La Casa Editrice Mursia da tempo si lascia sedurre dal giallo, ma adesso si lancia nell’avventura del supertascabile in doppia edizione - integrale e facilitata - per sperimentare una novità capace di avvicinare i giovani alla lettura. Il racconto di Paolo Roversi è l’ideale, perché usa in maniera intelligente molti elementi tipici del mondo giovanile. Il giornalista Enrico Radeschi a bordo del suo vespino 50 - con la compagnia del cane Buck e del poliziotto Loris Sebastiani - resta il protagonista della serie, ma questa volta il mistero è risolto grazie all’aiuto di Diego e Maggie, due ragazzini di dodici anni coinvolti nell’indagine sulla rapina all’ufficio postale.
Roversi è molto abile a maneggiare la materia del giallo, non perde tempo in disquisizioni letterarie e va subito al sodo, giocando tutto su azione e dialogo serrato. Abbiamo letto Blue Tango (Stampa Alternativa), La mano sinistra del diavolo (Mursia) e Niente baci alla francese (Mursia) - romanzi di ben altro spessore presto tradotti in Spagna - e lo sappiamo. Questa volta la novità letteraria viene dal mondo giovanile, da una narrazione interrotta da e-mail, dalla presenza della PSP, dei video registrati con il cellulare, del gergo tipico degli SMS, in una parola dal tentativo di avvicinare i ragazzini al mondo della narrativa. Roversi lo fa su un piano più alto di Federico Moccia (pure se a un certo punto cita un suo libro), ma strizza l’occhio al giovanilismo con una struttura da telefilm d’azione e con due personaggi presi dal mondo degli adolescenti. Il meccanismo del giallo ricorda i Dieci piccoli Indiani di Agata Christie, perché il colpevole va cercato all’interno di una scuola, tra una serie di possibili sospettati inquadrati dalla ripresa amatoriale sul telefonino.
Il colpo di scena finale è assicurato. Roversi scrive molto bene e sa come avvincere il lettore. Ho impiegato un’ora scarsa per leggere il racconto, tra l’altro comodamente seduto in spiaggia. Gli agenti segreti non piangono è una perfetta lettura da ombrellone, che gli amanti del giallo non devono lasciarsi sfuggire.
BREVI NOTE Paolo Roversi, "Gli agenti segreti non piangono", Mursia Tascabili – PP. 125 – euro 3,90.
Commenti
Gli agenti segreti non piangono è una perfetta lettura da ombrellone, che gli amanti del giallo non devono lasciarsi sfuggire.
Grazie della segnalazione, Gordiano. Personalmente sono rimasto molto perplesso per "Blue tango", abbastanza tempo fa - lettura che ha deluso anche la mia compagna. Dopo quello 0-2 secco ho abbandonato Roversi (Paolo). Annoto volentieri, comunque, quanto ci dici.
A me che non amo il giallo, Roversi non dispiace, pure se - come ho tenuto a sottolineare - non fa letteratura. Ma è un difetto? Di questi tempi preferisco la sincerità alla finta letteratura. Forse sarà perchè anch'io non ho l'ambizione di fare letteratura e sono consapevole di non farne.
Beh, dipende cosa si intende per "sincerità":).
Se si intende "genuinità ruspante" - e non è il tuo caso - o "amatorialità" - e non è il tuo caso -, allora mi tengo la letteratura. Quella finta, per me, è quella di genere:). Ma sai bene che è un mio problema antico, soffro un po' strutture e trame ripetitive:)
Gianfranco, con la narraiva e il cinema di genere si sono dette e fatte un sacco di cose importanti, in tutta semplicità. Io non ho pregiudizi, mi guardo Fellini e Joe D'Amato allo stesso modo, senza fare classifiche.
So come sei fatto, mi piaci per questo:).