Aveva ragione Sergio Luzzatto, nel suo La crisi dell’antifascismo (Einaudi), a temere la scomparsa di un modo di vedere e pensare le cose. E nello stesso tempo ad augurare alla nostra democrazia di garantire una fedeltà profonda alle idee della Resistenza ed un’indiscussa adesione ai valori della Repubblica. Ma paventava (anzi indicava) la nascita di una terza via, un terzismo meno nobile e all’acqua di rose, perfettamente equidistante sia dal fascismo, sia dal comunismo, che alla fine tende a relativizzare gli assunti dal punto di vista storico e morale. Sotto la specie infamante del comunismo si è cominciato a rubricare di tutto (…) si è brandita la definizione di Resistenza quale guerra civile come una clava per dare sulla testa degli ingenui che ancora pensavano di poter trovare nella vicenda resistenziale qualcosa di nobile, di edificante, di esemplare (pag.36).
Credo che il grido di dolore, dai più inascoltato, di Luzzatto derivi da un’oggettiva compartecipazione ad una disillusione di fondo che trova, in alcuni esponenti, quelli più “anziani”, una consapevolezza addirittura di fallimento generazionale.
Parlare poi di antifascismo in un periodo come questo, dove l’attuale governo di centrodestra mina anche le regole fondamentali del vivere quotidiano, sembra davvero anacronistico e ahimé antistorico.
Sorprende davvero allora quello che mi è capitato di vedere sabato 13 giugno a Roma.
Ho partecipato al gay-pride. E anche qui ce se sarebbero di cose da dire: dai quattro gatti che tentavano una disperata visibilità fino a dieci anni fa siamo passati alle decine di migliaia che hanno sfilato pacificamente e coloratamente lungo un tragitto che la Prefettura, ogni anno, tende a restringere e a limitare.
Non voglio disquisire sull’assoluta assenza della politica (quella che assiduamente frequenta i salotti bene della televisione, ma che non si sporca il culo a scendere in piazza a difesa dei diritti degli emarginati): se si eccettua il presidente della Regione Lazio Zingaretti che ha portato personalmente il suo saluto ai manifestanti, e qualche sparuta bandiera del PD e di Rifondazione, il resto era un coloratissimo ‘dissentire’ autogestito e personale. (Per non parlare della distanza tra quella genuina manifestazione di rivalsa ed un mondo culturale che soltanto a parole mostra sostegno, ma che in realtà è vicino a certe istanze solo per il proprio tornaconto personale. Dov’erano dunque gli scrittori, i musicisti, gli artisti in genere che ‘sporcano’ le loro ‘manifestazioni d’ingegno’ con le tematiche della diversità e che poi davanti al terrore della visibilità si nascondono dietro il sorcinismo della pruderie?).
Dunque: poco prima che il corteo partisse da Piazza della Republica, mi sono accostato ad uno dei tanti carri che coloravano la manifestazione. Il messaggio di coloro che lo animavano era chiaro: NO VAT. PIU’ AUTODETERMINAZIONE, MENO VATICANO.
E dalla bocca di due dei protagonisti della rappresentazione, un ragazzo vestito come un cardinale ed un altro con una ‘mise’ finocchiescamente viola (termine che io posso usare perché divido con la persona i gusti sessuali), è partito lo slogan: SIAMO TUTTE (e dico tutte!) ANTIFASCISTE. E a seguire la ‘Bella ciao’ in versione (credo, ma potete anche smentirmi) Modena City Ramblers. E a seguire ancora, una selva di braccia col pugno alzato.
Non so se Luzzatto, davanti ad una simile scena, si sarebbe esaltato. Io sì, e ho alzato il pugno al cielo. Nonostante tutto, bentornato antifascismo!
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Commenti
http://www.lankelot.eu/index.php/2006/08/24/luzzatto-la-crisi-dellantifa... ecce l'opera che nomini
Alfredo polemizza: "Bentornato, antifascismo".
A voi!
Posso dirti solo questo, amice AL: "una selva di braccia col pugno alzato." > Di fronte a una scena del genere io ho sempre una reazione ostile, ma immagino che il clima di festa possa attenuarne il peso.
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Personalmente, considero quel gesto mortifero e maligno, e non posso comportarmi diversamente. La storia mi ha spiegato bene cosa possa implicare, nel mondo, nazione per nazione, quel saluto. Intendo tenerne ben viva la memoria.
"Parlare poi di antifascismo in un periodo come questo, dove l?attuale governo di centrodestra mina anche le regole fondamentali del vivere quotidiano, sembra davvero anacronistico e ahimé antistorico".
Magari fosse davvero anacronistico e antistorico. Se ne sente ancora troppo parlare di antifascismo. é un termine che - almeno in Italia - andrebbe totalmente abolito. In nome dell'antifascismo si sono compiuti gli orrori peggiori di questa repubblichetta da quattro soldi che è l'Italia post fascista. Mi sembrano davvero fuori luogo e fuori dal tempo le considerazioni che fai. Ma non mi sorprende, ormai. Non è una novità. E poi francamente, non vedo il nesso con l'attuale governo. Cosa c'entra col discorso sull'antifascismo. Fai una confusione terribile, come al solito.
"ma che non si sporca il culo a scendere in piazza a difesa dei diritti degli emarginati". Ma quali emarginati, per facore... non ci crede più nessuno a sta favoletta.
"E dalla bocca di due dei protagonisti della rappresentazione, un ragazzo vestito come un cardinale ed un altro con una ?mise? finocchiescamente viola (termine che io posso usare perché divido con la persona i gusti sessuali), è partito lo slogan: SIAMO TUTTE (e dico tutte!) ANTIFASCISTE. E a seguire la ?Bella ciao? in versione (credo, ma potete anche smentirmi) Modena City Ramblers. E a seguire ancora, una selva di braccia col pugno alzato.
Non so se Luzzatto, davanti ad una simile scena, si sarebbe esaltato. Io sì, e ho alzato il pugno al cielo. Nonostante tutto, bentornato antifascismo!"
Che scena abominevole. Tu ti sei esaltato perchè sei un poveraccio senza rimedio, come i protagonisti di quella piazza. E questo pezzo lo conferma. Hai ragiunto l'apice del disgustoso. Io non so perchè Franchi ti tiene ancora qui. Contento lui. Ma non va bene, proprio non va bene quello che scrivi, ed è molto fastidioso per tutta la comunità lankelottiana, non solo per me.
Se fossi stato Franchi non avrei mai consentito che un pezzo del genere vedesse la luce, e non sono il solo qui dentro, ti garantisco. Ho parlato con altre persone che scrivono qui sopra. Ribadisco questo concetto perchè tu ti dia una regolata. Ovviamente la cosa non finisce qui, ne dobbiamo parlare in altra sede, alla presenza di Gianfranco.
4. Suppongo che tu sia, tranne smentita, eterosessuale (anche se intravedo lampi di 'eterosessismo'). In quanto tale non conosci le reali condizioni dell'omosessuale in Italia: ti consiglio di farti un giro sui luoghi pubblici, di leggere le cronache delle innumerevoli violenze sui gay, e magari anche qualche passeggiatina (se già non lo fai in quanto eterosessuale o eterosessista) lungo i 'viali' dove battono i trans. Luoghi appunto dove si 'percepisce' l'emarginazione.
Per quanto riguarda il 'pugno alzato' caro GF mi permetto di dire che non sono mai stato comunista, quando esisteva il pur 'meritorio' PCI di Berlinguer io votavo radicale e figurarsi poi cosa avevo a che spartire con le 'dittature del proletariato'. Il pugno chiuso è sempre stato nel mio immaginario un segno della 'resistenza': lontano dall'imitazione standard dell'iconografia rivoluzionaria, ma tanto tanto efficace. Per questo ho trovato 'entusiasmante' l'episodio del gay pride e io stesso me ne sono fatto partecipe. Il pugno come resistenza alla violenza, quindi al fascismo che è espressione principe della violenza. Se gli altri vogliono vederci 'addentellati' ideologici, lo facciano, ma francamente non mi appartengono. Ma mi rendo conto che tutto l'assunto andava chiarito.
Poi le 'favolette' lasciamole a Leon.
vi fermo qua:).
vi invito a cena qui da me - pizza, birra e gelato - una di queste sere. D'accordo? Presto mando mail a trois;)
7 - Non continuo la polemica - perchè anche in questo tuo intervento ci sarebbe molto da stigmatizzare -, la sostanza di quello che volevo dire è molto chiara. Ci tengo però a intervenire su un punto. Che io sia eterosessuale o meno è assolutamente irrilevante, ma ti assicuro che conosco abbastanza bene l'universo gay romano. Se scrivo quello che ho scritto ho i miei buoni motivi. Ci tengo a specificare che non era rivolto a chiunque sia gay, ma ai gay militanti di quella piazza. Per il resto, accetto l'invito di Franchi. Anche un dopo cena va bene;)
dai dai. Comincio a preparare la pizza e a mettere in fresco le birre:). Evviva.
I gay militanti di quella piazza sono quelli più 'meritori' perché si rendono visibili, al contrario di quelli che, come dicevo nel pezzo, si nascondono dietro il sorcinismo della pruderie. Non so quali gay conosci tu, ma se li tratti a parole come in genere fai con me non c'è da stare allegri.
11 - Io tratto chiunque come merita. I gay che vanno in piazza e fanno politica, di solito, sono i più sfigati e frustrati. Quelli che non si "accatta" nessuno, ecco perchè vanno in piazza. Non voglio semplificare perchè l'universo è complesso. Ti sorprenderesti se sapessi quanti ne conosco, tra militanti e non. E queste cose le dico in faccia anche a loro, quando serve.
Busi diceva che se avesse voluto coi cazzi in fila che aveva preso ci arrivava fin sulla luna. Non posso dire altrettanto, ma il mio percorso 'personale' è a buon punto. Eppure scendo in piazza.
Perdonatemi per la pessima boutade in un luogo consacrato a ben altre discussioni, ma andava fatto per, come direbbe Leon, 'stigmatizzare'.
ahahahahah
:))))
Va bene. Torniamo a noi.
13 - Infatti ho scritto che non voglio generalizzare troppo, l'universo è complesso. Dico solo che per quel che ho visto i gay militanti sono più adulti e sfigati, e i gay 20enni e nel fiore della giovinezza alla piazza ci pensano poco o nulla. Giustamente pensano a scopare, per rimanere in tema.
14 - Giusto;)
La discussione è senza dubbio proficua. Solo mi chiedo. Questo pezzo non dovrebbe stare nel forum?
17 - Eh si, hai più che ragione Mat.
scusate, ma queste discussioni fatele pure nel forum, lì potrete azzannarvi a piacimento, trovarle in sito periodicamente è piuttosto noioso sia per chi circola abitualmente sia per chi immagino sia di passaggio.
2 personalmente non ho passione per il pugno alzato, ma non mi piace neanche l'altro saluto, quello con la mano aperta (quello "romano" per capirsi), che pur periodicamente ricompare.
19 - Non devi dirlo a me. Concordo, Marina. Non sono io che posto questi pezzi.
Gentile marina monego
mi preme fare una precisazione: è vero, la discussione andava fatta nel forum, ma essendo ancora poco pratico del sito, ho inserito il 'post' in un luogo sbagliato. Questo se permette però esula dalla 'questio' principale di cui lei fa cenno: io in genere sono persona tranquilla e non ho mai azzannato nessuno e non ho intenzione di farlo anche se Leon si presterebbe come ' mia vittima'. Da quando ho cominciato a collaborare a Lankelot, tranne rarissime eccezioni, mi sono limitato a 'postare' senz'altra intenzione che condividere certi stimoli intellettuali. Ma sono stato sempre attaccato, a torto o a ragione in questa sede non credo sia importante: e a questi attacchi ho risposto sempre civilmente. Ma tacciato di essere noioso per la verità mi colpisce nell'orgoglio (che ho smisurato). Accetto l'appunto di aver commesso uno sbaglio tecnico, ma non accetto in nessun modo di passare per attaccabrighe e pedante. E siccome non mi va di passare nemmeno per polemista (la mia condizione intellettuale mi porta a credere di operare diversamente) credo che sia il caso di congedarmi dal sito.
Ringrazio chi mi ha letto e saluto. Gli amici poi si ha occasione di vederli in altre sedi.
Cordialmente.
Che palle queste diatribe...
ma dai, Al:)
sbrighiamoci a fare 'sta pizzata con Federico e sbrogliamo l'equivoco, fraternizzate e via;)