Salgari Emilio

Il Corsaro Nero

Autore: 
Salgari Emilio

Emilio Salgari nasce nel 1862 a Verona. Appassionato lettore degli scrittori di avventura di moda all’epoca (gli intramontabili Verne, Stevenson, May), frequentò l’Istituto navale a Venezia non riuscendo però a conseguire il brevetto di capitano di lungo corso e perciò interruppe i suoi studi.

La sua passione, soprattutto per il mare, si tramutò in scritti avventurosi frutto di studi nelle biblioteche dell’epoca: usi, costumi, paesaggi, flora, fauna, personaggi provenivano tutti da letture appassionate.
Salgari non vide mai ciò che riuscì a descrivere con mirabile perfezionismo lasciando all’umanità un patrimonio indimenticabile. Schiacciato dalla fame, dallo sfruttamento da parte dei suoi editori, dalle disgrazie famigliari, concluse la sua vita in modo tragico, squarciandosi il ventre in stile samurai, con l’ausilio di un rasoio in luogo della spada. Per congedarsi dal mondo, lasciava delle lettere, una dolcissima ai figli, altre di accusa ai suoi editori a cui scrisse di aver ormai deciso di “spezzare” la penna. Gli studi successivi sulla sua immensa produzione lo hanno riscattato dall’umiliazione subita durante la vita e le letture di ragazzi e degli adulti lo hanno reso uno degli scrittori più amati di tutti i tempi.
 
Salgari rimase nello stile sempre fedele a se stesso e a ciò che sentiva di dover raccontare; solo negli scritti della seconda fase della sua vita si può rintracciare l’ansia dello scrittore tesa al profitto, al guadagno di quanto più poteva per assicurare la sopravvivenza della famiglia, in parallelo con i ritmi che gli imponevano gli editori. Il risultato è uno stile non propriamente scorrevole, confusionario a volte e che certamente però non può intaccare il valore intrinseco della sua produzione letteraria ed il messaggio che ha diffuso nei decenni successivi.
Il 25 aprile del 2011 sarà il centenario della sua morte. Ecco giunto il momento di rievocare “Il Corsaro Nero”, l’eroe solitario, malinconico, tardo-romantico dell’avventurosa penna di Emilio Salgari a cui sono più legata. La ragione va ricercata nella mia infanzia, legatissima al mare e a storie di pirati valorosi e solitari,  quando rimasi folgorata dallo stile fantasioso di questo scrittore italiano che morì senza sapere quanto potesse essere amato e, a lungo, dalle generazioni successive.
 
Il Corsaro Nero è il primo dei romanzi del ciclo dei Corsari delle Antille, a cui seguirono La Regina dei Carabi, Jolanda la Figlia del Corsaro Nero, Il Figlio del Corsaro Rosso, e, infine, Gli Ultimi Filibustieri. Emilio di Roccabruna (o Roccanera come viene a volte riportato nel romanzo), Conte di Ventimiglia e Signore di Valpenta nasce dalla penna dello scrittore nel 1898, quindici anni dopo il primo eroe salgariano, Sandokan. Il Corsaro Nero è stato creato volutamente in antitesi alla Tigre di Mompracem. Entrambi nobili, generosi, coraggiosi, avventurieri, avevano una grande differenza. Sandokan lotta per un ideale collettivo: la libertà dalla colonizzazione inglese. E Sandokan appartiene al popolo asiatico. Emilio di Roccabruna che proviene dalla vecchia Europa, per un obiettivo personale: la vendetta contro il fiammingo traditore Wan Guld, Governatore di Maracaybo, assassino dei suoi tre fratelli. Il primo durante la guerra delle Fiandre, gli altri due uccisi e impiccati in America (il Corsaro Verde e ed il Corsaro Rosso). Emilio, rimasto ultimo di una gloriosa famiglia di spadaccini, diviene Corsaro e con una leggendaria nave, la Folgore, solca i mari dei Caraibi per cercare il suo nemico, saccheggiando le navi spagnole e fiamminghe che si trova sulla via. Unitosi ai filibustieri dell’isola della Tortue diventa uno dei corsari più amati e seguiti dalla popolazione locale con un equipaggio pronto al sacrificio personale pur di seguire il Capitano, fedele e leale come i tigrotti di Mompracem. La Tortue è un luogo di passaggio,  idealizzato dallo spirito fraterno che spinge ogni classe sociale ad identificarsi nei pirati e corsari legati da un codice d’onore che li guida nelle scelte e nelle azioni. Il Corsaro Nero giura vendetta di fronte alla morte del terzo fratello, il Corsaro Rosso e nella notte, mentre ne getta in mare il corpo. La sua anima in cambio della vendetta, lo sterminio del suo nemico mortale, Wan Guld, e della sua famiglia: “Uomini del mare!...gridò, -uditemi! Io giuro su Dio, su queste onde che ci sono fedeli compagne e sulla mia anima, che io non avrò bene sulla terra, finché non avrò vendicato i fratelli miei spenti da Wan Guld. Che le folgori incendino la mia nave; che le onde m’inghiottano assieme a voi; che i due corsari che dormono sotto queste acque, negli abissi del Gran Golfo, mi maledicano; che la mia anima sia dannata in eterno, se io non ucciderò Wan Guld e sterminerò tutta la sua famiglia come egli ha distrutto la mia!Uomini del mare!...Mi avete udito?” (pag.105). Emilio trova sulla sua strada un momento estremamente romantico. Dopo l’odio, la tristezza e l’odore di morte, incrocia una fanciulla, Honorata Wilermann, Duchessa di Weltrendem. Come Sandokan s’innamorerà di Marianna, Perla di Labuan, nipote di Lord Gullonk, Emilio s’innamora di Honorata che altro non è che la figlia di Wan Guld. Quale migliore occasione offerta dal “destino” per i propositi di vendetta? Ebbene, proprio quel destino crudele porta i due ad innamorarsi senza possibilità di scampo e senza sapere chi è la figura crudele che si frappone fra loro due.
 
Honorata è una delle classiche figure femminili salgariane. Non è svenevole, non è immatura, ma lotta per ciò che il cuore le suggerisce. Una delle più belle pagine della letteratura romantica la vede protagonista, sola su una piccola barchetta mentre va incontro al destino scelto per lei dal disonore del padre e dalla vendetta di colui che ama, il Corsaro Nero. E mentre lei immobile tende le braccia verso la Folgore con gli occhi fissi sulla figura che si erge sul cassero, questa figura, si accascia. E lui, il Corsaro Nero piange.
Qui, diversamente che nel ciclo della Malesia, Salgari ripiega su un piano di maggiore intimità dei personaggi a cui accompagna generalmente la descrizione delle ambientazioni, perfino il mare taceva la notte del terribile giuramento contro Wan Guld.
 
Un romanzo che è un intreccio di figure spettacolari, di battaglie e arrembaggi che faranno la fortuna delle trasposizioni cinematografiche. Figure storiche tra i filibustieri: Morgan, che qui vediamo luogotenente di Emilio di Roccabruna, e che fu uno dei più famosi corsari dei Carabi; Pietro Nau (o Jean David), detto l’Olonese; Wan Horn, nel romanzo al seguito del Corsaro Nero.

Figure inventate ma che hanno una caratterizzazione ben precisa nella storia: Carmaux e Wan Stiller, amici-compagni, con reciproca promessa di eredità in caso di morte, che spiccano per la loro simpatia ed il grande legame alla famiglia dei Conti di Ventimiglia. Moko, il gigante di colore, incantatore di serpenti, che con la sua forza è capace di uccidere i nemici senza armi. Tante e tante avventure, gli incontri con gli Arawaki, i terribili antropofagi delle isole caraibiche. Nemici leali come il Conte di Lerma che salverà il nostro eroe e che sarà a sua volta salvato. Nemici sleali come Wan Guld che segnerà il destino suo e di sua figlia, scomparsa tra le onde del mare. Honorata, tuttavia, non morrà. Abbandonata al suo destino crudele approderà su un’isola di antropofagi, diventandone la Regina che ritroveremo nel secondo romanzo dedicato alle avventure del nobile capitano. E su tutti ancora lui, Emilio di Roccabruna, detto il Corsaro Nero, circondato da un alone tragico come drammatica era la sua figura. Salgari lo presenta così. “Era vestito completamente di nero e con un’eleganza che non era abituale tra i filibustieri del grande Golfo del Messico. Portava una casacca di seta nera, adorna di pizzi d’egual colore, coi risvolti di pelle egualmente nera; calzoni pure di seta nera, stretti da una larga fascia frangiata; alti stivali alla scudiera e sul capo un grande cappello di feltro adorno d’una lunga piuma nera che gli scendeva fino alle spalle. Anche l’aspetto di quell’uomo aveva, come il vestito, qualche cosa di funebre, con quel volto pallido, quasi marmoreo, che spiccava stranamente tra le nere trame del colletto e le larghe tese del cappello, adorno d’una barba corta, nera, tagliata alla nazzarena ed un po’ arricciata.” (pag.36).
 
Grazie, Emilio, per quanto hai dato a me.
 
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
 
Emilio Carlo Giuseppe Maria Salgàri (Verona, 21 agosto 1862 – Torino, 25 aprile 1911), è stato uno scrittore italiano di romanzi d’avventura.
 
Emilio Salgari, Il Corsaro Nero, Ed. Newton, Roma, 1996.  Introduzione di Sergio Campailla.
 
 
Movida, settembre 2002
Originariamente inserita su ciao.
Rivista ed integrata per Lankelot. nel marzo 2011.
ISBN/EAN: 
9788806190316

Commenti

[salgari-corsaro nero]

[salgari-corsaro nero] ritorna... MOVIDA!

[movi] tutta MOVIDA in Lanke:

[movi] tutta MOVIDA in Lanke: http://www.lankelot.eu/autori/Movida

(Salgari). "Schiacciato dalla

(Salgari). "Schiacciato dalla fame, dallo sfruttamento da parte dei suoi editori, dalle disgrazie famigliari, concluse la sua vita in modo tragico, squarciandosi il ventre in stile samurai, con l’ausilio di un rasoio in luogo della spada."
Eccomi, di ritorno, dopo un lungo periodo, a quasi dieci anni dalla prima versione, non potevo non ricordarlo ora.

[salgari, adnkronos del 15

[salgari, adnkronos del 15 aprile 2011] Roma, 15 apr. (Adnkronos) - ''Le scrivo in uno dei più tristi momenti della mia vita. Mia moglie, dopo un mese di pazzia, diventata furiosa, ho dovuto ricoverarla ieri sera al manicomio. Mi occorre di fare subito un deposito di lire 300 che io non posseggo perché con le infermiere durante questo lungo periodo sono stato pelato. Io la prego di mandarmi la terza rata di 600 lire ed io le prometto di rimetterle fra giorni altre cento cartelle. Mi lasci un momento di respiro per rimettermi da questa terribile scossa''. Così scriveva, in questa tragica e disperata emergenza, Emilio Salgari (1862-1911) all'editore fiorentino Enrico Bemporad, in data 20 aprile 1911. Bemporad rispose allo scrittore e tre giorni dopo l'invio della lettera gli spedì l'indispensabile somma: ma quel denaro non arrivò mai nelle mani dell'autore di 'Il Corsaro Nero' e ''andokan, la tigre della Malesia'. La mattina del 25 aprile sulle colline che sovrastano Torino Salgari si tolse la vita.

In occasione del centenario della morte del padre del romanzo italiano d'avventura, esce la biografia 'Emilio Salgari. La macchina dei sogni' di Claudio Gallo e Giuseppe Bonomi, pubblicata da Bur Rizzoli (pagine 488, euro 12), che getta nuova luce - grazie anche ai carteggi dell'Archivio storico dell'editore Bemporad - sul gesto estremo del suicidio. Dagli scambi epistolari, sottolineano i due studiosi, risulta chiaro che lo scrittore non riuscì, con la moglie ricoverata, a reggere la situazione: era stata la signora Ida Peruzzi a garantirgli l'armonia indispensabile al suo febbrile lavoro di sfornare romanzi e racconti a ritmo serrato. 

In quella primavera del 1911, la famiglia Salgari, ricordano Gallo e Bonomi, era in difficoltà economiche gravi: pesavano le spese necessarie a curare la figlia Fatima, malata di tisi, e forse anche i Peruzzi, i congiunti della moglie Ida, gravavano sul bilancio familiare del popolare narratore. ''La loro assillante presenza potrebbe anzi aver contribuito a incrinare il rapporto tra Ida ed Emilio'', sostengono Gallo e Bonomi.

Nella nuova biografia salgariana di Gallo e Bonomi sono estesamente riferite le informazioni che si ricavano dalla ''tabella nosografica'' di Ida Peruzzi, ricoverata il 19 aprile 1911 nel Regio Manicomio di Torino. Il 24 luglio dello stesso anno fu trasferita nella sede di Collegno. Ne uscì il 30 settembre 1922, il giorno prima del suo decesso con la risibile indicazione di ''migliorata''.

[...] La nuova biografia - condotta su materiale di prima mano e accompagnata da una bibliografia definitiva - ne ricostruisce in modo preciso la vicenda umana e professionale, sgombrando finalmente il campo da miti consolidati. Si apprende così che Salgari non raccoglieva nei porti notizie per le proprie avventure: lettore accanito, lavorava soprattutto in biblioteca. Non fu sfruttato ingenuamente dagli editori: era consapevole, anzi, insoddisfatto del proprio successo.

Grazie al lavoro di Bonomi e Gallo la formazione di Salgari è precisata in molti aspetti; si scopre poi l'iniziazione e l'arduo percorso tra giornalismo, teatro e narrativa; si comprendono i rapporti con gli editori, le discussioni, le polemiche e la grande affermazione; e infine si inquadra criticamente la figura dello scrittore, tra Scapigliatura e Positivismo.

FONTE: http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cultura/Emilio-Salgari-prima-del-suicidio-lancio-un-disperato-appello-al-suo-editore_311907663448.html

(Salgari). letto, ci sarà

(Salgari). letto, ci sarà documentazione aggiuntiva, ma alcune cose si sapevano: le letture in biblioteca, le difficoltà, ma anche l'ansia del successo, infine , al di là delle considerazioni economiche. Vediamo se acquistare questa nuova biografia.

[Salgari] I suoi romanzi

[Salgari] I suoi romanzi hanno riempito la mia infanzia ma anche l'adolescenza quando li ho poi girati a mio cugino. Tempo dopo ho ricevuto anche il fantastico cofanetto con i romanzi western di salgari. Improbabili ma spassosi.

[romanzi western di salgari]

[romanzi western di salgari] "improbabili"? Dicci dicci - personalmente non ne avevo nemmeno sentito parlare mai...

[Salgari-Western] Era un

[Salgari-Western] Era un cofanetto uscito nel 2004 per Mondadori che s'intitolava "AVVENTURE NEL WEST" e che comprende tre romanzi "Il Re della prateria", "I minatori dell'Alaska" "La sovrana del campo d'oro". Spassosi nel senso che ti diverti poi per quanto riguarda l'attendibilità storica un po' meno. Pur amando il west, sono notevolmente inferiori rispetto alle altre opere più conosciute di Salgari. Se li avessi letti alle elementari o alle medie sicuramente mi avrebbero preso molto di più.
 

[Salgari] Aggiunto solo che

[Salgari] Aggiunto solo che sabato Alias avrà proprio delle pagine dedicate a Salgari. Anche se poi spesso questi speciali di Alias non sono niente di che.

[Salgari] Ricordo anche un

[Salgari] Ricordo anche un romanzo di fantascienza, ambientato in un futuro dove ci si spostava su tavole volanti e dove l'eccesso di elettricità nell'aria si rivelava letale. Il volume dovrei averlo disperso tra i miei libri di bambino. Un'opera decisamente curiosa, ma che rivela uno scrittore  più a suo agio tra i pirati e le foreste esotiche. La fantascienza meglio lasciarla a Dick o Asimov.....Ecco mentre scrivevo l'ho trovato: http://it.wikipedia.org/wiki/Le_meraviglie_del_Duemila

[Salgari] Anche io l'ho letto

[Salgari] Anche io l'ho letto il libro che citi. Concordo con te, era più a suo agio con i pirati e le foreste esotiche. Tra l'altro mi sa che il cofanetto western che ho io è forse fuori catalogo. Potrei comunque sbagliarmi. 

[le meraviglie del duemila] è

[le meraviglie del duemila] è uno dei miei libri d'infanzia:). Eh.

[Le meraviglie del duemila]

[Le meraviglie del duemila] Posso solo dirti: dovresti scriverne. :) 

[salgari, duemila] naaa:).

[salgari, duemila] naaa:).

[salgari] Segnalo che la Bur

[salgari] Segnalo che la Bur ha pubblicato due volumi dedicati a Salgari: "I romanzi dei Pirati della Malesia" con i romanzi da "I misteri della Jungla Nera" fino a "La riconquista di Mompracem" e "I romanzi dei Corsari" con il ciclo dei Corsari delle Antille e quello dei Corsari delle Bermude.

[colo, salgari] grazie per

[colo, salgari] grazie per questo tuo primo commento, Colo - è da un pezzo che ti vedevo loggato sul sito, ogni tanto, qualche mese almeno. Spero il ghiaccio si sia ben rotto, adesso. Alè. Hai letto questi volumi salgaridi Bur o hai solo memorizzato la notizia dell'uscita?

[salgari] Ho appena comperato

[salgari] Ho appena comperato " I Romanzi dei Corsari" e presto acquisterò "I Romanzi dei Pirati della Malesia".

[colo, salgari] sarà una

[colo, salgari] sarà una rilettura a distanza di quanti anni, dalla prima volta?

[salgari]Da circa 15 anni

[salgari]Da circa 15 anni fa....

[salgari, colo] cosa ti

[salgari, colo] cosa ti aspetti da un'esperienza del genere, a distanza di così tanto tempo? Non sarà facile tornare a leggere qualcosa che avevi tanto amato in passato. Emozionante, sicuro. Ma non facile. A un tratto sarà come se a leggere Salgari foste in due, tu e l'altro te di quindici anni fa... come in quel vecchio racconto di Borges, in cui il primo JLB e il secondo JLB, più vecchio, si incontrano su una panchina e parlano di letteratura. E scoprono di avere idee molto diverse...