GL: Tu quale strada hai scelto? E soprattutto chi ti ha aiutato?
YS: Io e Reinaldo abbiamo scelto la seconda strada, quando a metà del 2006 abbiamo deciso di chiedere al nostro amico Josef Biechele di farci il favore di comprare per noi il dominio http://www.desdecuba.com. Josef è nato e cresciuto in Germania, ma è uno dei nostri migliori amici, lo conosciamo sin dagli anni Novanta, quando venne in visita all’Avana. Siamo uniti da una grande amicizia, anche se abbiamo punti di vista diversi su alcuni temi politici e ideologici. Persone in malafede hanno accusato Josef di appartenere alla CIA, ma la sola cosa certa è che in gioventù il nostro amico ha militato nel partito comunista e conserva ancora oggi buona parte delle sue idee. La nostra è un’amicizia che si basa sul rispetto delle diversità e nell’aiuto reciproco, ogni volta che uno di noi è in difficoltà. Non mi passava neppure per la testa di tenere un blog, ma avevo già cominciato a studiare qualcosa di grafica web e la mia esperienza con la rivista Consenso mi aveva stimolato ad approfondire la materia. Josef conosceva le mie tendenze informatiche e mi aiutò subito quando mi venne l’idea di acquistare un dominio in Germania. Mise il suo nome per ubicarlo all’interno dell’impresa tedesca Strato e ci aiutò nell’investimento iniziale, che superava di poco i quaranta euro l’anno. Era una somma importante, visti i bassi salari cubani, ma avremmo avuto due anni di respiro - già pagati da lui - per mettere da parte l’importo successivo.
GL: Ci puoi raccontare come si è sviluppata l’avventura che ti ha portato a gestire un blog seguito come Generación Y?
YS: Abbiamo acquistato un pacchetto base che comprendeva la possibilità di dare il nome a due domini, in modo tale che ne potemmo creare uno di taglio turistico chiamato http://www.habanaapie.com dove pubblicizzavamo i nostri corsi di spagnolo per stranieri. Con molta cautela e senza menzionare i nostri nomi, indicavamo una e-mail di contatto tramite la quale gli interessati potevano iscriversi e fare due settimane di pratica della lingua e di conoscenza della cultura cubana all’Avana. L’autonomia economica che ci portò il sito Internet servì per finanziare parte delle ore di Internet che ho consumato per amministrare il dominio e per la successiva apertura di Generación Y. Josef era sempre disponibile ad aiutarmi a rimediava agli errori che commettevo mentre tentavo di lavorare con il server. Non sono state poche le volte che ho mandato tutto in malora e non ho mai ricevuto un rimprovero da parte sua per i miei tentativi azzardati. In quel clima di collaborazione, gli confidai la mia idea di aprire un blog ma lui - pure se informatico di professione - non conosceva bene la struttura dei sistemi gestori di blog. Per questo ho cominciato con una pagina da me costruita in html, che io chiamavo “blog”, ma in realtà non aveva i requisiti di interattività di questo strumento. In aprile nacque Generación Y. Ogni volta che volevo pubblicare una nuova entrata dovevo sostituire l’archivio “index.htm” con uno che comprendeva il nuovo testo. Avevo fatto il progetto grafico con una vecchia versione di Dreamweaver, sopra un obsoleto computer portatile comprato da uno che voleva scappare da Cuba con una zattera e aveva bisogno di denaro per acquistare un motore di una Chevrolet. Il mio nuovo “sito” mancava di un database e non utilizzava la magica triade Apache-PHP-MySQL che ha portato un potenziale nuovo per i blog. Era come cercare di andare sulla luna con un razzo composto da rocce e pezzi d’albero, ma è stato molto gratificante vedere che si alzava in volo e che si potevano vedere le stelle. Arrivarono i primi lettori e il mio contatto con loro si verificava tramite e-mail, quando potevo entrare in un albergo e controllare la mia casella di posta.
YS: Diversi internauti mi domandavano continuamente perché non usavo una piattaforma come Wordpress, MovableType o lo stesso Blogger.com. Grazie a certe osservazioni mi sono resa conto che esistono piattaforme gratuite per pubblicare blog. Si tratta di sistemi perfezionati che evitano molte difficoltà per inserire un nuovo post e rendono tutto più semplice. Un mondo enorme e pieno di funzionalità si apriva davanti ai miei occhi. Solo alla metà di ottobre del 2007 sono riuscita a scaricare il programma Wordpress sul sito http://wordpress.org e a provarlo sopra un finto server installato nel mio computer portatile. Quel “simulatore di volo” mi ha salvato la vita in un’infinità di occasioni; senza di lui e senza le prove che mi ha permesso di fare offline, tutto sarebbe stato più difficile. Dopo aver scartato MovableType (a maggio 2005 era diventato a pagamento) cominciai simpatizzare per WP e credo che sia stato un caso se ho fatto la scelta migliore. Mi sono unita alla confraternita di Wordpress senza rendermi conto che con questa scelta stavo mettendo a punto una filosofia che mi accompagna ancora: mettere in primo piano il software libero. Raccontare nel dettaglio come sono riuscita a caricare con ftp il programma di Wordpress e a farlo funzionare sarebbe esasperante. In ogni caso poche settimane dopo ho verificato che il mio pacchetto base includeva la possibilità di aprire blog con pochi click… Il solo problema era l’interfaccia in tedesco e risultava complicato modificarla in spagnolo. GY risorse davanti agli occhi dei lettori alla fine di dicembre con nuove possibilità, soprattutto quelle di commentare, inserire un archivio, categorie e persino un motore di ricerca. In mezzo a tutte queste novità da prendere con le pinze, non mi sentivo più all’altezza del compito di amministrare un dominio e un blog. I consigli di alcuni amici e l’inestimabile aiuto di Josef sono stati determinanti. Di tanto in tanto le mie poche conoscenze della materia provocavano qualche disastro tecnologico. Alcuni mesi prima avevo aiutato Reinaldo ad aprire il suo spazio Desde aquí e a Miriam Celaya a fare irruzione sotto pseudonimo nel sito SinEvasión. Entrambi i blog nacquero per merito delle cose apprese nel corso della gestazione di GY. Le cose erano molto più facili rispetto ai primi tempi, ma tutto continuava a essere molto complicato.
YS: Ho potuto sfruttare la nuova situazione solo per circa tre mesi, perché alla metà di marzo del 2008 il governo cubano ha inserito un filtro per bloccare il dominio Desdecuba.com. Ho pensato che si trattasse di un provvedimento transitorio, ma sino a oggi la situazione è questa ed esiste un muro insormontabile tra i miei occhi e il mio spazio virtuale. Chi ha visto la pagina bianca spuntare fuori quando digito la mia URL nei due soli cyber caffè dell’Avana e negli alberghi dai quali mi connetto, dice che si tratta di un filtro che rallenta e rende problematico caricare ogni elemento della mia pagina web. Forse se restassi per due giorni collegata, con il navigatore aperto su http://www.desdecuba.com/generaciony potrei arrivare a vedere il sito completamente, ma senza azzardarmi a fare click in nessuna parte della pagina, perché questa attività comporterebbe altre 48 ore di attesa per caricare il nuovo elemento.
GL: Chi ti ha aiutato a superare questa nuova difficoltà?
YS: Ho deciso di chiedere a un amico grafico - un cubano stabilitosi in Spagna - di aiutarmi a creare un banner personalizzato e un logo per GY. In questo modo è nato il progetto grafico che ancora oggi mi accompagna. Il merito della sua funzionalità è merito del talento di questo grafico, il cui logo di riferimento trovate nella barra laterale del mio blog in segno di riconoscenza (http://www.lightcondensed.com/). Grazie a coloro che mi aiutavano a pubblicare i post, sono riuscita a realizzare alcuni miglioramenti nel blog, tra questi ricordo la divisione delle pagine dei commenti in gruppi di cento perché non fossero troppo pesanti da caricare. Abbiamo modificato al meglio la piattaforma Mandingo e subito il nuovo banner ha funzionato a meraviglia. Alla fine dell’anno sono arrivati il trofeo The BOBs e il premio Bitácoras; nonostante i difetti tecnici, Generación Y conquistò entrambi i premi. Mi sentivo come se avessi raggiunto la luna a bordo della mia rustica nave. La notizia del premio The BOBs uscì sulla stampa tedesca, specialmente nella Deutsche Welle e l’impresa Strato si rese conto che la premiata aveva alloggiato il suo blog in quel server. I dirigenti dell’impresa si rivolsero al loro cliente, Josef Biechele, per avere spiegazioni. Josef dette loro il mio indirizzo e per la prima volta stabilimmo un contatto diretto. Mi dissero che erano onorati di avermi tra i loro utenti e mi chiesero se mi servisse qualcosa di speciale. Chiesi subito di cambiare la lingua dell’amministrazione dal tedesco allo spagnolo, che significava trasferire il dominio in una filiale spagnola dell’impresa Strato. Non volevano perdermi come cliente e per questo mi offrirono 18 mesi di servizio gratuito e un pacchetto di migliori funzionalità; in cambio, io dovevo soltanto essere un cliente di riferimento, che poteva comparire su articoli e considerazioni che venivano fatto sul servizio di Strato. Mi sembrò un trattamento stupendo e fu così che accettai.
YS: Verso la metà di febbraio del 2009 sono cominciati i cambiamenti. Fu un disastro. La vecchia versione 2.3 di Wordpress venne smobilitata e il database risultò più difficile da spostare che un mammut siberiano. Per undici giorni tutto il dominio desdecuba.com fu offline. Io non potevo dormire, la casella postale elettronica era pieno di messaggi di allarme e in mezzo a quel caos un hacker opportunista danneggiò i salvataggi di sicurezza e raccolse legname dall’albero caduto. Dovemmo chiedere le copie dei salvataggi conservate dal server. La mia condizione di blogger cieca era insopportabile. Vedevo il lavoro di quasi due anni andare a fondo per colpa di quei messaggi di errore che comparivano sui monitor di chi voleva consultare GY. Un amico mi regalò una tessere da cinque ore di connessione in un albergo dell’Avana e io me ne andai là disposta a non alzarmi fino a quando non avrei visto il mio blog funzionare ancora. Una delle persone che mi aiuta a pubblicare i post era in chat. Lui, dal paese dove vive, poteva navigare perfettamente sul web ed entrare nel quadro di controllo del nostro server, ma non aveva le conoscenze tecniche per risolvere il problema; io avevo alcune idee su come fare e tuttavia non potevo agire. Mettemmo insieme i suoi occhi e le mie conoscenze, lui fu la mia vista e io la sua mente. Verso le undici di notte la pagina tornava a essere disponibile, con alcune imperfezioni, ma di nuovo viva. A suo tempo aggiustammo il resto e il nuovo spazio sul server dimostrò di possedere una maggior capacità di accettare un traffico sempre crescente. Passai alla piattaforma Atahualpa, che conservo ancora. Tre settimane dopo il blog subiva un nuovo attacco informatico. Il disastro ci aiutò a proteggerci meglio. Per fortuna dopo è arrivato un periodo di stabilità tecnica e di successi che cominciavano a verificarsi nel mondo reale. Tutto questo fino a metà ottobre, quando si verificò un nuovo problema informatico perché qualcuno entrò nel sistema e cancellò l’archivio index.php. Fortunatamente il problema venne subito risolto grazie alle conoscenze di un amico che già mi aveva salvato una volta.
Commenti
YOANI RACCONTA L’AVVENTURA
YOANI RACCONTA
L’AVVENTURA DI GENERACIÓN Y
La blogger cubana risponde alle accuse del regime e dei suoi fiancheggiatori in un’intervista – confessione
[yoani sanchez] grazie,
[yoani sanchez] grazie, gordiano. Carico subito in prima pagina...
E' importante far conoscere
E' importante far conoscere la verità, perchè le menzogne hanno le gambe corte....
[Yoani Sanchez] giusto poche
[Yoani Sanchez] giusto poche ore fa ho postato altrove una mia recensione su "Cuba Libre". Con l'intenzione - ovviamente - di riportarla qui su lankelot e con modifiche.
Nel caso vi possano essere delle inesattezze sarò prontissimo a modificare il tutto. Tra poche ore invio.