissà, si vedrà. Per quanto riguarda lo stile, non l'ho trovato eccezionale. Insomma fila tutto, o almeno a mio parere fila quando fa le sue disamine sul mondo, un po' meno quando si trova a raccontare...penso solo alla relazione sentimentale/sessuale, lì non mi ha proprio convinto. Aggiungo, anche tu Gianfranco hai scritto nei tuoi libri di queste problematiche ma ne esci in una maniera diversa...non lo scrivo perchè sei tu, ma dalle tue pagine esce un altro spirito, si respira un'aria diversa, qualcosa di catartico, di trascinante. Si capisce che sei un'anima pulita, fresca, valida. Leggendo Santi che ci trovo? Boh....con questo non voglio certo dire che non si possa scrivere di traduttori, scrittori in crisi, precariato culturale, putridume del mondo delle case editrici e culturale in generale, ma vorrei che fosse qualcosa di più stimolante, creativo....non dico qualcosa che somigli ad un manifesto. Ci rifletto spesso su queste tematiche e continuo a pensare che, ben consapevoli di cosa sia il mondo editoriale e non solo, il compito primario degli scrittori, degli intellettuali, dei musicisti, di tutti, sia quello di realizzare qualcosa di valido, di importante, di sincero. Imparando anche a fermarsi, a dire più spesso no, a non fare determinate cose, a cercare altre strade per vivere, seppur non sia così facile farlo. 

Questo anche perchè ho sempre messo prima l'opera che l'autore. Certo le due cose sono inscindibili e io mi auguro sempre che l'autore sia anche nel privato quello che dice, certo ma alcuni artisti e non solo sono delle persone anche sgradevoli da incontrare...e allora? L'ho vissuto anche sulla mia pelle, basta che gli racconto alcune cose della mia vita e la gente preferisce cambiare strada. Che ci posso fare?

[andrea, "aspetta primavera"]

[andrea, "aspetta primavera"] commento molto personale e molto interessante - e grazie anche per quel che dici di me. Mediterò:). Posso aggiungere soltanto che l'incontro di persona col santi è stato molto positivo, m'è sembrato molto fedele al suo personaggio. E in generale questo ha significato un miglioramento del libro - proprio perchè è una rarità:).

Ma anche tu di persona sei forte - trasmetti belle sensazioni e si vede che sei pieno di sensibilità e di gentilezza. Chi vuoi che cambi strada, se parla con te? Uno sta là e ti ascolta!

[Santi] Non so quali siano i

[Santi] Non so quali siano i tuoi progetti futuri ma come spesso dici tu "Forza e coraggio Gianfranco!"

[andrea] grazie caro. Sto

[andrea] grazie caro. Sto meditando - e sto fiutando l'aria, di qua e di là, per capire cosa è giusto fare e cosa posso fare, e dove, considerando che sono costretto a restare a roma ancora per un bel po'...

[santi] libro in finale nel

[santi] libro in finale nel primo premio letterario "Paradiso degli Orchi": http://www.youtube.com/watch?v=0HTJMyGB9Uc&list=UUD9G_BnFm-NTcQvyuv0Y7tg...

[santi, "aspetta primavera"]

[santi, "aspetta primavera"] per me, è il miglior libro italiano del 2011.

classifica finale: http://www.lankelot.eu/forum/index.php?topic=4481.0

[Premio Letterario "PARADISO 

[Premio Letterario "PARADISO DEGLI ORCHI"] Il vincitore del primo Premio Letterario "Paradiso degli Orchi" è Flavio Santi - con questo romanzo: http://www.paradisodegliorchi.com/cgi-bin/pagina.pl?Tipo=intervista&Chia...

[flavio santi] lo leggerò

[flavio santi] lo leggerò anche se non credo che questa cosa della repubblica dei letterati di per sè dovrebbe essere migliore di qualunque altra forma politica...

[flavio santi] è un vecchio,

[flavio santi] è un vecchio, grande sogno dei nostri umanisti. Una bella utopia, gentile.