Sánchez Yoani

Cuba Libre

Autore: 
Sánchez Yoani

Quando la libertà è poco Fidel

A Cuba c’è un altro modo di combattere il regime. Non più una vera e propria lotta politica contro il castrismo. Sta prendendo piede sull’isola un’intelligente forma di dissenso che ha nel racconto della vita quotidiana il suo punto forte. Emblematico il caso di Yoani Sánchez. Trentatré anni, un marito e un figlio, Yoani Sánchez è una giovane cubana, laureata in Filologia, figlia e nipote di comunisti, che ha scoperto attraverso Internet la possibilità di rivelare ogni giorno la sua vita quotidiana nell'isola. L'anno scorso ha messo in rete il suo blog Generación Y (sul sito desdeCuba.com) e in pochi mesi è diventata famosissima. Tanto famosa da vincere un prestigioso premio di giornalismo in Spagna - l'Ortega y Gasset - e da finire nell'elenco annuale dei personaggi più influenti secondo Time. La sua esperienza di vita sta facendo il giro del mondo e la sua attività quotidiana sta impensierendo il regime. Perché Yoani è una "dissidente" totalmente nuova. Un altro genere. Non attacca il regime, semplicemente lo racconta. Non insulta, non si agita, non risponde alle critiche. Raramente nei suoi post si parla di politica. Piuttosto c'è la vita normale, quella di tutti i giorni dove le angherie e i divieti del regime colpiscono direttamente nella carne: individui concreti, non idee astratte.

Le sue cronache sono diventate un libro tutto da leggere. Cuba Libre.Vivere e scrivere all’Avana (traduzione di Gordiano Lupi, Rizzoli, pagine 238, 17, euro) si presenta al lettore come uno spaccato fedele di una Cuba quotidiana con le sue difficoltà reali legate all’assenza totale della libertà.

"Sono nata con la tessera di razionamento sono diventata adolescente nello scenario del Periodo Especial; per questo nelle mie riflessioni il cibo diventa una fissazione.Mi trattengo per non lasciare libero il desiderio di raccontare l’appetito represso che vedo dipinto sui volti dei miei amici".

A Cuba è proibito avere una connessione internet. Solo i funzionari governativi hanno accesso liberamente alla rete. Yoani ogni giorno racconta la difficoltà di fare la spesa, la fame cronica, la convivenza forzata con la propaganda. Poi salva tutto su una memoria portatile e si reca nei business center dei grandi alberghi o negli internet point pubblici. Così riesce ad aggirare i controlli del regime e inviare il suo materiale ai suoi amici che vivono nel mondo libero.

Nascono così le cronache di questa straordinaria eroina che ha deciso di sfidare il regime con i suoi racconti di vita. Yoani scrive che accede alla rete per raccontare cronache che non invecchiano in fretta e offrire spunti di riflessione. Lo stile dei suoi testi e il loro approccio sono frutto dell’indigenza informatica ch li circonda.

È tutto questo ch impensierisce il regime di Raúl. Ma Yoani con i suoi racconti riesce a fare breccia nel medioevo comunicativo e nella censura del regime cubano,essendo consapevole che "loro mi osservano, ma anch’io li tengo d’occhio".

Il suo blog caparbiamente continua a dare voce alla gente della sua generazione, nata nella Cuba degli anni Settanta e Ottanta e si ritrova rinchiusa in un’utopia che non le appartiene .Una generazione segnata dalle scuole di campo, dalle bambole russe dalle uscite illegali,dalla frustrazione. Grazie all’intelligenza di Gordiano Lupi, l’esperienza di questo spregiudicato blogger che ha fatto il giro del mondo è diventata un libro, che ci auguriamo venga letto da molti.

"I suoi brevi racconti - ci dice Gordiano Lupi - sono dei bozzetti a metà strada tra la metafora e il realismo più crudo, immersi nella vita quotidiana delle due anime di Cuba, ricchi di riferimenti a scrittori del passato dimenticati dalla cultura ufficiale, come Padilla, Cabrera Infante, Arenas e Lima. Yoani sogna una Cuba trasformata in un luogo dove ci si possa fermare a un angolo e gridare: "In questo paese non c'è libertà di espressione!". Perché vorrebbe dire che le cose sono cambiate e si può cominciare a pronunciare la parola libertà. Si dichiara disponibile a scambiare gli alimenti somministrati con la tessera del razionamento alimentare per una cucchiaiata di diritti civili, una libbra di libertà di movimento e due once di libera iniziativa economica. Percorre le strade di due città diverse, quella dei membri del partito, dei generali, dei dirigenti di Stato e quella della povera gente che vive nella desolazione dei quartieri periferici, nelle casupole cadenti e nei rifugi costruiti per i senza tetto. Vive un'utopia che non è più la sua e non vorrebbe lasciarla in dote ai suoi figli, analizza le contraddizioni di chi fatica a mettere insieme il pranzo con la cena ma sogna vestiti di marca e profumi".

Yoani continuerà a dare voce al dolore e della delusione della sua gente. Continuerà a vivere e scrivere all’Avana. Non smetterà mai di credere in un’altra Cuba.


 

…per approfondire:

Sánchez Yoani - Colloquio con Aleaga Pesant (LUPI)

Raul o Fidel la sostanza non cambia: il caso Generation Y (LUPI)

Sánchez Yoani - Intervista con Yoani. A cura di Gordiano Lupi (LUPI)

Nicola Vacca

(articolo pubblicato il 29 aprile su Linea quotidiano)

ISBN/EAN: 
9788817030526

Commenti

"Le sue cronache sono diventate un libro tutto da leggere. Cuba Libre.Vivere e scrivere all?Avana (traduzione di Gordiano Lupi, Rizzoli, pagine 238, 17, euro) si presenta al lettore come uno spaccato fedele di una Cuba quotidiana con le sue difficoltà reali legate all?assenza totale della libertà."

a firma Nicola Vacca

a breve leggerò, presto ne parleremo;)

L?improbabile intervista di Gianni Minà

di Yoani Sanchez - 9 maggio 2009

Tutta una serie di argomentazioni retoriche - così ampie negli anni Sessanta del secolo passato - muovono i loro colpi di coda moribondi in questo millennio da poco cominciato. È un modo di dibattere sullo stile delle ?barricate?, ci si sistema dietro ai parapetti e da un luogo sicuro si lanciano insulti all?indirizzo degli oppositori, invece di argomentazioni. Gianni Minà ha spolverato una parte di quella consumata artiglieria. L?arsenale che ha riversato sopra di me è composto dalle solite accuse: sono una creatura del Nord e ho dimenticato in maniera predeterminata di ricordare i vantaggi dell?attuale sistema cubano. Per concludere mi ripete il ritornello che sono una ?sconosciuta? a Cuba, dimenticando che mi sono sempre vantata di essere una persona piccola e insignificante.

Minà, invece, possiede un curriculum di tutto rispetto. È riuscito a intervistare la persona che ha retto i destini del mio paese per cinquant?anni, mentre noi cubani non abbiamo mai potuto rivolgergli domande o rispondergli con un voto depositato nell?urna. Il libro che è uscito fuori da quell?incontro veniva esposto nelle librerie negli anni in cui pensavo di abbandonare il liceo, perché non avevo scarpe da mettermi. Dalla nostra parte e lontani dalle vetrine dove veniva esibita l?ampia intervista in edizione di lusso, succedevano cose molto diverse: si svuotavano le tasche, cresceva la frustrazione e prendeva campo la paura. Tuttavia non comparivano simili osservazioni nelle frasi elaborate di quella pubblicazione e l?autore non ha ritenuto opportuno pubblicare una seconda edizione per riparare a certe dimenticanze.

Mi piacerebbe suggerirle un paio di domande per un nuovo incontro tra lei e Fidel Castro, che probabilmente non avverrà mai. Indaghi signor Minà - lei che può parlare con Lui - come mai non decreta un?amnistia per Adolfo Fernández Saínz e i suoi colleghi, che hanno già scontato sei anni di galera per delitti di opinione. Annoti nella sua agenda, per favore, i dubbi della mia vicina sul divieto di entrare a Cuba pronunciato nei confronti del fratello, dopo ?aver disertato? durante un congresso all?estero. Trasmetta l?interrogativo di mio figlio Teo, che non comprende come mai per essere ammesso agli studi del livello superiore deve dimostrare di possedere una serie di requisiti ideologici.

Se lei può avvicinarsi a Lui - più di quanto è stato mai possibile a ogni cubano - le chieda di permettere a questi ?sconosciuti? cittadini di associarsi, fondare un giornale, creare un emittente radiofonica, fare domande a un presidente o sfruttare un diritto - che lei esercita senza limiti - di scrivere pubblicamente opinioni molto diverse rispetto a quelle del governo del suo paese. Le assicuro che quella intervista - che lei non farà mai - diventerà un best seller su questa Isola.

Traduzione di Gordiano Lupi

www.infol.it/lupi

!

Le cronache da Cuba di Yoan i Sanchez diventeranno presto un "blog di crisi" sul sito de LA STAMPA e la giovane cubana sarà corispondente da Cuba per il quotidiano torinese. Io mi occuperò delle traduzioni. Credo che l'aver scoperto questa grande ragazzina cubana sia una delle cose più importanti che ho fatto nella mia vita.

Gordiano Lupi

molto molto interessante.
Per un racconto diverso di cuba io consiglio sempre Enzo Baldoni:

http://balene.it/enzo/Cuba/cuba1.html

ciao