Ruffilli Paolo

Le stanze del cielo

Autore: 
Ruffilli Paolo

Aveva ragione Eugenio Montale quando, nel 1977, in un’intervista alla Rai segnalò un giovane poeta per il suo talento, aggiungendo: “penso che ci riserverà piacevoli sorprese”. Il premio Nobel per la Letteratura si riferiva a Paolo Ruffilli, oggi uno dei maggiori poeti italiani.
Paolo Ruffilli scrive da sempre per capire quale è il modo migliore per stare al mondo. La sua poesia è vera perché non rinuncia mai a sporcarsi le mani con il difficile mestiere di vivere. I suoi versi sono note amare che danno scacco matto alla parola. Quella di Ruffilli è una poesia che dolorosamente non rinuncia mai a cercare il vero in ogni cosa che esiste. Seguendo la difficile strada dell’autenticità, nel nuovo libro, il nostro poeta si misura con il tema del male. Con "Le stanze del cielo" (Marsilio editori, pp.90, 12 euro) Ruffilli entra di prepotenza nell’inferno del dolore scrivendo versi che come chiodi si conficcano nella carne.Sotto la lente attenta della sua riflessione c’è l’uomo che cade e perde la sua parte migliore quando il male bussa alla porta per condurlo negli abissi della sofferenza.
Con umana concretezza Ruffilli dà voce agli ultimi per dare una rappresentazione fedele del male che incombe nella vita di tutti i giorni. A parlare, in questo canzoniere della nostra condizione quotidiana, sono gli uomini reclusi in una prigione e i tossicodipendenti. Due fragilità che sono vittime dell’invadenza del male, sulle quali il poeta coraggiosamente si sofferma arrischiando parole estreme che denunciano un disagio. 
Capiamo benissimo che Paolo Ruffilli è un poeta vicino all’uomo. Egli è convinto che i poeti,al contrario di tutti gli altri, sono fedeli agli uomini nella disgrazia e non si occupano più di loro quando tutto gli va bene.  Nei suoi versi racconta i pensieri della gente,ascolta il loro cuore segnato dalla sofferenza e dal male. Le sue parole sull’inferno del dolore sono vere perché vissute attraverso l’esperienza del poeta che incontra ogni giorno gli ultimi. Ruffilli li ascolta, li lascia parlare,e infine diventa l’interprete della loro condizione. “Nella poesia di Ruffilli - scrive Alfredo Giuliani nella prefazione - accade qualcosa che moto raramente si ritrova nell’esperienza egocentrica dei poeti che pure riescono a trasformare in valenza universale la loro dimensione più individuale. Ruffilli, istintivamente, mette sempre in rapporto ciò a cui dà voce con il contesto sociale in cui si muove e parla”.
Cosi il poeta vede in faccia il male come un fatto incomprensibile che non si vuole, ma che semplicemente è.

 

Edizione esaminata e brevi note

Paolo Ruffilli (Rieti, 1949), poeta, saggista e traduttore italiano. Laureato in Lettere presso l’Università di Bologna, collabora con “Il Resto del Carlino”. È consulente editoriale.
 
Paolo Ruffilli, “Le stanze del cielo”, Marsilio, Venezia 2008. Prefazione A. Giuliani.
 
 
 Nicola Vacca, per Lankelot, settembre 2008
 
prima apparizione: Secolo d'Italia
 
Ruffilli in archivio Lankelot
ISBN/EAN: 
9788831794237

Commenti

Amices!
Nicola su Ruffilli.