Portando sulle spalle un albero genealogico che pesa come un macigno Tatiana Salem Levy, portoghese classe 1979, si addentra nel suo tumultuoso passato. Ed è sorprendente che in un mondo globalizzato, perennemente on-line, una giovane donna riesca a sconvolgere il proprio presente e futuro con gli echi del passato. Il peso della storia di famiglia sembra schiacciare Tatiana. La morte della madre, tragica conclusione di una lunga agonia nella lotta contro un tumore, lascia Tatiana sconvolta, annichilita in un letto che ben presto diventa un tetro sudario. Le sue memorie si snodano lentamente, granelli di sabbia che sfuggono dal suo palmo serrato: un amante focoso ed implacabile che la spinge in un balletto erotico sempre più disperato, dal quale la giovane donna decide di fuggire; la storia del nonno di origine ebrea, costretto in giovane età a lasciare Smirne e la sua Turchia per cercare fortuna in Brasile. Proprio il nonno regalerà a Tatiana una chiave, una chiave antica, l'unica chiave di casa che apre la vecchia porta nella casa di Smirne. Un'opportunità per la giovane donna di riscoprire luoghi dimenticati, familiari ma estranei, conosciuti solo attraverso le lettere dei parenti e intravisti soltanto in qualche luogo del sogno.
Il romanzo procede su piani paralleli. Dopo un inizio in cui comprendere il gioco non è immediato, si accettano facilmente le regole e l'iniziale sensazione della classica troppa carne sul fuoco lascia posto ad un affascinante flusso di ricordi filtrato da una sensibilità non comune. Il viaggio di Tatiana in questa Turchia immaginata, anti-turistica, scioglie lentamente la protagonista in un abbraccio carico di promesse future e passate, di emozioni ben più che epidermiche.
Un romanzo ambizioso e sofferto, definito dall'autrice autofiction per comprensibilissime ragioni. La chiave di casa è un urlo ad un'individualità che non conosce etnie o pregiudizi culturali: non li appiattisce in uno stereotipo ma tenta di ripercorrerli, tutto d'un fiato, in un unico e doloroso flusso emotivo.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Tatiana Salem Levy, nata a Lisbona nel 1979, è scrittrice e traduttrice. Dopo aver pubblicato racconti su varie riviste, come la brasiliana Ficções, ha esordito con La chiave di casa. Il grande successo ottenuto dal romanzo in Brasile ha fatto sì che venisse subito tradotto in Turchia, Spagna e Francia. Nel 2008 ha vinto il Prêmio São Paulo de Literatura come esordiente. È autrice anche della raccolta Primos (con Adriana Armony) e di A experiência do fora: Blanchot, Foucault e Deleuze.
Tatiana Salem Levy, La chiave di casa. Editore Cavallo di Ferro, 2011
Approfondimento in rete: www.cavallodiferro.it
Paolo Castronovo - marzo 2011
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[La chiave di casa] "Un
[La chiave di casa] "Un romanzo ambizioso e sofferto, definito dall'autrice autofiction per comprensibilissime ragioni. La chiave di casa è un urlo ad un'individualità che non conosce etnie o pregiudizi culturali: non li appiattisce in uno stereotipo ma tenta di ripercorrerli, tutto d'un fiato, in un unico e doloroso flusso emotivo."
[salem levy] e a partire da
[salem levy] e a partire da questo invito alla lettura del nostro magnifico Paolo, due diversi sentieri di ricerca. Per schede, per ultime schede inserite.
LETTERATURA PORTOGHESE in Lanke: http://www.lankelot.eu/Letteratura-portoghese
CAVALLO DI FERRO in Lanke: http://www.lankelot.eu/Cavallo-di-Ferro