Qualche giorno fa, a proposito dei provvedimenti governativi sul problema immigrazione, la Falcetti, in un programma mattutino che va in onda alla RAI sia in radio che in tv, ha commesso una gaffe clamorosa: riferendosi alla questione delle unioni tra italiani ed extracomunitari ha affermato, secondo quanto riportava La Repubblica (ma il giornale romano scriveva tutt’altro) che erano vietati i matrimoni misti.
La poverina, confondendo con ciò l’intenzione di rendere più complicati i matrimoni di convenienza, non poteva sapere che così facendo si esponeva al ridicolo (io l’avrei frustata) e che senza volere richiamava alla mente, dei più accorti, un problema che fu centrale nella disputa tra Fascismo e Santa Sede dopo i primi provvedimenti in difesa della razza. Occorre dunque ricordare che proprio settant’anni fa Mussolini inaugurò, segnando una delle pagine più vergognose del regime e della nostra storia recente, la sua politica antisemita.
Perché sia ancora più chiaro il percorso che il duce e i suoi fedeli seguirono perché si realizzasse quella linea che, secondo lo storico De Felice fu determinata essenzialmente dalla convinzione che per rendere granitica l’alleanza italo-tedesca fosse necessario eliminare ogni stridente contrasto nella politica dei due regimi, andiamo brevemente ad elencare le tappe più significative di tutto il processo.
16 Febbraio 1938: Pubblicazione dell’ "Informazione Diplomatica'" n.14. Scritta unicamente per stemperare le polemiche sull’intenzione del governo fascista di inaugurare una politica antisemita, affermava però che le correnti dell’antifascismo dipendono regolarmente da elementi ebraici.
14 Luglio. Manifesto della razza. Un gruppo di studiosi fascisti docenti nelle Università italiane e sotto l’egida del Ministero della Cultura Popolare, proponeva in dieci punti la concezione del regime sul problema della razza, menzionando però soltanto al punto nove un esplicito riferimento agli ebrei. Ciano confessò nel suo diario: Il duce mi annuncia la pubblicazione da parte del Giornale d’Italia di uno statement sulle questioni della razza. Figura scritta da un gruppo di studiosi, sotto l’egida della Cultura Popolare. Mi dice in realtà che l’ha quasi completamente redatto lui.
19 Luglio. Trasformazione dell’Ufficio Demografico Centrale presso il Ministero dell’Interno in Direzione Generale per la Demografia e Razza.
25 Luglio. Comunicato ufficiale del Partito Nazional Fascista sul Manifesto della razza del 14.
5 Agosto. Se con l’Informazione Diplomatica n.18 si informavano gli italiani che discriminare non significa perseguitare nello stesso tempo il governo prendeva il primo provvedimento: si vietava agli studenti stranieri ebrei l’iscrizione alle scuole del Regno.
3 Settembre. Con un decreto legge del Ministero dell’Educazione Nazionale venivano esclusi da tutte le scuole statali, parastatali o riconosciute nel Regno, gli insegnanti e gli alunni di razza ebraica.
6 Settembre. Un decreto legge stabiliva l’espulsione dall’Italia degli ebrei stranieri anche se divenuti cittadini italiani dopo il primo gennaio 1919.
6 Ottobre. Riunione del Gran Consiglio. Si pongono le basi per quelle che saranno le disposizioni definitive in materia di legislazione razziale. Tra le più significative: divieto di matrimoni di italiani e italiane con elementi appartenenti alle razze camita, semita e altre razze non ariane. Divieto per i dipendenti dello Stato ed Enti pubblici, personale civile e militare, di contrarre matrimonio con donne straniere di qualsiasi razza.
17 Novembre. Attuazione delle disposizioni emanate dal Gran Consiglio.
Come abbiamo già riportato in precedenza, furono quest’ultimi provvedimenti a svegliare l’attenzione della Santa Sede sul problema della razza. Che l’ambiente ecclesiastico non vedesse di buon occhio gli ebrei era cosa risaputissima: ma furono gli stessi fascisti, come ci suggerisce Ernesto Rossi nel suo fondamentale Il manganello e l’aspersorio (1) a ritirar fuori dagli ammuffati scaffali della Compagnia di Gesù la tavola fondamentale per giustificare la politica antisemita del governo. Civiltà Cattolica, l’organo ufficiale dei gesuiti, attraverso i quaderni del 22 settembre, del 4 novembre e del 9 dicembre 1889 indicava la ragione principale delle persecuzioni inflitte da secoli al popolo ebraico: cupidigia insaziabile di straricchire con l’usura, di prepotere con le perfidie e di dominare, tutto invadendo e tutto usurpando, quanto gli è possibile negli Stati.
Con l’unto della carità cristiana, come diceva Ernesto Rossi, il giornale gesuita faceva sue le proposte più disumane nei confronti degli ebrei.
Ricordiamo che solo con l’enciclica Nostra aetate, durante il Concilio Vaticano II dell’ottobre del 1965 i cattolici fecero cadere l’accusa di deicidio nei confronti del popolo ebreo.
Ma lo spettacolo che le gerarchie ecclesiastiche offrirono all’indomani dell’emanazione delle leggi razziali non fu per nulla edificante: Pio XI, per paura che un’opposizione troppo decisa mettesse in forse i recenti Patti Lateranensi del 1929, per i quali Mussolini fu indicato come l’uomo della Provvidenza, tentò l’unica carta della riserva a proposito del matrimonio fra italiani ed ebrei convertiti al cattolicesimo. Ciano nei suoi diari espone la posizione ufficiale del duce: Il Papa vorrebbe che venisse accordata la deroga anche per i convertiti al cattolicesimo. Il Duce ha respinto tale richiesta che trasformerebbe la legge razzista in confessionale.
Due rapporti dell’Ambasciata presso la Santa Sede a Ciano e da questi trasmessi a Mussolini, indicarono, sin dall’immediata emanazione dei deliberati, la presa di posizione del Vaticano: si apprezzava il comma nel quale non era considerato di razza ebraica colui che era nato da un matrimonio misto e qualora avesse professato altra religione all’infuori di quella ebraica alla data del 18 ottobre XVI (era fascista), ma l’unico (e ribadiamo unico) punto sul quale la Chiesa aveva intenzione di formulare obiezioni era quello dei matrimoni misti con ebrei convertiti al cattolicesimo.
Scriveva Ernesto Rossi: (Pio XI) non disse mai una parola di solidarietà verso le migliaia di ebrei che, senza alcuna loro colpa, venivano messi al bando dalla vita civile. Anche per lui, come per Hitler e per Mussolini e per i gesuiti della Civiltà Cattolica, gli ebrei costituivano un gravissimo pericolo per l’umanità. I fascisti avevano soltanto il torto di esagerare, ma le loro intenzioni erano buone.(2).
Come si diceva, son passati settanta anni da quelle vergognose iniziative. Che l’anniversario (e non la gaffe involontaria di una giornalistucola), al di là degli scontati mea culpa di chi poi non crede di avere sensi di colpa, sia l’occasione non per una ricucitura di un’unità nazionale, che chissà perché ha sempre fatto comodo alle forze più reazionarie di questo paese, ma un’opportunità di non cadere nella facile tentazione di risolvere i problemi con l’uso di dottrine cattocentriste e soprattutto con l’uso della forza. Che poi, in questi travagliati giorni, si discuta se sia giusto o no intestare una strada di Roma a Giorgio Almirante che fu redattore del giornale La difesa della razza... beh, non mi sembra un segno dei tempi edificante.
Alfredo Ronci
Il paradiso degli orchi
(1)Ernesto Rossi - Il manganello e l’aspersorio. La collusione fra il Vaticano e il regime fascista nel ventennio – Kaos edizioni
(2)Ibid.
Commenti
Alfredo presenta uno scritto ispirato al libro di Ernesto Rossi - Il manganello e l?aspersorio. La collusione fra il Vaticano e il regime fascista nel ventennio ? Kaos edizioni.
buona lettura - e fate i bravi con le polemiche:)
Polemiche? Ma no che siamo dei bravi lupetti tutti quanti (oddio forse tutti tutti..).
Ernesto Rossi era un intellettuale fieramente anticlericale e non so quanto questo suo sentire abbia potuto condizionare i suoi scritti (realmente storici?).
Dovrei approfondire.
Perciò inutile polemizzare se non si sa di cosa si parla, o se non si conosce bene l'argomento.
In relazione all'atteggiamento di Pio XI (mio lontanissimo parente) nei confronti degli ebrei e sopratutto delle leggi razziali la sapevo del tutto diversa, non fosse altro che gli atti papali, ufficiali, dogmatici non sempre sono in sintonia (apparente) con gli atti concreti, messi in atto dal papa di turno.
Faccio notare comunque che per quanto sia allora, intendo al tempo del pontificato di Pio XI, era vivente un Angelo Roncalli e coloro che poi furono protagonisti del concilio. Non credo che la Chiesa intesa come Istituzione e gerarchia fosse un monolite. Tanto più se andiamo a vedere i singoli comportamenti dei prelati.
Non credo di parlare nelle vesti di lontano cugino di un Papa (chissenfrega) ma quale L.M. forse, con carte in mano, generalizzerei meno di quanto abbia fatto Rossi.
Sicuramente mi consulterei con Buonmago per capirci meglio della faccenda.
servo tuo.
Faccio miracoli, sempre.
Non dubitavo. Intervento celeste. E pure online. Cosa pretendere di più?
"Ernesto Rossi era un intellettuale fieramente anticlericale e non so quanto questo suo sentire abbia potuto condizionare i suoi scritti (realmente storici?)."
Curioso davvero questo giudizio. L'anticlericalismo di Rossi (l'avverbio di modo 'fieramente' è pleonastico!) era basato su fatti, sempre trascritti documentalmente, mai su considerazioni personali. Poi se si vuole parlare di singoli prelati e di singole iniziative, beh altro discorso. Rimane incontrovertibilmente certo che l'unica pezza che il Vaticano tentò di mettere sulla questione della razza fu quella di contestare il divieto di contrarre matrimoni tra italiani ed ebrei convertiti al cattolicesimo (questio che si connotò subito come 'vulnus' al Concordato). Chi rifiuta questo assunto, mente sapendo di mentire.
Bene allora era un eccellente storico. Mi fa molto piacere.
"Chi rifiuta questo assunto, mente sapendo di mentire."
Approfondiremo. Non sia mai detto che si possa venire tacciati di mentitori.
Mi dispiacerebbe.
Buonmago auspico una sua benedizione rasserenante.
"Perché sia ancora più chiaro il percorso che il duce e i suoi fedeli seguirono perché si realizzasse quella linea che, secondo lo storico De Felice fu determinata essenzialmente dalla convinzione che per rendere granitica l?alleanza italo-tedesca fosse necessario eliminare ogni stridente contrasto nella politica dei due regimi, andiamo brevemente ad elencare le tappe più significative di tutto il processo".
Questo è vero, anche se il discorso è ben più complesso, inquadrandolo storicamente. E se questo è vero, come io credo, cozza un po' con questa tua affermazione: "Anche per lui, come per Hitler e per Mussolini e per i gesuiti della Civiltà Cattolica, gli ebrei costituivano un gravissimo pericolo per l?umanità".
Io mi intendo di Fascismo, e non di Santa Sede, pertanto non ho nessun elemento né per confutare né per avallare le teorie di Rossi e di altri sul presunto antisemitismo della Chiesa del tempo e della Compagnia di Gesù in particolare. Per ciò che riguarda Mussolini che vedesse gli ebrei come un pericolo è una cavolata e un falso storico. Non fosse altro perchè il partito Fascista ne era pieno zeppo. La contingenza storica portò Mussolini a commettere l'errore delle leggi razziali. Alle quali peraltro, visto l'alleanza che si era scelto, non avrebbe nemmeno potuto sottrasi facilmente. Ci sono testimonianze storiche e analisi storiche (le più note sono quelle di Mosse, Nolte, De Felice)che ci confermano l'assoluta contrarietà di Mussolini quando Hitler gli impose - sostanzialmente - di promulgare le leggi antiebraiche. Lo stesso Mussolini, vistosi costretto ad accettare, riusci comunque a mettere in salvo alcuni ebrei presenti nelle gerarchie fasciste. Dico ciò per confutare fortemente l'assunto che il Fascismo fosse antisemita e che lo fosse Mussolini. Fu una scelta politica, pragmatica, sbagliata quanto vi pare e deprecabile quanto volete, ma che non ha nulla a che vedere con motivi razziali religiosi o altro.
"Non fosse altro perchè il partito Fascista ne era pieno zeppo".
Verissimo.
"Fu una scelta politica, pragmatica, sbagliata quanto vi pare e deprecabile quanto volete, ma che non ha nulla a che vedere con motivi razziali religiosi o altro."
A parte altre affermazioni di cui sopra, su cui si può discutere, non fosse altro che una minoranza di attivisti razzisti (veri, convinti di quello che dicevano e scrivevano) c'era davvero, concordo anche con questa ultima frase.
Una volta tanto!
9 - Be quelli stanno ovunque, Lupo. Io ovviamente, come hai ben compreso, parlavo dei vertici del Partito Fascista, e di Mussolini in particolare.
Si il riferimento era chiaro.
La militanza degli ebrei nel partito non poteva essere sconosciuta e non accettata dai vertici del PNF.
Sul resto - ovviamente - si può (e si dovrebbe) discutere.
11 - Be, sono d'accordo, come tutte le questioni controverse offre molteplici spunti di discussioni. Dico solo, e in questo caso mi riferisco ad Alfredo Erre che ha scritto il pezzo, stiamo attenti quando scriviamo che Mussolini considerava gli ebrei un pericolo per l'umanità, perchè è un falso e non ha alcun fondamento storico. Se vuol correggere ne sarei lieto.
8. Mi sembra, questo Mussolini, un po' Fini, nel suo opportunismo politico.
13 - E, si, chi ha responsabilità politiche valuta sempre l'opportunità delle sue scelte. E tanto più sono gravose e urgenti, quanto più si rischia di sbagliarle. Solo che la contingenza è un po' diversa, Andrea. Un conto è essere pressato da Hitler, un altro uscirsene cosi a cavolo come fa Fini. Come è diverso, anche, lo spessore dei due personaggi.
Non vedo perché dovrei correggere un'affermazione di Ernesto Rossi. Lo farei fare ben volentieri a lui, se fosse vivo. Ahimé per tutti noi, non lo è. Per quanto riguarda la questione del 'vulnus' al concordato, non è una questione storicamente interpretabile, ma un dato di fatto. Poi possiamo parlare di opportunismo politico e di quello che vi pare, ma sui matrimoni misti in occasione delle leggi razziali c'è poco da aggiungere. Chi lo contesta mente sapendo di mentire (aridaje!).
13-14. In più, Mussolini, che aveva un'intelligenza politica fuori dal comune, intuì subito che le leggi razziali sarebbero state un elemento che avrebbe minato la compattezza del Partito Fascista e la sua popolarità nazionale e internazionale (molti si dimenticano che Mussolini era ammirato sia negli States che in Gran Bretagna). Aveva tutto da pedere, ma non potè sottrarsi, avendo scelto quell'alleanza. Questo non lo giustifica, ma è un dato di fatto storico inequivocabile.
15 - Ho confuso, pensavo fosse scritta da te. Cosa c'entrano i matrimoni misti? Quella è una conseguenza, semmai.