Figlia di una normale famiglia di proprietari terrieri, Giulia vive spensieratamente la propria fanciullezza in Sicilia. La sua vita tuttavia viene sconvolta all’improvviso e per sempre all’età di undici anni, per colpa di Roberto, il fidanzato trentenne della zia Laura. In un pomeriggio di fine estate, di ritorno da una gita in campagna, a casa dell’anziana nonna la ragazzina assiste impotente al deplorevole atteggiamento dell’uomo che, con piglio superbo, le ostenta la turgida carnalità del proprio pene eretto. L’ossessiva reiterazione di quel turpe gesto getta Giulia in uno stato di bruciante disagio e al tempo stesso di paralizzante impotenza, nel timore che la rivelazione del proprio imbarazzante segreto possa indurre il padre a macchiarsi dell’onta di un delitto. Dopo lunghi anni di crudele sopportazione, la giovane decide di partire per Londra nella speranza di lasciare alle proprie spalle un incubo che pur tuttavia resterà impresso nella sua memoria come un marchio a fuoco.
Benché il titolo non definisca in modo fulmineo il contenuto del libro, ne descrive nondimeno in maniera adeguata la forza devastante, l’urto spaventoso di uno strappo violento e di una questione di dolorosa attualità. Marinella Saiu, giornalista della Rai, ci racconta una storia vera di una ragazzina che ha incrociato per triste sventura una storia infinitamente più grande di lei, riuscendo ad assicurare un contributo fondamentale al drammatico fenomeno della pedofilia. Il libro è teso ed asciutto, la sua scrittura è efficace e precisa, la narrazione partecipe e coinvolgente. Il racconto non ha utilizzato, per esplicita volontà della protagonista, riferimenti riconducibili alle identità delle persone realmente coinvolte; ma non per questo perde di verosimiglianza, poiché vive della verità emotivamente levigata della confessione. Il passaggio esistenziale di Giulia dall’adolescenza sino all’età adulta, si consuma in un contesto indelebilmente segnato da un’imbarazzante ossessione. Attraverso il suo dettagliato resoconto rilasciato all’autrice, rivisita la propria vita alla luce di quell’evento scabroso, passando attraverso la soffocante vicenda di quei tragici anni per approdare alle esperienze successive, dolorosamente scandite da reazioni inadeguate e fallimentari. La messa in onda di un servizio televisivo in cui si denunciano - mediante immagini di una cruda visibilità - nuovi accertati casi di pedofilia, rimette in discussione la precaria tenuta di un equilibrio esistenziale, che la vittima credeva di avere col tempo ricostruito, riportando invece alla luce una condizione di fragilità ineliminabile e pertanto mai definitivamente superata.
Il libro non indulge in stucchevoli sentimentalismi di maniera, ma si rivela al contrario uno scavo ermeneutico capace di trasferire sensazioni nette e ricordi palpabili e di suscitare nel lettore sofferti giudizi morali.
Gian Paolo Grattarola
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE :
Marinella Saiu – Rubare il respiro - Edizioni Creativa, 2008
Marinella Saiu è nata a Nuraminis (CA). Gran parte della sua vita l’ha trascorsa a Roma, ma per alcuni anni è vissuta all’estero.
Ha collaborato come giornalista in diverse testate regionali, nazionali ed estere. Attualmente lavora in Rai.

Commenti
Amices,
nuovo contributo di GPG.
Buona lettura
gf
Grazie Sig. Grattarola per la recensione. Ho scoperto questo sito e mi piace molto. Verrò spesso a visitarlo. Alla prossima (spero) Marinella Saiu
Grazie a Lei per aver gradito ed essersi soffermata a commentare.
Un caro saluto
Gian Paolo Grattarola