Sabato Ernesto

Sopra eroi e tombe

Autore: 
Sabato Ernesto

Vieja pared del arrabal, tu sombra fue mi compañera. De mi niñez sin esplendor la amiga fue tu madreselva. Cuando temblando mi amor primero con esperanzas besaba mi alma, yo junto a vos, pura y feliz, cantaba así mi primera confesión.

("Vecchia parete dell'arrabal, tua ombra fu la mia compagna. Della mia infanzia senza splendore l'amico fu il tuo caprifoglio. Quando tremando mio amore primo con speranze baciava l’anima mia, io vicino a te, pura e felice, cantavo cosi la mia prima confessione").
 
Spumeggianti sopra le ombre, attraversati dall’ignoto che disperde pietà, i protagonisti di questo affresco metafisico appaiano subentrare ai viventi, già prossimi al giro triste del tempo e del tango, come corrusche epifanie, per succedere così, alla furia dei sentieri battuti dai venti della Esperanza. E in mezzo ad essi si eleva Alejandra, allevatrice di un sonno celeste che mitigherà ogni distruzione, ella è l’enigma che calpesta il suolo, l’angoscia che scompare nell’estasi, il voto e la sventura di un destino già restituito. Apparirà vieppiù come statua, o fantasma di tomba, prima dell’euforia, dopo la sua dispersione sulla terra. Ed è così che Alejandra incontra per la prima volta Martin, nell’attesa serale e sommessa di un parco cittadino, ed è così che si appropria del suo cuore, calandovisi da tergo sulla nuca solitaria ed inconsapevole.
 
Come statua tra le statue, come onnipotenza proibita, rischiara l’intorno del suo mal di vivere, nella grazia di una acerba fissità , perché solo l’immobilità può procurare una stabile esistenza allo sguardo fermo delle statue, a quel loro ‘cavare’ nulla dall’eternità, nello stanziale presidio corroso dal tempo venutoci in soccorso. Lei è il disegno perfetto, la ricerca della verità per eccesso, dove solo nel liberato avamposto di una scarica epilettica, si può riportare requie all’entropia disunita sull’argento vivo di un volto e del biancore eroso.
Mentre Martin è l’ingenuo compulsivo, l’ancoraggio precario al mondo, el ombre que està solo y espera, sferzato dalle raffiche di lei, che entra ed esce dalle sue vacue giornate col bruciante sdegno di chi patisce l’inganno della vita, di chi troppo ha visto ma che, complice, non può che perpetrare vivendo. La loro relazione nelle parole dello stesso Martin assume questa precisa struggente dissezione; ‘come esplosioni di benzina…ecco…come esplosioni di benzina in una notte buia, in una notte di temporale..’.
E così Martin, dalla furia orgogliosa e indomita di lei, si riavrà solo nelle ultime pagine, convertito alla purificazione da una fuga verso Sud, accanto alla semplicità di un fuoco consegnato alla notte maestosa della Patagonia. Ma questo romanzo incrocia e assiste anche i destini avviluppati degli ultimi rappresentanti di una famiglia oligarchica (gli Olmos), depositaria di antichi e spenti valori, i cui membri sono divorati dal fuoco genetico di un pazzia che inanzitutto è ‘predare la vita’, per sfuggire all’oblio delle carte da parati. E nella Buenos Aires peronista degli anni Cinquanta, arriva appena l’eco delle gesta e della truce disfatta dei rivoluzionari del generale Lavalle, che porterà l’anima privata del suo corpo smembrato nel riposo eterno di una terra straniera, a guisa di metafora di una nazione acefala e sradicata in un altrove da sempre compianto. Una nazione, la cui disgrazia è, nelle parole dell’autore, quella di essere stata finita quando il mondo che l’ha originata ha cominciato da subito a scricchiolare ed a crollare, in modo che ai posteri non rimanesse il retaggio elaborabile di una identità, capace di abbattere i padri per salvarli poi nel cuore addolorato dei figli.
 
Nell’epicentro abiotico del racconto, come apocalisse di una illuminata assenza, si erge la relazione sui ciechi, a spartire le acque, a sollevare gli orizzonti e ad erigere colossi di pietra e paranoia. I ciechi, per l’ossessionato Fernando Vidal (padre di Alejandra), i ciechi operosi, distillano veleno sul sonno sconvolto della gente, e con esso governano il mondo mediante gli incubi e le allucinazioni con cui contagiano coloro che contattano, tenendo tutti in scacco col ricatto morale della loro condizione, che è la condizione di chi per non essere visto deve non vedere. Nei rigagnoli di stanze chiuse o nelle viscere disadorne catacombali della grande città, i ciechi convivono con un  silenzio saturo di attese e appostamenti, e seppur divisi gli uni dagli altri, ordono agguati e sequestri, officiando l’occulto potere sui loro volti rifrangenti e carichi di un pacato spavento. Questa portentosa metafora, pronta allo scatto micidiale, come un ordigno dimenticato, è posta a sconvolgimento di una normalità e di un mondo che non si vede più da dietro le apparenze delle cose, che ci consegna alla deriva di un epigramma gettato nel marmo, di innumerevoli eroi e delle loro ultime confessioni.
Evviva el dolor! Evviva la vida!
 
Así aprendí que hay que fingir para vivir decentemente; que amor y fe mentiras son y del dolor se ríe la gente… Hoy que la vida me ha castigado y me ha enseñado su credo amargo, vieja pared, con emoción me acerco a vos y te digo como ayer.
 
Così ho imparato che bisogna fingere per vivere decentemente, che amore e fede sono menzogne e del dolore la gente ride…. Oggi, che la vita m’ha castigata e mi ha insegnato il suo amaro credo, vecchio muro, emozionata mi avvicino a te e ti parlo come allora. ("Madreselva" di Carlos Gardel)
 
 
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
 
Ernesto Sabato, “Sopra eroi e tombe”, Einaudi, Torino, Ottobre 2009.
Traduzione di Jaime Riera Rehre. Prefazione di Ernesto Franco. Progetto grafico di Bianco. Titolo originale: “Sobre héroes y tumbas”, 1961.
 
Ernesto Sabato è nato a Rojas (Buenos Aires) nel 1911, figlio di immigrati italiani. Dopo aver conseguito il dottorato in fisica e seguito i corsi di filosofia all’Università de La Plata, lavorò sulle radiazioni atomiche presso il Laboratorio Curie che lasciò nel 1945 per dedicarsi esclusivamente alla letteratura. Ha scritto varie opere di saggistica sull’uomo e la crisi del nostro tempo e sulle motivazioni dell’attività letteraria, e i tre romanzi Il tunnel (1948, trad it 1967), Sopra eroi e tombe (1961, trad it 1964) e L’angelo dell’inferno (1973 trad. it 1977). Solo recentissimamente in Italia ha assunto — con la traduzione del suo libro di memorie Prima della fine (Ante del fin, del 1997) — il ruolo che gli spetta nella letteratura mondiale.
L'artista si è spento nel 2011.
 
BIBLIOGRAFIA COMPLETA: “Il Tunnel”, Feltinelli, 2010. “Sopra eroi e tombe”, Einaudi, 2009. “Lo scrittore e i suoi fantasmi”, Meltemi, 2000. “Prima della fine. Racconto di un secolo”, Einaudi, 1999. “Rapporto sui ciechi”, R&R,1994. “Approssimazione alla letteratura del nostro tempo (Borges Sartre Robbe Grillet)”, Edizione Riuniti, 1986.
 
Fabrizio Camminati, gennaio 2011
ISBN/EAN: 
ISBN 978-88-06-17835-2

Commenti

(sopra eroi e tombe) - torna

(sopra eroi e tombe) - torna Fabrizio e canta: "Spumeggianti sopra le ombre, attraversati dall’ignoto che disperde pietà, i protagonisti di questo affresco metafisico appaiano subentrare ai viventi, già prossimi al giro triste del tempo e del tango, come corrusche epifanie, per succedere così, alla furia dei sentieri battuti dai venti della Esperanza..."

[sopra eroi e tombe] e una

[sopra eroi e tombe] e una volta terminata e meditata la lettura, tenete presente che a partire da qui: http://www.lankelot.eu/Letteratura-Argentina potrete trovare altre schede dedicate alla Letteratura Argentina.

Mentre qui: http://www.lankelot.eu/autori/fabriziocamminati troverete l'archivio dei pezzi di Fabrizio Camminati.

 

[sabato] fabrizio, ti va di

[sabato] fabrizio, ti va di raccontarci come hai scoperto questo artista italoargentino, e qual è stato il primo impatto con la sua scrittura?

[sabato] certo...nel modo più

[sabato] certo...nel modo più stupido che potessi concepire: facendo cadere il suo tomo ed i due accanto in una libreria della mia città :-)..come vedi è rispettato in pieno l'adagio che la forma massima di finzione è la Vita.. mi incuriosì il suo cognome e anche il titolo 'saltellante' del romanzo. A completamento di ciò, sono andato a leggere qualcosa sul suo conto: e così ho pensato di recensirlo. Altra confessione: non amo la letteratura sud americana ..ma qui devo fare una specifica e quindi la riformulo: non amo la letteratura sud americana in tutti coloro che conoscono SOLO la letteratura sud americana ( e si sperticano in lodi).

Alla fine mi ha conquistato il personaggio di Alejandra e, partendo dai suoi rinnovabili resti , ho costruito la mia recensione sopra il romanzo.

Spero vivamente possa essere interessante...

PS. grazie per avermi sistemato lo scritto col tuo opportuno e sapiente editing :-)

[sabato] allora era un

[sabato] allora era un predestinato, c'è poco da fare. La storia della scoperta dei libri - e degli autori - è sempre piena di aspetti romanzeschi. Bellissima questa cosa.

[gran bell'articolo, e altra prova di stile - tuo, forte. Spero di leggerti molto più spesso, da queste parti... grazie ancora, gf]

[sabato] "epicentro abiotico"

[sabato] "epicentro abiotico" è la frase del giorno, per quanto mi riguarda. Grande.

[letteratura argentina] vi

[letteratura argentina] vi segnalo un interessante articolo apparso su Carmilla a proposito delle novità in arrivo...

L'autore è ALBERTO PRUNETTI.

http://www.carmillaonline.com/archives/2010/12/003735.html#003735 [fonte]

"Dalle Ande agli Appennini, arrivano dall'Argentina una serie di titoli sotto la spinta della Fiera del Libro di Francoforte (col paese australe ospite d'onore) e dietro l'impulso del Programma di traduzione Sur, che ha premiato molte traduzioni con un fondo di 2300 dollari. [...] Prima di tutto va però segnalato un capolavoro che male si configura in un genere. Non è l'ultimo bestseller, ma un testo oscuro, sconosciuto in Italia eppure considerato da molti studiosi una delle pietre miliari della fondazione mitica della letteratura argentina: Il mattatoio di Esteban Echeverría (Roma, Portaparole, 2010, traduzione di Ana Valeria Dini, 14 euro), scritto nel 1839, pubblicato postumo molti anni dopo in Argentina e finalmente consegnato ai lettori italiani in una raffinata edizione bilingue per i tipi di Portaparole".

Continua qui: http://www.carmillaonline.com/archives/2010/12/003735.html#003735

 [Sabato]Qualche giorno fa ho

 [Sabato]Qualche giorno fa ho trovato un' edizione del 1975 della Feltrinelli a pochi euro su una bancarella (ma l'edizione recensita dell'Einaudi è a quanto pare la prima completa!) e l'ho presa dopo averne letto ottimi commenti. Prima di incontrare Cortazar (Rayuela mi sta facendo compagnia in queste giornate natalizie) avevo sempre avuto un grosso pregiudizio verso la letteratura ispano-americana. Ma è già pronta una palinodia. :)

[da Sabato a Cortazar] in

[da Sabato a Cortazar] in attesa della palinodia del nostro GdB... da queste parti abbiamo un articolo di Andrea Brancolini sul "Giro del giorno in ottanta mondi": questo, http://www.lankelot.eu/letteratura/cortazar-julio-il-giro-del-giorno-in-...

[sabato-cortazar-d.f.

[sabato-cortazar-d.f. wallace] ...mi aggiornerò anche su Cortazar, allora...mentre per me la frase che mi gira intorno è di David Foster Wallace, dedicata al dritto di Federer: frustata liquida.

PS. Ho INFINITE JEST aperto a pagina 267. E una iscrizione a un corso di tennis mai sfruttata :-)

[dfw] E in attesa allora di

[dfw] E in attesa allora di pagine future su "Infinite Jest" - capaci d'essere frustate liquide, va da sé...

http://www.lankelot.eu/archivio-autori.html?W/Wallace+David+Foster

 [Sabato] Un ottimo

 [Sabato] Un ottimo contributo di Nazione Indiana su Sabato:

http://www.nazioneindiana.com/2009/03/07/dio-non-scrive-romanzi-elogio-a...

[sabato] ..molto

[sabato] ..molto interessante..e poi stà cosa della cecità e un (d)eccesso di-visione...da WIKISPENDIA prendo:


Una porta logica esegue una operazione logica su uno o più ingressi logici e produce una logica di singola uscita.


E poi gli operatori logici nel linguaggio naturale...>>quali i connettivi logici grammaticalmente usati: E, congiunzione..O, disgiunzione inclusiva / esclusiva etc etc


Qualcuno dovrebbe illuminare questa il rapporto  tra la cecità e la non-cecità..


io non ne sono in grado..

[sabato, sopra eroi e tombe]

[sabato, sopra eroi e tombe] ottimo Fabrizio, ti segnalo questo bellissimo articolo apparso su SAMGHA, a firma Luca Ormelli.

http://samgha.wordpress.com/2010/12/21/sopra-eroi-e-tombe-ernesto-sabato...

"La traduzione , ad opera di Jaime Riera Rehren, è meritevole di encomio poiché per la prima volta offre al lettore italiano il romanzo nella sua integrità (precedentemente erano state rese disponibili presso Feltrinelli l’edizione a cura di Fausta Leoni – 1965 e 1975 -  poi confluita in Editori Riuniti – 1987 e 1997; del “Rapporto sui ciechi”, che costituisce la terza parte del romanzo, si pubblicarono, pur se solamente in lingua originale, edizioni indipendenti) ma rivela vistosissimi difetti di curatela. Basti dire che la prima parte del libro, intitolata come da indice ed esergo “Il drago e la principessa” viene riproposta nella sua lunghezza complessiva di approssimative 150 pagine con la nota di intestazione “Il drago e la primavera” (sic) per tacere della smisurata costellazione di refusi disseminati un po’ ovunque lungo il testo che ben altra amorosa attenzione avrebbe meritato." 

è il suo rilievo finale - degno di meditazione editoriale.

[sabato] ...bello! molte

[sabato] ...bello! molte delle frasi espunte sono quelle che io avrei riportato o che in effetti ho finito per sottolineare..sempre sul tema della cecità, che io vedo non come eccesso di visione ma come deliberato bisogno 'di non vedere più', il pensiero non può non andare a CECITA' di Saramago, che, sospinto dalle suggestioni possibili, ho ripreso in mano...chissà perchè questo tema ritorna in due autori di filiazione ispanico-sudamericana..forse una coincidenza..??..

dei refusi non ne avevo intuito traccia..ma se fossero buchi nella visione?

PS.Avrei un DESIDERATA musicale: l'ultimo di Gil Scott-Heron...poetry and spoken words sublime!

[da sabato a saramago]

[da sabato a saramago] t'accontento subito.

CECITA' secondo Giambo nostro: http://www.lankelot.eu/letteratura/saramago-jose-cecita-2.html

CECITA' secondo il buon PAOLO PAPPATA' detto BAOL: http://www.lankelot.eu/letteratura/saramago-jose-cecita.html

desiderata musicale: basta inserire il codice ean del cd e subito il sistema lo archivia... hai già provato?

[sabato] Grazie

[sabato] Grazie dell'approvazione. Osservo, a latere, come abbiamo reso pubblica una nostra lettura più o meno in simultanea. Con una di quelle prodigiose coincidenze che tanto avrebbero dato da pensare a Fernando Vidal Olmos.

Un caro saluto, Luca

Ps: chi lo volesse può rintracciare Fernando presso

http://dasein1974.wordpress.com

[luca ormelli, sabato]

[luca ormelli, sabato] benvenuto su Lankelot. E' da un po' che ti stavo leggendo, su Samgha. Complimenti sia per il sito che per il tuo stile.

 

Grazie a te Gianfranco

Grazie a te Gianfranco dell'accoglienza. Spero di poter ricambiare più direttamente la stima con qualche intervento per Lankelot. Se gradito, s'intende. A presto.

[luca ormelli] sarebbe più

[luca ormelli] sarebbe più che gradito. Sarebbe un onore poterti leggere anche qui. Per qualsiasi cosa, curiosità dubbio perplessità, considerami a disposizione per farti da guida.

Il format per gli articoli letterari è qui: http://www.lankelot.eu/format-letteratura.html

L'archivio dei nostri articoli (tutti) è qui: http://www.lankelot.eu/archivione

Se vuoi notizie sulla storia del sito e via dicendo, son qua.

[istruzioni per caricare i pezzi: http://www.lankelot.eu/istruzioni.html ]

 

[morto SABATO] (ANSA-Afp) -

[morto SABATO] (ANSA-Afp) - BUENOS AIRES, 30 APR - Lo scrittore Ernesto Sabato e' morto all'eta' di 99 anni nella sua casa di Santos Lugares, nella provincia di Buenos Aires. Lo ha reso noto la moglie Elvira Gonzalez Fraga. L'autore di 'El Tunel', Sopra eroi e tombe, di Prima della fine avrebbe compiuto 100 anni il 24 giugno. Durante il governo di Raul Alfonsn fu fondatore e primo presidente della CONADEP, associazione che si occupo' delle ricerche e le denunce relative ai desaparecidos della dittatura militare del 1976-1983

[Sabato] - Onore al Vecio...

[Sabato] - Onore al Vecio...

[sabato: il ricordo di segre]

[sabato: il ricordo di segre] dal Corsera:  http://www.corriere.it/cultura/libri/11_maggio_02/segre-ernesto-sabato-u...

"È morto mentre si preparava ai festeggiamenti per i suoi cent’anni (era nato a Rojas il 24 giugno del 1911). Da tempo Ernesto Sabato s’era isolato nella sua casa di Santos Lugares (periferia di Buenos Aires), colpito severamente dalla malattia. Ripensava certo alla sua gioventù, alla laurea in fisica a La Plata, al suo lavoro presso la Fondazione Curie a Parigi, alla borsa di studio al MIT di Boston, e alla ricerca sui raggi cosmici; e poi alle sue prime simpatie per gli anarchici, e alla virata verso la letteratura, ai suoi libri, pochi ma talora imponenti, come Sopra eroi e tombe (1961), il capolavoro, o come L’angelo dell’abisso (1974) - meno voluminoso Il Tunnel (1948); e a quelli che facevano corona attorno, di critica, di riflessione (magnifiche le pagine sul tango), di ricordi, come Prima della fine (1998). Rievocava certo gli anni angosciosi trascorsi a indagare sui «desaparecidos», nella Commissione nazionale che lo aveva avuto presidente, dopo il ritorno dell’Argentina alla democrazia, e la stesura della relazione finale (pubblicata con il titolo Nunca más «mai più»). Tutti gli occhi del paese erano stati fissi su di lui, mentre le madri e le vedove dei «desaparecidos» facevano le loro ultime manifestazioni. In quei momenti, si era persino ammutolita la proverbiale, approssimativa leggenda di una sua rivalità con l’altro grande scrittore argentino, Borges, leggenda che ora si ripresenta, addirittura in queste prime ore di lutto (alludo a un articolo su «La Voz»).

Le vicende biografiche rispecchiano la vastità e varietà degli interessi di Sabato, che non sopportava di essere definito soltanto scrittore. Ricordo un nostro incontro a Washington, in cui mi espresse il suo scetticismo sul mito del progresso, citandomi, con esatta informazione, gli orrori del Medio Oriente e della Bosnia, il traffico di bambini latinoamericani, i disastri prodotti dalla globalizzazione; conosceva le statistiche sulla fame nel mondo, e si domandava se il neoliberalismo dominante sia in grado di migliorare qualcosa. Nei suoi scritti di attualità prevaleva un atteggiamento razionale, tanto razionale da sfociare nello scetticismo; ma in quelli narrativi la ragione si confrontava sempre con l’irrazionale, che pareva anzi un possibile vincitore.

CONTINUA sul CORRIERE DELLA SERA: http://www.corriere.it/cultura/libri/11_maggio_02/segre-ernesto-sabato-ultimo-eroe_828c411a-7584-11e0-88f0-a00eb5833fe6.shtml

 

[sabato] il ricordo del

[sabato] il ricordo del nostro GDB, con altri 2 link all'interno: http://giodibe.wordpress.com/2011/05/01/ernesto-sabato-1911-2011/